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Discussione: 25 aprile

  1. #11
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    In Origine Postato da Logos
    Ecco i passi che condivido sostanzialmente, e visto che sono scritti ad un livello molto superiore al mio, perché doverli reinterpretare, dato che sono tanto limpidi e incontrovertibili?
    Credo che uno degli effetti, involontari, ovviamente, ma "deteriori" della Resistenza, sia quello che anche Fini dice, e cioè che ci ha troppo facilmente permesso di "autoassolverci" come popolo, di fronte ad una responsabilità storica pesante e largamente condivisa, come quella fascista e le leggi razziali.
    L'ho capito molto bene, credimi, quest'articolo, e l'ho ripostato tale e quale, perché Fini ha una autorità, come Pansa, a sinistra, che certo io non posso vantarmi o pretendere di avere, no?

    1) Non mi ha mai convinto la festa del 25 aprile, la Festa della Liberazione, non tanto e non solo perché divide il Paese in buoni’ e cattivi’, causa ancor oggi, come tutti possono vedere, di catacombali risse fra antifascisti’ e anticomunisti’, ma perché ha ingenerato il pericoloso e non innocente equivoco che l’Italia si sia riscattata in libertà dalla dittatura e dall’occupazione nazista in virtù della Resistenza e della lotta partigiana e non grazie alle truppe angloamericane.

    2) Nell’ambito di quel grandioso e tragico evento che fu la seconda Guerra mondiale, la Resistenza fu un fatto marginale, che riscattò moralmente solo quelle poche migliaia di uomini e di donne che vi presero parte.
    Non il popolo italiano che aveva aderito compatto al Fascismo, e anche all’abominio delle leggi razziali, che lo abbandonò quando cadde e che poi stette alla finestra per vedere chi vinceva la partita, salvo scatenarsi, dopo il 25 aprile, nel più bestiale dei modi con lo scempio di piazzale Loreto.

    3) La retorica non è mai innocente. Quella della Resistenza ha consentito agli italiani di far finta di aver vinto una guerra che invece avevano perso, e nel peggiore dei modi, e quindi di non fare i conti con se stessi fino in fondo, a differenza dei tedeschi e dei giapponesi.
    Gli italiani dovrebbero essere grati agli angloamericani, questo è logico. Ma è innegabile che la rivolta contro Mussolini e i tedeschi invasori è partita in un modo abbastanza indipendente da essi. Quando Napoli insorge con le sue 4 giornate scacciando i nazisti dalla città gli angloamericani stavano ancora risalendo faticosamente la Calabria. Idem per l'insurrezione di Matera, idem per la resistenza delle forze armate al porto di Bari. Cosi' come i partigiani sabotarono, scacciarono, liberarono le maggiori città del nord prima dell'arrivo degli americani facendo trovare le città praticamente libere ,i tedeschi in fuga, e l'apparato produttivo funzionante perchè i partigiani non solo combattevano l'invasore e i traditori fascisti, ma pensavano anche a salvare fabbriche e centrali elettriche. Questo nelle fasi finali della Resistenza. La Resistenza è sorta ben prima dello sbarco in Sicilia.
    Le conclusiono che tu fai, sono naturalmente conclusioni che non possono che essere definite "revisionistiche , antistoriche e berlusconiane". Lo stesso Ciampi , il tuo e il mio presidente della Repubblica, ha ribadito ESATTAMENTE oggi in tv a rai2 quanto io ti ho scritto sopra. Ma tanto, il 25 Aprile è quasi passato, ma la vostra revisione storica non passerà mai. Per fortuna siete una minoranza. Ne Ciampi, ne Pertini grandi partigiani, vi appartengono.

