Pagina 6 di 7 PrimaPrima ... 567 UltimaUltima
Risultati da 51 a 60 di 62
  1. #51
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal quotidiano di via solferino di oggi....

    " Corriere della Sera del 24/06/2005


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il caso delle elezioni in Puglia / Il Tar deciderà sulla vicenda il 7 luglio. La Regione ha presentato un controricorso

    Bianchetti e somme sbagliate: i verbali dei ricorsi di Fitto
    Cinquemila voti potrebbero essere attribuiti all'ex governatore di centrodestra, 84 mila schede nulle o contestate


    Carlo Vulpio
    --------------------------------------------------------------------------------

    BARI - Perdere per soli quattordicimila voti, cioè lo zero virgola sei per cento, quando ne hai presi un milionecentoquarantottomila, fa male. Molto male. Lo sa bene Raffaele Fitto, che alle ultime Regionali per quel pugno di voti ha dovuto cedere la carica di «governatore» di Puglia a Nichi Vendola. Ma scorrere i verbali di quelle elezioni e scoprire che tra cancellazioni con il bianchetto, correzioni maldestre, somme sbagliate, fogli lasciati in bianco e tuttavia timbrati e firmati senza un perché, ci sono circa cinquemila voti che sono di Fitto e del centrodestra, lascerebbe esterrefatto chiunque. Non soltanto Fitto che ha perso o i dieci candidati del suo schieramento che hanno presentato ricorsi al Tar Puglia e alla stessa Regione. Ma se i cinquemila voti «recuperati» dai 3.870 verbali esaminati riducono a poco più di novemila voti lo scarto tra Fitto e Vendola, le schede «nulle» sono ben 84 mila. Di cui almeno quarantamila «contestate» come schede erronee, cioè voti attribuiti con lo stesso pedestre «metodo» di compilazione dei verbali. In altri termini, sostengono i ricorrenti, se dai verbali son venuti fuori cinquemila voti a nostro favore, come escludere che tra le quarantamila schede «sospette» non si nascondano quei 9-10 mila voti, o forse più, che potrebbero ribaltare il risultato? Invece, di schede annullate anche solo per aver scritto, per esempio, Antonio Cassano (come il calciatore) quando il candidato Cassano si chiamava Massimo, ce ne sono un bel po’. E altrettanto implacabili sono stati i compilatori dei verbali nei casi di cognomi con le «doppie», come De Donno che diventa «De Dono», anche se non c’è nessun altro che si chiama così e non c’è rischio di confusione. O come quelle sezioni (Taranto, Martina Franca) in cui il numero dei voti validi è inferiore a quello attribuito ai quattro candidati presidenti. O ancora, i casi di preferenze alla lista di Fitto e ai Ds.
    Nel primo caso, i voti attribuiti sono inferiori a quelli effettivamente ottenuti; nel caso dei Ds, è avvenuto il contrario: i voti attribuiti dai verbali sono il doppio di quelli conseguiti. Gli esempi di questo tipo sono centinaia. Ecco quindi il ricorso al Tar Puglia, che sarà deciso il prossimo 7 luglio, e che potrebbe aprire la strada a un risultato clamoroso.
    Tutto logico, persino ovvio. Si tratta di garantire la trasparenza, l’accesso agli atti, di fornire ai cittadini, e non solo agli elettori, la garanzia che le regole per la formazione della volontà generale siano state applicate in maniera corretta. Non è solo una questione di chi vince e chi perde. E tuttavia non è così semplice. Oggi, per dire, Fitto e i dieci candidati «penalizzati» notificheranno alla Regione Puglia un altro ricorso che hanno dovuto presentare al Tar perché la Regione ha negato la visione delle schede che custodisce, argomentando che ne ha sì «la custodia, ma non la detenzione stabile», quindi non può farle vedere a nessuno. A Bisanzio non avrebbero saputo fare meglio.
    Né le pronunce di altri Tar (Lombardia e Piemonte) favorevoli all’applicazione delle norme sulla trasparenza amministrativa anche in materia elettorale né la decisione, in un altro caso, della Commissione governativa per l’accesso ai documenti amministrativi («il dichiarato obiettivo della legge è di promuovere la trasparenza») ha smosso la Regione, che anzi ha presentato un controricorso. Che però non è a nome del presidente Vendola, ma della Regione come ente. Difesa, altro motivo di polemica, dal presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino(ds).
    Insieme con Vendola, hanno presentato ricorso anche i nove neoconsiglieri che rischierebbero il posto nel caso in cui il Tar ammettesse il controllo delle schede e questo desse l’esito che Fitto e i suoi sospettano e sperano. Sarebbe la seconda volta, dopo il Molise. Qui, nel 2001, il Tar fece ripetere le elezioni vinte dal centrosinistra l’anno prima. La seconda volta vinse il centrodestra.
    "

    Saluti liberali

  2. #52
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal quotidiano di via solferino di oggi....

