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  1. #1
    Silvioleo
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    Predefinito inalienabilità del diritto alla vita

    se il diritto alla vita è inalienabile, Welby che cazzo sta facendo? non lo so, magari sta domanda salta fuori solo a causa della mia ignoranza circa il concetto in questione,con cui mi trovo a baloccarmi in questi giorni...ma tant'è, se son scemo ditemelo, grazie.

  2. #2
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    che cazzo stà facendo welby?
    semplicemente non ne può più di vivere intubato e disteso perennemente.

  3. #3
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    A parte il fatto che non ho ben compreso il senso della domanda iniziale posta nel primo post da Silvioleo ("se il diritto alla vita è inalienabile, Welby che cazzo sta facendo?")...Vi espongo la mia posizione in merito e ritengo che la maggior parte dei libertari dovrebbe condividerla...
    Il caso Welby , con tutta questa gente incredibilmente invasata che blatera stupidamente di teorie astratte sul diritto/dovere di vivere , sarebbe una tragica pagliacciata su cui ridere , se non ci fosse una persona che soffre molto e con degli infami medici , giudici , politicanti , clericali e sadici vari che vogliono farla continuare a soffrire negandogli la libertà di scelta e la dignità di una morte consapevole. Questi potentati che si compiacciono e godono nel vedere il nauseante ed ustionante dolore altrui sono figure più subdole e malefiche degli spietati e perversi personaggi dei romanzi del marchese de Sade , anche se fingono di essere degli ‘umanitaristi buoni’ amanti e difensori della vita!! Perché tenere articifialmente in vita i sofferenti , i malati , gli handicappati ed i degenerati di ogni sorta (che poi tocca agli altri sopportare e pagarne l'onore...e tacendo il fatto che mentre si giustifica l'aborto di figli sani viene incoraggiato chi fa proliferare gli anormali , gli aborti viventi con mostruose anomalie genetiche e con gravi malformazioni...W i down , gli storpi , gli imbecilli , i brutti e tutti i degenerati é il grido di battaglia dei pervertiti progressisti che infestano la società!!)?! Non è più umano e generoso sopprimere la vita di chi non ha più la dignità e la consapevolezza per condurre un’esistenza sana , serena , cosciente ed onorevole?! Tanto più se , come in questo caso , é la persona stessa a chiedere espressamente ed anzi ad implorare di ricevere in dono la morte dolce , l’eutanasia volontaria tanto auspicata perché salvifica e liberatrice…Che dite voi?
    Vi riporto 2 validi e condivisibili articoli (Massimo Fini ne ha scritto anche uno più recente intitolato "Il modo del morire fondamentale per i nostri progenitori" , ottimo...purtroppo l'ho letto direttamente su "Il gazzettino" e non si trova attualmente on line) , anche se su qualcosina marginale dissento un pochino...vedi il riferimento fuorviante all'eugenetica , pratica in sé salutare e non necessariamente coercitiva , anzi...ahimé un po' malcompresa a causa della disinformazione mediatica e storica. Cmq , gli articoli eccoli qui (mi correggo...Ho appena trovato anche l'altro di M.Fini a cui ho fatto sopra riferimento! Ve lo riporto perché vale la pena...ergo sono 3!) :