  2. #12
    Il cinismo ci salverà
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    In Origine Postato da cyber81
    Gli italiani dovrebbero essere grati agli angloamericani, questo è logico. Ma è innegabile che la rivolta contro Mussolini e i tedeschi invasori è partita in un modo abbastanza indipendente da essi. Quando Napoli insorge con le sue 4 giornate scacciando i nazisti dalla città gli angloamericani stavano ancora risalendo faticosamente la Calabria. Idem per l'insurrezione di Matera, idem per la resistenza delle forze armate al porto di Bari. Cosi' come i partigiani sabotarono, scacciarono, liberarono le maggiori città del nord prima dell'arrivo degli americani facendo trovare le città praticamente libere ,i tedeschi in fuga, e l'apparato produttivo funzionante perchè i partigiani non solo combattevano l'invasore e i traditori fascisti, ma pensavano anche a salvare fabbriche e centrali elettriche. Questo nelle fasi finali della Resistenza. La Resistenza è sorta ben prima dello sbarco in Sicilia.
    Le conclusiono che tu fai, sono naturalmente conclusioni che non possono che essere definite "revisionistiche , antistoriche e berlusconiane". Lo stesso Ciampi , il tuo e il mio presidente della Repubblica, ha ribadito ESATTAMENTE oggi in tv a rai2 quanto io ti ho scritto sopra. Ma tanto, il 25 Aprile è quasi passato, ma la vostra revisione storica non passerà mai. Per fortuna siete una minoranza. Ne Ciampi, ne Pertini grandi partigiani, vi appartengono.
    Stai farneticando...

  3. #13
    Il cinismo ci salverà
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    In Origine Postato da xlater
    A sinistra non c'è autorità che tenga. Fa parte della mentalità di sinistra accogliere con diffidenza tutto quello che arriva ex-cathedra. Fa molta miglior figura, davanti ad un occhio di sinistra, chi cerca di pensare con le proprie meningi, magari cercando la propria via al di fuori dagli schemi.

    Per carità, chi pensa al di fuori degli schemi viene espulso dal partito, pensare con le proprie meningi, a sinistra, è privilegio di una élite intellettuale, poi tutto il resto del poplo bue, si deve adeguare.

    Ti avevo chiesto una sintesi, un'elaborazione originale, una chiosa, un commento, ad un articolo che condividi. Mi hai risposto, di nuovo, con dei copia-e-incolla. Peccato. Avrei preferito riconoscere un errore, piuttosto che costatare amaramente di aver avuto ragione.

    Ti ho risposto che condivido quei pensieri. Fai conto che gli abbia detti io.

    Secondo me non hai capito veramente cosa abbia davvero scritto Fini in quell'articolo, quale sia la tesi di fondo intorno cui si articola il discorso.

    Dimmelo te.

    Ti faccio innanzitutto notare che la posizione di Fini è contraria a quella espressa da molti esponenti del centrodestra oggi. Ho sentito da più parti (Casini per primo) sostenere che la Resistenza è patrimonio di tutti gli italiani, e non solo di una parte o di un partito. Moltissimi italiani, delle più diverse estrazioni ideologiche (comunisti, socialisti, repubblicani, cattolici, azionisti, monarchici) hanno dato il loro contributo alla Resistenza, e sbagliano coloro che tentano di appropriarsene indebitamente, come fosse una loro esclusiva.

    La Resistenza è patrimonio di tutti gli Italiani, tanto quanto la sconfitta nella seconda guerra mondiale, la vergogna delle leggi razziali e il fascismo. Ripeto: non possiamo autoassolverci attraverso il sacrificio di poche migliaia di persone.

    E' esattamente il contrario di quello che dice Fini, per cui la Resistenza fu opera di quattro gatti comunisti, con impatto minimo sulla storia, mentre la maggior parte degli italiani si barricava in casa al grido di "non mi impiccio".

    Esatto.

    Secondo te, ha ragione Massimo Fini, o hanno ragione i leader del cdx che si oppongono allo "scippo" della Resistenza da parte delle forze di csx?



    Ma, a prescindere da questo, la tesi di Fini, abilmente dissimulata tra le righe, è questa.

