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Discussione: Padre Seraphim Rose

  1. #11
    Becero Reazionario
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    Predefinito qualche parola a Talib

    Dell'empia dottrina di René Guenòn e dei suoi seguaci per i quali la nostra santa Religione cristiana ispirata e rivelata da Cristo nostro Dio sarebbe solo una delle tante vie che conducono alla salvezza,
    ANATEMA!


    Davvero bella l'icona di padre Seraphim.
    Sulle prime mi aveva fatto venire in mente la famosa maledizione di Isaia (5,19):

    "Guai a coloro che dicono: "Si affretti, si acceleri l'opera sua/ affinché possiamo vederla; / si avvicini, si realizzi il progetto del Santo d'Israele / e lo riconosceremo". / Guai a coloro che chiamano il male bene e bene il male/ che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre"

    Ma poi ho capito che il significato dell'icona di padre Seraphim è esattamente l'opposto non un incitamento alla "dissoluzione" (come fanno quelli contro i quali Isaia si scagli), ma una triste constatazione che il tempo è vicino (vuoi per la brevità della vita di ciascuno di noi, vuoi perchè - forse - sono davvero prossimi i tempi ultimi - per tutti).
    Tutta questa premessa per suggerire all'amico Talib, che si dichiara "guenoniano", la lettura del bel libro di Maurizio Blondet "Gli Adelphi della Dissoluzione" (ed. Ares), nella quale ho letto il passo di Isaia su riportato.
    In questi forum finisco spesso col parlare di Blondet, qualcuno crederà che io sia un suo parente o amico, ma in realtà sono solo un suo appassionato lettore e devo a Blondet (oltre che ad alcuni episodi capitatimi) l'aver aperto gli occhi su autori come Evola o - soprattutto - Guènon. Anche io, come Talib, ero un appassionato lettore di tali autori, e non considero totalmente e completamente sbagliato quanto da essi affermato. Considero senz'altro inaccettabile l'apostasia di Guènon, e il suo aver ricercato dappertutto scampoli di Tradizione (dalla Massoneria, alla Chiesa Cattolica, a quella Ortodossa, dall'Indusimo, dal Taoismo, per terminare nell'Islam "esoterico"). Tutto questo discorso si scontra con l'Incarnazione di N.S. Gesù Cristo, che ci ha detto "Io sono la via, la verità e la vita", e ci ha detto che solo per mezzo di lui ci si salva. Accettare le teorie guenoniane (ricollegandosi, ad es., agli avatar di Visnù) vuol dire negare la Divinità di Cristo e l'Unicità della sua Incarnazione, e di più, affermare implicitamente che Egli fosse - non solo un semplice uomo - ma, absit!, un mitomane ed un folle (allo stesso modo di chi, qua e là, ritiene "vie di salvezza" tutte le religioni). Senz'altro c'è del buono in Evola e Guènon (scusate se li accomuno sempre), per quel che riguarda la "critica" del mondo moderno ed il loro atteggiamento nei confronti del Sacro, ma c'è il grave errore per quel che riguarda l'identificazione e l'individuazione del Sacro.
    Talib scrive:
    Se mi è concessa una critica, l'unica cosa di cui rammaricarsi è che nella sua pur brillante demolizione del neo-spiritualismo contemporaneo abbia totalmente frainteso la dottrina indù, è abbia fatto di tutta l'erba un fascio mettendo l'Induismo ortodosso nello stesso calderone con i vari movimenti New Age e pseudo-orientali.
    al chè verrebbe da chiedergli se egli ha avuto modo di conoscere davvero la dottrina indù (il chè presupporrebbe la conoscenza del sanscrito, oltre che la frequentazione di "esponenti qualificati" - per dirla alla Guènon - di tale dottrina); o se piuttosto questa sua "opinione" non sia mutuata pari pari dagli scritti guenoniani di critica ai moderni movimenti pre-new age (quali spiritismo e teosofia).
    Qualche anno fa, quando avevo qualche anno in meno, pensavo pressappoco le stesse cose di Talib, ed avrei mandato senz'altro a... quel paese chi mi avesse detto ciò che io sto dicendo a Talib. Mi auguro che egli sia davvero più maturo di me o - opzione b - che possa avere la fortuna di fare il mio stesso percorso evitando di rimanere ingannato ed impigliato, per troppo tempo, dalle false dottrine (vogliamo chiamarle "esoteriche", "gnostiche", "neopagane", "orientaleggianti", boh?) di questo tipo.
    E comunque, anche volendola dire guenonianamente, la nostra Tradizione è il Cristianesimo, per cui è inutile perdere la testa dietro a miraggi che ci svierebbero dalla retta via, anche perchè, nella Santa Chiesa, non ci sono solo "asini che portano le reliquie".
    Con ciò concludo, ribadendo l'invito a Talib a leggere il libro di Blondet e magari ad avvicinarsi ad un autore come Attilio Mordini (del quale, se vuoi posso fornirti qualcosa, visto che in commercio c'è poco), come passaggio intermedio verso la riscoperta della autentica, vera ed esclusiva Fede verso N. S. Gesù Cristo, per mezzo del quale, i meritevoli, potranno un giorno contemplare il Volto di Dio.
    Un saluto.
    CRISTO REGNA!

