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Risultati da 41 a 50 di 64

Discussione: Controricordo

  1. #41
    Orazio Coclite
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    In origine postato da Ormriauga
    Sulla scelta tra "curaro e arsenico" non mi trovi d'accordo. Diciamo che è una scelta tra ... un'ingestione quotidiana di scarafaggi e una di uranio. La prima ti fa schifo, ti provoca conati di vomito, magari ti senti gli scarafaggi vivi raschiarti le budella, ma non ti pregiudica le funzioni digestive, e contiui a vivere sano come un pesce. La seconda invece ti lascia apparentemente normale, salvo poi dopo un po' di tempo vedere che ti cadono i capelli, ti si bloccano i reni, gli organi non rispondono più, devi essere ospedalizzato, e adjeu. Quanto agli inglesi che avrebbero da tempo "sbolognato" dal sacro suolo ... anche qui mi sembra un fermarsi all'apparenza. Siamo sicuri che chi ha operato l'indipendenza fosse veramente un indù? A quanto mi consta, tutte le istituzioni dell'India nazione sono state create da traditori occidentalizzati, e sono su modello inglese. Tant'è che anche i nazionalisti indù dei partiti estremi devono faticare come pochi per cercare di imporre un minimo di induità. L'azione dell'occupazione britannica si fa sentire ancora eccome: nei frutti che ha dato il sistema educativo britannico e protestante su milioni di indiani costretti a frequentare l'istruzione all'occidentale. Col risultato che la maggior parte degli indiani urbanizzati è identica interiormente al borghese del mondo occidentale, con le mode da testa di c...o, i partiti politici, le femministe, il consumismo, l'industria, il (sotto-)proletariato che dà scuse ai comunisti per protestare, e via discorrendo. Ripeto: non fermiamoci all'apparenza.
    Onestamente continuo a non capire il perché di tanto accanimento nel voler auspicare un fattore esterno per la risoluzione di quella che è una questione sostanzialmente semplice e chiara.
    L’unica spiegazione che mi viene alla mente è che, in quanto o musulmani o tradizionalisti ‘perennialisti’, non si cerchi di far altro che portare acqua al proprio mulino. Non riesco a vedere altre spiegazioni logiche per questo comportamento.
    La questione si pone su pochi e semplici dati. L’India è un paese sovrano, non solo in quanto nazione nei termini del diritto moderno, ma perché terra di antichissima sapienza conformata da una tradizione spirituale ancora viva e pulsante. Quindi ogni tipo di apporto esterno, sia questo l’islam o la modernità all’occidentale (stessa matrice e natura), non potrà che contribuire alla dissoluzione dell’ordine preesistente per sostituirlo con qualcosa di fondamentalmente alieno e degenerato.
    Questa dell’islam salvatore delle società degenerate è una fisima che non ha alcun riscontro nella realtà, ma che viene propagandata, a parte dagli ovvii musulmani, anche da qualche occidentale troppo avvezzo ai voli pindarici. Non esiste infatti alcuna necessità di mettere di mezzo i musulmani, gli europei o i marziani, perché tutto ciò è assolutamente pretestuoso e non potrà apportare che danni. Ancor più in un mondo come quello indiano che può vantare tradizioni antichissime ed esclusive. I popoli e le culture dovrebbero essere messi nelle condizioni di salvarsi da se, e non per tramite di terze parti assolutamente aliene al contesto in esame.
    Interessante notare un parallelismo tra questo tipo di attitudine che va a unire idealmente i colonizzatori angli e protestanti delle Americhe e dell’Australia con questi moderni apologeti dell’islamizzazione del mondo (ma, ripeto, matrice e natura sono le stesse), ossia il concepire la proria civiltà o tradizione come centrale e superiore, quindi salvifica nei confronti degli altri popoli. Vista così non è affatto difficile porre su di uno stesso livello i rozzi coloni inglesi che brandivano la bibbia in una mano e il fucile nell’altra, con i moderni musulmani che tirano giù a cannonate le statue del Buddha o che per le strade d'Europa uccidono registi considerati blasfemi.

