



Carissimo,
guarda che la credibilità di un dogma - qualsiasi esso sia - non si fonda sull'autorità della Chiesa. Ma sull'autorità di Dio. Dio ha affidato alla Chiesa il compiito di dire agli uomini ciò che Egli ha rivelato e ciò che è conforme a quanto da Lui rivelato.hefico: E' questo forse il tuo problema: quello di avere una distorta conoscenza della fede. Tu pensi che si stata la Chiesa, per autoaffermazione di se stessa, a proclamare questo o quel dogma. Non è così. Dio rivela; la Chiesa prolama.
Per farti capire, ti faccio l'esempio dei protestanti - dove è più evidentela questione. Nell'ambito protestante, infatti, la regola della fede non esiste più da secoli. Ogni protestante è regola di se stesso. Ed in effetti non c'è protestante che la pensi alla stessa maniera su uno stesso punto di fede.
Nell'ortodossia - ed in una certa qual senso ache nell'aglicanesimo - la regola, il metro di fede si sposta dal singolo fedele al singolo "vescovo". E quindi ptrai trovare vescovi che anche su questioni di primaria importanza per la fede la pensano diversamente.
Nella Chiesa cattolica, invece, il metro è unico: è il papa. Di qui l'infallibilità.
Perchè serve l'infallibilià? Perchè io, dovendo fare l'atto di fede, ho bisogno di sapere con sicurezza e senza possibilità di errori, ciò che è rivelato e ciò che non lo è. E perché ciò mi è necessario? Per salvarmi. La Scrittura, infatti, richiede - per salvarsi - quale condizione previa (assieme alle opere) la fede, tanto che la Lettera agli Ebrei afferma senza mezzi termini che senza la fede è impossibile piacere a Dio!. Se è così, se io non tengo ben fermo il depositum fidei, ma se questo fosse oscillante tra le insicurezze ed errori umani, allora non potrei essere sicuro di aver l'integra fede e, quindi, non potrei neppure essere sicuro di piacere a Dio e, quindi, in ultima analisi non potrei neppure sperare di salvarmi.hefico: on so se ho reso l'idea.
A mio avviso, probabilmente, i tuoi dubbi nascono perché hai sbagliato prospettiva. se la risistemassi, vedresti che i dubbi andrebbero a loro posto.hefico:


gli uomini errano, ed anche il papa erra se, ad esempio, gioca la schedina del totocalcio o esprime la sua opinione sul romanticismo tedesco o sviluppa un'equazione matematica...
non erra, invece, se parla in materia di Fede, ma non in quanto semplice uomo (perchè potrebbe errare) ma poichè assistito dallo Spirito Santo.




Non è così :la sinfonia delle chiese ortodosse canoniche vive-in giurisdizioni sinodali amministrative autonome- lo stesso depositum fidei e la stessa professione di fede e quindi vive in perfetta comunione teologica,ecclesiale e orante e liturgica .Certo all'interno della sinfonia canonica su questioni pastorali ed amministrative c'è spesso e giustamente dibattito ed anche duro dibattito ma la comunione teologica e sacramentale non si rompe
Quindi nessun singolo Vescovo è il metro..ma il metro è la professione di fede del depositum fidei che è di per sè garantita sinodalmente ed assicurata dal popolo di Dio
Faccio un esempio.-.Se io da domani insegnassi che la Madre di Dio non è vergine nè prima nè durante nè dopo ..a parte il fatto che mi becco una scarpata dalla presidente del Consiglio di Chiesa e se io organizzassi perfino una scuola teologica..allora la sinfonia canonica riunitasi nel pleroma conciliare direbbe..Ecco il Padre Festa insegna questo..questo non è conforme alla professione di fede dei nostri Padri da noi ricevuta e da noi custodita..ergo anatema sul Padre Festa
Le chiese ortodosse non canoniche hanno di per sè rotto questa comunione e quindi si sono separate dal pleroma sinodale della sinfonia e per la specifica ecclesiologia cristiano ortodossa (pensa per un istante Gus alla visione diversa del sacerdozio tra ortodossi e cattoilici...da noi non avrebbe senso l'idea dello spretato... ma ha senso l'idea del deposto...) tecnicamente i loro preti e i loro vescovi,certamente persone rispettabili e sante(pensa a Silvano Livi) non sono più tali
Ed infatti le chiese non canoniche (alcune sinceramente altre strumentalmente) per dare legittimità a se stesse trovano l'aggancio teologico nella loro rottura sul dato della professione di fede estremizzando come blasfema ed eretica la partecipazione delle chiese canoniche al movimento ecumenico..
E non conoscendo noi il sistema del valido e dell'illecito nel momento in cui un presbitero delle chiese non canoniche vuole tornare alla canonicità se la sinfonia canonica decide di fargli vivere ex nunc e mai ex tunc il ministero sacerdotale lo ordina(e non lo riordina) proprio perchè l'ordinazione non canonica appartiene ad altro popolo e ad altra ed aliena comunione e ad essa va restituita proprio per profondo rispetto di misericordia e per senso della verità
Certo pastoralmente la situazione è anche rischiosa ed anche caotica ma è il prezzo oggettivo che liberamente paghiamo alla sinodalità ritenendo che essa sia la forma piena di fedeltà alla Chiesa della Pentarchia nulla misconoscendo del ruolo di coordinamento e di presidenza del e al Vescovo di Roma
..non è colpa nostra se in questo momento con tutto l'affetto e il rispetto la Chiesa di Roma Antica è caduta -dal nostro punto di vista-in scisma e per alcuni versi in eresia
Il Posto è conservato...basterebbe poco...iaociao:
Ultima modifica di Giovannipresbitero; 30-11-09 alle 15:45
vado verso i 60 cinico disincantato perfido e quindi cristiano ed ovviamente ortodosso a Palermo sperare nell'unità dei cristiani e sconfiggere l'ecumenismo
Cercamo d'esse preti, io solo questo ve chiedo: d'esse preti, che nun ce perdemo niente".




..non credo che tocchi per nulla il depositum fidei.,..è una lettura se vuoi border line di un fatto storico e per certi aspetti di impostazione rigorosamente etica e non teologica...Non ho negato alcuna verità di fede nè nel senso che ho sottratto qualocsa al depositum( come i ginevrini..) nè nel senso che ho aggiunto qualcosa al depositum( sai bene chi ha aggiunto...nevvero?iaociao: ciao cody...
vado verso i 60 cinico disincantato perfido e quindi cristiano ed ovviamente ortodosso a Palermo sperare nell'unità dei cristiani e sconfiggere l'ecumenismo
Cercamo d'esse preti, io solo questo ve chiedo: d'esse preti, che nun ce perdemo niente".




Caro G.,
sai bene che non mi riferisco a quelle che tu chiami "chiese ortodosse non canoniche", ma mi riferisco a quelle perfettamente "canoniche". Basti vedere - tanto per fare un esempio - la diversità di veduta, in materia sacramentale, tra la c.d. chiesa di Costantinopoli e quella di Mosca.hefico:
Si tratta non solo di due modi ecclesiologici diversi, ma anche teologico-sacramentali, che, quindi, toccano il nocciolo duro del depositum fidei, almeno sotto il punto di vista sacramentale.hefico:


vado verso i 60 cinico disincantato perfido e quindi cristiano ed ovviamente ortodosso a Palermo sperare nell'unità dei cristiani e sconfiggere l'ecumenismo
Cercamo d'esse preti, io solo questo ve chiedo: d'esse preti, che nun ce perdemo niente".