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Discussione: Su Prometeo

  1. #1
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito Su Prometeo

    In un topic di un altro forum di POL si cita il mito prometeico. Ecco il passo:

    Ad un certo punto della tragedia eschiliana, Kratos, l’incarnazione del potere supremo, alludendo al nome dell’incatenato - che letteralmente significa “quello che prevede” - gli dice: “A torto i divini ti chiamano Prometeo!”.
    Solo in questa epoca, assediati dalla catastrofe planetaria di una civilizzazione tutta fondata sul fuoco, sull’esplosione e sulla consumazione ignea, possiamo capire la lungimiranza di Zeus e la giustezza del castigo inflitto a Prometeo.
    Con una serie di indicazioni ed allusioni dirette e indirette, questo complesso di miti accusa hybris, la civilizzazione, come la prima causa dell’istupidimento.
    Sia nel Prometeo incatenato, sia nelle Eumenidi, dando la voce alle divinità vecchie, spodestate ed orrende, Eschilo ci trasmette la memoria della conquista e della vittoria euroariana, che ha portato il trionfo degli dei celesti sulle divinità sotterranee degli indigeni. L’Atlantide è la più compiuta immagine mitizzata di questa civilizzazione dei Titani che Prometeo ha tradito.
    Anche lui un Titano, il Prometeo eschiliano li ha traditi perché “spregiarono i mezzi di astuzia: le loro menti dure si figurarono un dominio senza fatica, grazie alla violenza.”

    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=170734

    Prometeo, in tempi di referendum su tecniche di fecondazione artificiale, viene ulteriormente citato.

    Ma vediamo nella Biblioteca di Apollodoro la gran parte dei passi riguardantilo:

    (I - 3, 6)
    Zeus si unisce a Meti, che aveva assunto molte forme per non accoppiarsi con lui; quando rimane incinta, si affretta a inghiottirla perchè lei andava dicendo che, dopo la figlia che stava per dare alla luce, avrebbe generato un figlio che sarebbe diventato signore del cielo. Temendo che ciò avvenisse, Zeus la ingoiò. Quando giunse il momento della nascita, Prometeo, ma secondo altri Efesto, lo colpì con una scure alla testa e, dal cranio del Dio, presso il fiume Tritone, balzò fuori Atena rivestita di armi.

    (I - 7, 1)
    (...) Con acqua e terra, Prometeo plasmò gli uomini e donò loro il fuoco che celò in una ferula, di nascosto da Zeus. Quando lo venne a sapere, Zeus ordinò a Efesto di inchiodare il corpo di Prometeo sul Caucaso, che è un monte della Scizia. Per molti anni Prometeo rimase inchiodato al monte e ogni giorno un'aquila volava a divorargli i lobi del fegato, che ricresceva durante la notte. Per il furto del fuoco Prometeo ebbe dunque questa punizione, fino a che Eracle, più tardi, lo liberò, come narreremo nelle storie di Eracle.

    (II - 5, 11)
    (...) Ed Eracle attraversa l'Arabia e uccide Emazione figlio di Titono. Poi attraversò la Libia, giunse al mare esterno e si impadronì della coppa di Elio. Passato al continente opposto, con un colpo di freccia abbatté sul Caucaso l'aquila, nata da Echidna e da Tifone, che divorava il fegato di Prometeo. Liberò Prometeo e mise la <corona> d'olivo <in memoria> delle sue catene. Offrì a Zeus Chirone che voleva morire, lui immortale, al posto di Prometeo. E giunse da Atlante, nel paese degli Iperborei. (...)

    (III - 13, 5)
    (...) Fu, secondo alcuni, Prometeo a rivelare a Zeus, bramoso di unirsi a lei, che il figlio che Teti gli avrebbe dato sarebbe diventato signore del cielo. (...)

    Efesto (nel Prometeo incatenato di Eschilo), inchiodando Prometeo, assieme a Cratos e Bia, si sfoga in tal modo:
    Lo stesso sangue, il vivere insieme. È tremendo!

