bruno visentini mi rese edotto sull'argomento. E risparmio cosa diceva il professore di Prodi, i repubblicani se ci pensano un attimo possono immaginarlo.


bruno visentini mi rese edotto sull'argomento. E risparmio cosa diceva il professore di Prodi, i repubblicani se ci pensano un attimo possono immaginarlo.


Risposta frivolaOriginally posted by Lincoln
in merito all'ultimo post di Barney.Non abbiamo mai fatto un governo di unità nazionale con il PCI,per la semplice ragione che nel governo di solidarietà nazionale al quale fai riferimento, non vi erano-per evidenti ragioni- ministri del PCI.I comunisti appoggiavano il governo dall'esterno....
...se non è zuppa...
Risposta seria
Caro Lincoln
È evidente che mi collochi nei repubblicani con scarsa memoria; in effetti è così: mi ricordo tutte le poesie imparate a scuola e aimè non quello che ho mangiato a colazione. Insomma è la memoria recente quella che comincia a difettarmi. Su quella passata vado benino, a parte percentuali, date, ministeri, ministri, insomma tutte cose che considero dettagli, il percorso del Pri mi pare di averlo sufficientemente chiaro. Proviamo a ripercorrerlo.
Entriamo nei governi centristi del dopoguerra, dopo la vittoriosa battaglia istituzionale, perché c’è necessità di ricostruire la nazione in una solida cornice atlantista ed europeista. Li scontrandoci con una destra becera e protezionista La Malfa dà vita alla più coraggiosa operazione “liberista” che si potesse concepire: la liberalizzazione degli scambi, aprire le frontiere all’Europa, creare tutte le premesse del rilancio e della modernizzazione industriale del paese. Comunisti e anche socialisti sono ancora di là da venire al disegno, e riempiono le piazze, anche di sterili conati insurrezionalisti, essendo comunque molto chiaro ad Ercole Ercoli , che ha studiato a Mosca, quale è il patto uscito a Yalta fra le potenze alleate.
Nel ’53, se non sbaglio, per noi l’esperienza centrista si chiude: è chiaro, almeno a La Malfa, che il capitale accumulato negli anni della ricostruzione va speso socialmente (andiamoci a rileggere la cosa diremo a metà degli anni Sessanta con la Nota aggiuntiva e le cose che ci ha richiamato alla memoria Tex Willer), in maniera razionale evitando per quanto possibile le storture e le contraddizioni che accompagneranno negli anni successivi il miracolo economico italiano. Inizia insomma la battaglia per il centro-sinistra, sbloccare la democrazia italiana che rischia di avvitarsi su se stessa per la rendita di posizione che la Democrazia Cristiana eserciterà ancora per decenni; staccare i socialisti dai comunisti, tragicamente attardati sull’ipotesi rivoluzionaria; tagliare – con le riforme – l’erba sotto i piedi al disegno comunista.
L’invasione sovietica dell’Ungheria nel ’56 accelera la presa di coscienza autonomista dei socialisti ma ci vogliono ancora alcuni anni per arrivare alla svolta di centro sinistra. Ricordo bene quegli anni e lo spirito che ci animava; Pacciardi che era Pacciardi, l’eroe della Spagna che sul fronte della Catalogna si era rifutato, a rischio della vita, di sparare sugli anarchici del Poum, ma ancora nel dopoguerra, nella piazza di Ravenna, aveva proclamato “meglio in galera coi comunisti che al governo con la DC”, vota contro ed esce dal partito. Noi giovani e giovanissimi, tutti per La Malfa andavamo a contestarlo ai comizi in piazza con frasi ingiuriose ed ingenerose; prima nelle assemblee di partito, cinquecento persone stipate alla Casa del Popolo ad assistere allo scontro epico dei due big, il servizio d’ordine faticava a trattenere i fans…e spesso non ci riusciva.
