

"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


Ma cosa centra??? Noi al referendum ci asteniamo per questioni ideologiche e morali. Ah scusa...è vero che voi guardate soltanto il lato utilitarista e materialista delle cose.Originally posted by Oasis
che violenza che siete, vedrai se avessi avuto una malattia codesti manifesti non li postavi


rispetto il tuo pensiero perchè sei uno dei forumisti migliori con cui concordo su un sacco di cose.Originally posted by Io Robert
Il fatto che quel tizio a differenza mia e tua si sia trasformato in un cesso di omosessuale tribale è la prova che difetta cerebralmente e che quindi sarebbe dovuto essere soppresso prima di nascere...
Celtic , ovviamente sto scherzando (fino ad un certo punto) , ma se cominciamo a parlare di Dio , io posso pensare che ci ha dato il dono della ragione e di migliorare l'umanità , migliorarla anche attraverso la biogenetica , solo che non ne finiremmo più di parlare...![]()
Dio ci ha dato anche l'oppio e le droghe, ciò non vuol dire che dobbiamo usufruirne tutti perchè esistono nel mondo queste piante e queste sostanze, comunque la legge sulla fecondazione ESISTE la fecondazione non è vietata, questo governo ha solo posto dei paletti, per chi vuol far vincere il si non interessa la condizione della donna, interessa solo aprire le porte per la clonazione e per poter comandare le nascite.
dobbiamo stare attenti da subito, come diceva un noto spot "prevenire è meglio che curare" ogni concessione anche piccola ai nostri nemici, un giorno porterà a guai sempre maggiori, un esempio? i matrimoni gay..sono solo l'anticamera per le adozioni e via di seguito....


SPECIALE / BICENTENARIO MASSONERIA / L’orgoglio di essere Massoni
di Gustavo Raffi
La Massoneria è una comunione di spiriti liberi e critici, non una società segreta; i nostri fini e le nostre ambizioni sono chiare e devono esserlo anche per la Società civile, siamo presenti come componente etica e culturale, non come potenza politica, tantomeno occulta. Lavoriamo per il nostro perfezionamento interiore, in una catena di sociabilità che si arricchisce attraverso il confronto tra differenze e singolarità che cercano il vero ed il giusto, attraverso un’ininterrotta opera di levigazione della pietra grezza, che poi non è altro che la nostra anima. Non siamo una religione né ci contrapponiamo alle fedi rivelate; anzi, esse sono una fonte di arricchimento interiore per i nostri fratelli, ciascuno nella libertà del suo cuore e della sua coscienza. Come istituzione la Massoneria non propone verità salvifiche o sacramenti che si contrappongano a quelli delle religioni, né opera per la loro svalutazione; induce ed educa soggetti diversi al confronto, in uno spirito di continua apertura e ricerca e non di relativismo assoluto, giacché noi crediamo sia nell’esistenza dell’Essere Supremo sia della verità. Lasciamo ad altri il compito di dare certezze e definizioni teologiche, che non ci competono.
Dallo scorso 5 marzo la nostra Comunione ha iniziato i festeggiamenti per il bicentenario di fondazione. E non si tratti di una semplice ricorrenza; siamo usciti dalle muffe della bolsa laudatio dei tempi passati, dove sembrava tanto bello crogiolarsi tra i cimeli di un tempo glorioso, tra i quadri di grandi protagonisti della storia di ieri, ma senza aver nulla da dire al presente e al futuro incombente. Non dobbiamo avere né nostalgia né malinconia per il nostro prestigioso e secolare cammino, solo una forte coscienza e un sincero orgoglio per quanto di fondamentale e di costruttivo è stato già fatto; se cadessimo nella nostalgica rimembranza del ''come eravamo'' saremmo come vecchi sconfitti, fuori da un tempo che non ci appartiene più, privi di idee, fuori posto per le sfide che ci si presentano e in attesa dell’estinzione. Il riscatto, non solo di immagine, di cui è stata protagonista la nostra Comunione è una realtà che abbiamo fortemente voluto e che sono andati positivamente in giudicato in Europa ed in Italia. Non è un caso che molte Obbedienze massoniche europee siano oggi indotte a prendere ad esempio proprio il modello del Grande Oriente d’Italia.