    Il popolo italiano è costituito in grandissima parte, quasi totalità, da una massa di cialtroni, incapaci di ogni slancio ideale, e di ogni elaborazione politica, pronti ad inchinarsi al primo furbacchione vile e infingardo, o alla prima classe politica vile ed infingarda, che viene a prenderlo per il c**o.

    No, la tesi è che, appunto, durante il fascismo c'era un consenso di massa, e che dobbiamo sentirci tutti colpevoli di questa eredità storica, senza tante attenuanti "all'italiana". E' un discorso che fila via liscio, senza nessuna aspetità.

    Le sporadiche eccezioni alla regola, non sono altro che inutili idioti: tali sono i combattenti di Salò che si sacrificavano eroicamente mentre il loro capo pensava a mettere il sederino in salvo. Tali sono quei quattro gatti dei partigiani, che in fondo è esattamente come se non ci fossero stati. E da allora in poi tutti quelli che si allontanano dal pattern del popolo cialtrone, fanno più danni che altro, finendo nella migliore delle ipotesi ad alimentare le fila del terrorismo. Nero o rosso che sia.

    Esatto.

    Insomma viva il popolo cialtrone, viva i furbacchioni che lo abbindolano, dandosi periodicamente il cambio. Per cui, continua Fini, è scandaloso che questo popolo di cialtroni si appassioni ai valori dell'antifascismo, della libertà e della democrazia, perché se non fosse stato per gli alleati anglo-americani a quest'ora stavamo tutti ancora a leccare gli stivali di Mussolini e di Hitler, e magari eravamo anche contenti di farlo.

    Libertà e democrazia sono "doni" che ci derivano da Yalta, non li abbiamo scelti noi. Potevamo benissimo trovarci, in caso di diversa decisione, al di là della Cortina di Ferro.

    Quando Fini scriveva quell'articolo effettivamente in Italia spirava un vento di idiota qualunquismo che entro un mese avrebbe consegnato il Paese nelle mani del tuo amico. Questo per Fini era cosa buona e giusta, esattamente il meglio che potesse capitare a questo popolo di cialtroni, ansiosi di farsi abbindolare.

    Spritava il vento di una Seconda Repubblica costruita su di una Rivoluzione per via Giudiziaria forcaiola e giacobina.

    Prova a rileggerlo alla luce delle mie parole, e vedrai che il filo logico nascosto viene clamorosamente fuori.

    Le tue parole confermano la mia posizione, anzi la rafforzano.g

    Condividere la posizione di Fini significa riconoscersi in quel popolo di cialtroni abbindolabili e contenti. Me compreso, te compreso.

    Lo siamo stati.

    Io invece penso che nel '45 il popolo si fosse davvero rotto le scatole di Mussolini, e lo avrebbe fatto fuori con o senza l'aiuto della storia, con o senza l'aiuto degli americani. Penso che gli italiani siano pure abbindolabili dallo stesso "puzzone", ma non in eterno.

    Pensa pensa pure tutto quello che vuoi, ma la storia è un'altra.

    Aggiungo: ho l'impressione che da allora siamo ancora migliorati. Se allora ci sono serviti vent'anni per riconoscere un "puzzone", oggi abbiamo ridotto i tempi ad un quarto. Ancora un po' e saremo un popolo normale.

    Un popolo normale, è una aspirazione?

    Nel frattempo, celebrare i valori dell'antifascismo, della libertà e della democrazia, quei valori che distinguono un popolo qualunquista e cialtrone da un popolo capace di incidere positivamente sul proprio destino, sicuramente non fa male. Anzi, dovrebbe velocizzare il processo. E se ci scappa un po' di retorica qui e lì, fidati: è ben spesa.
    Con tutto il rispetto, preferisco fidarmi di Fini, che ha visto un po' più di cose di te e di me messi assieme, ha una cultura che vale la mia e la tua messe assieme, ha soprattutto la capacità di uscire dagli schemi che noi, legati al nostro "tifo" di coalizione, non abbiamo.[QUOTE]

  4. #14
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    In Origine Postato da Logos
    Stai farneticando...
    Se non hai ascoltato il discorso di Ciampi, son cazzi tuoi. Ma io le cose non me le invento mica.