    " Corriere della Sera del 24/06/2005


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il caso delle elezioni in Puglia / Il Tar deciderà sulla vicenda il 7 luglio. La Regione ha presentato un controricorso

    Bianchetti e somme sbagliate: i verbali dei ricorsi di Fitto
    Cinquemila voti potrebbero essere attribuiti all'ex governatore di centrodestra, 84 mila schede nulle o contestate


    Carlo Vulpio
    --------------------------------------------------------------------------------

    BARI - Perdere per soli quattordicimila voti, cioè lo zero virgola sei per cento, quando ne hai presi un milionecentoquarantottomila, fa male. Molto male. Lo sa bene Raffaele Fitto, che alle ultime Regionali per quel pugno di voti ha dovuto cedere la carica di «governatore» di Puglia a Nichi Vendola. Ma scorrere i verbali di quelle elezioni e scoprire che tra cancellazioni con il bianchetto, correzioni maldestre, somme sbagliate, fogli lasciati in bianco e tuttavia timbrati e firmati senza un perché, ci sono circa cinquemila voti che sono di Fitto e del centrodestra, lascerebbe esterrefatto chiunque. Non soltanto Fitto che ha perso o i dieci candidati del suo schieramento che hanno presentato ricorsi al Tar Puglia e alla stessa Regione. Ma se i cinquemila voti «recuperati» dai 3.870 verbali esaminati riducono a poco più di novemila voti lo scarto tra Fitto e Vendola, le schede «nulle» sono ben 84 mila. Di cui almeno quarantamila «contestate» come schede erronee, cioè voti attribuiti con lo stesso pedestre «metodo» di compilazione dei verbali. In altri termini, sostengono i ricorrenti, se dai verbali son venuti fuori cinquemila voti a nostro favore, come escludere che tra le quarantamila schede «sospette» non si nascondano quei 9-10 mila voti, o forse più, che potrebbero ribaltare il risultato? Invece, di schede annullate anche solo per aver scritto, per esempio, Antonio Cassano (come il calciatore) quando il candidato Cassano si chiamava Massimo, ce ne sono un bel po’. E altrettanto implacabili sono stati i compilatori dei verbali nei casi di cognomi con le «doppie», come De Donno che diventa «De Dono», anche se non c’è nessun altro che si chiama così e non c’è rischio di confusione. O come quelle sezioni (Taranto, Martina Franca) in cui il numero dei voti validi è inferiore a quello attribuito ai quattro candidati presidenti. O ancora, i casi di preferenze alla lista di Fitto e ai Ds.
    Nel primo caso, i voti attribuiti sono inferiori a quelli effettivamente ottenuti; nel caso dei Ds, è avvenuto il contrario: i voti attribuiti dai verbali sono il doppio di quelli conseguiti. Gli esempi di questo tipo sono centinaia. Ecco quindi il ricorso al Tar Puglia, che sarà deciso il prossimo 7 luglio, e che potrebbe aprire la strada a un risultato clamoroso.
    Tutto logico, persino ovvio. Si tratta di garantire la trasparenza, l’accesso agli atti, di fornire ai cittadini, e non solo agli elettori, la garanzia che le regole per la formazione della volontà generale siano state applicate in maniera corretta. Non è solo una questione di chi vince e chi perde. E tuttavia non è così semplice. Oggi, per dire, Fitto e i dieci candidati «penalizzati» notificheranno alla Regione Puglia un altro ricorso che hanno dovuto presentare al Tar perché la Regione ha negato la visione delle schede che custodisce, argomentando che ne ha sì «la custodia, ma non la detenzione stabile», quindi non può farle vedere a nessuno. A Bisanzio non avrebbero saputo fare meglio.
    Né le pronunce di altri Tar (Lombardia e Piemonte) favorevoli all’applicazione delle norme sulla trasparenza amministrativa anche in materia elettorale né la decisione, in un altro caso, della Commissione governativa per l’accesso ai documenti amministrativi («il dichiarato obiettivo della legge è di promuovere la trasparenza») ha smosso la Regione, che anzi ha presentato un controricorso. Che però non è a nome del presidente Vendola, ma della Regione come ente. Difesa, altro motivo di polemica, dal presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino(ds).
    Insieme con Vendola, hanno presentato ricorso anche i nove neoconsiglieri che rischierebbero il posto nel caso in cui il Tar ammettesse il controllo delle schede e questo desse l’esito che Fitto e i suoi sospettano e sperano. Sarebbe la seconda volta, dopo il Molise. Qui, nel 2001, il Tar fece ripetere le elezioni vinte dal centrosinistra l’anno prima. La seconda volta vinse il centrodestra.
    "

    Saluti liberali

  3. #53
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dal quotidiano di via solferino di oggi....