Chi può allora dimenticare, quando ci dicono che la nostra Obbedienza parrebbe essere così etica da sconfinare nella ''politica'', che Mazzini, Garibaldi, Cavour e migliaia di altri cittadini e patrioti italiani, legati in forme e modi diversi alla Massoneria italiana, hanno sacrificato la loro esistenza per creare uno Stato unitario che realizzasse ideali di tolleranza e di eguaglianza, tutti valori che in altri Paesi erano da tempo acquisiti. Dovremmo forse dimenticare che nel nostro Paese sino al 1870, la Chiesa Cattolica esercitava il potere temporale attraverso un regime teocratico, sicché i contrasti con la Massoneria erano, all’epoca, di natura politica: la nostra sociabilità metteva in discussione, come elemento di modernità e di democrazia, i regimi arcaici, la loro illiberalità ed intolleranza, mentre noi favorivamo anzitempo il dialogo interreligioso e quello tra i censi con un messaggio di fratellanza universale, mai ateo o irreligioso.
Tra i pregi della Massoneria vi è quello di non fare a nessuno il lavaggio del cervello; di aprire i Templi, affinché chi partecipi ai riti non creda né obbedisca a quanto possa venire lì presentato, ma possa farsi una sua idea in libertà, portando i propri dubbi, le proprie incertezze, ma anche la propria voglia di migliorare e di crescere. Questo modo di essere che dura da due secoli ha fatto paura e dato fastidio a molti; tanti fratelli massoni sono stati uccisi e hanno pagato duramente durante il Fascismo, con la Repubblica altri in forme diverse si sono trovati non un comodo posto di lavoro, negata una progressione di carriera e a seguito delle campagne sulla P2 — fenomeno esecrabile e di cui siamo state le prime vittime — hanno perso dignità e rispetto.
Duecento anni al servizio di ideali costruttivi che hanno determinato il passaggio verso una modernità democratica ed egalitaria, verso una società libera in Italia in cui religione e potere secolare fossero ben separati e distinti. Se qualche errore è stato compiuto, come inevitabile in una storia secolare, noi non ci siamo sottratti al giudizio della storia: non a caso le nostre celebrazioni mireranno a discutere e sviscerare le dinamiche, i meriti, gli errori, le grandezze ed i limiti della nostra storia con il coinvolgimento di studiosi, massoni e non, come abbiamo sempre fatto negli ultimi anni.
Duecento anni sono ancora pochi per la realizzazione di tutti quei valori che vediamo sempre meno riconosciuti attraverso gli alienanti processi di un certo tipo di globalizzazione; la Massoneria non deve forse criticare il mercato, quando immorale? L’insorgere di nuove povertà e ingiustizie? L’emarginazione e la riduzione dei cittadini a consumatori? Quali ideali potremmo costruire, se non ci interrogassimo sul presente, se la nostra Comunione non fosse fatta di uomini capaci di riflettere sui realia e di esprimere dubbi sullo status quo, soprattutto di fronte ad un mondo profano che non conosce fratellanza e ignora i diritti umani in molte sue parti?
Lo spazio della Massoneria è fatto di libertà di pensare, di confrontarsi, di unire diversità e non di omologazione o di conformismo; è uno spazio che può chiudersi se il nostro messaggio non è chiaro; per questo nei nostri rituali pretendiamo che il neofita dichiari di conoscere la storia e le finalità della Libera Muratoria. Essere e dichiararsi massoni è oggi un gesto che può risultare ancora provocatorio, soprattutto in una società che sino a poco tempo addietro ci considerava come ''cattivi soggetti'' o, nei casi migliori, come anticaglie del passato, che avevano concluso la loro funzione storica.
In questo rinnovato contesto, riteniamo di estrema importanza invitare tutta la Comunione e il mondo profano a una più accorta attenzione su alcune fondamentali questioni bioetiche. Forti della nostra storia e ben consci della speciale situazione italiana, noi guardiamo al futuro e ci sentiamo parte viva del presente; non imbalsamati sacerdoti di una liturgia che si esaurisce con se stessa.