  5. #15
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    In Origine Postato da cyber81
    Se non hai ascoltato il discorso di Ciampi, son cazzi tuoi. Ma io le cose non me le invento mica.
    Ciampi è da anni che dice che bisogna "pacificare" il Paese, quindi figurati...

  6. #16
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    In Origine Postato da Logos
    Ciampi è da anni che dice che bisogna "pacificare" il Paese, quindi figurati...
    Ciampi non ha parlato di "pacificazione"..il Presidente ha ricordato a Milano la genesi della Resistenza,che fu un fatto di popolo,di persone,di donne e di uomini prima ancora che di movimenti e di partiti.
    Nessuno dice che la resistenza al nazifascismo toglie le responsabilità Italiane nella seconda guerra Mondiale o rende meno evidente l'acquiescenza popolare a venti anni di dittatura fascista,la Resistenza non ci fa "vincitori" della seconda guerra mondiale..tutt'altro: alle conferenze di Pace l'Italia fu considerata sconfitta , De Gasperi in una di esse disse ai plenipotenziari alleati" Sento che tutto mi è contro oggi tranne la vostra personale cortesia".
    In quegli accordi di pace l'Italia fu trattata per quello che era stata fino alla fine del 1943:un Paese aggressore,un invasore;non ebbero"credito"la Resistenza(un fenomeno del tutto paragonabile, per estensione, a quello della "Resistance" dei maquis francesi) nè lo sforzo delle quattro divisioni dell'esercito Italiano che combattè con gli Alleati a partire dal 1944 fu valutato come le forze della Francia Libera di De Gaulle.
    Gli avveduti..e sono i più.. sanno che la liberazione dell'Italia fu dovuta essenzialmente allo sforzo bellico alleato,nessuno lo nega..sarebbe una falsità storica e un gesto irrispettoso verso le decine di migliaia di soldati anglo-americani che riposano nei cimiteri di guerra sparsi in ogni angolo della penisola.
    Il contributo militare dei partigiani fu in alcune zone importante là dove rese le retrovie insicure ai nazisti,operando sabotaggi,guasti,incursioni,agguati etc. ed in altre poco significativo:ma non è questo il punto del "contendere"..caro Logos.
    La "questio" è un'altra.
    Qual'è l'origine morale,etica della nostra Democrazia..da dove trassero origine i valori che sono stati edificati nella Costituzione repubblicana del 1946-48?
    Anche qui non si può negare la verità storica..La Resistenza,la ribellione al nazifascismo..il rifiuto della guerra,della dittatura fu la genesi della nostra Democrazia.

    I partigiani non furono quattro gatti"comunisti",i combattenti inquadrati nelle diverse brigate possono essere valutati per difetto in 75,000-100,000 fino all'autunno del 1944 ;valutando che metà del Paese era praticamente libero alla fine del 1943(Napoli e dintorni)..non mi sembrano pochi.
    Quanto avrebbero dovuto essere?
    Non tutti hanno il coraggio di imbracciare un 'arma,di rischiare la pelle nelle azioni di guerriglia in montagna o città.
    Anche chi più sommessamente non aderì alla RSI,rifiutò i bandi di arruolamento nelle milizie o di lavoro in Germania fece una scelta:non aderire alla repubblica di Mussolini,non dare un contributo al prolungamento della guerra...aspettare gli eventi senza subire altri danni(dopo quattro anni di guerra)..auspicando in cuor proprio il termine della guerra che in quel contesto significavauna cosa sola: la sconfitta di Salò e dei tedeschi.
    Un'altra considerazione và fatta sulla composizione delle brigate partigianeertamente il contributo marxista fu notevole,socialisti e comunisti componevano le Matteotti e le Garibaldi ma accanto a loro,non pochi,ci furono azionisti e repubblicani,cattolici inquadrati in Giustizia e Libertà,altre ancora con i fazzoletti gialli erano gli "autonomi senza appartenenze,accumunati TUTTI dalla volontà di sconfiggere il fascismo e scacciare i tedeschi,dare al Paese finalmente pace e libertà.