  2. #12
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    Predefinito

    Caro Codino, ovviamente l'icona di padre Seraphim in questione (sulla cui bellezza concordo) non è certo un invito alla "dissoluzione" (altrimenti padre Seraphim non sarebbe un santo ma il suo esatto opposto), ma, almeno per come lo intesa io, la constatazione del poco tempo a nostra disposizione, e l'invito a comportarsi di conseguenza. Volere "accellerare i tempi" è una cosa che anche io considero assolutamente satanica, e nel Cristianesimo esiste, al contrario, il concetto di "Katechon" (correggetemi se ho sbagliato). Ma Guènon non fa nulla di tutto ciò (mentre Evola - che è qualcosa di totalmente diverso da Guènon - si, ed infatti, per voler usare un eufemismo, non ho alcuna stima del personaggio) e per questo ritengo che il libro del Blondet faccia solo della confusione al riguardo. Sia chiaro che dico questo pur riconoscendo apertamente che Blondet abbia scritto anche molte cose interessanti (considero "Chi comanda in America" una lettura illuminante!).

    Per il resto, non vorrei sembrarti scortese ma preferisco volutamente non dire altro sulla questione di Guènon. Questo principalmente perchè mi piacerebbe che questo thread non uscisse fuori dal tema "padre Seraphim", e perchè considero gli sviluppi che questa discussione potrebbe prendere troppo complessi per essere affrontati con uno strumento così limitato come un forum. Inoltre, la cagione principale della mia permanenza su questo forum (e su quello degli amici di "Tradizione Cattolica") non è discutere Guènon nè cercare di convincere nessuno ad accettarlo, ma una mia esigenza interiore di approfondire due realtà per me tanto affascinanti e nuove come quella ortodossa e quella cattolica integrale (anche perchè la Chiesa post-conciliare, sia detto senza offesa per i suoi aderenti, mi ha già deluso a sufficienza). Inoltre non escludo nemmeno che eventuali discussioni sull'argomento si possano concludere con la classica situazione degli interlocutori che finiscono con il trincerarsi nelle loro convinzioni personali, senza arrivare a nulla se non a una reciproca perdita di tempo.
    Pertanto, diciamo che accetto volentieri le tue indicazioni librarie (effettivamente di Mordini non so proprio nulla), e per quanto mi riguarda ti prego di accettare le mie: ovvero rileggi Guènon, che se ben compreso si difende benissimo da solo, e (se riesci a procurarti i numeri) anche la "Rivista di Studi Tradizionali" (mentre i libri di Evola buttali pure nel caminetto). Quanto alla "Unità trascendente delle religioni" (un concetto VERAMENTE PIU' COMPLESSO di quanto può apparire), mi permetto di consigliarti questo scritto di Rama Coomaraswami (che è cattolico sedevacantista):

    http://www.coomaraswamy-catholic-wr...%20Perennis.htm

    Concludo precisando solo tre cose:

    1) io non mi dichiaro "guenoniano". Considero Guènon un insigne esegeta e apologeta della Tradizione, ma non ne faccio certo un "profeta", o peggio un feticcio (come altri fanno, purtroppo).
    2) non mi piace scrivere su internet fatti miei personali, però posso dirti che, si, in effetti ho avuto l'onore di frequentare alcuni cosiddetti "esponenti qualificati" (con annessa conoscenza del sanscrito, cosa oggi assai rara persino in India).
    3) non sono indù (non vorrei aver generato questa impressione!)

    Un saluto.
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  3. #13
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    Scusa, ho riportato male il link:

    http://www.coomaraswamy-catholic-wri...20Perennis.htm
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  4. #14
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    Secondo errore.

    Prova a cliccare qui :