    " Corriere della Sera del 24/06/2005


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il caso delle elezioni in Puglia / Il Tar deciderà sulla vicenda il 7 luglio. La Regione ha presentato un controricorso

    Bianchetti e somme sbagliate: i verbali dei ricorsi di Fitto
    Cinquemila voti potrebbero essere attribuiti all'ex governatore di centrodestra, 84 mila schede nulle o contestate


    Carlo Vulpio
    --------------------------------------------------------------------------------

    BARI - Perdere per soli quattordicimila voti, cioè lo zero virgola sei per cento, quando ne hai presi un milionecentoquarantottomila, fa male. Molto male. Lo sa bene Raffaele Fitto, che alle ultime Regionali per quel pugno di voti ha dovuto cedere la carica di «governatore» di Puglia a Nichi Vendola. Ma scorrere i verbali di quelle elezioni e scoprire che tra cancellazioni con il bianchetto, correzioni maldestre, somme sbagliate, fogli lasciati in bianco e tuttavia timbrati e firmati senza un perché, ci sono circa cinquemila voti che sono di Fitto e del centrodestra, lascerebbe esterrefatto chiunque. Non soltanto Fitto che ha perso o i dieci candidati del suo schieramento che hanno presentato ricorsi al Tar Puglia e alla stessa Regione. Ma se i cinquemila voti «recuperati» dai 3.870 verbali esaminati riducono a poco più di novemila voti lo scarto tra Fitto e Vendola, le schede «nulle» sono ben 84 mila. Di cui almeno quarantamila «contestate» come schede erronee, cioè voti attribuiti con lo stesso pedestre «metodo» di compilazione dei verbali. In altri termini, sostengono i ricorrenti, se dai verbali son venuti fuori cinquemila voti a nostro favore, come escludere che tra le quarantamila schede «sospette» non si nascondano quei 9-10 mila voti, o forse più, che potrebbero ribaltare il risultato? Invece, di schede annullate anche solo per aver scritto, per esempio, Antonio Cassano (come il calciatore) quando il candidato Cassano si chiamava Massimo, ce ne sono un bel po’. E altrettanto implacabili sono stati i compilatori dei verbali nei casi di cognomi con le «doppie», come De Donno che diventa «De Dono», anche se non c’è nessun altro che si chiama così e non c’è rischio di confusione. O come quelle sezioni (Taranto, Martina Franca) in cui il numero dei voti validi è inferiore a quello attribuito ai quattro candidati presidenti. O ancora, i casi di preferenze alla lista di Fitto e ai Ds.
    Nel primo caso, i voti attribuiti sono inferiori a quelli effettivamente ottenuti; nel caso dei Ds, è avvenuto il contrario: i voti attribuiti dai verbali sono il doppio di quelli conseguiti. Gli esempi di questo tipo sono centinaia. Ecco quindi il ricorso al Tar Puglia, che sarà deciso il prossimo 7 luglio, e che potrebbe aprire la strada a un risultato clamoroso.
    Tutto logico, persino ovvio. Si tratta di garantire la trasparenza, l’accesso agli atti, di fornire ai cittadini, e non solo agli elettori, la garanzia che le regole per la formazione della volontà generale siano state applicate in maniera corretta. Non è solo una questione di chi vince e chi perde. E tuttavia non è così semplice. Oggi, per dire, Fitto e i dieci candidati «penalizzati» notificheranno alla Regione Puglia un altro ricorso che hanno dovuto presentare al Tar perché la Regione ha negato la visione delle schede che custodisce, argomentando che ne ha sì «la custodia, ma non la detenzione stabile», quindi non può farle vedere a nessuno. A Bisanzio non avrebbero saputo fare meglio.
    Né le pronunce di altri Tar (Lombardia e Piemonte) favorevoli all’applicazione delle norme sulla trasparenza amministrativa anche in materia elettorale né la decisione, in un altro caso, della Commissione governativa per l’accesso ai documenti amministrativi («il dichiarato obiettivo della legge è di promuovere la trasparenza») ha smosso la Regione, che anzi ha presentato un controricorso. Che però non è a nome del presidente Vendola, ma della Regione come ente. Difesa, altro motivo di polemica, dal presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino(ds).
    Insieme con Vendola, hanno presentato ricorso anche i nove neoconsiglieri che rischierebbero il posto nel caso in cui il Tar ammettesse il controllo delle schede e questo desse l’esito che Fitto e i suoi sospettano e sperano. Sarebbe la seconda volta, dopo il Molise. Qui, nel 2001, il Tar fece ripetere le elezioni vinte dal centrosinistra l’anno prima. La seconda volta vinse il centrodestra.
    "