    Così prosegue il dialogo:

    CRATOS
    Anch'io lo dico. E restare sordi alla parola del Padre? È lecito forse? Non ti fa tremare più forte?

    EFESTO
    Sei truce, ogni volta trabocca la tua insolenza.

    CRATOS
    Cantargli la nenia è una cura da nulla. Tu non sforzarti a vuoto, è fatica folle la tua.

    EFESTO
    O mani maestre dell'arte, vi odio, vi odio!

    CRATOS
    Ti fanno ribrezzo, e perché? Parliamoci chiaro: radice di questo suo strazio non è il tuo mestiere.

    EFESTO
    Eppure, se fosse toccata ad un altro quest'arte.

    CRATOS
    Tutto è peso che inchioda: salvo comandare agli dèi. Già, nessuno è padrone di sé: salvo Zeus.

    Efesto, riconosce l'affinità col dio che si sta incatenando (un dio del mio sangue), ma gli si ricorda anche che solo Zeus è "libero". Ma questa è una parte della verità: Zeus è anche Eleuthérios. Dispensatore di libertà, a cui fu istituito un culto (proprio in quanto Zeus Eleuthérios) dopo la vittoria contro i persiani a Platea.
    Nella Roma augustea, venne rinnovato il tempio a Iuppiter Liber (detto anche Iuppiter Libertas, "La Libertà").
    Nella figura prometeica, rispetto alla lettura interessata che se ne fece nei secoli scorsi, c'è sì orgoglio, ma anche altro: Prometeo, se il suo nome corrisponde al suo essere, sa pienamente ciò che avverrà, compreso ciò che avverrà a lui ad ogni gesto. Stranamente questo, più che mettere in luce una "rivolta", testimonia ulteriormente il dominio divino. Prometeo vede, ma questo suo vedere non è libero (in senso assoluto e pieno. Verrebbe da dire "nichilistico"), se non nella misura in cui Zeus ne imbriglia o ne libera i movimenti. Di nuovo Zeus dispensatore delle libertà.

    Ritorniamo ai passi della Biblioteca. Mi incuriosce la "sostituzione" tra Prometeo e Chirone desideroso di acquistare la mortalità. Chirone, colui che insegnò l'uso delle erbe medicinali ad Asclepio, l'astronomia a Eracle e fu insegnante anche di Achille e altri, era considerato anche custode delle tradizioni sacre. Allora la "sostituzione" è solo un fatto "nudo" o, come più ovvio, è anche altro? Perchè proprio l'orgoglioso e colpevole Prometeo acquista prima la libertà e poi acquista l'immortalità che prima era di una figura tanto insigne e rispettata e cara (anche da parte degli esseri umani) quale quella di Chirone?
    C'è una certa analogia tra le due figure, data dal fatto che come Prometeo forgiò l'umanità, le conoscenze di Chirone permettevano di salvaguardarne il benessere. Come Prometeo conosceva il futuro, così Chirone, per l'astronomia di cui era maestro, conosceva le traiettorie future degli astri che per gli antichi non erano solo "traiettorie astrali", ma, per dirla con Marco Manilio nell'Astronomica, Fata regunt orbem, certa stant omnia lege. Lasciando anche il particolare della sofferenza "puntuale" (per colpa propria o per errore altrui), ci sarebbe da chiedersi semmai se nel "cambio" dal centauro al titano non sia stato messo in luce qualcosa anche relativa al rapporto con le tradizioni sacre. Forse Prometeo ci può dire ben più che non solo hybris?

  2. #2
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Discussione molto affascinante; grazie, caro Arthur !

  3. #3
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Mjollnir
    Discussione molto affascinante; grazie, caro Arthur !
    Grazie a te. Aggiungo qualcos'altro:

    Che Prometeo non rappresenti semplicemente hybris è dato anche dal fatto che in qualche modo è una figura parallela a quella di Hermes. Ad entrambi vengono associati tratti come la furbizia e l'inventività (Platone, nel Cratilo, si riferisce al figlio di Maia e Zeus come a colui che "escogitò il parlare". Inoltre gli sono attribuite -non a caso- l'invenzione dell'astronomia e della produzione del fuoco), ma soprattutto rappresentanto figure di collegamento tra mondi differenti (il titano Prometeo ruba agli Dei per dare agli umani, Hermes messaggero degli Dei e psicopompo, ecc.).
    La vicenda del sacrificio del bue e la spartizione di questo con l'inganno ordito da Prometeo ai danni degli Dei (ossa e grasso agli Dei, carne agli umani), sancisce diverse cose: la nascita dell'atto sacrificale, la distinzione ormai netta tra mondo divino e mondo umano. Ogni sacrificio futuro (e compiuto da umani) ripete quel sacrificio originale e lo ripete sia come distanza sia come imitazione.
    Così Esiodo nella Teogonia:

    "Da allora sulla terra le stirpi degli uomini agli immortali bruciano bianche ossa sugli altari fumanti d'incenso."

    Questo è interessante. Jean-Pierre Vernant fa notare che non esiste vero inganno o, meglio, esiste un ingannatore (Prometeo), ma alcun ingannato. Zeus prende volutamente le ossa, essendo queste più durevoli. Il sacrificio, l'inganno (tentato) altro scopo non hanno che separare e al contempo sottolineare gli ambiti. Zeus afferma il suo dominio e i mondi che lo costituiscono.

    Prometeo è quindi colui che serve affinché tali mondi siano evidenziati e collegati nell'atto sacrificale. Rimanendo alla Teogonia esiodea, bisogna anche far notare la posizione che ha la vicenda prometeica in essa, ossia è posta al centro, ossia, per essere più chiari, a "metà strada", così come si può evidenziare che, dopo il furto del fuoco, il titano viene incatenato su un monte (tra cielo e terra, quindi), col fegato divorato da un'aquila (ed ogni volatile è "tra cielo e terra"). Inoltre nelle pagine della Teogonia si dice:

    "Avvinse Prometeo dagli svariati consigli con ceppi indissolubili, con legami terribili, spingendo una colonna nel mezzo (...)"

    Il riferimento alla colonna non è chiarissimo. Probabilmente si afferma che Prometeo venne incatenato proprio alla colonna stessa. Tale immagine mi fa venire in mente in mente il caduceo ermetico: da una parte la colonna, dall'altra il bastone; da una parte le catene, dall'altra i serpenti attorcigliati. A ribadire il rispettivo essere "mediatori"?

  4. #4
    Ospite

    Predefinito Re: Su Prometeo

    Originally posted by Arthur I
    dando la voce alle divinità vecchie, spodestate ed orrende, Eschilo ci trasmette la memoria della conquista e della vittoria euroariana, che ha portato il trionfo degli dei celesti sulle divinità sotterranee degli indigeni.

  5. #5
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Su Prometeo

    Originally posted by +HELIACVS+
    Cosa ti suona male in quel passo?

  6. #6
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Arthur I


    "Avvinse Prometeo dagli svariati consigli con ceppi indissolubili, con legami terribili, spingendo una colonna nel mezzo (...)"

    Il riferimento alla colonna non è chiarissimo. Probabilmente si afferma che Prometeo venne incatenato proprio alla colonna stessa. Tale immagine mi fa venire in mente in mente il caduceo ermetico: da una parte la colonna, dall'altra il bastone; da una parte le catene, dall'altra i serpenti attorcigliati. A ribadire il rispettivo essere "mediatori"?
    Sul forum gnostico c'è questo thread:

    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=125567

  7. #7
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Su Prometeo

    Originally posted by Arthur I
    Cosa ti suona male in quel passo?
    Tutto.

    1) Come possano delle divinità diventare "vecchie";
    2) Chi sarebbero gli euroariani;
    3) Chi sarebbero questi indigeni adoratori di divinità sotterranee.

    Che i "miti greci" ci parlino della conquista ariana è una teoria che possiamo lasciare a quelli come Graves.
    L'arcinoto dualismo che traspare da questa affermazione è insensato e accantonato, da decenni.
    La civiltà non comincia con gli "euroariani" (indoeuropei?). Con loro ha inizio solo uno degli ultimi cicli, ma siamo già nella decadenza.

