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Discussione: Addio Karol

  1. #41
    FLY ELY
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    ADDIO!


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  2. #42
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    Arrivederci padre, fratello, maestro di vita!

    Resterai sempre con noi!!

    Alberto

  3. #43
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  4. #44
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    Predefinito pensieri di Marco

    So perfettamente che quello che sto per scrivere non piacera' a tutti ( o meglio a nessuno), pero' mi va di scriverlo, perche ' sono stufo...

    ..stufo di tanta ipocrisia... di miglioni di sms spediti alle tv da giovani che fanno a gara a scrivere la frase piu' toccante e poetica al loro Papa.

    Papa che il 98% di loro non ha mai cercato, visto e sopprattutto ascoltato in tutti questi anni.

    Stufo delle tv che parlan solo di quello. Minuti di silenzio in tutto il monod, quando per i milioni di bambini morti per guerre, malattie, tzunami non si spendono che solo frasi fatte.

    Ragazzi che fino la scorsa settimana bestemiavano come pochi, che non credono, che vanno a messa solo a Natale con gli abiti nuovi perche' ci si sente tutti piu' buoni e fa figo e giusto andarci, ora sono in treno, in corteo a piangere per cosa poi? Per una cosa in cui non credono...

    E non ditemi che la morte del Papa ha fatto aprire gli occhi alle persone perche' per me la fede non e' una cosetta che ti salta addosso da un giorno all'altro.

    E poi frasi stupide... addio, grazie, l' uomo migliore... Se, se solo questi ragazzi sapessero che proprio lui ha portato avanti una campagna ( e poi l'ha vinta) in Africa per NON fare usare il preservativo ai ragazzi perche' contro l'ideale cattolico.. si, e ora in milioni hanno l'aids.

    Io ragazzi non voglio dubitare della vostra fede, mi auguro solo che i mess postati siano stati postati da persone che nutrivano la stessa stima nei confronti del papa anche 2 settimane fa.
    Tutto qua.

    buona serata, Marco

  5. #45
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    Predefinito

    Premessa: la penso, per riassumere, sostanzialmente come Marcogiov e Yari. Detto questo: ho visto su Sky (sul web, via sito del Corriere) la diretta dei funerali, alle 4 del mattino, perché era un evento comunque, e volevo vedere la faccia di Bush quando Condi Rice gli avrebbe dato di gomito per sussurargli "Sire, quello là è Assad, si ricorda, quello siriano cattivo, giriamo alla larga."

    Mentre pensavo questi pensieri mi godevo la coreografia, che la chiesa cattolica sa fare come nessun'altra entità organizzata nella storia salvo forse i faraoni, e guardavo la meraviglia dei colori, del sole sulle pietre, dello spettacolo senza precedenti di *tutti* i potenti dell'universo riuniti. A un certo punto è arrivato Khatami. Come non essere colpiti? Il capo di una dittatura teocratica islamica ai funerali del capo di un'istituzione religiosa cristiana e arcirivale! Un mullah in turbante a messa nel mezzo di San Pietro! E a un certo punto, mentre gli iraniani andavano a sedersi, sono passati a due metri dai rappresentanti dell'ebraismo italiano. Per un secondo, è passata una zoommata su Riccardo Pacifici con la kippà in testa, visto di tre quarti, e vicino a lui Khatami col turbante, inquadrati perfettamente. Chi se la sarebbe immaginata, una scena così? E nessun altro che questo papa aveva mai fatto i passi coraggiosi -- andare in una sinagoga, e poi addirittura in una moschea, primo nella storia -- che hanno poi reso possibile una scena come quella della kippà e del turbante.

    Per un papa intensamente "politico" nel senso più ampio del termine come lui, quella scena mi è sembrata il tributo migliore; e anche una visione di pace molto più forte di qualunque discorso, compresi quelli da lui stesso pronunciati. Bush non avrà visto di certo, e anche nel caso in cui stesse guardando, probabilmente non avrà capito bene quale straordinario cortocircuito storico quella immagine rappresentava. Ma per me, questa è la scena che ricorderò.
    alberto

    PS Prossimo papa? Gioco la tripla Danneels, Hummes, Schoenborn.