    Se viene riconosciuta questa genesi,questa origine..senza fraintendimenti può essere che il 25 aprile diventi una giornata di "operosa concordia"(per usare le parole di Ciampi).
    Ma il passo non spetta a chi riconosce da sempre questa giornata..il passo spetta a chi lo ha disconosciuto ieri e cerca oggi di sminuirne il valore,il significato..per una improponibile rivisitazione storica che porta prima a mettere sullo stesso piano Valori e disvalori e quindi ad affossarei principi che ancora reggono la nostra Costituzione.

    Saluti,Logos

  7. #17
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    Ciampi è da anni che lo dice, se continuiamo a considerare il 25 aprile "anche"(e per alcuni soprattutto) la Festa degli Italiani che scelsero la parte giusta CONTRO gli Italiani che scelsero la parte sbagliata, la pacificazione non ci sarà mai. Capisci Red?
    Un saluto

  8. #18
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    In Origine Postato da Logos
    Ciampi è da anni che lo dice, se continuiamo a considerare il 25 aprile "anche"(e per alcuni soprattutto) la Festa degli Italiani che scelsero la parte giusta CONTRO gli Italiani che scelsero la parte sbagliata, la pacificazione non ci sarà mai. Capisci Red?
    Un saluto
    Ma infatti non è la festa della "pacificazione". E' la festa della liberazione.

  9. #19
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    A sinistra non c'è autorità che tenga. Fa parte della mentalità di sinistra accogliere con diffidenza tutto quello che arriva ex-cathedra. Fa molta miglior figura, davanti ad un occhio di sinistra, chi cerca di pensare con le proprie meningi, magari cercando la propria via al di fuori dagli schemi.

    Ti avevo chiesto una sintesi, un'elaborazione originale, una chiosa, un commento, ad un articolo che condividi. Mi hai risposto, di nuovo, con dei copia-e-incolla. Peccato. Avrei preferito riconoscere un errore, piuttosto che costatare amaramente di aver avuto ragione.

    Secondo me non hai capito veramente cosa abbia davvero scritto Fini in quell'articolo, quale sia la tesi di fondo intorno cui si articola il discorso.

    Ti faccio innanzitutto notare che la posizione di Fini è contraria a quella espressa da molti esponenti del centrodestra oggi. Ho sentito da più parti (Casini per primo) sostenere che la Resistenza è patrimonio di tutti gli italiani, e non solo di una parte o di un partito. Moltissimi italiani, delle più diverse estrazioni ideologiche (comunisti, socialisti, repubblicani, cattolici, azionisti, monarchici) hanno dato il loro contributo alla Resistenza, e sbagliano coloro che tentano di appropriarsene indebitamente, come fosse una loro esclusiva.

    E' esattamente il contrario di quello che dice Fini, per cui la Resistenza fu opera di quattro gatti comunisti, con impatto minimo sulla storia, mentre la maggior parte degli italiani si barricava in casa al grido di "non mi impiccio".

    Secondo te, ha ragione Massimo Fini, o hanno ragione i leader del cdx che si oppongono allo "scippo" della Resistenza da parte delle forze di csx?

    Ma, a prescindere da questo, la tesi di Fini, abilmente dissimulata tra le righe, è questa.

    Il popolo italiano è costituito in grandissima parte, quasi totalità, da una massa di cialtroni, incapaci di ogni slancio ideale, e di ogni elaborazione politica, pronti ad inchinarsi al primo furbacchione vile e infingardo, o alla prima classe politica vile ed infingarda, che viene a prenderlo per il c**o.