    Saluti liberali

  4. #54
    colleziono trofei
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    145,053
     Likes dati
    3,871
     Like avuti
    14,824
    Mentioned
    3962 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    Credo che possa avere ragione chi, fra amici ed avversari, dice che occorre sbarazzarsi del “berlusconismo”.

    Saluti liberali

    Spero che vi teniate Berlusconi ancora a lungo, io sono un fan di Berlusconi capo del centrodestra, una forza serena e tranquilla

  5. #55
    colleziono trofei
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    145,053
     Likes dati
    3,871
     Like avuti
    14,824
    Mentioned
    3962 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    Dal quotidiano di via solferino di oggi....

    " [i] Corriere della Sera del 24/06/2005


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il caso delle elezioni in Puglia / Il Tar deciderà sulla vicenda il 7 luglio. La Regione ha presentato un controricorso

    Bianchetti e somme sbagliate: i verbali dei ricorsi di Fitto
    Cinquemila voti potrebbero essere attribuiti all'ex governatore di centrodestra, 84 mila schede nulle o contestate

    i

    il risultato della Puglia cambierà.
    DEVE CAMBIARE.

  6. #56
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal quotidiano LIBERO di oggi...

    " La repubblica fondata sul comunismo

    di MARCELLO VENEZIANI

    BOMPRESSI & C.

