Dell'empia dottrina di René Guenòn e dei suoi seguaci per i quali la nostra santa Religione cristiana ispirata e rivelata da Cristo nostro Dio sarebbe solo una delle tante vie che conducono alla salvezza,
ANATEMA!
Davvero bella l'icona di padre Seraphim.
Sulle prime mi aveva fatto venire in mente la famosa maledizione di Isaia (5,19):
"Guai a coloro che dicono: "Si affretti, si acceleri l'opera sua/ affinché possiamo vederla; / si avvicini, si realizzi il progetto del Santo d'Israele / e lo riconosceremo". / Guai a coloro che chiamano il male bene e bene il male/ che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre"
Ma poi ho capito che il significato dell'icona di padre Seraphim è esattamente l'opposto non un incitamento alla "dissoluzione" (come fanno quelli contro i quali Isaia si scagli), ma una triste constatazione che il tempo è vicino (vuoi per la brevità della vita di ciascuno di noi, vuoi perchè - forse - sono davvero prossimi i tempi ultimi - per tutti).
Tutta questa premessa per suggerire all'amico Talib, che si dichiara "guenoniano", la lettura del bel libro di Maurizio Blondet "Gli Adelphi della Dissoluzione" (ed. Ares), nella quale ho letto il passo di Isaia su riportato.
In questi forum finisco spesso col parlare di Blondet, qualcuno crederà che io sia un suo parente o amico, ma in realtà sono solo un suo appassionato lettore e devo a Blondet (oltre che ad alcuni episodi capitatimi) l'aver aperto gli occhi su autori come Evola o - soprattutto - Guènon. Anche io, come Talib, ero un appassionato lettore di tali autori, e non considero totalmente e completamente sbagliato quanto da essi affermato. Considero senz'altro inaccettabile l'apostasia di Guènon, e il suo aver ricercato dappertutto scampoli di Tradizione (dalla Massoneria, alla Chiesa Cattolica, a quella Ortodossa, dall'Indusimo, dal Taoismo, per terminare nell'Islam "esoterico"). Tutto questo discorso si scontra con l'Incarnazione di N.S. Gesù Cristo, che ci ha detto "Io sono la via, la verità e la vita", e ci ha detto che solo per mezzo di lui ci si salva. Accettare le teorie guenoniane (ricollegandosi, ad es., agli avatar di Visnù) vuol dire negare la Divinità di Cristo e l'Unicità della sua Incarnazione, e di più, affermare implicitamente che Egli fosse - non solo un semplice uomo - ma, absit!, un mitomane ed un folle (allo stesso modo di chi, qua e là, ritiene "vie di salvezza" tutte le religioni). Senz'altro c'è del buono in Evola e Guènon (scusate se li accomuno sempre), per quel che riguarda la "critica" del mondo moderno ed il loro atteggiamento nei confronti del Sacro, ma c'è il grave errore per quel che riguarda l'identificazione e l'individuazione del Sacro.
Talib scrive:
al chè verrebbe da chiedergli se egli ha avuto modo di conoscere davvero la dottrina indù (il chè presupporrebbe la conoscenza del sanscrito, oltre che la frequentazione di "esponenti qualificati" - per dirla alla Guènon - di tale dottrina); o se piuttosto questa sua "opinione" non sia mutuata pari pari dagli scritti guenoniani di critica ai moderni movimenti pre-new age (quali spiritismo e teosofia).Se mi è concessa una critica, l'unica cosa di cui rammaricarsi è che nella sua pur brillante demolizione del neo-spiritualismo contemporaneo abbia totalmente frainteso la dottrina indù, è abbia fatto di tutta l'erba un fascio mettendo l'Induismo ortodosso nello stesso calderone con i vari movimenti New Age e pseudo-orientali.
Qualche anno fa, quando avevo qualche anno in meno, pensavo pressappoco le stesse cose di Talib, ed avrei mandato senz'altro a... quel paese chi mi avesse detto ciò che io sto dicendo a Talib. Mi auguro che egli sia davvero più maturo di me o - opzione b - che possa avere la fortuna di fare il mio stesso percorso evitando di rimanere ingannato ed impigliato, per troppo tempo, dalle false dottrine (vogliamo chiamarle "esoteriche", "gnostiche", "neopagane", "orientaleggianti", boh?) di questo tipo.
E comunque, anche volendola dire guenonianamente, la nostra Tradizione è il Cristianesimo, per cui è inutile perdere la testa dietro a miraggi che ci svierebbero dalla retta via, anche perchè, nella Santa Chiesa, non ci sono solo "asini che portano le reliquie".
Con ciò concludo, ribadendo l'invito a Talib a leggere il libro di Blondet e magari ad avvicinarsi ad un autore come Attilio Mordini (del quale, se vuoi posso fornirti qualcosa, visto che in commercio c'è poco), come passaggio intermedio verso la riscoperta della autentica, vera ed esclusiva Fede verso N. S. Gesù Cristo, per mezzo del quale, i meritevoli, potranno un giorno contemplare il Volto di Dio.
Un saluto.
CRISTO REGNA!




Rispondi Citando