Confindustria, Resto del Carlino, la destra tutta ci dipingevano come pericolosi comunisti: peggio: eravamo il cavallo di Troia, gli utili idioti e via discorrendo.La Malfa era il politico più odiato da quegli ambienti, e specularmente dalla sinistra comunista, perché - dal loro punto di vista a ragione - il più concretamente pericoloso…
L’ingresso dei socialisti si rivelò nel tempo quel che si rivelò: non avendo elaborato una politica di riforme, non avendo tenuta, essendo percorsi da fremiti massimalistici, parlando solo per slogan, ritennero che andare al governo fosse entrare semplicemente nella stanza dei bottoni e accaparrarsene quanti più si poteva…dai bottoni agli appalti e via fino alle vicende relativamente più recenti il passo, se non fu proprio breve,…insomma: era segnato….E già da allora La Malfa aveva ebbe chiarissimo che il problema della democrazia italiana era il recupero al sistema democratico della forza comunista…se no che senso avevano i dibattiti, con Ingrao, con Amendola che si tennero in quegli anni?: la grande intuizione e la grande capacità politica fu quella di riuscire ad incanalare la forte tensione anticomunista dei repubblicani romagnoli, che aveva delle sue motivate ragioni storiche, nell’alveo di un dibattito politico che prometteva degli sbocchi: noi andavamo ai dibattiti con lo spirito di “andare a dirgliene quattro ai comunisti” e La malfa sapeva indirizzare questa pulsione su un disegno politico di ampio respiro…
…perché già da metà anni sessanta La Malfa aveva elaborato che il sistema si andava di nuovo bloccando e necessitava di ulteriori scossoni…Comincia la lunga teoria dei nostri dentro e fuori, che noi non sempre capivamo, perché pensavamo che si discutesse se stare dentro o fuori a quello specifico governo; se appoggiare o no quella specifica riforma o quel ministero…D’altra parte il sistema proporzionale, mantenendoci comunque la precisa identità dell’Edera ci consentiva con più facilità, questo slalom finalizzato a disegnare nuovi equilibri…cosa che oggi in un sistema bipolare è molto più difficile…questo mi sembra non si capisca con sufficiente chiarezza, ma è altro discorso che riprenderemo…
….poi la frana dell’esperienza di centro sinistra, e poi gli anni di piombo, lo strappo del Pci da Mosca, l’ombrello della Nato (tutti discorsi che a volte mi paiono ancora non completamente digeriti dai nostri carissimi nemici)….e infine il compromesso storico….con La malfa che dice “è ineluttabile”…ma ti pare che un politico come La Malfa uno di quelli che piegano la storia, potesse considerare qualche cosa ineluttabile? …la verità è che vedeva realizzarsi in maniera distorta, compromissoria, democristiana, un disegno che aveva ben altro fine e respiro…non era però il suo ma ugualmente capiva che noi non dovevamo esserne tropo distanti, assenti, sganciati…dovevamo essere “non compromessi” ma tuttavia pronti a dargli la piegatura giusta quando se ne presentasse l’occasione…che purtroppo mise troppo tempo a presentarsi…questa la vera colpa (più recente) del Pci e poi dei Ds:avere di troppo allungato i tempi…o di averli percorsi con piedi troppo zavorrati.
