Dal quotidiano di via solferino di oggi....
" Corriere della Sera del 24/06/2005
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Il caso delle elezioni in Puglia / Il Tar deciderà sulla vicenda il 7 luglio. La Regione ha presentato un controricorso
Bianchetti e somme sbagliate: i verbali dei ricorsi di Fitto
Cinquemila voti potrebbero essere attribuiti all'ex governatore di centrodestra, 84 mila schede nulle o contestate
Carlo Vulpio
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BARI - Perdere per soli quattordicimila voti, cioè lo zero virgola sei per cento, quando ne hai presi un milionecentoquarantottomila, fa male. Molto male. Lo sa bene Raffaele Fitto, che alle ultime Regionali per quel pugno di voti ha dovuto cedere la carica di «governatore» di Puglia a Nichi Vendola. Ma scorrere i verbali di quelle elezioni e scoprire che tra cancellazioni con il bianchetto, correzioni maldestre, somme sbagliate, fogli lasciati in bianco e tuttavia timbrati e firmati senza un perché, ci sono circa cinquemila voti che sono di Fitto e del centrodestra, lascerebbe esterrefatto chiunque. Non soltanto Fitto che ha perso o i dieci candidati del suo schieramento che hanno presentato ricorsi al Tar Puglia e alla stessa Regione. Ma se i cinquemila voti «recuperati» dai 3.870 verbali esaminati riducono a poco più di novemila voti lo scarto tra Fitto e Vendola, le schede «nulle» sono ben 84 mila. Di cui almeno quarantamila «contestate» come schede erronee, cioè voti attribuiti con lo stesso pedestre «metodo» di compilazione dei verbali. In altri termini, sostengono i ricorrenti, se dai verbali son venuti fuori cinquemila voti a nostro favore, come escludere che tra le quarantamila schede «sospette» non si nascondano quei 9-10 mila voti, o forse più, che potrebbero ribaltare il risultato? Invece, di schede annullate anche solo per aver scritto, per esempio, Antonio Cassano (come il calciatore) quando il candidato Cassano si chiamava Massimo, ce ne sono un bel po’. E altrettanto implacabili sono stati i compilatori dei verbali nei casi di cognomi con le «doppie», come De Donno che diventa «De Dono», anche se non c’è nessun altro che si chiama così e non c’è rischio di confusione. O come quelle sezioni (Taranto, Martina Franca) in cui il numero dei voti validi è inferiore a quello attribuito ai quattro candidati presidenti. O ancora, i casi di preferenze alla lista di Fitto e ai Ds.
Nel primo caso, i voti attribuiti sono inferiori a quelli effettivamente ottenuti; nel caso dei Ds, è avvenuto il contrario: i voti attribuiti dai verbali sono il doppio di quelli conseguiti. Gli esempi di questo tipo sono centinaia. Ecco quindi il ricorso al Tar Puglia, che sarà deciso il prossimo 7 luglio, e che potrebbe aprire la strada a un risultato clamoroso.
Tutto logico, persino ovvio. Si tratta di garantire la trasparenza, l’accesso agli atti, di fornire ai cittadini, e non solo agli elettori, la garanzia che le regole per la formazione della volontà generale siano state applicate in maniera corretta. Non è solo una questione di chi vince e chi perde. E tuttavia non è così semplice. Oggi, per dire, Fitto e i dieci candidati «penalizzati» notificheranno alla Regione Puglia un altro ricorso che hanno dovuto presentare al Tar perché la Regione ha negato la visione delle schede che custodisce, argomentando che ne ha sì «la custodia, ma non la detenzione stabile», quindi non può farle vedere a nessuno. A Bisanzio non avrebbero saputo fare meglio.
Né le pronunce di altri Tar (Lombardia e Piemonte) favorevoli all’applicazione delle norme sulla trasparenza amministrativa anche in materia elettorale né la decisione, in un altro caso, della Commissione governativa per l’accesso ai documenti amministrativi («il dichiarato obiettivo della legge è di promuovere la trasparenza») ha smosso la Regione, che anzi ha presentato un controricorso. Che però non è a nome del presidente Vendola, ma della Regione come ente. Difesa, altro motivo di polemica, dal presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino(ds).
Insieme con Vendola, hanno presentato ricorso anche i nove neoconsiglieri che rischierebbero il posto nel caso in cui il Tar ammettesse il controllo delle schede e questo desse l’esito che Fitto e i suoi sospettano e sperano. Sarebbe la seconda volta, dopo il Molise. Qui, nel 2001, il Tar fece ripetere le elezioni vinte dal centrosinistra l’anno prima. La seconda volta vinse il centrodestra. "
Saluti liberali




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Anno fa,in Spagna,credevo che "tutto era perduto"...poi è arrivato il 9-10 Aprile 2006...e adesso ci divertiamo per un po',pochi Mesi prima di ritornare a Lavorare!