    Un comunista fino all'età della pensione, ora capo dello Stato, alla sua sinistra un comunista in servizio, ora Presidente della camera, poi un vicepresidente del consiglio ed un sindaco comunisti fino alla tenera età di quarant'anni ed un vicepresidente del consiglio radicale, verde e pacifista fino all'altro ieri, hanno presieduto la solenne parata militare del 2 giugno, mentre altri loro compagni, tra cui parlamentari della maggioranza e perfino esponenti di governo, che erano rimasti fermi alla puntata precedente, la contestavano nel nome del pacifismo. Uno spettacolo a due piazze, degno della peggior tradizione del trasformismo nazionale. Non sono sempre stato comunista, obbietterà il presidente Napolitano e ha ragione; infatti, da giovane militava nei gruppi universitari fascisti di Napoli e scriveva sui settimanali fascisti IX maggio e Spettacolo. Non cito dai libri del camerata Nino Tripodi che andò a scovare nei Littoriali e nei Guf mezzo Pci e mezza sinistra; ma dalla bella autobiografia del neo-presidente, "Dal pci al socialismo europeo", edita da Laterza. Trasformismo? Ma via, un piccolo peccato di gioventù che impallidisce di fronte al camaleontismo della repubblica che ebbe i suoi primi due presidenti della Repubblica fieramente monarchici, De Nicola ed Einaudi. E che ancora oggi ha un ex Capo dello Stato, attuale presidente dei comitati in difesa della Costituzione repubblicana, che dichiara candidamente di aver votato monarchia al referendum. Mi riferisco (...)(...) a Scalfaro, sabaudo pvesidente della vepubblica. Per anni,del resto, lo stesso Napolitano fu scambiato per il Principe di Napoli, Umberto. Quel che non dice la biografia, lo sussurra la fisiognomica. Ed è noto che Togliatti stava già trescando con i Savoia per un compromesso preistorico in caso di vittoria. Tutto ciò farà felice il neosenatore della Margherita, il monarchico professor Domenico Fisichella. Tra poco fonderanno Monarchia proletaria. Fa da cornice alla festa della repubblica il provvedimento di grazia per Bompressi, annunciato da Mastella e da Napolitano, preludio a quello per Sofri; e in perfetta sincronia, l'assoluzione di quattro irriducibili brigatisti rossi, accusati di lotta armata e in primo grado condannati per gli omicidi D'Antona e Biagi. Infine, un altro gentile omaggio delle istituzioni agli anni di piombo: Sergio D'Elia esponente di Prima linea, condannato a trent'anni di carcere per l'omicidio a Firenze di un agente di polizia Fausto Dionisi, dopo essere stato eletto deputato, è diventato anche segretario di presidenza della camera dei deputati. Lo ha denunciato Carlo Giovanardi, mentre D'Elia era a festeggiare Sofri al Capranichetta. Che bella repubblica, la nostra. Il commissario Pietro Calabresi, l'agente Fausto Dionisi e i professori Massimo D'Antona e Marco Biagi, vittime del terrorismo rosso, lieti partecipano per il bis della loro uccisione (Biagi ringrazia per il tris, visto l'attentato alla legge che porta il suo nome). Davvero una bella repubblica. C'è posto per tutti e non si fanno discriminazioni tra Lotta continua, Brigate rosse e Prima linea. Par condicio. Il caso di Sofri è kafkiano, è il detenuto a piede più libero che esista al mondo, il più riverito oracolo del nostro paese: esce dal carcere, presenta i libri, scrive sulle prime pagine dei giornali, è visitato dal vivo più di un sito porno su internet; e gli si offre una grazia che non chiede, perché non si riconosce colpevole di nulla, nemmeno degli articoli da lui firmati e sottoscritti che condannavano Calabresi, almeno sulle pagine di Lotta Continua. La grazia è solo per lui non un atto che scaturisce da un ravvedimento, ma un fatto naturale, anzi soprannaturale; non comporta alcuno sforzo, alcun mea culpa. Niente. Giunge per legge divina. A parte i complimenti per gli sponsor e per i suoi amici, che si sono rivelati tali con una lealtà ed una determinazione che fa loro onore (lo dico senza ironia e mi riferisco a Ferrara, Manconi e tutti gli altri). Non tornerò sull'argomento; sul lato umano ne ha già parlato la vedova Calabresi, Gemma, in un bel libro-testimonianza curato da Luciano Garibaldi; e sul lato giuridico e politico ne ha parlato di recente in un interessante saggio Paolo Armaroli, costituzionalista di valore. Se volete la storia di quegli anni chiedetela al nostro Michele Brambilla che l'ha raccontata bene. Mi limito a dire che un provvedimento fatto su misura per lui e i suoi compagni, che non sia invece inserito in un provvedimento più generale di amnistia bipartizan per chiudere i feroci anni di piombo, sarebbe un ingiustizia ad personam, un provvedimento sartoriale, un privilegio nel nome della stima e del favore che raccoglie a sinistra e non solo. (Del resto, la pensata di Mastella al suo esordio come Guardasigilli mi pare non solo una captatio benevolentiae verso la sinistra, ma anche un gesto pre-concordato, quasi un prerequisito per avere il via libera alla nomina a ministro della giustizia). Questa è la repubblica fondata da Fregoli e da Noschese. Capisco il silenzioso disagio di soldati e carabinieri sfilando davanti a quella tribuna, soprattutto davanti agli amici dei loro nemici, che fino a ieri tifavano per i cortei opposti ed oggi siedono e benedicono dal palco delle autorità. E poi dite che i voltagabbana sono i poveri Paolo Guzzanti, Nando Adornato, Ferrara, Pera, Bondi e via dicendo... Quel gigantesco tricolore steso sul Colosseo per i sessant'anni della repubblica non sembrava un omaggio alla patria ma un grande panno steso in pubblico: perché da noi i panni sporchi si lavano in piazza. Perché l'Italia è una grande famiglia trans e Luxuria è il suo miglior simbolo e testimonial.
    "

    Saluti liberali

  7. #57
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal quotidiano LIBERO di oggi...

