"Il male assoluto" è un termine di comodo che serve a fissare paletti. Io sono un convinto relativista e penso che tutto, male compreso, sia relativa, con buona pace di Benedetto xvi e della sua crociata antirelativistica, ma qui entriamo nel campo della filosofia e divaghiamo. Tornando al punto, adesso ti spiego, riguardo alle drammatiche vicende che ogni volta il 25 aprile suscita, ora ti dico cosa intendo io per "pacificazione": intendo che occorrerà, per ottenerla, rendere onore a quegli Italiani, che pur sbagliando, combatterono dalla sponda degli sconfitti. E non dico pari dignità o chissà mai quale importanza: dico rendere loro onore nel senso di ammettere che fecero quella scelta in buona fede, combaterono per un ideale, e bada, per noi è facile oggi, dire cosa è stato giusto e cosa non lo è stato, noi non lo abbiamo vissuto quel periodo, abiamo solo la "memoria storica" a rammentarci chi sono stati i vincitori e chi i vinti. Poi c'è la memoria individuale, quella delle famiglie fasciste che hanno avuto dei lutti a causa dei partigiani, e quella delle famiglie partigiane che hanno avuto dei lutti a causa dei nazifascisti.In Origine Postato da RedBull
Buona sera,Logos..
Il problema è quale significato dare al termine "pacificazione".
Quando l'on.Fini ha dichiarato ,tempo fa ,che "il Fascismo è stato il male assoluto"io come antifascista l'ho aprezzato ed onestamente mi sarebbe bastato che avesse detto"la perdita della libertà è il male assoluto , questa condizione in Italia coincise con il fascismo",perchè per me non esistono (sia chiaro) dittature "buone" e "cattive";ho piena consapevolezza che in altri Paesi la libertà negata alla gente non è stata "merito" del fascismo..
Dopo di che delle due l'unal'affermazione di Fini è puramente "tattica"volta cioè ad accreditare epidermicamente An presso la pubblica opinione per così dire "centrista" (antifascista e anticomunista sui generis ) ovvero il frutto di una riflessione,di un punto di arrivo che taglia nettamente le radici con il passato del MSI dalle origini.
Se il fascismo fu la negazione della libertà in Italia,quale riccorenza celebra la libertà ritrovata e l'inizio di un percorso democratico tra gli Italiani che unitariamente si opposero al regime?
Credo che sia proprio il 25 Aprile.
La pacificazione in termini giuridicivi è stata fatta quando,nel 1946 il guardiasigilli del Governo De Gasperi firmo l'amnistia per migliaia di detenuti fascisti ancora incarcerati;a partire dal 1948 gli eredi del fascismo hanno potuto riorganizzarsi in movimento politico e partecipare alle competizioni democratiche,al di là di quanto contenuto nelle disposizioni transitorie e finali della Costituzione..
Io vorrei capire cosa intendi tu per pacificazione..allora?
Riconoscere che molti di quei giovani aderirono alla RSI in buona fede e che loro "colpa" fu quella di essere stati ingannati dalla retorica fascista? Nessun problema...Puo essere che essi "in limpida coscienza" parteciparono alle attività di rastrellamento contro i partigiani o alle persecuzioni contro i civili sospettati di fiancheggiarli,all'arresto di ebrei deportati poi nei lager,alla guerra a fianco dei nazisti e alla disperata difesa di un regime che aveva,vent'anni prima,eliminato le libertà democratiche con la violenza ed instaurato la dittaura...pensando con ciò di servire la "Patria".
D'altro canto in "limpida coscienza" migliaia di giovani e non,cittadini italiani di ogni condizione avevano un'altra opinione di come dovesse essere la Patria ,si batterono per porre fine alla guerra,ritrovare la libertà negata e costruire per il Paese un futuro migliore
Se questo è lo spartiacque ed ovviamente se l'analisi è condivisa ..in termini etici..questi sono le condizioni.
Non c'è conciliazione tra le due scelte,Logos..non vi potrà essere oggi come non vi è stata allora(perchè mai allora vi sarebbe stata questa guerra civile?).
Affermare che dopo sessant'anni è "giusto" considerare anche le ragioni dei vinti è un contronsenso assoluto sotto un profilo etico oltrechè un'impostazione errata da un punto di vista logicoquelle "ragioni" erano tali,da un punto di vista morale anche allora,oppure..come io credo.. non lo sono mai state;dire che dobbiamo "pacificare" il Paese è come affermare che vi sono delle ragioni..rifiutate dagli Italiani di allora..per le quali il giudizio morale verso quell'esperienza storica deve essere mutato.
Il giudizio è già stato dato da chi allora visse,da chi allora conobbe in prima persona quegli avvenimenti molti anni fa:rifiutando il nazifascismo.
Nessuno in Francia pensa ad una " pacificazione" che valuti le ragioni dei Valois o dell'ancien regime ( quella fu oltre che una rivoluzione una sanguinosa guerra civile);nessuno pensa negli Stati Uniti di riconsiderare la secessione sudista (ed anche quella fu una guerra civile dove le crudeltà non mancarono).
Certo,vengono fatte analisi storiche ed approfondimenti (cosa fatta da anni anche in Italia)...ma non si vuole tendere con quelle riflessioni,a far mutare il giudizio storico.
Se le Istituzioni dal 2 giugno del 1946( a seguito della liberazione) sono rappresentative della volontà democratica,se gli italiani vivono in PACE da allora,se il Paese ha goduto di un indubbio progresso economico-sociale..cos'è la "pacificazione"che viene richiesta,suggerita da certi "intellettuali" e da alcuni esponenti politici?
Qual'è il fine ultimo che si vuole perseguire?
"Il fascismo è il male assoluto"..così la pensarono la grande maggioranza dei nostri concittadini in quei giorni del 1945..qualche anno prima dell' on.Fini.
Cosa altro possiamo aggiungere a distanza di sessant'anni?
Saluti
Allora, per concludere, fintanto che il 25 aprile verrà festeggiato come giorno della Liberazione e di tutti gli Italiani, TRANNE QUELLI CHE SBAGLIARONO COMBATTENDO DALLA PARTE SBAGLIATA, ecco, la pacificazione rimarrà una bella intenzione. Ammesso poi, ad esempio, che siamo tutti interessati ad essa, perché di questo non ne sono convinto.




l'affermazione di Fini è puramente "tattica"volta cioè ad accreditare epidermicamente An presso la pubblica opinione per così dire "centrista" (antifascista e anticomunista sui generis ) ovvero il frutto di una riflessione,di un punto di arrivo che taglia nettamente le radici con il passato del MSI dalle origini.
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