….Gli anni dall’Ottanta in avanti sono certamente segnati da questo incredibile ritardo, la troppo lenta maturazione riformista della sinistra….Ma non possiamo neppure dimenticare che molto poco si fece per stimolarla e chi doveva provvedere, terza forza, socialisti, sinistra dc si trovò in tutt’altre faccende affaccendata. Il Pri andò avanti traccheggiando, e solo o quasi La Malfa Giorgio aveva chiaro a casa nostra la necessità di uscire in fretta dalla palude….e moltissimi amici, pure di valore, che oggi stanno a sinistra poco fecero per secondarlo quando non remarono decisamente contro…Lo stesso Spadolini, che pure ci portò al 5,4 era da noi romagnoli vissuto come troppo mediatore, compromissorio, gradualista…forse eravamo molto ingenerosi anche in quei giudizi…ma questa è la storia. E quando La Malfa ci portò fuori con il pretesto risibile, se non sbaglio, di un ministero delle poste..qua tirammo grandi sospiri di sollievo.
Dopo è oramai cronaca: mani pulite, il maggioritario che anche noi scioccamente secondammo per stare sul filo delle mode…insomma il diluvio. E poi dopo viene Bari…come la penso lo sai ed è inutile che mi ripeta…perlomeno a scadenze brevi…però io non posso pensare che la nostra storia si chiuda lì come approdo: perché non è la nostra storia. E se non è la nostra storia, ma solo un passaggio tattico che io considero comunque sbagliato…beh è oramai, dopo quattro anni dall’inizio del tormentone, un passaggio che la sua fase tattica dovrebbe oramai concluderla…perché in ogni caso i risultati non sono quelli delle premesse.
Dove collocarci? Io non nascondo che per me l’autonomia è stata in una prima fase un percorso di risulta: nel centro sinistra non volevate più starci…anche per ragioni in parte…solo in parte…condivisibili…nel centro destra per me mai al mondo: quindi, parcheggio sull’autonomia…ma per lavorare, per fare altro, per trasformare una fase che se ora non può che essere di testimonianza tenti nuovi sbocchi di aggregazione….che non possono essere i cascami più o meno eretici o simpatici del centro-destra (Sgarbi, radicali ecc…) o forse anche loro..ma insomma a me pare che i nostri interlocutori privilegiati stiano da una altra parte…Non per farci necessariamente governo insieme…ma per aprire sbocchi ad una situazione che ormai si è incancrenita su uno scontro sterile, dannoso per il paese e per la democrazia….Ma se la politica non è trasformare, discutere, cercare consenso, far maturare nuovi equilibri, ridistribuire risorse, adeguare il paese alle sfide della mondializzazione ecc ecc ecc ecc ma che cos’è? Difendere perinde ac cadaver un premier indifendibile, i suoi avvocati, i suoi pasticci, la sua bulimia mediatica ecc ecc ecc ecc non mi pare che sia il nostro ruolo.
…certo la sinistra, “questa sinistra” come la chiami tu….gli indescrivibili errori sulla politica estera, che nel caso dell’Iraq sono tuttavia condivisi da mezza Europa e trovano sponda anche in più riflessive critiche dei democratici americani…qualche argomento di riflessione ce lo devono suggerire…non possono essere liquidati con un semplicistico “Powel è un demente” come ha fatto Calvin…per altro tradendo in quel caso una natura più riflessiva …dimenticandosi che per Jugoslavia, Kossovo, Afghanistan ecc ecc non è stato così (da noi si dice: quando il diavolo fa per se abbassa le corna e ci si mette d’impegno positivo, ma in dialetto viene meglio perché fa rima)….
basta mi fermo qui per ora…sicuramente tornerò sulla attualità sulla politica estera/interna in maniera più compiuta…se non altro per evitare di farmi equivocare…o semplicemente di non spiegarmi.
Barney
Calvin, questo l'avevo preparato prima di ricollegarmi, poi vengo anche da te magari non in giornata. Saluti.