    Riguardo poi gli inglesi, la loro presenza fisica è oramai solo un ricordo in India, stessa cosa non si può invece dire dei musulmani che anzi hanno usurpato una parte importante del sacro suolo indiano per farcisi una nazione tutta propria.
    Che poi, in fase di decolonizzazione, l’influenza inglese si faccia ancora sentire e sia ancora presente una certa forma di servaggio economico, questo non fa che deporre a vantaggio di quanto ho finora esposto, ossia che le influenze dall’esterno, qualunque esse siano, sono nocive perché potranno condizionare l’India anche per molti degli anni a venire. Il discorso è quindi ambivalente e può comodamente essere traslato dagli inglesi ai musulmani.
    Io non difendo una posizione a discapito dell’altra, ma le giudico parimenti errate con una lieve preferenza per la prima sulla seconda. Anche perché la storia ci ha finora mostrato che non è esistita al mondo forza più distruttiva ed omologante del monoteismo abramico.
    Valga allora anche qui il principio di non interferenza.
    Le culture e le tradizioni non sono intercambiabili, ma esiste una gerarchia e spesso una profonda incomunicabilità. Con buona pace di musulmani, musulmanizzati, musulmanizzanti e perennialisti vari et assortiti...


    In origine postato da Arthur I
    Indigestione di scarafaggi sarebbero le centinaia di migliaia di morti e profughi hindu seguiti alla creazione del Pakistan, creazione voluta da modernisti indiani assieme alla Lega Mussulmana, ma con i dubbi inglesi, che avrebbero preferito un unico stato (certo, per i loro scopi)? Oltre a ciò che viene ricordato più sopra relativo a secoli passati. Sullo stato attuale dell'India, mi pare che molti nazionalisti puntino al ripristino tradizionale il più possibile, a cui si oppone non solo il mondo globalizzato (non solo i modernisti quindi), ma anche i protestanti e i cattolici (perchè non ricordare questi ultimi?), ma anche i musulmani. Ricordo che ad ogni tentativo di impedire "certe" conversioni (operate spesso in modo opinabile e con esiti altrettanto opinabili) si alzano voci protestanti e cattoliche e islamiche.
    Cattolici, protestanti, musulmani fuori dall’India!!!

  2. #42
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    In origine postato da Paul Atreides
    Solitamente, il lager è considerato ''organico'' solo al nazismo. I fatti sono ben diversi.

    Nell'estate del 1918 Trotsky, commissario del popolo alla guerra, propone la creazione di campi di concentramento.

    Nel settembre 1918 il decreto governativo sul 'Terrore rosso' li ufficializza come strumento ''per proteggere la repubblica sovietica contro i nemici di classe''.
    ....
    non era Trotsky ad affermare:
    "Noi dobbiamo rivolgerci a 90 milioni di russi, i restanti 10 milioni non ci interessano, li dobbiamo semplicemente sterminare...."

  3. #43
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    In origine postato da Orazio Coclite
    Onestamente continuo a non capire il perché di tanto accanimento nel voler auspicare un fattore esterno per la risoluzione di quella che è una questione sostanzialmente semplice e chiara.
    L’unica spiegazione che mi viene alla mente è che, in quanto o musulmani o tradizionalisti ‘perennialisti’, non si cerchi di far altro che portare acqua al proprio mulino. Non riesco a vedere altre spiegazioni logiche per questo comportamento.
    La questione si pone su pochi e semplici dati. L’India è un paese sovrano, non solo in quanto nazione nei termini del diritto moderno, ma perché terra di antichissima sapienza conformata da una tradizione spirituale ancora viva e pulsante. Quindi ogni tipo di apporto esterno, sia questo l’islam o la modernità all’occidentale (stessa matrice e natura), non potrà che contribuire alla dissoluzione dell’ordine preesistente per sostituirlo con qualcosa di fondamentalmente alieno e degenerato.
    Questa dell’islam salvatore delle società degenerate è una fisima che non ha alcun riscontro nella realtà, ma che viene propagandata, a parte dagli ovvii musulmani, anche da qualche occidentale troppo avvezzo ai voli pindarici. Non esiste infatti alcuna necessità di mettere di mezzo i musulmani, gli europei o i marziani, perché tutto ciò è assolutamente pretestuoso e non potrà apportare che danni. Ancor più in un mondo come quello indiano che può vantare tradizioni antichissime ed esclusive. I popoli e le culture dovrebbero essere messi nelle condizioni di salvarsi da se, e non per tramite di terze parti assolutamente aliene al contesto in esame.
    Interessante notare un parallelismo tra questo tipo di attitudine che va a unire idealmente i colonizzatori angli e protestanti delle Americhe e dell’Australia con questi moderni apologeti dell’islamizzazione del mondo (ma, ripeto, matrice e natura sono le stesse), ossia il concepire la proria civiltà o tradizione come centrale e superiore, quindi salvifica nei confronti degli altri popoli. Vista così non è affatto difficile porre su di uno stesso livello i rozzi coloni inglesi che brandivano la bibbia in una mano e il fucile nell’altra, con i moderni musulmani che tirano giù a cannonate le statue del Buddha o che per le strade d'Europa uccidono registi considerati blasfemi.