    http://www.coomaraswamy-catholic-wri...20Perennis.htm
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  5. #15
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    Ho seguito con molto interesse questo tread e non sono finora intervenuto perchè Luca e - specialmente ,visto che sta preparando una tesi sudi lui - il p.DAniele, erano sufficientemente esperti.
    Un unica riflessione devo fare a proposito dell'induismo "ortodosso". Anzitutto, come è noto, l'induismo è una religione inesportabile, è , per gli stessi induisti, una rivelazione per l'India, perchè ha tra le sue dottrine imprescindibili ed essenziali, quella delle caste. Un convertito in che casta lo metteremmo? Nin è cioè, a differenza del cristianesimo, dell'islam e anche del buddismo una religione universalistica e non fa proseliti. Non c'è, tra le sue dottrine, l'invito a predicare a tutte le nazioni. Questo premesso essendo l'induismo una religione precedente il cristianesimo essa contiene, come le altre, dei "semi" del Verbo "logoi spermaticoi - seminales rationes". Si legga a questo proposito san Giustino martire o Clemente Alessandrino o altri Padri. LO stesso San Paolo lo ammette nel celebre discorso dell'Aereopago. Ma i semi devono realizzarsi nella pianta, e quella pianta è Cristo. egli non è uno dei "logoi" egli è il Logos che inse stesso porta a compimento ea allo splendore della Verità, ogni seme della verità, ovunque esso sia. Israele è il popolo prediletto nel prepare la via del Cristo a cui dà la carne umana, ma non è il solo. In lui anche i semi parziali contenuti nelle religioni che lo hanno preceduto trovano pieneezza. "Quello che per i Giudei è stata la Legge per i greci è stata la philosophia (intesa nel senso di "dottrina" , ambedue erano propaideia (preparazione pedagogica) a Cristo!" . Un bellissimo apologo contenuto nell'Everghetinòs racconta che un monaco del deserto malediceva sempre gli antichi Greci ed in particolare Platone (proprio al suo pensiero molti padri si rifacevano per trovare semina Verbi) . Un giorno Platone gli appare circonfuso della luce dei santi e gli dice: "perchè mi maledici? quando Cristo è sceso agli Inferi per liberare i morti io lo ho riconosciuto subito. Era Lui che attendevo e lo ho seguito nella Luce".
    Questo è il vero atteggiamento cristiano: nelle religioni precristiane, nelle filosofie, nelle dottrine, ci sono certamente scintille di Verità, ma come esse sono sprozzate dalla luce del Logos e - causa la caduta - si sono mescolate all'errore, esse in Criso, Logos fatto carne, ed in Lui solo, trovano pienezza e compimento. Io sono la Via, la Verità, la Vita, nessuno può andare al Padre se non attraverso di me.
    Un benedettino cattolico del primo 900, dom Odo Casel, ha studiato questo in rapporto alle dottrine dei Mysteri. Ne è uscità una splendida riflessione. I Mysteri antichi grande sogno dell'uomo che si realizza nel Mystero di Cristo risorto dopo la morte e si continua nei Mysteri (sacramenti) della Chiesa che è la Sua Sposo ed il Suo Corpo.
    Il Cristocentrismo non sminuisce ma esalta ed illumina tutto ciò che è autenticamente umano. Ciò che sfugge al Cristo è cuiò che appartiene all'Estaneo, all'Avversario, alla Tenebra.

  6. #16
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    Non posso aggiungere nulla alle sagge parole del vescovo Silvano, che condivido in pieno.
    Domani forse avrò il libro di S. Rose che ho ordinato, così potremo fare qualche altro commento.
    Mi piacerebbe sapere anche se il vescovo Silvano conosce l'autore cattolico Attilio Mordini (di cui abbiamo parlato nei post precedenti) e cosa ne pensa (visto che era anche delle sue parti, essendo fiorentino).
    Un saluto e buona Domenica a tutti

  7. #17
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    Predefinito finalmente...

    Finalmente ho terminato la lettura del libro di padre Seraphim Rose.
    Un testo davvero interessante, dal quale ho appreso parecchie cose che non conoscevo sull´ortodossia.
    Ad esempio il fatto che (a quel che ho capito) gli Ortodossi non accettano l´esistenza del Purgatorio. Tuttavia é possibile che un´anima venga mandata all´inferno per peccati non gravi e dopo un certo tempo (vuoi per intercessione delle preghiere dei vivi, vuoi per altri motivi) puó guadagnarsi il Paradiso. Dunque sostanzialmente non una grossa differenza con l´idea di Purgatorio, credo...
    Interessante poi l´esperienza delle "stazioni di pedaggio" riportata da tanti santi ortodossi, e che padre Seraphim tende a riaffermare contro alle interpretazioni eccessivamente "allegoriche" dei giorni nostri.
    Chiedo a voi se ho capito bene ...

  8. #18
    memoria storica
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    guarda Codino io non sono ortodosso (come dovresti sapere) ma tempo fa avevo letto proprio in questo forum un 3d che parlava di questi temi (cioè dl Purgatorio et similia); doverbbe essere QUESTO

  9. #19
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    Caro "uva bianca" chissà che diventando un giorno ortodosso, se Dio lo vorrà e tu risponderai generoso, ti si potrà chiamare "uva rossa" del sangue prezioso del Signore.

  10. #20
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    Predefinito

    Ringrazio uva bianca ed il vescovo Silvano.
    Tuttavia nel libro di padre Rose, si narra di una donna, il cui fratello era morto ed era all´inferno, che grazie alle proprie preghiere riesce a farlo liberare. E si spiega che ci sono situazioni meno gravi, per le quali ció é possibile, ed altre in cui ció non é possibile. Dunque non vedo questa grande differenza con il Purgatorio, se non da un punto di vista della "struttura" dell´aldilá.

 

 
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