    Capovolgiamo la prospettiva, e ricordiamo che per gli Egizi tradurre in greco (una lingua barbara) i testi sacri era già una perdita...

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Su Prometeo

    Originally posted by +HELIACVS+
    Tutto.

    1) Come possano delle divinità diventare "vecchie";
    2) Chi sarebbero gli euroariani;
    3) Chi sarebbero questi indigeni adoratori di divinità sotterranee.

    Che i "miti greci" ci parlino della conquista ariana è una teoria che possiamo lasciare a quelli come Graves.
    L'arcinoto dualismo che traspare da questa affermazione è insensato e accantonato, da decenni.
    La civiltà non comincia con gli "euroariani" (indoeuropei?). Con loro ha inizio solo uno degli ultimi cicli, ma siamo già nella decadenza.

    Capovolgiamo la prospettiva, e ricordiamo che per gli Egizi tradurre in greco (una lingua barbara) i testi sacri era già una perdita...
    Concordo assolutamente, il problema è sempre dettato dagli eccessi, e dalla 'stratificazione ghiacciata' degli stereotipi.
    Io sono addirittura più ... drastico su questo, penso che il cristianesimo uscito dalla porta rientri dalla finestra in ogni dualismo di questo genere.

    Non tutto ciò che indoeuropeo luccica, e viceversa non tutto ciò che è pre-indoeuropeo è 'oscuro'. Ma poi che c'e' di male nell'Oscuro... viva la Notte e le Tenebre! E' vero che la luce meno vibrante è 'nera', ma è vero anche che la luce più 'vibrante' di tutte torna nera! ( alludo ad infrarossi ed ultravioletti ).

    D'altra parte, per controbilanciare questi discorsi dualistici pro-indoeuropei, si tende ad esagerare all'opposto, accomunando beduini e kurgan, definendoli i nemici delle donne con il loro patriarcato etc... e paventando un neolitico paradisiaco senza guerre o problemi con le donne giustamente al loro posto di comando...

    Fandonie... chiacchere... dettate dallo stesso fanatismo dualista abramitico ( "noi" e l'"altro" che va annientato o annullato o demonizzato) che si riveste da una parte o dall'altra!!
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Su Prometeo

    Originally posted by Frumentarius
    Concordo assolutamente, il problema è sempre dettato dagli eccessi, e dalla 'stratificazione ghiacciata' degli stereotipi.
    Io sono addirittura più ... drastico su questo, penso che il cristianesimo uscito dalla porta rientri dalla finestra in ogni dualismo di questo genere.

    Non tutto ciò che indoeuropeo luccica, e viceversa non tutto ciò che è pre-indoeuropeo è 'oscuro'. Ma poi che c'e' di male nell'Oscuro... viva la Notte e le Tenebre! E' vero che la luce meno vibrante è 'nera', ma è vero anche che la luce più 'vibrante' di tutte torna nera! ( alludo ad infrarossi ed ultravioletti ).

    D'altra parte, per controbilanciare questi discorsi dualistici pro-indoeuropei, si tende ad esagerare all'opposto, accomunando beduini e kurgan, definendoli i nemici delle donne con il loro patriarcato etc... e paventando un neolitico paradisiaco senza guerre o problemi con le donne giustamente al loro posto di comando...

    Fandonie... chiacchere... dettate dallo stesso fanatismo dualista abramitico ( "noi" e l'"altro" che va annientato o annullato o demonizzato) che si riveste da una parte o dall'altra!!
    Concordo pienamente con te.
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  10. #10
    Ospite

    Predefinito

    Il pericolo è che affermazioni del genere cadano in maniera distorta in certi tipi di fora, dando luogo a facili generalizzazioni e alimentando le fole di certi sedicenti "federalisti" (anch'io propenderei, se ci fosse uno Stato vero, per la forma federativa).

    E' sufficiente un giro in quei fora per capire quanto sia facile generalizzare, quando basterebbero delle buone letture e un bel giro turistico-archeologico per capire quale zona della penisola sia stata "terrona" per quattro quinti della sua storia...

 

 
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