Riporto anche qua un pezzo postato su un altro forum,mi pare interessante.
Perche' un embrione ha diritto alla vita
Dimostrerò come, sulla base di tre semplici ipotesi, a mio avviso del tutto scontate, si può dedurre che un embrione ha dei diritti inalienabili, in primo luogo quello alla vita.
Le ipotesi sono queste:
-Un neonato ha il diritto alla vita.
-Non esiste alcun istante, dal momento del concepimento fino alla nascita del neonato, in cui l'essere subisca una trasformazione improvvisa nella sua natura o, detto con altre parole, non esiste alcun momento di rottura nello sviluppo del feto, ma solo un lento, graduale, processo evolutivo.
-La legge deve essere uguale per tutti.
Con queste tre sole ipotesi mi accingo a dimostrare logicamente che l'embrione ha il diritto alla vita.
Dim.
Supponiamo per semplicità che esista un giudice giusto, o un oracolo, che emette dei giudizi rispettando l'ipotesi 3, e al quale possiamo rivolgerci ogni qual volta desideriamo sapere se un essere ha o no il diritto alla vita. Per il momento, l'unica cosa che possiamo dire di quest'oracolo è che, se gli chiediamo se il neonato ha il diritto alla vita, egli, per l'ipotesi 1, risponderà di sì.
Supponiamo quindi di continuare, a partire dall'istante del concepimento, a interrogare l'oracolo a intervalli temporali molto piccoli, chiedendogli se l'essere che si sta sviluppando a partire dall'embrione ha o meno il diritto alla vita.
Poichè non è possibile sostenere che un essere abbia il diritto alla vita solo in una certa misura, l'oracolo dovrà rispondere alle continue domande solo con un sì o con un no. Un essere infatti, o possiede il diritto alla vita, oppure non ce l'ha.
Questo significa che, poichè il neonato ha il diritto alla vita, a un certo istante l'oracolo, alla domanda se l'essere abbia il diritto alla vita, dovrà iniziare a rispondere di sì.
Infatti poichè l'oracolo può rispondere in soli due modi, non rispondere di sì equivale a dire che deve rispondere di no. Dire quindi che non esiste un istante in cui egli inizia a rispondere di sì significa dire che per ogni istante dal momento del concepimento fino alla nascita del neonato egli continuerà a rispondere di no. Ma questo significa che l'oracolo risponderà di no anche alla domanda se il neonato ha il diritto alla vita, contro l'ipotesi 1.
Supponiamo adesso che sia I il primo istante, compreso tra il momento del concepimento e la nascita del bambino, in cui l'oracolo inizia a rispondere di sì e chiamiamo Corpo(T) il corpo dell'essere all'istante T.
Prendiamo ora, con un intervallo temporale piccolo a piacere, l'istante immediatamente precedente a I, e chiamiamolo I-1. Poichè per l'ipotesi 2 non esiste alcun momento di rottura nello sviluppo dell'essere, ovvero la natura dell'essere non subisce alcuna trasformazione improvvisa, Corpo(I-1) deve essere stato evidentemente del tutto simile - praticamente identico - a Corpo(I).
Ma questo significa dire che l'assegnazione del diritto alla vita a Corpo(I) ma non a Corpo(I-1) è una decisione arbitraria, ingiustamente discriminatoria rispetto a un individuo, con un Corpo(I-1), che è uguale a Corpo(I), contro l'ipotesi che l'oracolo esprima sempre pareri giusti, ovvero che la legge sia uguale per tutti.
Esiste solo una possibilità perchè questo non accada: che I sia uguale a 0, ovvero coincida con il momento del concepimento, l'unico vero momento di rottura, quello della formazione di un essere con un patrimonio genetico umano completo e completamente diverso da quello delle cellule che lo hanno preceduto e originato.
Questo significa dire che l'embrione ha il diritto alla vita, come volevasi dimostrare.


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