
Originariamente Scritto da
Florian
Chiariamo una cosa: questo sondaggio nasce sulla base di un editoriale di Angelo Panebianco, ovvero uno dei massimi politologi italiani, terzista ma pendente a destra, che evidenzia tutta la sua preoccupazione per lo scenario che si presenta all'orizzone.
Se Panebianco dice che il PDL non sopravviverà a Berlusconi (nella forma che conosciamo) e che Fini romperà con la Lega noi abbiamo il dovere di prendere seriamente queste previsioni perchè la firma e il giornale da cui provengono sono fuori discussione.
Io prendo atto che il nostro gruppo di conservatori polliani è prevalentemente nordista e che ha maturato una sempre maggiore consonanza con il leghismo. Per quel che vale posso dire qualcosa da conservatore del Sud.
Ebbene, la Lega al Sud ha sempre goduto di cattiva reputazione, a destra non meno che a sinistra. E questo non tanto per le sue politiche di sicurezza e antimmigratorie, quanto per il diffuso antimeridionalismo della sua classe dirigente e della sua base (che in alcuni casi scivola nel razzismo esplicito).
Il conservatore del Sud è uno che quando ha votato Berlusconi lo ha fatto sempre nella speranza che potesse prima o poi mollare Bossi. Ed ha apprezzato Fini ogni qualvolta si è messo di traverso all'asse Bossi-Tremonti che porta denaro al nord togliendolo al sud. Può piacere o meno la realtà, ma è questa.
Il berlusconismo dagli albori è sempre stato scisso in due partiti: il Polo delle Libertà al nord, e il Polo del buongoverno al sud. Negli ultimi tempi il malcontento del Sud nei confronti del partito nordista è cresciuto notevolmente, prova ne sia l'ascesa di Lombardo, la ribellione di Miccichè e Poli Bortone, il meridionalismo culturale di Veneziani.
Dunque, cari amici conservatori expidiellini con un piede già nel partito di Calderoli e Bossi, sappiate che il futuro del PDL, o del partito che ne prenderà le veci, è al sud e cercherà di ribilanciare l'equilibrio che il duo Tremonti-Bossi ha oggi marcatamente spostato al nord.
Il conservatore del Sud vedrebbe con favore un'alleanza Fini-Casini. Alcuni si spingono addirittura oltre nella volontà di metter su un partito dichiaratamente volto a difendere gli interessi del sud "contro" la Lega. Non vi rendete conto, cari amici conservatori del nord, che al Sud la partita che si gioca è sentita non tanto contro la sinistra, ma contro la Lega, contro il nord.
E qui sta purtroppo il fallimento del berlusconismo. Che avrebbe potuto (e dovuto) dare all'Italia stabilità affermando il bipolarismo e costruendo un centrodestra "nazionale" in grado di intercettare i propri consensi dal Piemonte alla Sicilia. Invece, per miopia politica e mero calcolo elettoralistico, ha preferito vincere la sinistra "regalando" il nord, la parte più produttiva del paese, ad un alleato che non è "nè di destra nè di sinistra", ma "del nord", quindi "contro il sud" e per definizione antinazionale.
Con Bossi Berlusconi ha vinto due volte le elezioni, ma ha impedito il compiersi del bipolarismo e creato un partito che è solo un cartello a lui utile per governare. Per questo motivo alla sua dipartita rischia di lasciare solo macerie. Chi ne raccoglierà il testimone si troverà dinanzi a sè l'ingombrante Lega (passata sotto Berlusca dal 4 al 10%), un sud recalcitrante, faide intestine difficili da sanare.
Può darsi che il PDL scompaia e torni in gioco la vecchia Alleanza Nazionale, che formalmente Fini non ha mai sciolto. Può darsi che la nuova AN corra da sola in un quadro multipartitico, oppure che si sciolga in un fantomatico "Partito della Nazione" con Casini e altri.
Quello che sembra certo è comunque il futuro isolamento della Lega Nord. Ricordatevi, amici conservatori del nord in procinto di passare al leghismo, che non è solo Fini ad avercela con Bossi, ma tutti i pezzi grossi del PDL settentrionale, a cominciare da Formigoni.