    " Gli economisti stranieri preoccupati per Prodi

    MILANO « Senza una politica condivisa e riforme fiscali incisive, il crescente invecchiamento della popolazione italiana porterà ad intensificare la pressione sulle finanze pubbliche e il rating sul debito sovrano » . L'allungamento della vita media assieme alla denatalità, secondo l'agenzia di rating Standard & Poor's provocherà un abbassamento nel giudizio sul nostro grado di solvibilità. In assenza di riforme capaci di invertire la tendenza, - si legge nella nota redatta dall'analista Moritz Kraemer - la spesa pubblica per previdenza e assistenza salirà al 24,3% del pil entro il 2050. « Mentre deficit e debito » , scrive Kraemer, « schizzerebbero rispettivamente al 12 e a 220 per cento » . Fin qui l'allarme. In realtà Standard & Poor's si dichiara fiduciosa sulla capacità dell'Italia di intervenire per invertire la tendenza. Come? « È altamente improbabile che i governi permettano che il debito e il deficit si avvitino in una spirale senza controllo » , si legge nell'analisi, « una volta che i governi si trovano ad affrontare una crescita insostenibile del debito reagiscono, per quanto in maniera riluttante, stringendo in materia fiscale e riformando i programmi di spesa » . Un'analisi fin troppo annacquata, rispetto a quelle cui eravamo abituati sotto il governo Berlusconi. Ma che ha scatenato un vespaio di polemiche. « Sono affermazioni del tutto strumentali » , ha affermato il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, « forse è un invito alle giovani italiane a fare dei figli... » . Il giudizio dell'agenzia di rating ha toccato un nervo scoperto sul versante sindacale. Tranne la Cisl, Uil e Cgil, infatti, si aspettano dal governo la cancellazione dello scalone previsto dalla riforma Maroni in base alla quale, dal 2008, l'età per andare in pensione di anzianità salirebbe da 57 a 60 anni di età a fronte di 35 anni di contributi. Un tasto su cui il nuovo ministro del Lavoro Cesare Damiano, ha preannunciato una sostanziosa apertura da parte del governo. Ma l'atteggiamento aperturista dell'esecutivo fa a pugno con l'impietosa analisi di Standard & Poor's. Che si aspetta una stretta ulteriore rispetto alle riforme varate dal governo Berlusconi, sia sul fronte delle sanità sia in quello della previdenza. E stante l'impossibilità di abbassare le pensioni esistenti, non resta che immaginare un ulteriore innalzamento della soglia di età in cui far scattare il diritto alla pensione. L'esatto contrario di cio che chiedono i sindacati, Cgil in testa. Dal governo, per ora, solo silenzio. L'unixco a parlare è stato Tiziano Treu: « Le stime di Standard & Poor's confermano tendenze note da tempo » ha detto il senatore dell'ulivo, « il fenomeno dell'invecchiamento che riguarda l'Italia va affrontato con l'attuazione di politiche attive perché esso può essere una risorsa per il sistema economico e produttivo » . A condizione però che rimanda nel ciclo produttivo. Questo, però, Treu non l'ha detto, per non provocare la rivolta del sindacato. A. Bar.
    "

    Saluti liberali

  8. #58
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " BUONE TASSE A TUTTI

    di OSCAR GIANNINO


    Governo ostaggio dei comunisti: per sanare i conti ci mettono le mani nel portafogli.

