Gli italiani dovrebbero essere grati agli angloamericani, questo è logico. Ma è innegabile che la rivolta contro Mussolini e i tedeschi invasori è partita in un modo abbastanza indipendente da essi. Quando Napoli insorge con le sue 4 giornate scacciando i nazisti dalla città gli angloamericani stavano ancora risalendo faticosamente la Calabria. Idem per l'insurrezione di Matera, idem per la resistenza delle forze armate al porto di Bari. Cosi' come i partigiani sabotarono, scacciarono, liberarono le maggiori città del nord prima dell'arrivo degli americani facendo trovare le città praticamente libere ,i tedeschi in fuga, e l'apparato produttivo funzionante perchè i partigiani non solo combattevano l'invasore e i traditori fascisti, ma pensavano anche a salvare fabbriche e centrali elettriche. Questo nelle fasi finali della Resistenza. La Resistenza è sorta ben prima dello sbarco in Sicilia.In Origine Postato da Logos
Ecco i passi che condivido sostanzialmente, e visto che sono scritti ad un livello molto superiore al mio, perché doverli reinterpretare, dato che sono tanto limpidi e incontrovertibili?
Credo che uno degli effetti, involontari, ovviamente, ma "deteriori" della Resistenza, sia quello che anche Fini dice, e cioè che ci ha troppo facilmente permesso di "autoassolverci" come popolo, di fronte ad una responsabilità storica pesante e largamente condivisa, come quella fascista e le leggi razziali.
L'ho capito molto bene, credimi, quest'articolo, e l'ho ripostato tale e quale, perché Fini ha una autorità, come Pansa, a sinistra, che certo io non posso vantarmi o pretendere di avere, no?
1) Non mi ha mai convinto la festa del 25 aprile, la Festa della Liberazione, non tanto e non solo perché divide il Paese in buoni’ e cattivi’, causa ancor oggi, come tutti possono vedere, di catacombali risse fra antifascisti’ e anticomunisti’, ma perché ha ingenerato il pericoloso e non innocente equivoco che l’Italia si sia riscattata in libertà dalla dittatura e dall’occupazione nazista in virtù della Resistenza e della lotta partigiana e non grazie alle truppe angloamericane.
2) Nell’ambito di quel grandioso e tragico evento che fu la seconda Guerra mondiale, la Resistenza fu un fatto marginale, che riscattò moralmente solo quelle poche migliaia di uomini e di donne che vi presero parte.
Non il popolo italiano che aveva aderito compatto al Fascismo, e anche all’abominio delle leggi razziali, che lo abbandonò quando cadde e che poi stette alla finestra per vedere chi vinceva la partita, salvo scatenarsi, dopo il 25 aprile, nel più bestiale dei modi con lo scempio di piazzale Loreto.
3) La retorica non è mai innocente. Quella della Resistenza ha consentito agli italiani di far finta di aver vinto una guerra che invece avevano perso, e nel peggiore dei modi, e quindi di non fare i conti con se stessi fino in fondo, a differenza dei tedeschi e dei giapponesi.
Le conclusiono che tu fai, sono naturalmente conclusioni che non possono che essere definite "revisionistiche , antistoriche e berlusconiane". Lo stesso Ciampi , il tuo e il mio presidente della Repubblica, ha ribadito ESATTAMENTE oggi in tv a rai2 quanto io ti ho scritto sopra. Ma tanto, il 25 Aprile è quasi passato, ma la vostra revisione storica non passerà mai. Per fortuna siete una minoranza. Ne Ciampi, ne Pertini grandi partigiani, vi appartengono.




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ertamente il contributo marxista fu notevole,socialisti e comunisti componevano le Matteotti e le Garibaldi ma accanto a loro,non pochi,ci furono azionisti e repubblicani,cattolici inquadrati in Giustizia e Libertà,altre ancora con i fazzoletti gialli erano gli "autonomi senza appartenenze,accumunati TUTTI dalla volontà di sconfiggere il fascismo e scacciare i tedeschi,dare al Paese finalmente pace e libertà.
l'affermazione di Fini è puramente "tattica"volta cioè ad accreditare epidermicamente An presso la pubblica opinione per così dire "centrista" (antifascista e anticomunista sui generis ) ovvero il frutto di una riflessione,di un punto di arrivo che taglia nettamente le radici con il passato del MSI dalle origini.