  6. #46
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    E dove la mettiamo la stretta di mano + successiva chiacchierata tra il presidente israeliano e Khatami (nati in Iran nella stessa citta')????

    Per la cronaca, lo Statuto dell'Iran non riconosce Israele e ne auspica la distruzione.

    Inoltre il pres. isrealiano ha pure stretto la mano ad Assad. E tra Israele e Siria i rapporti non sono migliori, visto che e' noto che la Siria appoggia e finanza i gruppi terroristici palestinesi.

    Insomma, sono successe cose storiche (piu' che altro plateali, il pres israeliano e' l'equivalente del ns pres della repubblica e non conta molto) che non avremmo visto in nessun'altra occasione.

  7. #47
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    Predefinito

    Infatti a me dispiace molto della sua perdita, perché è riuscito a fare cose che nessun altro ha fatto.


    Io sono triste per la perdita di un grande uomo, che ha rivoluzionato le "tradizioni" di sempre.... Che ha guidato la Chiesa con onore e umiltà.


    Di spirituale ho colto poco, perché ancora ho le idee poco chiare riguardo la religione.


    Quindi, quello che io ho scritto lo trovo sincero e poco ipocrita

  8. #48
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    Predefinito Re: pensieri di Marco

    In Origine postato da Amsterdammer
    So perfettamente che quello che sto per scrivere non piacera' a tutti ( o meglio a nessuno), pero' mi va di scriverlo, perche ' sono stufo...

    ..stufo di tanta ipocrisia... di miglioni di sms spediti alle tv da giovani che fanno a gara a scrivere la frase piu' toccante e poetica al loro Papa.

    Papa che il 98% di loro non ha mai cercato, visto e sopprattutto ascoltato in tutti questi anni.

    Stufo delle tv che parlan solo di quello. Minuti di silenzio in tutto il monod, quando per i milioni di bambini morti per guerre, malattie, tzunami non si spendono che solo frasi fatte.

    Ragazzi che fino la scorsa settimana bestemiavano come pochi, che non credono, che vanno a messa solo a Natale con gli abiti nuovi perche' ci si sente tutti piu' buoni e fa figo e giusto andarci, ora sono in treno, in corteo a piangere per cosa poi? Per una cosa in cui non credono...

    E non ditemi che la morte del Papa ha fatto aprire gli occhi alle persone perche' per me la fede non e' una cosetta che ti salta addosso da un giorno all'altro.

    E poi frasi stupide... addio, grazie, l' uomo migliore... Se, se solo questi ragazzi sapessero che proprio lui ha portato avanti una campagna ( e poi l'ha vinta) in Africa per NON fare usare il preservativo ai ragazzi perche' contro l'ideale cattolico.. si, e ora in milioni hanno l'aids.

    Io ragazzi non voglio dubitare della vostra fede, mi auguro solo che i mess postati siano stati postati da persone che nutrivano la stessa stima nei confronti del papa anche 2 settimane fa.
    Tutto qua.

    buona serata, Marco

    I nostri occhi possono guardare lontano, osservare, esaminare…non fino al punto da scrutare nel profondo dell’animo altrui: non ci sono strumenti che consentano di potersi ergere a giudice dei sentimenti, della sincerità delle emozioni, della fede del prossimo. A noi uomini questo non è concesso.

    La nostra voce ci consente di esternare pensieri, convinzioni, anche emozioni.
    Ma ci sono circostanze in cui il silenzio assume il valore di una grande virtù: non quando esso è fine a se stesso ma nel momento in cui si traduce in riflessione profonda o semplicemente nel rispetto della altrui sensibilità.
    Le considerazioni riduttive e povere di significato non sono mai proficue.


    Angela

  9. #49
    A/V76
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    Predefinito Re: pensieri di Marco

    In Origine postato da Amsterdammer
    Se, se solo questi ragazzi sapessero che proprio lui ha portato avanti una campagna ( e poi l'ha vinta) in Africa per NON fare usare il preservativo ai ragazzi perche' contro l'ideale cattolico.. si, e ora in milioni hanno l'aids.