    Caro direttore, se non ci siamo ancora, ci manca poco. Il preavviso del temporale fiscale che ha tutta l'aria di volersi abbattere su noi tutti non è stato una folgore abbacinante, è solo un cupo brontolio. Ma non illudiamoci. Il cielo ha cominciato ad annerirsi. E accetto scommesse che è sulle nostre tasche, che finirà per piovere a catinelle. Andiamo per ordine e cerchiamo di capire. Ieri ha terminato i suoi lavori la commissione coordinata dal professor Riccardo Faini, incaricata di certificare l'extradeficit ereditato dal governo attuale. Prima osservazione: da ieri, mi spiace per Mario Canzio che la guida con grandissima dignità, la Ragioneria Generale dello Stato serve ufficialmente a poco. Perché non è a lei che dovrebbe istituzionalmente esser tenuta a farlo, né alla somma sua, della Banca d'Italia, dell'Isae e dell'Istat, che il governo Prodi ha chiesto la verifica dei conti. Lo ha chiesto al professor Faini, ex stimatissimo dirigente del Tesoro ma sempre ex. Se un esterno dell'amministrazione dà maggior affidamento di chi ha l'incarico istituzionale di vegliare sui conti pubblici, soprattutto quando a un governo di un colore ne subentra uno di tutt'altro segno, tanto vale cominciare a tagliare la spesa pubblica abrogando Ragioneria e relativi ispettorati. Detto questo, anche il professor Faini non ha potuto fare a meno di riconoscere che l'uscente ministro Tremonti ha fatto in realtà un buon lavoro. Rispetto al 3,8% di deficit 2006, la stima dell'ultima trimestrale di cassa firmata da Tremonti, la verifica prodiana accerta che c'è solo uno 0,3% di deficit in più. Fermi tutti. È un miracolo. Perché è un dato che va inevitabilmente rapportato all'eredità che lasciò l'Ulivo cinque anni fa. Nel 2001, il governo Amato perse le elezioni sostenendo che il deficit sarebbe stato allo 0,8% del Pil. Dopo anni di roventi polemiche, Eurostat certificò che il deficit 2001 giunse invece al 3,1% del Pil, sfondando già allora il tetto di Maastricht. L'Ulivo ci lasciò un 2,3% del Pil di deficit nascosto. Tremonti, secondo la stima della commissione Faini, si ferma a un ordine di grandezza ben dieci volte inferiore, un terzo di punto. Non male, pensando che gli anni alle nostre spalle sono stati a crescita stagnante, mentre ai tempi dell'Ulivo la crescita era più sostenuta.
    BRAVO TREMONTI
    Ma la commissione Faini dice che il deficit potrebbe passare dal 4,1% al 4,6% del Pil, per metà se il governo attuale - e ci risiamo coi riconoscimenti - non attua a puntino la finanziaria di Tremonti, e per l'altra metà perché il governo vuole spendere di più per i cantieri dell'Anas e per gli investimenti delle Ferrovie. Che è già tutt'altro paio di maniche, rispetto all'extradeficit ereditato, perché significa dire che Tremonti addirittura era stato troppo rigoroso. Ma ora che aTremonti il governo Prodi ha innalzato un monumento, vengono i guai per il futuro. E i guai per noi contribuenti, famiglie e imprese. Padoa Schioppa ha giudicato che a questo punto una manovra correttiva è «inevitabile », ed è anche una buona cosa, perché il segnale dato a Bruxelles, ai mercati e alle agenzie di rating è che la barra dei conti pubblici italiani non va fuori rotta. Ma il conto è presto fatto. Se la manovra correttiva estiva fosse nell'ordine dello 0,8% del Pil che il governo fa intendere - più per coprire nuove spese che per sanare il passato - la manovra della prossima finanziaria sarebbe a propria volta nell'ordine di grandezza di un 1,2 o di un 1,3% del Pil. I due punti percentuali richiesti da Mario Draghi al suo esordio all'Assemblea di Bankitalia, il 31 maggio, si concentrerebbe praticamente in pochi mesi di qui a fine anno. Per capirci, siamo nell'ordine di una correzione nell'ambito dei 27-28 miliardi di euro. Ed è qui che si apre un bivio pericolosissimo per noi tutti. Anche Tremonti e il governo Berlusconi, nelle sue ultime stime, indicavano la necessità di una correzione forte degli andamenti di spesa corrente. E quando la spesa delle amministrazioni pubbliche arriva a sfiorare il 50% del Pil, e quando negli anni alle nostre spalle ha continuato a crescere in termini reali di due punti e mezzo nel quinquennio, è evidente che bisogna mettere un fermo. Solo che il governo di centrodestra aveva tracciato un orizzonte complessivo, articolato in due manovre concorrenti. Da una parte, Tremonti proponeva che subito dopo le elezioni e in previsione del graduale andare a regime della riforma della Costituzione e della devolution, si aprisse un grande tavolo di confronto tra Stato, Regioni e Autonomie: tale che ciascuno concordasse sulla propria quota parte di spesa pubblica attribuita, nonché su imposte e contributi proporzionati agli oneri relativi da sostenere, ma inoltre anche sulla propria quota parte di debito pubblico, in maniera da rendersene "responsabile" agli occhi dei mercati. La seconda manovra indicava una via ambiziosa: dare un colpo al debito pubblico che supera il 108% del Pil, attraverso la costituzione di un grande veicolo di mercato - e costituito secondo le leggi del mercato da operatori privati - al quale attribuire la messa a reddito di asset stimabili in 25-30 punti del Pil. Una manovra che non avrebbe avuto nulla a che fare con le cartolarizzazioni che tanto sono dispiaciute al centrosinistra, perché alla società ad hoc costituita sarebbe spettato decidere quale scelta compiere tra alienazione, concessione, locazione, leasing e quant'altro, dell'intero complesso delle attività detenute, con regolari titoli azionari emessi garantiti dal flusso di cassa conseguibile. Il centrosinistra, al contrario, ha scartato sempre ideologicamente tale duplice manovra, che avrebbe consentito di ridisegnare entrate uscite tra Stato e Autonomie, e ci avrebbe d'un solo colpo avvicinato alla media di debito pubblico dell'Unione europea. L'Ulivo e l'Unione preferiscono perseguire la strada di avanzi primari di spesa nell'ordine di 5 punti del Pil di anno in anno, per diminuire un colpetto alla volta il debito pubblico. La differenza è che avanzi primari di quella portata non solo impiegano 15 anni per ottenere risultati quantitativi paragonabili. Ma, soprattutto, nella recente storia italiana e proprio quando ha governato la sinistra, sono stati "sempre" perseguiti accrescendo il prelievo fiscale invece che diminuendo la spesa. Negli anni di Ciampi - vero - l'aumento della spesa corrente in termini reali fu minore che negli anni di Berlusconi. Ma la spesa continuò comunque a crescere. Mentre è con un aumento in termini complessivi di quasi 8 punti percentuali del Pil in termini di maggiori tasse, imposte contributi, che l'Ulivo negli anni 90 ci ha portato all'ingresso nell'euro. Per questo, caro direttore, dico che non possiamo illuderci. Ci risiamo. Il cupo brontolio della manovra aggiuntiva annunciata ieri diverrà prestissimo pioggia catinelle. Rifondazione e sindacati già ieri lo hanno preannunciato: caro Padoa Schioppa non t'illudere di tagliare spesa improduttiva, perché noi non votiamo se non una manovra "redistributiva". Dimenticando che quando si tratta di ripartire ciò che c'è già alzando le tasse, si scoraggiano lavoratori imprese e risparmiatori a lavorare, guadagnare e investire di più, perché ciascuno giustamente inizia a temere subito che gli verranno sottratte quote aggiuntive dei frutti dei propri sforzi. Nel programma elettorale dell'Unione, c'è solo l'imbarazzo della scelta dei maggiori prelievi che il governo può riservarci.

