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Una rivista di arti marziali contro lo stemma sardo: «Inaccettabile in tempi di decapitazioni»
Il Samurai che non sopporta i Quattro Mori
di CELESTINO TABASSO
Tra i ginnasiali degli anni Ottanta, quando qualcuno faceva una battuta infelice, c'era un modo semplice per farglielo capire. Lo si guardava negli occhi e gli si chiedeva: «E che cosa sei, cintura nera di simpatia?». Questa volta la cintura va assegnata a Giacomo Spartaco Bartoletti, direttore del periodico Samurai. Nera, chiaramente, perché la rivista (a diffusione nazionale, mica robetta) tratta arti marziali e dintorni. Quanto alla simpatia, eccola qua: «La Sardegna ha un popolo civile che, con un qualche alibi malamente fornito dalla storia, sventola nella bandiera quattro teste recise. Insopportabile, soprattutto alla luce del messaggio di morte per decapitazione che i terroristi, ogni giorno, fanno arrivare orrendamente e sfacciatamente in tutte le case attraverso lo schermo televisivo». A parte l'orrendamente e lo sfacciatamente (ha ragione chi sostiene che gli avverbi andrebbero tassati, li si userebbe con più parsimonia e più criterio), vale la pena di soffermarsi su queste considerazioni, comparse sul primo Samurai di quest'anno. È vero, anche un artista come Pinuccio Sciola a suo tempo ha proposto di eliminare i Quattro Mori. Ma Sciola, oltre che un intellettuale prezioso, è sardo. E non sembri campanilismo gretto. Per intendersi: a molti, durante una riunione di famiglia, è capitato di ridacchiare ricordando le bizzarrie di un vecchio parente un po' svanito. Ma se un forestiero, sfogliando l'album fotografico di casa, dicesse certo che vostro nonno aveva proprio una faccia da rimbecillito nessuno si divertirebbe granché. E così non si diverte nessuno se un signore, che presumibilmente si intende più di judo che di storia sarda, per allungare un reportage su un torneo sportivo cagliaritano azzarda un parallelo sbilenco tra Al Qaeda e Quattro Mori. Tonino Deplano, un maestro sardo di tae kwon do, in una lettera lunga e paziente ha cercato di spiegare a Samurai che dietro ogni simbolo, perfino dietro il Crocifisso, ci sono sangue e ingiustizie, che quella bandiera comunque i sardi la onorano da sempre e che l'Isola, tra crisi e disoccupazione, ha ben altri problemi che sos Battor Moros. Una lettera pacata, convincente, documentata. Forse un po' troppo, visto che in barba al diritto di replica il direttore non gliel'ha pubblicata. Tanto la cintura nera di simpatia se l'era già assicurata.
16/04/2005




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Anzi... le quattro pale eoliche...
