Referendum di An per sgambettare la Lega
DOPO LE REGIONALI anche la Lega Nord rischia di finire in padella. Se Silvio Berlusconi fino ad ora ha creduto che senza il partito di Bossi si perde il nord e quindi la maggioranza del Paese, Ignazio La Russa (foto) vuole dimostrargli che non è più così. Per questo ha pronto un asso nella manica capace, secondo gli stretti collaboratori del leader di An, di polverizzare il consenso leghista proprio in Lombardia. La strategia, che il Tempo è in grado di anticipare, fa perno su un referendum regionale per chiedere l' autonomia e lo statuto speciale, al pari delle altre regioni autonome del nord. Il trio formato da Romano La Russa (fratello di), Vivana Beccalossi (vicepresidente della giunta lombarda) e Pier Gianni Prosperini (vicepresidente del consiglio regionale lombardo) ha raccolto migliaia di firme per chiedere la modifica dell'articolo 116 della Costituzione con l'aggiunta, della parola "Lombardia" dopo "Friuli - Venezia Giulia". L' operazione, confida Prosperini al Tempo, «non punta a dividere ma a rendere più decisionista e autonoma nelle scelte la regione più importante d'Italia che oggi, nonostante quello che si dice e quello che la Lega sbandiera, dipende da Roma. Dal cambio delle cinture per i pompieri di Milano alla costruzione di nuovi ospedali, la Lombardia è stanca di aspettare e la devolution non è servita a nulla. Questo però non significa però che con il referendum vogliamo spaccare l'Italia ma soltanto poter svolgere meglio le procedure, nella piena solidarietà con il resto del Paese». Se va in porto però, la missione della Lega, almeno in Lombardia, viene meno. «Io credo» conclude Prosperini, «che comunque la Lega abbia fatto il suo corso e che i leghisti ormai al grido di Roma ladrona non si schiodano dalle poltrone romane». Per queste ragioni, l'attacco finale di An partirà solo dopo le regionali così che i migliori frutti verranno raccolti nella primavera del 2006. Antonio Calitri ac@supermarketing.it




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