Far parte o meno di un governo,non è una questione di lana caprina ma una faccenda terribilmente seria.Il PCI non entrò nel governo di solidarietà nazionale non perchè ,appoggiandolo dall'esterno, alla fine era la stessa cosa,ma perchè ragioni di politica internazionale lo sconsigliavano e perchè le forze democratiche del Paese(noi compresi),non ritennero maturo ed opportuno uno sbocco del genere.
Sul resto solo una annotazione.Le posizioni RECENTI della sinistra in politica estera(e non mi riferisco alla condivisione o meno della guerra in Iraq, questione ormai passata in giudicato per tutti ,tranne che per gli antiamericani nostrani)non hanno- come ha ricordato La Malfa nell'intervento che ti ho "invitato"a leggere-nessuna sponda in Europa,figuriamoci tra i democratici americani.Le sciocchezzuole sull'"altra America",lasciale pure a loro.
Salutoni e buon lavoro per la vostra riunione di Ravenna.
omar proietti


Grazie per gli auguri e non mancheremo di far bene.
Sul merito del mio piuttosto lungo post ritengo di non averti ancora completamente convinto...per cui per punizione rileggilo dieci volte.......non so se le questioni che pongo siano di lana caprina mi sembrava di aver svolto un ragionamento più complessivo condivisibile o no ma argomentato; in ogni caso a me sembra pura lana vergine...quella di Arcore mi appare invece...come si può dire...un po' usata.
Io mi son letto l'articolo di La Malfa, condivido nella sostanza la posizione, mi auguro che la polemica "a sinistra" intenda smuovere inaccettabili impostazioni della stessa, e non semplicemente sia togliersi un dente o la giustificazione della nostra attuale, e fortunatamente transitoria, collocazione: mi immagino sempre infatti quanta maggior dirompenza avrebbe potuto avere se espressa da una nostra differente collocazione. Però se qualcosa produce, e qualcosa produce sembra in Rutelli, e pur con molti tentennamenti in Fassino, dobbiamo ricacciarli come vedo in altri 3D o coltivare il seme timidamente germogliante? Saperlo saperlo..
P:S: Io le sciocchezzuole continuo a ...considerarle opinioni, almeno le mie...su quelle degli altri sono viceversa disposto a transare ...in ogni caso, verasmente al di là delle sciocchezzuole c'è un bel libro che ho visto citato anche qui da qualche parte sui rapporti Europa/America e le reciproche difficoltà di comprensione è Paradiso e potere di Robert Kagan (si scrive più o meno così); mi pare di grande utilità.


Va bene che a pensar male si fa peccato ma ci si indovina,ma guarda che mi hai frainteso!Non ho detto nè tantomeno ho mai pensato che tu poni questioni di lana caprina.Al contrario,il mio modesto parere,è che il tuo lungo post oltre che quasi completamente condivisibile era alquanto argomentato e le sciocchezzuole alle quali mi riferivo non avevano nulla a che fare con te e con quello che scrivi.In merito all'intervento di La Malfa, interpretalo pure come vuoi,l'importante è -come tu stesso ammetti - che lo condividi e questo se mi consenti non solo mi fa piacere ,ma testimonia la bontà delle ragioni che ci fanno stare assieme-al di là delle divergenze-nello stesso partito.
Ancora auguroni per la riunione del 20p.v.e buona domenica!
omar proietti


Ringrazio e contraccambioOriginally posted by Lincoln
[B.....e buona domenica! [/B]
Saluti


ringrazio anch'io per gli auguri... e chissà quanto saranno contenti collura e c. che venga anch'io...Originally posted by Lincoln
auguroni per la riunione del 20 p.v.e buona domenica!


non dovrebbero essere contenti? Che gli hai fatto?


Mi associo ai sinceri auguri di buon lavoro a tutti gli amici Repubblicani della minoranzaOriginally posted by Lincoln
Va bene che a pensar male si fa peccato ma ci si indovina,ma guarda che mi hai frainteso!Non ho detto nè tantomeno ho mai pensato che tu poni questioni di lana caprina.Al contrario,il mio modesto parere,è che il tuo lungo post oltre che quasi completamente condivisibile era alquanto argomentato e le sciocchezzuole alle quali mi riferivo non avevano nulla a che fare con te e con quello che scrivi.In merito all'intervento di La Malfa, interpretalo pure come vuoi,l'importante è -come tu stesso ammetti - che lo condividi e questo se mi consenti non solo mi fa piacere ,ma testimonia la bontà delle ragioni che ci fanno stare assieme-al di là delle divergenze-nello stesso partito.
Ancora auguroni per la riunione del 20p.v.e buona domenica!![]()


gi faccio sempre notare quanto siano povere e discutibili le proprie idee...Originally posted by calvin
non dovrebbero essere contenti? Che gli hai fatto?