    http://www.tuttotrading.it/granditem...temimorire.php
    "25/09/2006 Il Diritto di morire (Massimo Fini , Fonte: http://gazzettino.quinordest.it, www.comedonchisciotte.org )
    La vicenda di Piergiorgio Welby, che ha scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo in pratica la "grazia" di poter morire in santa pace, è stata configurata come un caso di eutanasia. Ma in realtà ci troviamo su un terreno del tutto diverso che non coincide con la questione dell'eutanasia anche se ad essa si intreccia perchè molto spesso ne è all'origine e meglio è all'origine dell'emergere del problema eutanasia.
    Quello sollevato da Welby è infatti un classico caso di "accanimento terapeutico". Piergiorgio Welby, sessantenne, malato di distrofia muscolare, una patologia degnerativa, ha passato metà della sua esistenza senza poter camminare, un terzo senza poter parlare e negli ultimi mesi non è più in grado di far assolutamente nulla ed è tenuto in vita da un respiratorie artificiale e da un'alimentazione forzata.
    Ma è perfettamente lucido ed in grado di comunicare la sua volontà. E la sua volontà è che sia staccata la spina di questi macchinari eccezionali, che la malattia faccia il suo corso e lo porti alla morte in modo naturale. Rifiutare quei macchinari è un suo diritto.
    È fuori discussione infatti che nessuno possa essere sottoposto a cura contro la sua volontà. Un malato di tumore, per esempio, può rifiutare la chemioterapia e anche ogni altro tipo di terapia. È significativo che se lo fa e se la fila dall'ospedale dove i medici lo vorrebbero internare la direzione sanitaria gli faccia firmare un documento in cui dichiara di assumersi la responsabilità di questo suo rifiuto proprio per sollevare i medici dalla propria, di non aver cioè sottoposto il malato a tutte le cure che ritenevano opportune (il "diritto alla cura"). Vuol dire che la decisione ultima spetta al malato, non ai medici che devono sottostare alla sua volontà. Come esiste un "diritto alla cura" esiste anche un diritto, a rifiutarla. Diritto superiore al sommo, perchè la vita non è proprietà del medico ma del malato che si affida - o non si affida - alle sue cure.
    E anche se si ritenesse, come i cattolici, che la vita non appartiene nè all'uno nè all'altro ma a Dio, sarebbe il medico che vuole mantenere artificialmente in vita il malato, con macchinari eccezionali a violare le leggi naturali (il diritto a una morte naturale) e quindi divine in nome di un laicisssimo e modernissimo obbiettivo dell'allungamento della vita a tutti i costi. Il caso di Welby è quindi semplice. Ed è del tutto arbitrario che i medici lo mantengano in vita contro la sua volontà, imponendogli cure che egli non vuole, o non vuole più, solo perchè Welby non è in grado fisicamente di ribellarsi loro. Come invece potrebbe fare senza che i medici possano opporsi colui cui è stato diagnosticato un cancro. E' un grave abuso quello dei medici perchè scippano Welby del diritto che nemmeno i cattolici possono contestare, di avere una morte secondo natura.
    La questione vera si pone quando il malato, a differenza di Welby, non è in grado di manifestare la sua volontà.
    Fra un malato che non può manifestare la propria volontà e quella dei medici è ovviamente questa a prevalere. Ecco perchè sarebbe quanto mai opportuna l'approvazione di quella proposta di legge presentata tempo fa dall'onorevole Luigi Manconi sul "testamento biologico".Nel testamento biologico, spiega Manconi "ciascuno di noi può dare disposizioni relative a trattamenti sanitari futuri qualora non sia in grado di intendere e di volere e può indicare un fiduciario che prenda decisioni in sua vece". E fin qui siamo sempre fuori dall'eutanasia ma nel campo dell'accanimento terapeutico, cioé del sacrosanto diritto dell'individuo a rifiutare le cure. L'eutanasia, o "diritto alla bella morte" (il termine fu coniato, pare, da Francesco Bacone) è un'altra cosa. È la pretesa del malato che il medico, o chi per lui, accorci "artificialmente" la sua vita (con un'azione, per esempio un'iniezione letale, o con un'omissione, per esempio negandogli il cibo se è ancora in grado di alimentarsi naturalmente). Siamo qui in una posizione speculare a quella dell'accanimento terapeutico. Come nell'accanimento si allunga artificialmente la vita, sottraendo l'individuo alla sua morte naturale in nome di un altrettanto moderno ed edonistico rifiuto della sofferenza e del dolore. E su questa possibilità oggi vietata dal codice penale perchè rientra nella fattispecie dell'«omicidio del consenziente» che dovrebbe aprirsi oggi il dibattito. Personalmente e per quanto vale la mia opinione, sono contrario. Oltretutto è evidente, come dice l'attuale presidente della Commissione Sanità del Sonato, Ignazio Martini, che se si impedisse l'accanimento terapeutico anche il problema dell'eutanasia avrebbe un minor rilievo: "Spesso si è costretti a interrogarsi sull'eutanasia perchè non si è fermato prima ciò che si configura come accanimento terapeutico".
    Del tutto inaccettabile mi pare invece un molto peloso «omicidio per pietà» senza il consenso del malato o dandolo per scontato in assenza di un "testamento biologico" e di un fiduciario autorizzato a decidere in sua vece. Perchè si aprirebbero le strade dell'abisso. Da qui infatti molto breve è il passo verso quella eutanasia "eugenetica" o economica, di hitleriana memoria, che prevede l'eliminazione degli handicappati allo scopo di migliorare la razza o la soppressione degli invalidi e dei vecchi per alleggerire la società da bocche inutili e costose. - Massimo Fini
    Fonte: http://gazzettino.quinordest.it 25.09.06 "