    Le sporadiche eccezioni alla regola, non sono altro che inutili idioti: tali sono i combattenti di Salò che si sacrificavano eroicamente mentre il loro capo pensava a mettere il sederino in salvo. Tali sono quei quattro gatti dei partigiani, che in fondo è esattamente come se non ci fossero stati. E da allora in poi tutti quelli che si allontanano dal pattern del popolo cialtrone, fanno più danni che altro, finendo nella migliore delle ipotesi ad alimentare le fila del terrorismo. Nero o rosso che sia.

    Insomma viva il popolo cialtrone, viva i furbacchioni che lo abbindolano, dandosi periodicamente il cambio. Per cui, continua Fini, è scandaloso che questo popolo di cialtroni si appassioni ai valori dell'antifascismo, della libertà e della democrazia, perché se non fosse stato per gli alleati anglo-americani a quest'ora stavamo tutti ancora a leccare gli stivali di Mussolini e di Hitler, e magari eravamo anche contenti di farlo.

    Quando Fini scriveva quell'articolo effettivamente in Italia spirava un vento di idiota qualunquismo che entro un mese avrebbe consegnato il Paese nelle mani del tuo amico. Questo per Fini era cosa buona e giusta, esattamente il meglio che potesse capitare a questo popolo di cialtroni, ansiosi di farsi abbindolare.

    Prova a rileggerlo alla luce delle mie parole, e vedrai che il filo logico nascosto viene clamorosamente fuori.

    Condividere la posizione di Fini significa riconoscersi in quel popolo di cialtroni abbindolabili e contenti. Me compreso, te compreso.

    Io invece penso che nel '45 il popolo si fosse davvero rotto le scatole di Mussolini, e lo avrebbe fatto fuori con o senza l'aiuto della storia, con o senza l'aiuto degli americani. Penso che gli italiani siano pure abbindolabili dallo stesso "puzzone", ma non in eterno.

    Aggiungo: ho l'impressione che da allora siamo ancora migliorati. Se allora ci sono serviti vent'anni per riconoscere un "puzzone", oggi abbiamo ridotto i tempi ad un quarto. Ancora un po' e saremo un popolo normale.

    Nel frattempo, celebrare i valori dell'antifascismo, della libertà e della democrazia, quei valori che distinguono un popolo qualunquista e cialtrone da un popolo capace di incidere positivamente sul proprio destino, sicuramente non fa male. Anzi, dovrebbe velocizzare il processo. E se ci scappa un po' di retorica qui e lì, fidati: è ben spesa.
    Ottima analisi, xlater, e' stato un piacere leggere quello che hai scritto. Condivido in pieno.

  10. #20
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    In Origine Postato da Logos
    Ciampi è da anni che lo dice, se continuiamo a considerare il 25 aprile "anche"(e per alcuni soprattutto) la Festa degli Italiani che scelsero la parte giusta CONTRO gli Italiani che scelsero la parte sbagliata, la pacificazione non ci sarà mai. Capisci Red?
    Un saluto

    Buona sera,Logos..
    Il problema è quale significato dare al termine "pacificazione".
    Quando l'on.Fini ha dichiarato ,tempo fa ,che "il Fascismo è stato il male assoluto"io come antifascista l'ho aprezzato ed onestamente mi sarebbe bastato che avesse detto"la perdita della libertà è il male assoluto , questa condizione in Italia coincise con il fascismo",perchè per me non esistono (sia chiaro) dittature "buone" e "cattive";ho piena consapevolezza che in altri Paesi la libertà negata alla gente non è stata "merito" del fascismo..
    Dopo di che delle due l'una l'affermazione di Fini è puramente "tattica"volta cioè ad accreditare epidermicamente An presso la pubblica opinione per così dire "centrista" (antifascista e anticomunista sui generis ) ovvero il frutto di una riflessione,di un punto di arrivo che taglia nettamente le radici con il passato del MSI dalle origini.
    Se il fascismo fu la negazione della libertà in Italia,quale riccorenza celebra la libertà ritrovata e l'inizio di un percorso democratico tra gli Italiani che unitariamente si opposero al regime?
    Credo che sia proprio il 25 Aprile.

