Se permettete, da persona dotata di media intelligenza e accennata cultura, mi rifiuto di credere che un dio con la barba bianca abbia deciso cosa è vivo e cosa no, abbia preso costole e fanghi ed abbia eletto l'uomo sopra altre forme di vita...
Come ricercatore, poi, mi rifiuto di "credere". Io ritengo la fede, cieca, un disvalore... nella ricerca chi affronta i problemi con "fede" fa disastri se è bravo oppure falsi se non lo è.
Io valuto, analizzo e considero. Non giudico perchè per quanto dettagliata la mia conoscenza non sarà mai tale da permettermelo.
Dopo la doverosa introduzione, torno a Pascal, grande pensatore, che viveva in un'epoca fertilissima per il pensiero, e per l'evoluzione della nostra società occidentale.
Quello che non mi piace è cercare di metterci il cappello. Pascal considerava plausibile e probabile l'esistenza di un dio. Questo lo faceva scontrare con chi invece la escludeva.
In quella querelle io, e la gran parte dei ricercatori moderni, ve lo assicuro, sta con Pascal.
Non per fede, ma perchè nessuno ci ha mai dato una prova inconfutabile del contrario.
Mentre la bellezza e la complessità dell'universo in cui viviamo sono a mio avviso qualcosa di diverso del puro risultato di un'azione casuale degli elementi che noi, nel nostro piccolo, conosciamo e manipoliamo.
Guccini canta "...e voi materialisti col vostro chiodo fisso, che dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso... le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali..."
E tutto questo, con il referendum, non centra nulla. Questa consulatzione balneare, fatta in un paese balneare, forse fino a qualche anno fa ci sarebbe valsa qualche sfottò da parte dello svedese o del tedesco di turno.
Ormai basta vedere la faccia di ogni ricercatore italiano quando all'estero parla dell'Italia, che anche il più stronzo ricercatore olandese non può che avere un moto di compassione ed alla fine, dispiacersi per il poverino...
Saluti!




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(antigiacobini)