    Condivido molto delle tue parole tranne questo passo, non credo che sia colpa del Papa (che peraltro è stato capo della Chiesa x 25 anni) se in Africa ci sia l'aids. Ad ogni modo le nazioni unite dovrebbero fare qlcs.

  10. #50
    email non funzionante
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    Predefinito

    Passati i giorni del lutto e dei pellegrinaggi, sopito (si spera) il clamore mediatico attorno alla morte di Karol Wojtyla, passate le orde di SMS stucchevoli, vorrei entrare nella discussione.
    Come avrete notato, nell'ultima settimana io, cristiano convinto ed estimatore di Giovanni Paolo, ho scelto il silenzio e la preghiera come risposta al troppo chiacchiericcio sorto sia nel forum sia nel mondo esterno riguardo al Papa.
    Ora, a bocce ferme e a mente fredda, penso sia più prolifico continuare il discorso da voi intrapreso.

    In Origine postato da marcogiov

    Ho avuto anch' io un esperienza forte con GPII, nel corso della sua prima visita a Milano, credo fosse l' 83 o 84. Passavo un venerdì notte in piedi per accaparrarmi i biglietti di un' opera alla Scala. Era un caldo maggio e all' alba, nella città presidiata dalla polizia, tra un contrappello e l' altro, passai davanti all' Arcivescovado, dove dormiva il Papa. C' era un gruppo di papaboys che cantava una "mattinata". Si affacciò un prelato a ordinare, di smettere e lasciarlo dormire, ma poi si affacciò lui a sorridere e benedire e lasciare che i giovani si sfogassero intonando un canto polacco dedicato alla Madonna Nera di Czestochowa. Molti cantavano piangendo e singhiozzando per l' emozione, io ero atterrito. Capivo che erano sinceri e facevano sul serio, ma era lo stesso di tipo di reazione che altri coetanei avrebbero avuto con Simon Le Bon. Nulla di più lontano dalla mia mentalità, che non accetta di non guardare anche alle scelte più strettamente religiose del Papa e per questo rifiuta un coinvolgimento che porta inevitabilmente all' acriticità. Chiamiamolo pure amore, innamoramento tosto di gruppo.
    Caro Marco,
    la tua analisi è esatta solo a patto di fermarsi all'aspetto esterno di tali manifestazioni di affetto.
    Guardando un po' più in profondità è chiaramente distinguibile il motivo che spinge i giovani a cercare il Papa e, soprattutto, spinge(va) il Papa a cercare i giovani. Se pensi ad un Simon Le Bon, ad un Leonardo Di Caprio, un Chicchessia del circo dello spettacolo, il motivo di fondo delle loro esibizioni ed apparizioni è la loro personale gloria e ricchezza: dicesi soddisfacimento ed accrescimento dell'io, nonchè ricerca del potere e del piacere personale attraverso strade mascherate da spettacolo per gli altri. In altre parole, i giovani che accorrono ai concerti e strepitano ai piedi del loro idolo sono il migliore mezzo che costui ha per autoincensarsi: i giovani vengono usati per vendere più dischi, per apparire, per avere soldi. Della loro vita e del loro bene non gliene più importare un fico secco a Simon Le Bon.
    Di conseguenza, il proporre modelli ai giovani è solo un mezzo personale: non è detto che i modelli proposti siano quelli in cui chi li propone crede. Caso estremo è quello di Marilyin Manson, un uomo(?) che, probabilmente usato dai produttori e dai manager (lui, infatti, penso che non sia cresciuto del tutto sano di mente), propone comportamenti esplicitamente autolesionisti e necrofili, pur di far parlare di sé e vendere dischi.

    Nel caso del Papa il discorso è radicalmente diverso: in tutti i suoi discorsi ai giovani egli ha sempre proposto come Via, Verità e Vita l'affidarsi a Gesù Cristo, in quanto Sommo bene per ogni uomo o donna. Wojtyla si è sempre speso per far conoscere ai giovani (ma non solo) il loro vero Bene, la vera vita e la vera felicità preparate anche per loro.
    Il fine dei suoi viaggi e dei suoi discorsi non è mai stato autoincensatorio, commerciale o pubblicitario: è stato soltanto il proporre Cristo come unica via nella vita ad ogni uomo, donna, bambino, anziano... E la miglior testimonianza a questo messaggio è stata ovviamente la sua propria persona, la sua passione e la sua profonda fede: quando lo vedevi e lo sentivi non potevi che convincerti che quello che diceva era vero perchè era lui il primo a viverlo profondamente sulla sua pelle!