    http://gazzettino.quinordest.it/Visu...Hilights=Welby
    "Venerdì, 15 Dicembre 2006
    Il 'caso Welby ' è totalmente assurdo. Qui non siamo di fronte a un malato incosciente che non è in grado di esprimere la propria volontà, di dire se vuole o meno continuare certe cure, per cui la decisione deve essere presa da altri. Sono questi i casi che in genere suscitano dibattiti, polemiche, scontri fra medici, familiari, istituzioni, perchè, in assenza della volontà del malato, ci si può solo limitare a supporre quale sarebbe se fosse cosciente. Ma Welby è perfettamente lucido e da tempo ha fatto sapere che non intende più avvalersi del respiratore artificiale che lo tiene in vita insieme a un sondino alimentare. Ora è fuori discussione che ogni individuo ha diritto di rifiutare le cure mediche, a meno che non si tratti di malattie infettive che mettano a repentaglio la salute o la vita altrui. Questo è scritto a chiare lettere nell'articolo 32 della Costituzione: "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario". Se vado in ospedale, mi diagnosticano un tumore, vogliono ricoverarmi e sottopormi alle cure che ritengono facciano al caso mio, io posso girare i tacchi e andarmene. Mi verrà solo richiesto di firmare un modulo in cui dichiaro di assumermi la responsabilità di questa scelta. Ed è giusto che sia così perchè in uno stato laico l'individuo, e solo lui, è padrone della propria vita e della propria salute. Tanto è vero che non c'è nessuna norma che punisca il suicidio o il tentato suicidio, come era invece nell'Europa cristiana dove, non potendo più raggiungere chi si era sottratto alla giustizia umana, si prendevano misure contro il cadavere e il patrimonio del defunto. Perchè nella concezione cristiana la vita non appartiene all'individuo ma a Dio e solo Lui ne può disporre. Ma noi oggi non viviamo in uno Stato teocratico, ma laico. Ciò che impedisce a Welby di far valere la sua legittima volontà contro quella dei medici è il fatto che è paralizzato e non può liberarsi dei macchinari che lo tengono in vita contro la sua volontà. Siamo di fronte, in realtà, a un sequestro di persona di cui i medici che si accaniscono a non rispettare la volontà di Welby dovrebbero rispondere personalmente.
    Più in profondità noi oggi non siamo più padroni della nostra salute, della nostra vita, della nostra morte e della loro dignità. In virtù dei progressi della medicina tecnologica che tiene in vita gente che in altri tempi se ne sarebbe andata brevemente e beatamente al Creatore, i padroni della vita e della morte, del suo momento e delle sue circostanze sono i medici e i tecnici delle equipes ospedaliere. Il malato, intubato, irto d'aghi, monitorizzato, computerizzato, ventilato, nutrito con sonde, non è che un oggetto, privato di ogni volontà, una povera cosa umiliata la cui agonia può essere protratta oltre ogni limite di decenza. Questo ci dice, oggi, il 'caso Welby '. Non è stato sempre così. Scrive Philippe Ariès autore della 'Storia della morte in Occidente': "L'uomo è stato, per millenni, il padrone assoluto della sua morte e delle circostanze della sua morte". In tempi in cui le malattie erano quasi sempre letali, ma brevi come le agonie, l'uomo, prima di perdere conoscenza, aveva il tempo e il modo di partecipare attivamente alla propria morte. Anzi la presiedeva secondo certe ritualità immutabili. "Investito di autorità sovrana dall'avvicinarsi della morte, impartiva ordini, faceva raccomandazioni. L'uomo del Medioevo e del Rinascimento teneva a partecipare alla propria morte perchè vedeva in essa un momento eccezionale in cui la sua individualità prendeva la forma definitiva. Non si era padroni della propria vita se non nella misura in cui si era padroni della propria morte".
    Il modo del morire era quindi fondamentale per i nostri progenitori. Perchè la dignità della propria morte conferiva dignità all'intera vita. E la morte disumana, indegna, espropriata dell'età moderna non è che lo specchio atroce della vita disumana, indegna ed espropriata che in essa conduciamo."

