Prodi in silenzio
Quali sono le idee del centrosinistra per arrestare il declino?
Non ci stupisce che il "Corriere della Sera", che rappresenta l’elettorato moderato e altoborghese del nostro Paese, accolga la manovra del governo ed il relativo taglio delle tasse, con gli argomenti di Giavazzi e Sergio Romano, preoccupati delle coperture e dei tagli delle spese, secondo un’impostazione liberale classica. Stupisce invece che parte dell’opposizione, e illustri giornalisti che si richiamano alla causa progressista e della sinistra democratica, sostengano la stessa tesi, arrivando persino a disprezzare le improvvisazione keynesiane, o supposte tali, del premier e dei suoi suggeritori.
Siamo costretti ad insistere su questo concetto, che non rappresenta certo solo un problema ideologico - culturale, come pure pensa, anche a ragione "il Riformista", l’unico giornale di area dell’opposizione ad accorgersi del vuoto di idee della stessa. Il problema infatti riguarda i dati fondamentali del Paese, l’idea che esso sia in declino e dunque la necessità di trovare delle soluzioni per risalire la china. Oppure si coltiva l’illusione che le cose si aggiustino da sole, d’incanto, appena si sarà spazzato via questo governo? Noi aspettiamo ancora di avere una posizione coerente del centrosinistra fra chi ritiene che occorra una patrimoniale, perché pensa che bisogna comunque difendere lo stato sociale quale che sia, e chi invece è disposto a riconoscere la necessità di tagliare per lo meno la spesa improduttiva o fra chi infine non si preoccupa del deficit per il rilancio dell’economia, se gli investimenti venissero gestiti con cognizione di causa e non per interessi clientelari. Ci chiediamo a questo punto se l’opposizione è in grado di trovare una linea comune che la maggioranza, per quanti difetti di impostazione abbia, ha indicato. Il governo ritiene utile il taglio delle spese improduttive ed un taglio fiscale nelle misure annunziate, dichiarando che questa è la strada che si intende percorrere ed approfondire negli anni a venire, se il Paese confermerà ad esso la fiducia.
Il centrosinistra la pensa altrimenti e va a protestare in piazza: è legittimo. Ma vorremmo sapere come ritiene di poter evitare al Paese il declino prospettato. E aspettiamo con ansia a questo punto che il professor Prodi rompa il suo inatteso silenzio.
Roma, 29 novembre 2004




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