    La pacificazione in termini giuridicivi è stata fatta quando,nel 1946 il guardiasigilli del Governo De Gasperi firmo l'amnistia per migliaia di detenuti fascisti ancora incarcerati;a partire dal 1948 gli eredi del fascismo hanno potuto riorganizzarsi in movimento politico e partecipare alle competizioni democratiche,al di là di quanto contenuto nelle disposizioni transitorie e finali della Costituzione..
    Io vorrei capire cosa intendi tu per pacificazione..allora?
    Riconoscere che molti di quei giovani aderirono alla RSI in buona fede e che loro "colpa" fu quella di essere stati ingannati dalla retorica fascista? Nessun problema...Puo essere che essi "in limpida coscienza" parteciparono alle attività di rastrellamento contro i partigiani o alle persecuzioni contro i civili sospettati di fiancheggiarli,all'arresto di ebrei deportati poi nei lager,alla guerra a fianco dei nazisti e alla disperata difesa di un regime che aveva,vent'anni prima,eliminato le libertà democratiche con la violenza ed instaurato la dittaura...pensando con ciò di servire la "Patria".
    D'altro canto in "limpida coscienza" migliaia di giovani e non,cittadini italiani di ogni condizione avevano un'altra opinione di come dovesse essere la Patria ,si batterono per porre fine alla guerra,ritrovare la libertà negata e costruire per il Paese un futuro migliore
    Se questo è lo spartiacque ed ovviamente se l'analisi è condivisa ..in termini etici..questi sono le condizioni.
    Non c'è conciliazione tra le due scelte,Logos..non vi potrà essere oggi come non vi è stata allora(perchè mai allora vi sarebbe stata questa guerra civile?).
    Affermare che dopo sessant'anni è "giusto" considerare anche le ragioni dei vinti è un contronsenso assoluto sotto un profilo etico oltrechè un'impostazione errata da un punto di vista logico quelle "ragioni" erano tali,da un punto di vista morale anche allora,oppure..come io credo.. non lo sono mai state;dire che dobbiamo "pacificare" il Paese è come affermare che vi sono delle ragioni..rifiutate dagli Italiani di allora..per le quali il giudizio morale verso quell'esperienza storica deve essere mutato.

    Il giudizio è già stato dato da chi allora visse,da chi allora conobbe in prima persona quegli avvenimenti molti anni fa:rifiutando il nazifascismo.

    Nessuno in Francia pensa ad una " pacificazione" che valuti le ragioni dei Valois o dell'ancien regime ( quella fu oltre che una rivoluzione una sanguinosa guerra civile);nessuno pensa negli Stati Uniti di riconsiderare la secessione sudista (ed anche quella fu una guerra civile dove le crudeltà non mancarono).
    Certo,vengono fatte analisi storiche ed approfondimenti (cosa fatta da anni anche in Italia)...ma non si vuole tendere con quelle riflessioni,a far mutare il giudizio storico.


    Se le Istituzioni dal 2 giugno del 1946( a seguito della liberazione) sono rappresentative della volontà democratica,se gli italiani vivono in PACE da allora,se il Paese ha goduto di un indubbio progresso economico-sociale..cos'è la "pacificazione"che viene richiesta,suggerita da certi "intellettuali" e da alcuni esponenti politici?
    Qual'è il fine ultimo che si vuole perseguire?

    "Il fascismo è il male assoluto"..così la pensarono la grande maggioranza dei nostri concittadini in quei giorni del 1945..qualche anno prima dell' on.Fini.
    Cosa altro possiamo aggiungere a distanza di sessant'anni?
    Saluti

 

 
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