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Discussione: ''Lebensborn''?

  1. #41
    Paul Atreides
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Ecco, l'avevo detto... ti stai calando nei panni del corifeo dell'astensione anche per il mio referendum immaginario...

    Scherzo, caro Paul... Ma, tornando al punto, allora che si fa?Cerchiamo di usare Internet per il meglio e consapevoli di questi rischi (cosa possibile... lo faccio io e sicuramente anche tu) oppure domattina disinstalliamo Explorer e amen?
    Non so. Per la mia esperienza internet è un passatempo che se finisse domani non mi toglierebbe nulla. Anche perché i pochissimi contatti che ho avuto tramite rete, in realtà sono stati tali perché sono sopravvenute altre e ben più dirette forme di comunicazione.

    Sul resto...resto convinto che i vantaggi [volendo usare un'ottica utilitaristica sulla quale Caillé e Latouche avrebbero parecchio da dire...] siano infinitesimi rispetto agli svantaggi.


    Ciao

  2. #42
    Dalla parte del torto!
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    Il problema che qui si pone non è tanto l'utilizzo di Internet(nel sondaggio virtuale) o la fecondazione eterologa, ma è proprio il pensiero sul concetto di progresso,di tecnologia e di scienza.
    C'è chi - coerentemente - la rifiuta in blocco e chi invece cerca di farne un utilizzo pur cosciente delle possibili storture.
    La seconda ipotesi è, secondo me,la più utile poichè non è mai lo strumento o la ricerca il male ma l'utilizzo che se ne fa.
    Internet in mano a dei pedofili oppure in mano ad un docente di filologia avrà un utilizzo diverso o no?
    Chiaro che internet pone altri problemi: dai rapporti virtuali alle informazioni stile "bignami" ma non è, neanche in questo caso, l'utilizzo che se ne può fare, ma la persona.
    Se io trovo su internet un testo su uno scrittore che non ho mai sentito nominare, farò una ricerca,comprerò suoi libri e Internet dunque mi è servito per conoscere e poi, individualmente, approfondire.
    Ci sarà,certamente, chi non lo farà ma Internet gli sarà servito, comunque, a conoscere - pur parzialmente - qualcosa.
    Secondo questo discorso "conservatore" - come ha giustamente scritto Tòmas - non si sarebbe utilizzata l'automobile, ma neanche il treno o l'aereo poichè nel "nuovo" c'è sempre qualche rischio. Bisogna,invece, avere il coraggio di affrontare il nuovo cercandone di eliminare, o di limitare,coloro che lo vogliono utilizzare per interessi non naturali, ma non averne paura.

    Saluti


    Veemente dio d'una razza d'acciaio,
    Automobile ebbra di spazio,
    che scalpiti e fremi d'angoscia
    rodendo il morso con striduli denti
    Formidabile mostro giapponese,
    dagli occhi di fucina,
    nutrito di fiamma
    e d'oli mineral,
    avido d'orizzonti, di prede siderali
    Io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
    scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
    per la danza che tu sai danzare
    via per le bianche strade di tutto il mondo!
    Allento finalmente
    le tue metalliche redini,
    e tu con voluttà ti slanci
    nell'Infinito liberatore!
    All'abbaiare della tua grande voce
    ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
    accelerando il suo sanguinolento
    palpito, all'orizzonte
    Guarda, come galoppa, in fondo ai boschi, laggiù!
    Che importa, mio dèmone bello?
    Io sono in tua balìa! Prendimi! Prendimi!
    Sulla terra assordata, benché tutta vibri
    d'echi loquaci;
    sotto il cielo accecato, benché folto di stelle,
    io vado esasperando la mia febbre
    ed il mio desiderio,
    scudisciandoli a gran colpi di spada.
    E a quando a quando alzo il capo
    per sentirmi sul collo
    in soffice stretta le braccia
    folli del vento, vellutate e freschissime

    Sono tue quelle braccia ammalianti e lontane
    che mi attirano, e il vento
    non è che il tuo alito d'abisso,
    Infinito senza fondo che con gioia m'assorbi!
    Ah! ah! vedo a un tratto mulini
    neri, dinoccolati,
    che sembran correr su l'ali
    di tela vertebrata
    come su gambe prolisse

    Ora le montagne già stanno per gettare
    sulla mia fuga mantelli di sonnolenta frescura,
    là, a quel sinistro svolto
    Montagne! Mammut in mostruosa mandra,
    che pesanti trottate, inarcando
    le vostre immense groppe,
    eccovi superate, eccovi avvolte
    dalla grigia matassa delle nebbie!
    E odo il vago echeggiante rumore
    che sulle strade stampano
    i favolosi stivali da sette leghe
    dei vostri piedi colossali