    Che poi parte di quelli che si affezionano al Papa non seguano ciò che lui dice, questo è un altro discorso. Ma lui stesso non ha mai nascosto quanto sia ardua la Via che propone (dal momento che Colui che ha segnato questa via addirittura è stato inchiodato ad un legno!).

    Per mostrarti chiaramente quanto detto, riporto ora alcuni brani a me cari tratti dai discorsi di Giovanni Paolo II in occasione della XV Giornata Mondiale della Gioventù (Roma, 15-20 agosto 2000):

    15 agosto 2000:
    Nell'aprire il vostro Giubileo, carissimi giovani e ragazze, desidero ripetere le parole con le quali ho iniziato il mio ministero di Vescovo di Roma e di Pastore della Chiesa universale; vorrei che esse guidassero i vostri giorni romani: "Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!". Aprite i vostri cuori, le vostre vite, i vostri dubbi, le vostre difficoltà, le vostre gioie e i vostri affetti alla sua forza salvifica e lasciate che Egli entri nei vostri cuori. "Non abbiate paura! Cristo sa cosa c'è dentro l'uomo. Solo Lui lo sa!". Lo dicevo il 22 ottobre 1978. Lo ripeto con la stessa forza oggi, vedendo risplendere nei vostri occhi la speranza della Chiesa e del mondo. Sì, lasciate che Cristo regni sulle vostre giovani esistenze, servitelo con amore. Servire Cristo è libertà!

    19 agosto 2000:
    [...]
    Sempre il Cristo risorto entra nel cenacolo della nostra vita e permette a ciascuno di sperimentare la sua presenza e di confessare: Tu, o Cristo, sei «il mio Signore e il mio Dio».

    [...]

    Forse a voi non verrà chiesto il sangue, ma la fedeltà a Cristo certamente sì! Una fedeltà da vivere nelle situazioni di ogni giorno: penso ai fidanzati e alla difficoltà di vivere, entro il mondo di oggi, la purezza nell'attesa del matrimonio. Penso alle giovani coppie e alle prove a cui è esposto il loro impegno di reciproca fedeltà. Penso ai rapporti tra amici e alla tentazione della slealtà che può insinuarsi tra loro.

    Penso anche a chi ha intrapreso un cammino di speciale consacrazione e alla fatica che deve a volte affrontare per perseverare nella dedizione a Dio e ai fratelli. Penso ancora a chi vuol vivere rapporti di solidarietà e di amore in un mondo dove sembra valere soltanto la logica del profitto e dell'interesse personale o di gruppo.

    Penso altresì a chi opera per la pace e vede nascere e svilupparsi in varie parti del mondo nuovi focolai di guerra; penso a chi lotta per far amare e rispettare la vita umana e deve assistere a frequenti attentati contro di essa, contro il rispetto a essa dovuto.

    5. Cari giovani, è difficile credere in un mondo così? Nel Duemila è difficile credere? Sì! È difficile. Non è il caso di nasconderlo. È difficile, ma con l'aiuto della grazia è possibile, come Gesù spiegò a Pietro: «Né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli» (Mt 16, 17).

    Questa sera vi consegnerò il Vangelo. È il dono che il Papa vi lascia in questa veglia indimenticabile. La parola contenuta in esso è la parola di Gesù. Se l'ascolterete nel silenzio, nella preghiera, facendovi aiutare a comprenderla per la vostra vita dal consiglio saggio dei vostri sacerdoti ed educatori, allora incontrerete Cristo e lo seguirete, impegnando giorno dopo giorno la vita per Lui!

    In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.


    [...]

    Cari amici, vedo in voi le «sentinelle del mattino» (cfr Is 21, 11-12) in quest'alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni. Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo voi non vi presterete a essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete a un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame; restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.