Le norme attuali che regolano in Italia la procreazione assistita sono insoddisfacenti, appaiono ispirate e incentrate su una serie di pregiudizi e hanno il fine di sostituirsi alle scelte dell’individuo, secondo un modulo di antica tradizione volto a subordinare la libera ricerca scientifica a dogmi metafisici. Sembra che un certo oscurantismo voglia imporre limiti legali alla scienza, al progresso e alla creatività umana. Queste nostre considerazioni non devono essere prese, soprattutto nel mondo cattolico - che sappiamo osservarci con una certa attenzione - come l’ennesima manifestazione di relativismo e di deismo massonico. Anche quando non si è affatto d’accordo, vorremmo mantenere un dialogo sereno, senza rispondere a priori alle solite accuse che in realtà spostano su temi superati da anni le questioni più importanti. Noi rispettiamo il punto di vista teologico della Chiesa e ci rifiutiamo di entrare nel suo merito come Comunione Massonica, giacché noi non abbiamo una teologia, né dobbiamo averne, pena il trasformarci in una religione. Molti Massoni potranno anche concordare con il punto di vista della Chiesa e quindi si atterranno a tutta quella serie di comportamenti e di regole che la loro coscienza religiosa detterà loro (né per questo, la nostra istituzione potrebbe in alcun modo discriminarli o biasimarli); d’altro canto per l’adesione a quei principi etici che ci distinguono, tali fratelli difenderanno il diritto degli altri cittadini a percorrere un cammino diverso, in un campo che vede emergere nuove e rivoluzionarie scoperte dinanzi alle quali tante definizioni ''morali'' del concetto di individuus (nel caso dell’embrione) appaiono francamente sempre meno adeguate e talora del tutto scientificamente out of date.
Il diritto positivo deve restare separato dalla morale di qualsiasi religione, mentre lo Stato ha il dovere di garantire la propria indipendenza, favorendo leggi che rispettino l’autonomia decisionale dell’individuo, in sostanza, la sua libertà, sottraendolo all’imposizione di norme scaturite da visioni olistiche e moralmente esaustive espresse da alcune ''autorità superiori che possano arrogarsi il diritto di scegliere per lui su tutte quelle questioni che riguardano la sua salute e la sua vita'', come ha scritto nel Manifesto di bioetica laica un gruppo di studiosi della levatura di Carlo Flamigni, Armando Massarenti, Maurizio Mori e Angelo Petroni (''Sole 24 Ore'' Domenica 19 giugno 1996).
L’etica che difendiamo è un’etica laica, ma non antireligiosa; essa si pone come non dogmatica e aperta dinanzi ad una scienza che viene a ribaltare una serie di ''conoscenze'' sedimentate da secoli e che appaiono di volta in volta del tutto superate. L’applicazione di un’etica inamovibile, di una verità acquisita ora e per sempre, poiché fondata su concezioni morali e filosofiche stabilite molti secoli or sono, qualora fosse utilizzata per imporre a tutti non solo giudizi morali inappellabili, ma anche norme di comportamento, rischierebbe di determinare un contesto intollerante e fazioso.
Tornando all’embrione, ci sembra che la determinazione del suo statuto ontologico, almeno come proposta dalla Chiesa Cattolica, sia ben lungi dall’essere scientificamente inappellabile. Non c’è da stupirsi se anche un teologo salesiano come Norman M. Ford, in un suo saggio uscito nel 1988 (When did I begin? Conception of the human individual in history, philosophy and science, Cambridge 1988), abbia mostrato alcune interessanti aperture dogmatiche, sollevando con onestà intellettuale non pochi interrogativi, dettati dalla difficoltà di definire ontologicamente l’embrione nelle prime due settimane di vita. Non meno gravi ci sembrano le considerazioni relative alle accuse di tecnocrazia concernenti la fecondazione artificiale eterologa, perché fondate sul principio che esista una legge morale universale capace di definire una visione condivisibile della natura, alla cui obbedienza richiamare tutti gli uomini. Si è fatto notare che non esiste nulla di più culturale della definizione di ''natura''. Quanto alle questioni sulla definizione di ''figlio'' in senso giuridico e biologico non ci sembra corretto presupporre che il donatore nella fecondazione eterologa sia una figura inquietante. A parte il fatto che tale teoria non risulta confermata dalle ricerche sociologiche, essa si presenta più come una valutazione soggettiva, piuttosto che come una verità morale oggettiva. Sono la libera scelta, la volontà, il deliberato consenso e l’amore dei genitori a indurli ad avere un figlio, anche attraverso la fecondazione eterologa; questi sembrano essere i ''fatti'' centrali, sui quali ci rifiutiamo di dare giudizi ontologici e assoluti.