    O montagne dai freschi mantelli turchini!
    O bei fiumi che respirate
    beatamente al chiaro di luna!
    O tenebrose pianure! Io vi sorpasso a galoppo!
    Su questo mio mostro impazzito!
    Stelle! mie stelle! l'udite
    il precipitar dei suoi passi?
    Udite voi la sua voce, cui la collera spacca
    la sua voce scoppiante, che abbaia, che abbaia
    e il tuonar de' suoi ferrei polmoni
    crrrrollanti a prrrrecipizio
    interrrrrminabilmente?

    Accetto la sfida, o mie stelle!
    Più presto! Ancora più presto!
    E senza posa, né riposo!
    Molla i freni! Non puoi?
    Schiàntali, dunque,
    che il polso del motore centuplichi i suoi slanci!

    Urrà! Non più contatti con questa terra immonda!
    Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
    sull'inebbriante fiume degli astri
    che si gonfia in piena nel gran letto celeste!

    (Filippo Tommaso Marinetti)
    Sinistra Nazionale!

  3. #43
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    In origine postato da Rodolfo
    Il problema che qui si pone non è tanto l'utilizzo di Internet(nel sondaggio virtuale) o la fecondazione eterologa, ma è proprio il pensiero sul concetto di progresso,di tecnologia e di scienza.
    C'è chi - coerentemente - la rifiuta in blocco e chi invece cerca di farne un utilizzo pur cosciente delle possibili storture.
    La seconda ipotesi è, secondo me,la più utile poichè non è mai lo strumento o la ricerca il male ma l'utilizzo che se ne fa.
    Internet in mano a dei pedofili oppure in mano ad un docente di filologia avrà un utilizzo diverso o no?
    Chiaro che internet pone altri problemi: dai rapporti virtuali alle informazioni stile "bignami" ma non è, neanche in questo caso, l'utilizzo che se ne può fare, ma la persona.
    Se io trovo su internet un testo su uno scrittore che non ho mai sentito nominare, farò una ricerca,comprerò suoi libri e Internet dunque mi è servito per conoscere e poi, individualmente, approfondire.
    Ci sarà,certamente, chi non lo farà ma Internet gli sarà servito, comunque, a conoscere - pur parzialmente - qualcosa.
    Secondo questo discorso "conservatore" - come ha giustamente scritto Tòmas - non si sarebbe utilizzata l'automobile, ma neanche il treno o l'aereo poichè nel "nuovo" c'è sempre qualche rischio. Bisogna,invece, avere il coraggio di affrontare il nuovo cercandone di eliminare, o di limitare,coloro che lo vogliono utilizzare per interessi non naturali, ma non averne paura.

    Saluti
    Assolutamente perfetto, a mio avviso...

    Non condivido, invece, l'esperienza di Paul... A me internet ha dato moltissimo, in termini di nuovi orizzonti spalancati (che poi ho esplorato tramite strumenti migliori), contatti e confronti con realtà che mi erano sconosciute, indizi magari frammentari ma che sono andati a collocarsi nel posto giusto tra i miei neuroni... e, sinceramente, non sarei ormai disposto a farne a meno...

    E' chiaro che, da subito, mi sono imposto di procedere in un certo modo... Quando ero piccolo c'era una trasmissione tv per ragazzi, che i miei coetanei o giù di lì dovrebbero ricordare... Forse era un'edizione del programma "Direttissima con la tua antenna" ed era tutta giocata sul dilemma "libro o computer?"... Chi avrebbe soppiantato l'altro, in futuro?

    Per quanto mi riguarda è successo esattamente quel che immaginavo allora... Libro e computer, ciascuno con il suo ruolo, il primo più da meditare e assimilare e il secondo per consentirmi l'interazione e forse l'illuminazione estemporanea...

    E poi cercare il libro tramite il computer, spaziare in tutta Italia, anzi in tutto il mondo, fra promettenti case editrici minuscole e antiquari, trovare ciò che prima era irreperibile... Ecco l'uso umanistico della macchina, io controllo lei e non viceversa...

    Il medesimo approccio si può avere nei confronti di ogni altro aspetto scientifico-tecnologico, basta volerlo e saperlo fare; prendendo il meglio, tralasciando il peggio e ordinando il tutto in una scala gerarchica costruita su valori tradizionali.