    POVERI LAVORATORI
    Più Iva, più contributi agli autonomi e parasubordinati, maggiori aliquote sulle compravendite azionarie e obbligazionarie, revisione degli estimi catastali, più Ici sulla casa con la scusa di applicarla magari solo da una certa soglia di valore in su, reintroduzione delle aliquote marginali ex Irpef abolite da Berlusconi, rinuncia al concordato per adesione e a tutti i meccanismi di preaccertamenti dei redditi triennali sui quali Tremonti aveva impostato la sicurezza delle entrate di qui al 2010, appesantimento degli studi di settore per commerciati e professionisti.... Potrei continuare ancora a lungo, ma mi fermo perché l'incubo prevale. Caro direttore, iniziamo a contattare tutti i vecchi e nuovi Angelo Sguazzi d'Italia: te lo ricordi, il simpatico torinese che anni fa portò in piazza trentamila cittadini contro le tasse e lo Stato rapinatore, senza che nessuno se lo aspettasse e senza nessun partito dietro. Di Sguazzi pronti a battersi contro le tasse dell'idra statalista in agguato ce ne sono tanti. E anche se Confindustria ai suoi vertici è pronta a battere le mani a nuove tasse su altre categorie e su noi tutti, molti dei suoi iscritti la pensano come noi. Son pronto a sgolarmi fuori tutte le associazioni industriali, appena inizia la falcidie, sicuro che i lettori di Libero non ci lasceranno soli.
    Vicedirettore di Finanza&Mercati
    "


    Saluti liberali

  9. #59
    Senatore e Magno Pilastro
    Data Registrazione
    13 Mar 2002
    Località
    Verona
    Messaggi
    2,841
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ...questo è il governo dei records!
    Intanto ha battuto quello del numero delle poltrone. 103 tra ministri e sottosegretari! Nemmeno Andreotti aveva fatto tanto. E chi paga?
    Mortadella è un buffone, è il clown dell'estrema sinistra.
    Vedremo come se la caverà con il rifinanziamento della missione in Afganistan senza l'aiuto del centrodestra, che spero non glielo darà.

  10. #60
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Comunque...molto meglio di quello che speravamo. Anno fa,in Spagna,credevo che "tutto era perduto"...poi è arrivato il 9-10 Aprile 2006...e adesso ci divertiamo per un po',pochi Mesi prima di ritornare a Lavorare!

 

 
Pagina 6 di 7 PrimaPrima ... 567 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Il doppio prodino della sinistretta
    Di Pieffebi nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 54
    Ultimo Messaggio: 14-06-07, 19:15
  2. L'Unione della Sinistretta: iniziano già a Sgovernare
    Di Pieffebi nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 98
    Ultimo Messaggio: 23-02-07, 19:57
  3. Gli Euroscettici della Sinistretta
    Di Pieffebi nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 10-09-06, 09:37
  4. I vecchi eroi della nuova sinistretta massimalista
    Di Pieffebi nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 01-12-05, 15:16
  5. Le bugie della Sinistretta sulla Sanità
    Di Pieffebi nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 31-03-05, 23:28

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito