Credo che il troppo immedesimarsi nel tizio del nick t'abbia dato alla testa... ti consiglio di assumere meno le formae mentis del secolo, e di evitare di frugare nella spazzatura internettiana e spargere calunnie, arte già teorizzata dal voltaire.Originally posted by Napoléon I
La sessualità è un grave problema, perchè al giono d'oggi è vissuta con grave disagio e disordine. Essa deve essere vissuta nel rispetto del diritto naturale. Ma il senso del pudore non è oggettivo. Proprio in quanto senso, esso è determinato dalle circostanze, storiche ed ambientali. La maggioranza, non determina affatto il pudore: essa è uno strumento di indagine, per capire quale sia il senso della pudicizia di un corpo morale compatto.
Quanto alle mie frequentazioni del secolo, purtroppo, come il resto del genere umano, ho avuto la sventura di essere messo e di vivere nel "mondo", per cui, se non intendo vivere nella clausura totale, ed in completo eremitaggio, mi toccherà avere dei rapporti col suddetto secolo. Mi congratulo, che per grazia, tu abbia ricevuto il privilegio di essere fuori dal mondo. A chi invece capita di vivere in condizioni di normalità, capita di avere frequentazioni, di conoscere modi di vivere, persone, anche non cattoliche, non cristiane e non morali, senza per questo condividerne le posizioni o imitarle nelle azioni. San Josèmaria, santamente ispirato, diceva che "non dobbiamo fuggire il mondo, dobbiamo essere uomini del mondo, ma senza essere mondani".
Il mio amore per le donne (creature di Dio) è grande. Ma soprattutto per loro ho il massimo rispetto. Per questo motivo ad esempio, non mi permetterei mai e poi mai, parlando con una ragazza, magari in chat, di chiederle direttamente di venire a letto con me (anche con espressioni meno aristocratiche, come tu dici, "da caserma"), di importunarla in modo sgradevole ed osceno. Soprattutto, sebbene in quanto secolare possa concedere apprezzamenti, mi compiaccio di vivere secondo la morale cattolica. Ne mi permetto di descriverle atti onanistici, giustificandoli per questo o per quell'altro motivo (grazie a Dio, non essendo un "falegname", mi manca la problematica, propria di simili discorsi), come se il numero o le circostanze, fossero un'attenuante.
Ma questa è una mia attitudine. Non mi interessa se un altro è corretto quanto lo sono io, di più o di meno.
Semplicemente mi aspetterei che ognuno fosse coerente con la propria coscienza. Quindi, mi vedrei quanto mai incazzato (esperssione del secolo), a sentirmi criticare, per esempio, in fatto di morale, da qualcuno che ponesse in essere simili atteggiamenti. Mi sentirei incazzato, non perchè io mi ritenga superiore, anzi ammetto di essere un umile peccatore, ma se certe prediche me le inculcasse un dotto e pio sacerdote, gli bacerei con riconoscenza le mani. Se invece, mi sento dare dell'immorale, del soldataccio e del pessimo cattolico, in sostanza, da qualche ipocrita, che predica bene (fin troppo, fino ad invocare l'intervento dello stato per proibire le gonne), e poi fa l'esatto contrario di quel che dice, arrivando a sostenere di deplorare "stili e modi di vita", perlomeno per decenza, mi sento in dovere di zittire. Non per mia superbia, ma perchè la misura è colma, ecerte cose, in certe circostanze fanno solo vomitare. I sepolcri imbiancati, dentro sono pieni di putredine, nauseante putredine.
Qui habet aures audiendi, audiat.
Ad ogni modo, com'è notorio, il mondo è pieno di gente che si crede Napoleone; l'importante è che sia ben chiaro che costoro stanno in corsia con l'apposita camicia a maniche molto lunghe.




