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Risultati da 31 a 40 di 62
  1. #31
    Socialcapitalista
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    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
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    In origine postato da Ragioniamo!
    SI, questo è uno degli sbocchi possibili. Ma dato che, come dici, la sx di Bertinotti è falsa potrebbero benissimo tenersela senza danni.
    ....tranne correre il rischio che nasca una sinistra vera, socialdemocratica europea....

    RC esiste proprio per fare l'opposizione di "sinistra" di comodo,

    un opposizione che a causa dei suoi sbagli non potrà mai preoccupare.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  2. #32
    Socialcapitalista
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    In origine postato da Pieffebi
    Craxi, verso il quale non ho mai manifestato la benchè minima simpatia, quando era potente (anzi.....l'esatto contrario), visto retrospettivamente, hai ragione tu, ha pagato duramente l'essersi contrapposto all'egemonia stalinista nella sinistra italiana, come ha pagatol'aver tentato l'operazione inversa, ossia di assorbimento di un PCI socialdemocratizzato (sul serio e ben oltre le pur timide aperture del togliattiano berlinguer) nell'unità socialista ....guidata da chi fu sempre riformista, e...infine ...ha pagato caro l'aver appoggiato i radicali al tempo dell'affaire Tortora
    e un milione di miliardi spariti non ce li metti?
    la corruzione endemica della sua parte politica l'hanno inventata le toghe rosse?
    Toghe rosse che avrebbero fatto carriera proprio sotto Craxi?
    le stesse toghe che mai hanno condannato Berlusconi??

    Voi date la vostra fiducia a Craxi e Berlusconi....e i cattocomunisti vincono.
    Addio Tomàs
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  3. #33
    SENATORE di POL
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    Il finanziamento ILLEGALE della politca non l'hanno invantato le toghe, ne' rosse, ne' nere, ne' a pallini........ E neppure la corruzione. I craxiani governavano molte regioni, province e comuni , consigli di quartiere e circoscrizionali, aziende municipalizzate, cooperative e .....altro........insieme al PCI. PCI che ha preso per decenni miliardi (e altro) da una potenza TOTALITARIA straniera che puntava i suoi missili atomici contro l'Italia (anche il PSI...fino ai fatti d'Ungheria). Il craxismo è parte integrante della storia della sinistra italiana.

    Shalom

  4. #34
    Socialcapitalista
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    In origine postato da Pieffebi
    Il craxismo è parte integrante della storia della sinistra italiana.

    Shalom
    ma non di quella europea

    Sharon
    Addio Tomàs
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  5. #35
    SENATORE di POL
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    La storia della sinistra italiana è stata per decenni (e per certi versi lo è ancora) abbastanza distinta e distante dalla storia della sinistra dell'Europa occidentale (salvo, ma isolo in in parte, la Francia), e non a causa del craxismo ma del peso enorme di un partito COMUNISTA per decenni allineato all'Unione Sovietica e al blocco totalitario dell'EST. Questo ha condizionato anche la storia del craxismo fin dalla sua nascita, e la storia del finanziamento della politica in un paese in cui l'oro di Mosca e altre......forme inquinanti...... hanno trovato contrappesi.........che non giustificano ma spiegano in gran parte quello che è accaduto poi con Tangentopoli. Dal punto di vista ideale invece il craxismo è una delle pochissime assonanze della storia della sinistra italiana con quella dell'europa occidentale, laddove l'eurocomunismo va visto come una gigantesca contraddizione di un partito non più rivoluzionario e abbastanza leninista per poter essere considerato una forza comunista ortodossa e non abbastanza revisionista, eretico e democratico per poter essere annoverato fra le forze della sinistra socialdemocratica.

    Shalom

  6. #36
    SENATORE di POL
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    dal quotidiano LIBERO di ieri, sabato 16 aprile 2005

    "

    VINCONO I ROMPIBALLE
    di VITTORIO FELTRI

    L'Udc ritira i ministri e costringe Berlusconi a tentare la strada di un nuovo governo. Follini dice di starci (con altre poltrone) poi cambia idea. Il premier: occhio che si va a votare
    Qualcuno si diletta con un quesito: è Berlusconi che ha fatto un passo indietro o è Follini che ne ha fatti due avanti, oppure viceversa? È un fatto che qualcosa si muove. Il Cavaliere si è stancato di subire la crisi e cerca almeno di pilotarla. Ne è costretto. In un primo momento, davanti all'impuntatura dell'Udc (o governo bis o ce ne andiamo dal governo), ha pensato al solito bluff democristiano per qualche poltrona in più. Poi, costatato il ritiro della delegazione scudocrociata, il premier si è dato una mossa: ha accantonato il minimalismo del rimpastino e si è convinto a rivedere sul serio la compagine ministeriale. Come? Proponendo al riottoso Follini un piatto ricco: fuori Marzano (Attività produttive) e dentro Tabacci, il più rompiballe della cattocompagnia; inoltre, dentro Volonté. A far cosa? Cominciamo ad "assumerlo"; quanto al posto, uno glielo troveremo. Infine il Cavaliere ha promesso agli alleati scontenti la presidenza della Rai, il cui Consiglio di amministrazione è in scadenza. Follini si è guardato attorno e ha chiesto agli amici: è davvero un piatto ricco? E gli amici in coro: caspita, molto ricco. Sicuri? Allora mi ci ficc o. Così sua eccellenza Silvio Berlusconi ha messo a cuccia (per un paio d'ore) la pattuglia folliniana. Alla quale tuttavia va dato atto di aver avuto un bel coraggio: staccarsi da tutte le poltrone per averne un paio in aggiunta. Chi risica rosica. D'altronde anche al Dottore-presidente occorre riconoscere un buon attaccamento alla poltrona; pur di non mollare la propria ha accettato di m e r c a n t e g g i a re . Il centrodestra si è ricompattato? Parrebbe di sì, a un sommario esame della situazione. Ma, come direbbe Trapattoni, non dire gatto se non è nel sacco. Quale gatto? Gianfranco Fini. Che disse a botta calda: caro Silvio dopo questa sconfitta regionale bisogna dare alla gente un "segno di discontinuità" con quanto fatto sin qui dal governo. Il ministro degli Esteri riterrà sufficiente l'innesto di Tabacci e Volonté a fornire quel benedetto "segno di discontinuità"? Boh! A lume di logica è probabile che il leader ex missino abbia qualcosa da chiedere. Non intendo scranni seggiole e sgabelli, bensì l'inserimento nel nuovo programma di alcuni punti fermi, per lui irrinunciabili: politica per la famiglia; difesa dei ceti medi; un occhio di riguardo per gli statali; tempi lunghi lunghissimi per la devolution; un minimo di distanza del premier dalla Lega (già sull'orlo di una crisi di nervi) e maggior vicinanza ad An. Un dubbio: Fini digerirà che Berlusconi dia tanto all'Udc e poco o nulla alla destra, dove pure c'è chi aspira a contare? Vedremo. Intanto prendiamo atto che la maggioranza, dopo il penoso tiremmolla degli ultimi giorni, se non altro dimostra la volontà di rimettersi in cammino, non abbandonandosi all'istinto di autodistruzione assai forte in chi è stato battuto. Noi avremmo preferito elezioni anticipate, subito, a giugno. Ma questa ipotesi disturba il Cavaliere e disturba il Quirinale, ed è inutile insistere. Nei prossimi giorni, forse lunedì, il presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica si incontreranno e stabiliranno le modalità dell'operazione salvatagg i o. Non c'è nulla di appassionante nel teatrino dell'attuale politica, cari lettori, ma converrete: non è colpa nostra. Non è un caso, l'Italia è la patria del Gattopardo. Tutto cambia per restare uguale a prima. Domani ne riparleremo. Anche perché Silvio in cambio delle concessioni agli alleati pretende un patto di legislatura nero su bianco e firma in calce. Non facile da ottenere. E sia detto con brutalità: se l'Udc non rimane a cuccia, si va alle urne. Senza se e senza ma.
    "


    Saluti liberali

  7. #37
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    In origine postato da Pieffebi
    E fu così che scoprii la meraviglia del suo cesso: rubinetti dorati, sughero e radica dappertutto.
    cessi in oro... come Ceaucescu...
    buona fortuna....

  8. #38
    Ex ore tuo te judico
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    In origine postato da Pieffebi
    Credo che possa avere ragione chi, fra amici ed avversari, dice che occorre sbarazzarsi del “berlusconismo”. Il berlusconismo, infatti, è risultato deleterio e deteriore proprio in quanto ha prodotto quella schiera di cloni, imitatori, “portavoce” del capo che costituiscono gran parte dell’ossatura del principale partito della coalizione...
    Vedo, con piacere, che la "luce" sta cominciando ad illuminare anche i vostri cuori. Finchè c'è vita c'è speranza.....

  9. #39
    SENATORE di POL
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    Dai ritagli della rassegna stampa del sito del ministero della Difesa un articolo dal quotidiano IL FOGLIO del 18 aprile 2005....

    http://www.difesa.it/files/rassegnas...0418/78JG8.pdf


    Saluti liberali

  10. #40
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    dal quotidiano IL GIORNALE di oggi

    " il Giornale del 20/04/2005


    --------------------------------------------------------------------------------
    La crisi di governo

    Berlusconi prepara il Berlusconi-bis

    Dopo l'intervento di oggi in Senato, il premier potrebbe dimettersi per poi formare un nuovo governo
    Fabrizio De Feo
    --------------------------------------------------------------------------------

    Roma - Il giorno dopo le mancate dimissioni di Silvio Berlusconi dal governo, il sospetto e la diffidenza reciproca regnano ancora sovrani tra gli alleati. Silvio Berlusconi, però, dopo una nottata di ragionamenti e di confronto con i suoi collaboratori, decide di non assecondare fino in fondo la tentazione del «cupio dissolvi» e del «tutti al voto» che pure qualcuno, tra gli uomini a lui più vicini, continua a coltivare. Meglio ragionare a mente fredda e archiviare la tentazione di imboccare il tunnel senza ritorno che porta alle urne. Anche perché quei potenziali 120 parlamentari che qualcuno gli sottopone come risultato massimo nell'eventualità di una alleanza «esclusiva» con la Lega non appaiono una sirena sufficiente per scommettere sulla rottura definitiva con An e Udc. Senza contare l'invito rivolto da Romano Prodi all'Unione a «puntare con forza verso le elezioni anticipate»: un campanello d'allarme di cui tenere conto per chi, con i sondaggi, è abituato ad avere dimestichezza.
    Le intenzioni del premier appaiono chiare fin dal mattino. Berlusconi, che già nella notte di lunedì ha fatto inutilmente cercare al telefono Gianfranco Fini (riuscirà a sentirlo soltanto nel pomeriggio di ieri), guarda con attenzione alla riunione della direzione di An. Il verdetto finale, con le dimissioni dei ministri tenute in «pausa» fino al dibattito parlamentare, non esclude una possibile ricucitura. Uno spiraglio che convince il premier a riprendere l'iniziativa e puntare con forza sul «Berlusconi-bis», evitando una crisi al buio. Lo scenario e già tracciato. Berlusconi è pronto a sorprendere di nuovo i suoi alleati presentandosi oggi al Senato per poi salire al Quirinale a dimettersi senza attendere il voto di fiducia che a quel punto diventerebbe superfluo. Il tutto con la garanzia di un reincarico-lampo e al riparo da imboscate.
    Berlusconi - che si consulta telefonicamente anche con Franco Frattini - le sue intenzioni le rende esplicite durante la riunione di Forza Italia, a Palazzo Grazioli. «Farò un intervento di alto profilo» rivela il premier, «tenendo conto delle esigenze di tutte le componenti della maggioranza e sosterrò che le motivazioni di questa alleanza possono essere ravvivate con un nuovo mandato». In questo modo si potrà aprire la strada in tempi brevi per un «Berlusconi-bis» che punti a portare a compimento il programma originario, comprese le riforme, con tutte le correzioni neeessarie per il rilancio dell'economia e del Mezzogiorno. «Non ho potuto dimettermi - spiega il presidente del Consiglio - perchè non c'erano ancora tutte le assicurazioni che attendevo. Ma ribadisco che non c'è alternativa a questa coalizione. La Cdl è un valore superiore a tutti noi. Ci sono tutte le ragioni per andare avanti, nessuna per interrompere, nessuna per fermarci. Dobbiamo tener fede agli impegni presi con gli italiani».
    Sullo sfondo Gianni Letta continua la trattativa con gli alleati per definire la nuova squadra di governo. In particolare è lui ora a gestire «in esclusiva» i rapporti con l'Udc. Al premier non dispiacerebbe arrivare al Quirinale con la lista dei ministri già pronta ma sarà difficile realizzare questo auspicio. Secondo il toto-nomine, Marco Follini al cento per cento rinuncerà alla poltrona da vicepremier dove potrebbe andare Roberto Calderoli. Forza Italia potrebbe cedere sui ministri tecnici. Traballa anche il ministero delle Attività produttive per il quale continua a circolare il nome di Sergio Billè o di Mario Baccini mentre Antonio D'Amato ha detto no a un suo ingresso in squadra. L'unica certezza è che ora i centristi non si accontentano della conferma della loro pattuglia governativa ma chiedono un ministero con portafoglio. Fini, invece, pone adone condizione per evitare lo ,strappo un ridimensionamento della Lega. Il vero nodo resta, però, il ministero delle Riforme. La Lega continua a resistere sull'ipotesi di assegnarlo ad An. Sembra anzi che proprio una telefonata fatta lunedì da Fini mentre Berlusconi era già in auto verso il Quirinale - telefonata con cui il leader di An pretendeva il ministero per il suo partito - abbia convinto il premier a non dimettersi. A questo punto la tesi più accreditata è quella secondo cui l'interim delle Riforme andrebbe allo stesso Berlusconi, una garanzia politica per il Carroccio (che su quella poltrona vedrebbe bene anche l'azzurro Aldo Brancher) e una vittoria,simbolica per An. In corsa c'è anche il centrista Francesco D'Onofrio. Ma alla fine a spuntarla potrebbe essere Enrico La Loggia. Lunardi e Sirchia vengono ormai dati in partenza: i loro posti andrebbero rispettivamente ad An e all'Udc. Anche i socialisti e i repubblicani salirebbero al grado di ministri ma ad essere promossi non sarebbero i viceministri Caldoro (Psi) e Nucara (segretario dell'Edera), bensì Gianni De Michelis e Giorgio La Malfa. Le pedine del nuovo governo restano, però, decisamente mobili. Ma soprattutto si attende di capire se la «scacchiera» del «Berlusconi-bis», alla fine, esisterà davvero.
    "


    Shalom

 

 
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