    Cari giovani del secolo che inizia, dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell'umanità del nuovo secolo e millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione


    20 agosto 2000:
    [...]
    Abbiamo ascoltato nel Vangelo un brano del discorso da Lui tenuto nella sinagoga di Cafarnao, dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani. In esso Egli si rivela come il vero pane delle vita, il pane disceso dal cielo per dare la vita al mondo (cfr Gv 6,51). E' un discorso che gli ascoltatori non comprendono. La prospettiva in cui si muovono è troppo materiale per poter raccogliere il vero intendimento di Cristo. Essi ragionano nell'ottica della carne, che "non giova a nulla" (Gv 6, 63). Gesù invece apre il discorso sugli orizzonti sconfinati dello spirito: "Le parole che vi ho detto - Egli insiste - sono spirito e vita" (ibid.).

    Ma l'uditorio è refrattario: "Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?" (Gv 6, 60). Si ritengono persone di buon senso, con i piedi sulla terra. Per questo scuotono il capo e, brontolando, se ne vanno uno dopo l'altro. La folla iniziale si riduce progressivamente. Alla fine resta solo lo sparuto gruppetto dei discepoli più fedeli. Ma sul "pane della vita" Gesù non è disposto a transigere. E' pronto piuttosto ad affrontare il distacco anche dei più intimi: "Forse anche voi volete andarvene?" (Gv 6, 67).

    3. "Forse anche voi?". La domanda di Cristo scavalca i secoli e giunge fino a noi, ci interpella personalmente e sollecita una decisione. Quale è la nostra risposta? Cari giovani, se siamo qui oggi, è perché ci riconosciamo nell'affermazione dell'apostolo Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna" (Gv 6, 68).

    Di parole intorno a voi ne risuonano tante, ma Cristo soltanto ha parole che resistono all'usura del tempo e restano per l'eternità. La stagione che state vivendo vi impone alcune scelte decisive: la specializzazione nello studio, l'orientamento nel lavoro, lo stesso impegno da assumere nella società e nella Chiesa. E' importante rendersi conto che, tra le tante domande affioranti al vostro spirito, quelle decisive non riguardano il "che cosa". La domanda di fondo è " chi": verso "chi" andare, "chi" seguire, "a chi" affidare la propria vita.

    Voi pensate alla vostra scelta affettiva, e immagino che siate d'accordo: ciò che veramente conta nella vita è la persona con la quale si decide di condividerla. Attenti, però! Ogni persona umana è inevitabilmente limitata: anche nel matrimonio più riuscito, non si può non mettere in conto una certa misura di delusione. Ebbene, cari amici: non c'è in questo la conferma di quanto abbiamo ascoltato dall'apostolo Pietro? Ogni essere umano, prima o poi, si ritrova ad esclamare con lui: "Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna". Solo Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio e di Maria, il Verbo eterno del Padre nato duemila anni orsono a Betlemme di Giudea, è in grado di soddisfare le aspirazioni più profonde del cuore umano.

    Nella domanda di Pietro: "Da chi andremo?" c'è già la risposta circa il cammino da percorrere. E' il cammino che porta a Cristo.


    [...]

    Egli ama ciascuno di noi in maniera personale ed unica nella vita concreta di ogni giorno: nella famiglia, tra gli amici, nello studio e nel lavoro, nel riposo e nello svago. Ci ama quando riempie di freschezza le giornate della nostra esistenza e anche quando, nell'ora del dolore, permette che la prova si abbatta su di noi: anche attraverso le prove più dure, infatti, Egli ci fa sentire la sua voce.

    Sì, cari amici, Cristo ci ama e ci ama sempre! Ci ama anche quando lo deludiamo, quando non corrispondiamo alle sue attese nei nostri confronti. Egli non ci chiude mai le braccia della sua misericordia. Come non essere grati a questo Dio che ci ha redenti spingendosi fino alla follia della Croce? A questo Dio che si è messo dalla nostra parte e vi è rimasto fino alla fine?


    etc.

    (continuerò in seguito)

 

 
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