E’ ineludibile una sia pur breve riflessione sui recenti pronunciamenti espressi da alte autorità del mondo ecclesiale, vuoi sulla legge sulla fecondazione assistita e segnatamente sulla natura degli embrioni, vuoi sull’esortazione a disertare le urne in occasione del prossimo referendum. Noi non contestiamo agli uomini della Chiesa il diritto di esprimere valutazioni etiche, coerenti con la propria cultura religiosa e teologica e di parteciparle a credenti e non, né tanto meno contestiamo a qualunque cittadino il diritto di manifestare il suo pensiero circa i comportamenti cui egli o altri si atterranno in vista di determinate scadenze istituzionali. E’ gravissimo il tentativo di delegittimare, attraverso posizioni ufficiali, il confronto democratico referendario, valorizzando un espediente, quello dell’astensionismo totale, che ci pare diseducativo rispetto ai valori della moderna società civile e vanificante una prerogativa costituzionalmente garantita come principale strumento della volontà popolare. Evitare una verifica franca e aperta attraverso il non voto è un tentativo mal celato di sottrarsi a un confronto e si palesa come un timore dinanzi a un risultato che si prevede sfavorevole. Promuovere l’astensionismo significa diseducare al voto, violando quelle regole della religione civile alle quali si informa l’essere cittadini partecipi responsabili della res publica.
*Gustavo Raffi è il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Questo è il suo discorso letto il 5 aprile durante la Gran Loggia di Rimini, in occasione del bicentenario della massoneria italiana
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
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Fecondazione assistita. Gustavo Raffi: «La Massoneria è contraria all'astensione. Il non esercizio del voto è diseducativo...»
«Riteniamo fortemente diseducativo ogni invito all'astensione che allontani i cittadini delle Istituzioni e che potrebbe suscitare nei giovani una disaffezione all'esercizio delle proprie prerogative democratiche. Per questo motivo il Grande Oriente d'Italia esprime il vivo auspicio affinché venga esercitato da tutti i titolari il diritto-dovere di votare». È questo l'appello lanciato dal gran maestro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, Gustavo Raffi, a margine del Convegno internazionale di studi "Ragione e 'comodo pubblico': Napoleone e la Massoneria" che si è svolto lo scorso 14 maggio a Milano presso la sede della Società Umanitaria e che si è svolto nell'ambito delle celebrazioni per il Bicentenario della Istituzione massonica. «Approssimandosi la scadenza istituzionale referendaria sulla procreazione assistita _ ha detto ancora il Gran Maestro Raffi - il Grande Oriente d'Italia, portatore di una Tradizione che ha espresso i valori fondanti dello Stato Italiano ed ha annoverato tra i suoi membri molti tra i più illustri Padri della Patria, formula un appello affinché la contrapposizione politica non indulga a comportamenti che sviliscano il rilievo costituzionale dell'Istituto di democrazia diretta». «Nel pieno rispetto della libertà di coscienza dell'individuo _ ha proseguito - il Grande Oriente d'Italia non intende impartire alcuna indicazione di voto, bensì sottolineare l'importanza di un pieno e civile confronto democratico tra opinioni discordanti. Il confronto, in una società laica e moderna, si deve esprimere attraverso gli strumenti offerti dalla Costituzione fra i quali si pone il referendum, con cui il cittadino concorre allo svolgimento di una funzione fondamentale dello stato, quella legislativa». Il Convegno "Ragione e "comodo pubblico": Napoleone e la Massoneria" è stato il terzo degli appuntamenti culturali in programma per i 200 anni della fondazione del Grande Oriente d'Italia.
Elisabetta Rizzo
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"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
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I 4 QUESITI A CONFRONTO CON L’HALAKHÀ
Quesito 1. «Per la tutela della salute della donna»
Le richieste referendarie concordano con la halakhà (legge ebraica) sul fatto che: le tecniche non debbano essere indicate solo per la sterilità; non ci deve essere limitazione sul numero di embrioni; il momento della fecondazione dell’ovulo non è vincolante per la revoca; ci può essere flessibilità nelle procedure di crioconservazione; discordano sul fatto che: per la halakhà a queste tecniche si ricorre solo se non ci sono alternative, e la gradualità sembra logica.
Quesito 2. «Per la Fecondazione eterologa»
Le richieste referendarie non concordano con la halakhà, che solo in casi limite ammette la fecondazione eterologa.