    Riguardo poi gli inglesi, la loro presenza fisica è oramai solo un ricordo in India, stessa cosa non si può invece dire dei musulmani che anzi hanno usurpato una parte importante del sacro suolo indiano per farcisi una nazione tutta propria.
    Che poi, in fase di decolonizzazione, l’influenza inglese si faccia ancora sentire e sia ancora presente una certa forma di servaggio economico, questo non fa che deporre a vantaggio di quanto ho finora esposto, ossia che le influenze dall’esterno, qualunque esse siano, sono nocive perché potranno condizionare l’India anche per molti degli anni a venire. Il discorso è quindi ambivalente e può comodamente essere traslato dagli inglesi ai musulmani.
    Io non difendo una posizione a discapito dell’altra, ma le giudico parimenti errate con una lieve preferenza per la prima sulla seconda. Anche perché la storia ci ha finora mostrato che non è esistita al mondo forza più distruttiva ed omologante del monoteismo abramico.
    Valga allora anche qui il principio di non interferenza.
    Le culture e le tradizioni non sono intercambiabili, ma esiste una gerarchia e spesso una profonda incomunicabilità. Con buona pace di musulmani, musulmanizzati, musulmanizzanti e perennialisti vari et assortiti...



    Cattolici, protestanti, musulmani fuori dall’India!!!

    Solo un paio di appunti, perché purtroppo non ho molto tempo per seguire.
    La "tradizione spirituale ancora viva e pulsante" c'è ancora - sotto le soffocanti ceneri della vita urbanizzata all'occidentale - ma non certo per virtù dei tolleranti inglesi, bensì MALGRADO IL LORO agire culturale (di cui parlerò con più calma).
    Tra questi occupanti storici, quelli musulmani NON hanno cancellato la cultura indù, nonostante l'ostilità di fondo del monoteismo ai culti non-abramici. E questo conterà pur qualcosa (inutile poi citarmi i talebani di Bamyan ... perché io poi ti cito i sufi).
    Terzo: non è vero che gli inglesi hanno sbolognato. La loro presenza - o meglio la presenza del loro spirito modernista protestantico, empirista, borghese e quant'altro - è fortissima, nel sistema dell'istruzione a suo tempo imposto e lasciato in eredità ai parvenù anglicizzanti che hanno assunto la guida del paese indipendente.
    "Una lieve preferenza per la prima [inglese] sulla seconda [musulmana]". Finalmente hai esplicitato la tua graduatoria.
    Perché qui si tratterà sempre più di doversi fare una guaduatoria di problemi a cui resistere, e l'India è paese critico e paradigmatico. Come ieri, a occupazione dell'Europa avvenuta, il comunismo era 'fisicamente' più pericoloso, ma di gran lunga meno corrosivo nei cfr dell'anima rispetto all'apparetnemente libertario liberismo americano,
    così è la presenza della cultura anglosassone per il subcontinente paragonata alla molesta presenta degli islamisti (non degli islamici) in alcune regioni del paese.
    Probabilmente lo spirito indù li seppellirà tutti, perché è dotato di una capacità di comprensione delle istanze di tipo non-duale: non è tanto la fagocitazione sincretistica dovuta al pulviscolo etnico di cui è composta, ma la facoltà di dirimere le controversie tra oppositi tipica delle posizioni che contemplano la Metafisica pura (se vogliamo, la "coincidentia oppositorum" di cusaniana memoria, valore caro ai perennialisti, e incomprensibile a integristi-teologici e laicisti).