    "ROMA - No all''accanimento terapeutico: basta sofferenze per Welby
    In merito alla dolorosa vicenda di Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare progressiva da oltre 40 anni e immobilizzato a letto negli ultimi tempi, che ha chiesto sia staccato il respiratore artificiale grazie al quale è in vita, ilMovimento Sociale Fiamma Tricolore esprime solidarietà a quest'uomo coraggioso e determinato, ritenendo che tali forme di accanimento terapeutico non servono altro che a prolungare inutili e disumane enormi sofferenze. Il Movimento è sempre stato in favore del diritto alla vita, quindi tanto contro l''aborto quanto contro la pena di morte, nel rispetto della dignità umana: quando quest''ultima non c''è più, come nel caso in cui si vive tragicamente e dolorosamente una vita "artificiale" con attrezzature esterne, la libertà di decidere il destino di se stesso diventa un diritto inalienabile. La Fiamma Tricolore rileva l''ipocrisia di chi si trincera dietro falsi e strumentali moralismi, come il Ministro della Salute, Livia Turco, che ha deciso di rendere visita a Welby, benché contraria alla decisione di quest''ultimo. Si auspica, infine, che abbiano termine le vergognose speculazioni politico-mediatiche su questa delicata e dolorosa vicenda, qualsiasi sia il suo esito, ma che il Palazzo si occupi finalmente di varare un''apposita legislazione che regolamenti la materia.
    (Roberto Bevilacqua - Vice Segretario Nazionale MSFT)"

    N.M. Ho evidenziato le parti (se stavolta ci sono davvero riuscito...che palle , si evidenzia tutto il testo!!) un po' più importanti...
    Commentate pure se volete. Ciao.
    Holuxar









  4. #4
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    Hai ragione...la prima intaccabile libertà di un individuo è quella di poter scegliere il suo destino.homo faber fortunae suae

  5. #5
    Silvioleo
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    che cazzo sta facendo nel senso, non sta forse alienando quello che alcuni definiscono come un diritto inalienabile?

  6. #6
    Individuals have rights
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    Citazione Originariamente Scritto da Silvioleo Visualizza Messaggio
    che cazzo sta facendo nel senso, non sta forse alienando quello che alcuni definiscono come un diritto inalienabile?
    Ma non è che la vita è inalienabile da altri?

  7. #7
    Vedo la mano invisibile
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    Citazione Originariamente Scritto da Lizard Visualizza Messaggio
    Ma non è che la vita è inalienabile da altri?
    appunto...
    silvioleo rientra nei ranghi...

  8. #8
    Silvioleo
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    Citazione Originariamente Scritto da Lizard Visualizza Messaggio
    Ma non è che la vita è inalienabile da altri?
    mah, ribadisco la mia ignoranza in materia, ma mi pareva di aver capito che Rothbard, ad esempio, critichi la teoria del contratto di Locke dicendo che non è possibile cedere per contratto diritti che non sono cedibili...se uno tenta il suicidio ad esempio, non è che ha ceduto il diritto alla vita e quindi chiunque possa poi privarlo della vita, è l'esempio che fa Bassani nell'introduzione al manifesto libertario...non credo quindi che si parli di alienabilità da parte di terzi...

  9. #9
    Individuals have rights
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    Citazione Originariamente Scritto da Silvioleo Visualizza Messaggio
    mah, ribadisco la mia ignoranza in materia, ma mi pareva di aver capito che Rothbard, ad esempio, critichi la teoria del contratto di Locke dicendo che non è possibile cedere per contratto diritti che non sono cedibili...se uno tenta il suicidio ad esempio, non è che ha ceduto il diritto alla vita e quindi chiunque possa poi privarlo della vita, è l'esempio che fa Bassani nell'introduzione al manifesto libertario...non credo quindi che si parli di alienabilità da parte di terzi...
    Leo, per me non è questione di ignoranza o meno. Qui mi pare si sia di fronte alla richiesta di un uomo e che questa richiesta sia stata ben esternata. Ora: il fatto che questa pornografia mediatica ci stia mettendo di fronte a molte più opzioni di quelle che effettivamente ci sono non porta in secondo piano il fatto che si sia di fronte ad una espressione di volontà.

    Il fatto che poi, si possa anche non trovare nessuno che porti a termine la richiesta di Welby, è tutt'altro discorso.

  10. #10
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    Ricordiamoci che se fosse per madre natura Welby sarebbe già morto da un pezzo. Noi uomini gli stiamo "imponendo" la vita!

 

 
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