  4. #44
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    Manifesto del futurismo
    "Le Figaro" 20 Febbraio 1909

    1-Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

    2-Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

    3-La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

    4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità

    5-Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

    6-Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.

    7-Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.

    8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.

    9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore

    10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria

    11-Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo

    Queste le parole con cui Filippo Tommaso Marinetti fonda il 20 Febbraio 1909 a Parigi il manifesto futurista.

  5. #45
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    Passaggi a livello
    (F. Battiato)


    Correvano veloci lungo le gallerie
    i treni di una volta trasportavano le spie
    nelle carrozze letto sposi in luna di miele
    facevano l'amore con l'ausilio del motore.

    Mio nonno preferiva per la villeggiatura
    portare i suoi parenti coi bagagli in carrozzella
    l'aria della campagna carica di letame
    spostava vibrazioni di una vita troppo bella.

    Correvano veloci su quelle giardiniere
    la gente si sbracciava salutando alle frontiere
    la vita ci prendeva con strana frenesia
    guardare il fumo uscire dalle macchine a vapore.

    Giocavano sull'aia bambini e genitori
    Calasso li avvertiva dal Corriere della Sera:
    "Copritevi che fa freddo, mettetevi le galosce"...

    Good vibrations, Satisfaction, sole mio
    Cinderella mit violino, Lux eterna
    Galileo, douce France, Nietzsche-Lieder
    Kurosawa, meine Liebe
    mister Einstein on the beach.

  6. #46
    email non funzionante
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    In origine postato da Felix
    approvo senza riserve l'uso dell'inseminazione artificiale se "guidata" da sani principi di fedeltá alla stirpe e di miglioramento dello stock genetico. La tecnologia esiste, non si puó voltare la faccia dall'altra parte e far finta di niente. Auguriamoci che la tendenza sia a far figli con le caratteristiche di eccellenza offerte dalla criobanca scandinava, anziché qualche mostruoso miscuglio razziale in ossequio al polticamente corretto anti-europeo. L'importante in questo orizzonte é mantenere il predominio psicologico/estetico, che é quello che fa preferire i tipi razziali bianchi a quelli non bianchi. Mi preoccuperei invece se una banca genetica sudafricana offrisse autentico seme zulu in giro per il mondo...
    Se anche le negre, le latinoamericane o le asiatiche vogliono figli con caratteristiche (ibride) europoidi, ben vengano. La razza deve espandersi, mai contrarsi: é la legge della Vita...
    Si può praticare qualunque strategia eugenetica si voglia, ma se lo spirito e il trascendente per l'uomo occidentale moderno sono morti di strada se ne fa comunque molto ma molto poca...

  7. #47
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    "Il tuo orecchio non mi percepisce, ma in cuore ti rimbombo; in forma varia esercito crudele potere" Goethe, Faust, parte prima.
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    [QUOTE]In origine postato da Rodolfo
    [B]
    (...)Ci sarà,certamente, chi non lo farà ma Internet gli sarà servito, comunque, a conoscere - pur parzialmente - qualcosa.
    Secondo questo discorso "conservatore" - come ha giustamente scritto Tòmas - non si sarebbe utilizzata l'automobile, ma neanche il treno o l'aereo poichè nel "nuovo" c'è sempre qualche rischio. Bisogna,invece, avere il coraggio di affrontare il nuovo cercandone di eliminare, o di limitare,coloro che lo vogliono utilizzare per interessi non naturali, ma non averne paura.




    Rifiutare certi sviluppi propri della modernità non è frutto di una forma di vigliaccheria. Se così fosse, anzi, credo che sarebbe più semplice "arrendersi" ed accettare passivamente, o peggio, acriticamente il tutto.
    Il problema consta, a mio parere, nel fatto che nella presunta bontà di questo "nuovo" tanto declamato vedo solamente celarsi l'incapacità di rapportarsi con autenticità e profitto con l'arcaico.

    C'è poi da rimarcare la fondamentale differenza che intercorre tra alcune innovazioni tecnologiche, sulla cui comunque perniciosità si potrebbero spendere fiumi di parole, quali l'invenzione di certi mezzi di trasporto, e pratiche che vanno ad interessare direttamente l'essenza stessa degli esseri umani ed il loro rapporto col mondo e la Vita.

    In ultimo il buon Marinetti lasciamolo perdere che all'epoca sua certo non poteva neppure intravede certi futuri sviluppi.
    Una certa estetica della macchina, seppur affascinante, non può spiegare, nè giustificare, certi attuali scenari.

    Ciao.

  8. #48
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Altro esempio...