  4. #44
    Demarzo
    Ospite

    Predefinito Re: Controricordo

    concordo

  5. #45
    Arthur I
    Ospite

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    In origine postato da Ormriauga
    Solo un paio di appunti, perché purtroppo non ho molto tempo per seguire.
    La "tradizione spirituale ancora viva e pulsante" c'è ancora - sotto le soffocanti ceneri della vita urbanizzata all'occidentale - ma non certo per virtù dei tolleranti inglesi, bensì MALGRADO IL LORO agire culturale (di cui parlerò con più calma).
    Tra questi occupanti storici, quelli musulmani NON hanno cancellato la cultura indù, nonostante l'ostilità di fondo del monoteismo ai culti non-abramici. E questo conterà pur qualcosa (inutile poi citarmi i talebani di Bamyan ... perché io poi ti cito i sufi).
    Non mi pare che i vari Mahmud di Ghazni, Muhammad di Ghur, Ala-ud-din Khalji, Firuz, ecc., abbiano permesso all'induismo di vivere tranquillamente. Inoltre dire che gli inglesi hanno cancellato la cultura indù è ancora da vedersi, dato che che si continua a confondere nazionalisti e modernisti. A me sembra invece che, a parte considerazioni sulla peculiarità dei tempi che viviamo, decisamente più "veloci" rispetto al passato, basterebbe considerare il caso, citato spesso, della creazione del Pakistan. Dove sono gli hindu in quelle terre ora?
    Ecco, se gli inglesi sono "nemici", anche i musulmani lo sono.

  6. #46
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    In origine postato da Arthur I
    Non mi pare che i vari Mahmud di Ghazni, Muhammad di Ghur, Ala-ud-din Khalji, Firuz, ecc., abbiano permesso all'induismo di vivere tranquillamente. Inoltre dire che gli inglesi hanno cancellato la cultura indù è ancora da vedersi, dato che che si continua a confondere nazionalisti e modernisti. A me sembra invece che, a parte considerazioni sulla peculiarità dei tempi che viviamo, decisamente più "veloci" rispetto al passato, basterebbe considerare il caso, citato spesso, della creazione del Pakistan. Dove sono gli hindu in quelle terre ora?
    Ecco, se gli inglesi sono "nemici", anche i musulmani lo sono.
    Gli inglesi (la corona e gli anglicani/protestanti ancora di più che la Compagnia delle Indie) hanno posto e atuato in due secoli le basi per lo scardinamento della cultura tradizionale - con la politica economica, con il cambiamento legislativo, il cambiamento sociale, e l'istruzione.
    E questo è un fatto. (Che poi non tutto sia stato distrutto, non è certo un merito degli inglesi).
    Sui sufi e sulla loro proverbiale comprensione degli insegnamenti indù, non penso ci sia bisogno di spendere parole.
    Sulle responsabilità d parte musulmana, nessuno qui le nega - salvo constatare che la naturale incompatibilità essoterica si è andata enormemente accentuando sotto l'influsso della modernità e del potere delle masse (tesi non certo mia, ma sostenuta da diversi studiosi persino inglesi).
    In ultimo: io (se era a me il riferimento) non confondo affatto nazionalisti e modernisti. Dico semmai che i nazionalisti non sono che tradizionalisti parziali (e parziali modernisti). Mi riferisco soprattutto al fatto che non sostengono il sistema castale - forse costretti anche dal fatto che l'esplosione dello spirito democratico e della cultura "post-colonial" ha sobbillato le etnie non arie e le culture "non-brahminiche", rendendo le ex-caste medie e basse non più disposte a rimanere integrate nel sistema castale. I nazionalisti sono quindi costretti a presentare una versione edulcorata dell'induismo, presentando una prassi sociale che contraddice sia smrti che shruti.

