Una fotografia degli stati .Originally posted by aguas
..il rispetto delle reciproche libertà senza passare nell'arbitrio, ossia nella forza senza limiti che comprime ogni altrui libertà.


Una fotografia degli stati .Originally posted by aguas
..il rispetto delle reciproche libertà senza passare nell'arbitrio, ossia nella forza senza limiti che comprime ogni altrui libertà.


No, lo stato di diritto non è l'arbitrio, non è forza senza limiti.Originally posted by Steppen
Una fotografia degli stati .
E' forza regolata.
Forza per lo più non necessaria, perché estrema ratio.
L'Italia, che è stato di diritto, con tutti i suoi limiti, non è forza senza limiti.
anche a me sembra che il problema stia qua...perchè i cittadini fanno tutto tranne che organizzarsi tramite regole...queste ultime ci vengono imposte da una ristretta cerchia di "potenti",grazie alla favoletta dei rappresentanti democratici che in realtà,com'è ovvio,non rappresentano proprio nessuno.Mi viene in mente la costituzione...chi di noi ha potuto esprimere il proprio consenso a riguardo??? Inoltre credo che si debba considerare il fatto che gli uomini dello stato scrivono si delle regole,le quali pero' possono impunemente essere aggirate tramite tutta una serie di azioni che sarebbero considerate immorali o criminali, o addirittura mostruose, se commesse da chiunque altro...come tu possa dire quindi che non c'è arbitrio non lo capisco proprio...mi resta poi da capire come,ammesso che le decisioni degli uomini di stato rispecchino davvero la volontà della maggioranza dei cittadini(cosa che non è praticamente mai),si possa ritenere legittimo imporre tali decisioni anche alla minoranza...un furto è sempre un furto, una rapina è sempre una rapina, a prescindere dal fatto che una maggioranza approvi o condanni tale azione.Originally posted by aguas
Il problema non è chi fa le regole, ma che grado di condivisione hanno tra chi le segue...
Lo "stato" non è una astrazione, ma il complesso delle regole con cui i cittadini si organizzano.


scusa Aguas, ma non vedi l'incoerenza ... infatti dimmi, chi li pone questi "limiti" ?Originally posted by aguas
No, lo stato di diritto non è l'arbitrio, non è forza senza limiti.
E' forza regolata.
Forza per lo più non necessaria, perché estrema ratio.
L'Italia, che è stato di diritto, con tutti i suoi limiti, non è forza senza limiti.


Eh, no.Originally posted by ciddo
scusa Aguas, ma non vedi l'incoerenza ... infatti dimmi, chi li pone questi "limiti" ?
Devi essere tu a dirmi quale è l'incoerenza!
Che modo di ragionare è il tuo?
Lo stato regolato (stato di diritto) ha una utilità pratica di indubbio successo: permettere la convivenza relativamente libera e prospera dei cittadini.
Ora, se tu hai un'altra forma di società da proporre (anche la società tra individui è una società) DEVI ESSERE TU AD INDIVIDUARNE NON SOLO I LIMITI DELLO STATO DI DIRITTO, MA INDICARNE ANCHE L'ALTERNATIVA.
Altrimenti sono pippe mentali
se lo dici al mi babbo ti spezza i braccini...Originally posted by aguas
Eh, no.
Lo stato regolato (stato di diritto) ha una utilità pratica di indubbio successo: permettere la convivenza relativamente libera e prospera dei cittadini.
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Cosa mi tocca leggere in questo forumOriginally posted by aguas
Eh, no.
Devi essere tu a dirmi quale è l'incoerenza!
Che modo di ragionare è il tuo?
Lo stato regolato (stato di diritto) ha una utilità pratica di indubbio successo: permettere la convivenza relativamente libera e prospera dei cittadini.
Ora, se tu hai un'altra forma di società da proporre (anche la società tra individui è una società) DEVI ESSERE TU AD INDIVIDUARNE NON SOLO I LIMITI DELLO STATO DI DIRITTO, MA INDICARNE ANCHE L'ALTERNATIVA.
Altrimenti sono pippe mentali![]()
Mettiamola in modo semplice: lo stato moderno e' un sovrano assoluto che non riconosce altra autorità che la propria.L'eventuale "moderazione" nell'uso della forza è dettata solo da valutazioni contingenti e non da vincoli giuridici.
Nell'epoca d'oro pre-assolutistica, al contrario, la situazione TIPICA era quella del "concorso di ordinamenti" limitati dalla "concorrenza" stessa e dal riconoscimento in principi preesistenti l'ordinamento stesso.
Sa£udi serenissimi.


Anch'io pensavo di essere liberale prima di incontrare il libertarismo e chi me lo ha ben spiegato (Lottieri, Piombini, Bassani, Iannello, Vitale). Poi ho cominciato a leggere i libri degli autori libertari ed oggi mi trovo a pubblicarli.
E' cambiato molto nel mio modo di pensare lo Stato. Anche se per cominciare mi accontenterei anch'io di vederlo ridotto al minimo. Ma ciò non può accadere se no lo si mette in discussione tout court.
Leofacco, direttore libertari.org


Un caloroso benvenuto in questo forum al mitico Leonardo Facco, colonna portante dell'editoria libertaria del nostro paese!Originally posted by leofacco
Anch'io pensavo di essere liberale prima di incontrare il libertarismo e chi me lo ha ben spiegato (Lottieri, Piombini, Bassani, Iannello, Vitale). Poi ho cominciato a leggere i libri degli autori libertari ed oggi mi trovo a pubblicarli.
E' cambiato molto nel mio modo di pensare lo Stato. Anche se per cominciare mi accontenterei anch'io di vederlo ridotto al minimo. Ma ciò non può accadere se no lo si mette in discussione tout court.
Leofacco, direttore libertari.org


Originally posted by leofacco
Anch'io pensavo di essere liberale prima di incontrare il libertarismo e chi me lo ha ben spiegato (Lottieri, Piombini, Bassani, Iannello, Vitale). Poi ho cominciato a leggere i libri degli autori libertari ed oggi mi trovo a pubblicarli.
E' cambiato molto nel mio modo di pensare lo Stato. Anche se per cominciare mi accontenterei anch'io di vederlo ridotto al minimo. Ma ciò non può accadere se no lo si mette in discussione tout court.
Leofacco, direttore libertari.org
Saluti libertari da Liberamente. Parlavo giusto poco fà ( nel thread Alleanza per le libertà) della tua iniziativa , ho provato a dare una mia interpretazione della tua chiamata, alla quale tanti di noi hanno già risposto con entusiasmo.
E' un enorme piacere leggerti sul nostro forum.