    Cara Yggdrasill, io sono a casa mia in riva allo Stretto e tu sei a casa tua (non so dove, ma ti immagino in un bosco dall'altra parte della penisola...)... Eppure siamo "insieme" a parlare di scienza e bioetica, in tempo reale e praticamente gratis... Prima di staccare e andare a nanna potremmo, che so, comprare un libro negli USA, giocare a dama con un giapponese o consultare un sito tradizionalista in lingua tedesca...

    Appunto caro Tomas,
    lo scenario di fondo sul quale si svolge tutto ciò è costituito da una società il cui tessuto si sta polverizzando. Dove a fronte di sempre più complessi strumenti di comunicazione sempre di più, e sempre più, non solo non si ha più nulla da comunicare, ma non si è più in grado di farlo.
    Certo se si osserva il tutto sotto un'ottica globalista, il famoso "villaggio globale", allora ciò potrà anche sembrare meraviglioso, se invece lo si osserva più da vicino, magari partendo da un punto di vista per il quale i particolarismi delle identità locali assumono somma importanza allora tutto cambia.
    In poche parole, sarà poi così meravigliosa una situazione nella quale mentre converso amabilmente col mio ,sconosciuto, e comunque estraneo, ipotetico amico virtuale nipponico, non sono più in grado d'instaurare uno straccio di comunicazione col mio vicino di casa, o coi miei "compaesani", nei quali non riesco più a riconoscermi e coi quali non riesco più ad instaurare quella forma d'autentica comunicazione che faceva di noi comunità e poi popolo?

    Ciao

  9. #49
    Paul Atreides
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    1) A me interessa cercare di capire determinati fenomeni, a prescindere dal rifiuto o dall'accettazione, che possono venire magari dopo e in ogni caso non sono mai schematici [del tipo o rifiuto in blocco o accettazione in toto]. Se un fenomeno può essere o meno padroneggiato, ciò è possibile saperlo solo dopo aver individuato l'essenza di quel fenomeno [giusto come esempio le analisi di Heidegger sulla tecnica, o quelle di Gehlen]

    2) Yggdrasill ha ragione nel dire che la biopolitica è ben altro dalle automobili. E se c'è chi parla di bioeconomia, figuriamoci il discorso sulla biopolitica quanto dovrebbe essere approfondito.

    3) Parlare con tanta facilità di ''utile'', dopo l'esperienza anti-utilitarista del MAUSS, dimostra a mio parere che si è totalmente dentro gli schemi di un mondo che pure, nelle intenzioni, si pretende di contestare.

    4) Infine, il fascino del ''nuovo'' [che pare positivo a prescindere, ossia grazie alla sua sola qualità di ''novità''] dimostra ancora di più la totale subordinazione a ciò che, sempre nelle intenzioni, si pretende di contestare.

  10. #50
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    In origine postato da Yggdrasill
    Appunto caro Tomas,
    lo scenario di fondo sul quale si svolge tutto ciò è costituito da una società il cui tessuto si sta polverizzando. Dove a fronte di sempre più complessi strumenti di comunicazione sempre di più, e sempre più, non solo non si ha più nulla da comunicare, ma non si è più in grado di farlo.
    Certo se si osserva il tutto sotto un'ottica globalista, il famoso "villaggio globale", allora ciò potrà anche sembrare meraviglioso, se invece lo si osserva più da vicino, magari partendo da un punto di vista per il quale i particolarismi delle identità locali assumono somma importanza allora tutto cambia.
    In poche parole, sarà poi così meravigliosa una situazione nella quale mentre converso amabilmente col mio ,sconosciuto, e comunque estraneo, ipotetico amico virtuale nipponico, non sono più in grado d'instaurare uno straccio di comunicazione col mio vicino di casa, o coi miei "compaesani", nei quali non riesco più a riconoscermi e coi quali non riesco più ad instaurare quella forma d'autentica comunicazione che faceva di noi comunità e poi popolo?

    Ciao
    Ma questo dipende da te... Io, mutatis mutandis e ben consapevole delle differenze, converso a meraviglia sia con il nipponico sia con il mio concittadino... Anzi, i colloqui con gente molto distante da me per identità e collocazione geografica hanno favorito e migliorato le mie conversazioni e le mie potenzialità di socializzazione "reali"...

    E' inutile e vano dar la colpa al "villaggio globale" (che, comunque, è una realtà, a noi piaccia o non piaccia)... Può essere una cosa davvero meravigliosa come può diventare un inferno, dipende dall'uso che sappiamo farne noi... Da quanto noi sappiamo restare controllori e non diventare controllati.

 

 
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