  7. #47
    Orazio Coclite
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    In origine postato da Arthur I
    se gli inglesi sono "nemici", anche i musulmani lo sono.
    Il discorso, senza dover di volta in volta prendere in considerazione improbabili quanto interessati aiuti dall'esterno o 'settimi cavalleggeri' in caftano, è in realta semplicissimo.
    L'India è una cultura sviluppatasi nei secoli nonostante inglesi e musulmani, e solamente liberandosi di entrambi potrà continuare a prosperare. Il resto sono sofismi.

    Auspichiamo quindi una ri-hinduizzazione (de-musulmanizzazione e de-modernizzazione) di tutta l'area, con l'espulsione di cattolici, protestanti e sette semite varie, nonché la conquista del Pakistan e l'imposizione del politeismo a quelle genti sciagurate.

  8. #48
    Arthur I
    Ospite

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    In origine postato da Ormriauga
    Gli inglesi (la corona e gli anglicani/protestanti ancora di più che la Compagnia delle Indie) hanno posto e atuato in due secoli le basi per lo scardinamento della cultura tradizionale - con la politica economica, con il cambiamento legislativo, il cambiamento sociale, e l'istruzione.
    E questo è un fatto. (Che poi non tutto sia stato distrutto, non è certo un merito degli inglesi).
    Sui sufi e sulla loro proverbiale comprensione degli insegnamenti indù, non penso ci sia bisogno di spendere parole.
    Sulle responsabilità d parte musulmana, nessuno qui le nega - salvo constatare che la naturale incompatibilità essoterica si è andata enormemente accentuando sotto l'influsso della modernità e del potere delle masse (tesi non certo mia, ma sostenuta da diversi studiosi persino inglesi).
    In ultimo: io (se era a me il riferimento) non confondo affatto nazionalisti e modernisti. Dico semmai che i nazionalisti non sono che tradizionalisti parziali (e parziali modernisti). Mi riferisco soprattutto al fatto che non sostengono il sistema castale - forse costretti anche dal fatto che l'esplosione dello spirito democratico e della cultura "post-colonial" ha sobbillato le etnie non arie e le culture "non-brahminiche", rendendo le ex-caste medie e basse non più disposte a rimanere integrate nel sistema castale. I nazionalisti sono quindi costretti a presentare una versione edulcorata dell'induismo, presentando una prassi sociale che contraddice sia smrti che shruti.
    Lo scardinamento del sistema tradizionale hindu è interesse anche dei musulmani, i quali protestano quanto i cristiani per le eventuali e presunte reazioni hinduiste. Non mi pare che stiano buoni buoni in silenzio. Poi gli esempi, sia dei secoli passati, ma anche l'esempio pachistano, indicano altro rispetto a quello che tu dici.
    Non solo: il fatto che movimenti come il VHP siano contro le caste curiosamente viene accusato come un tradimento ineluttabile, ma guarda caso, coloro che più hanno da guadagnare dalla presenza delle caste, per forzarle però in senso anti-hinduista, sono proprio cristiani e islamici. Ci si trova così tra due forme di propaganda, ad opera dei monoteisti abramitici: se le caste vengono abbandonate allora si grida tradimento nei confronti della tradizione, se non vengono abbandonate allora si accusa l'India di difendere un sistema sociale definito inaccettabile. Cosa peraltro che capita di notare anche tra certi tradizionalisti circolanti nei forum POL.
    Poi, intendiamoci, che il sufismo possa avere inteso insegnamenti hindu non indica una possibilità di convivenza, per il carattere limitato (per tacere del suo essere fatto di mille rivoli) rispetto a tutto il fenomeno religioso islamico.

    La verità invece è, come dice giustamente Orazio Coclite, che l'India dovrebbe liberarsi di ogni corpo estraneo e decidere da sola su tradizione e società.

  9. #49
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    L'India è stata modernizzata e democratizzata dagli inglesi.
    Fosse per gli indù starebbero ancora tutti lì a crepare di fame, e fermarsi ogni volta che passa una formica per non calpestarla.
    Il problema vero sono gli islamici che a differenza degli indù non sono modernizzabili in nessun modo, causa la resistenza della loro religione a qualsiasi apporto esterno (e migliore).

  10. #50
    suum cuique
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    Certa gente vive perchè l'aria è gratis.

 

 
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