Quesito 3. «Libertà di ricerca scientifica»
Le richieste referendarie concordano con la richiesta di permettere la ricerca sull’embrione e consentirne la crioconservazione. La richiesta di non proibire esplicitamente la clonazione potrebbe essere compatibile con l’halakhà se si tratta di produzione di linee cellulari e non di nuovi individui.
Quesito 4. «Per l’autoderminazione e la tutela della salute della donna»
E’ uguale al quesito 1, con l’aggiunta della richiesta di eliminazione totale dell’art. 1 che riconosce pari diritti al concepito. Secondo l’halakhà il concepito non ha pari diritti, e su questo si concorda.
Non si concorda sul titolo generale della richiesta che parla di “autodeterminazione”, concetto che per la halakhà – che si esprime sotto forma di obblighi – generalmente non vale né per gli uomini né per le donne.
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
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"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
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Originally posted by Io Robert
Il fatto che quel tizio a differenza mia e tua si sia trasformato in un cesso di omosessuale tribale è la prova che difetta cerebralmente e che quindi sarebbe dovuto essere soppresso prima di nascere...
Celtic , ovviamente sto scherzando (fino ad un certo punto) , ma se cominciamo a parlare di Dio , io posso pensare che ci ha dato il dono della ragione e di migliorare l'umanità , migliorarla anche attraverso la biogenetica , solo che non ne finiremmo più di parlare...![]()
scusate se mi intrometto ma...
vedi rob quando siamo piccoli la mamma ci dice ciò che possiamo e ciò che non possiamo fare, poi crescendo impariamo a regolarci, capiamo cosa è giusto e cosa sbagliato.. ma certo nessuno sopprimerebbe un bimbo di tre anni perchè vuole vedere che succede a mettere le dita nella presa della corrente o perchè si mangerebbe un chilo di gelato e niente passato di verdura...
ci sono degli adulti che sono come dei bambini, non ci arrivano a capire cosa è giusto e cosa è assolutamente illogico ed insensato, solo che si credono di poter fare quello che vogliono perchè hanno superato i 18 anni... una volta c'era un sistema di regole e norme e una morale comune che indirizzava e guidava certe persona, imponendo certi stili di vita che ora a molti paiono da bigotti..ma erano la spina dorsale di una società equilibrata che è stata distrutta in maniera progressiva a partire dal concilio vaticano secondo, di cui per certi versi certi aspetti del '68 sono solo una dannata conseguenza...non è quindi la biogenetica il mezzo per risolvere il problema, ma un bel randello, olio di ricino in abbondanza e tanta tanta disciplina...


Originally posted by Agape
scusate se mi intrometto ma...
vedi rob quando siamo piccoli la mamma ci dice ciò che possiamo e ciò che non possiamo fare, poi crescendo impariamo a regolarci, capiamo cosa è giusto e cosa sbagliato.. ma certo nessuno sopprimerebbe un bimbo di tre anni perchè vuole vedere che succede a mettere le dita nella presa della corrente o perchè si mangerebbe un chilo di gelato e niente passato di verdura...
ci sono degli adulti che sono come dei bambini, non ci arrivano a capire cosa è giusto e cosa è assolutamente illogico ed insensato, solo che si credono di poter fare quello che vogliono perchè hanno superato i 18 anni... una volta c'era un sistema di regole e norme e una morale comune che indirizzava e guidava certe persona, imponendo certi stili di vita che ora a molti paiono da bigotti..ma erano la spina dorsale di una società equilibrata che è stata distrutta in maniera progressiva a partire dal concilio vaticano secondo, di cui per certi versi certi aspetti del '68 sono solo una dannata conseguenza...non è quindi la biogenetica il mezzo per risolvere il problema, ma un bel randello, olio di ricino in abbondanza e tanta tanta disciplina...
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Originally posted by Agape
una volta c'era un sistema di regole e norme e una morale comune che indirizzava e guidava certe persona, imponendo certi stili di vita che ora a molti paiono da bigotti..ma erano la spina dorsale di una società equilibrata che è stata distrutta in maniera progressiva a partire dal concilio vaticano secondo, di cui per certi versi certi aspetti del '68 sono solo una dannata conseguenza...non è quindi la biogenetica il mezzo per risolvere il problema, ma un bel randello, olio di ricino in abbondanza e tanta tanta disciplina...![]()
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