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  1. #121
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    In Origine Postato da durrutibus
    la conosco.... è una teoria interessante ma che nn condivido del tutto. ritengo che i motivi della proibizione della canapa in usa fossero interni e di natura razzista (anti minoranze per la precisione) ma nn è detto che nn ci sia un collegamento tra le due cose.
    Pero' gli usi della canapa che ci hanno costretto a togliere sono provati. Pero' chi ha iniziato la guerra alla canapa e' risaputo. Come e' risaputo chi e' il maggior produttore di cotone. Sai sono tante cose che si collegano...poi per carita', che gli usa avessero fatto una guerra alla canapa epr motivi puramente razzisti, non faccio fatica a crederlo, ma forse i motivi erano entrambi, e han preso la palla al balzo.

    Per bianconero, leggi qui

    tolleranza (1) e dipendenza fisica alla Cannabis si sviluppano nei consumatori cronici di alte dosi (vedi Cox et al., 1983; Mendelsohn, 1987). La dose di D9-THC sufficiente a indurre dipendenza è di 3.2 mg/Kg al giorno per 3 settimane consecutive. Si tenga presente che il fumare 30 g di marijuana di buona qualità causa l’ingestione di circa 15 mg di D9-THC (Bühringer et al., 1994).

    capito? per avere dipendenza devi fumare, se pesi circa 70 kili, mezzo kilo di ganja. AUGURI

    Adesso conta quante sigarete devi fumare per avere dipendenza

    Poi potremmo considerre che

    Effetti cronici

    L'assunzione di Cannabis continuata nel tempo porta a tolleranza rispetto ai sintomi sia negli animali da laboratorio che negli umani [2, 11]. Ciò significa che, con l'uso continuato della droga, gli effetti su umore, memoria, performance cognitive e motorie diminuiscono di intensità

    Quindi + a lungo la usi + la tolleri. Fatti un paio di litri di wiskhy al giorno e vediamo per quanto lo tolleri.

    E poi consideriamo che

    L'astinenza conseguente alla cessazione dell'uso continuato di Cannabis non sembra essere intensa e consiste in alcune modificazioni comportamentali blande a carico dell'umore e del sonno, accresciuta irritabilità, apatia, anoressia e nausea

    Adesso cerca sul vocabolario delirium tremens e dimmi se gli effetti sono lontanamente paragonabili.

    Non certo di averla convinta, ma fermamente convinto di essere nel giusto, la saluto

    Cristiano

  2. #122
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    In Origine Postato da nun63
    ecco mancava solo il suo chiaro, preciso e ricco contributo...ma vi fanno con lo stampino? almeno buttassero la copia
    Se i tossicodipendenti si vogliono sterilizzare nessuno glielo può impedire.

    Ora basta creare dei centri che sterilizzano persone in cambio di 2-300 € e il gioco è fatto.

  3. #123
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    In Origine Postato da Gianmario
    Legalizzare le droghe significa legalizzare il narcotraffico.
    Dimostratemi il contrario.
    ma che cavolo scrivi? almeno rendersi conto di quando si scrive una czzata. Se legalizzo COMBATTO il narcotraffico CAZZO

    Cristiano

  4. #124
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    In Origine Postato da Bigas
    ma che cavolo scrivi? almeno rendersi conto di quando si scrive una czzata. Se legalizzo COMBATTO il narcotraffico CAZZO

    Cristiano
    Se legalizzi le droghe crei dei negozi adibiti alla vendita di sostanza stupefacenti sotto il monopolio statale (stesso discorso delle sigarette),per riempire i negozi di sostanze stupefacenti occorre comprarle. Per comprarle ci si deve rivolgere al narcotraffico.

    Se si legalizza la cocaina ci si dovrà rivolgere ai narcos colombiani, di fatto si legalizza il narcotraffico.

  5. #125
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    In Origine Postato da Gianmario
    Se legalizzi le droghe crei dei negozi adibiti alla vendita di sostanza stupefacenti sotto il monopolio statale (stesso discorso delle sigarette),per riempire i negozi di sostanze stupefacenti occorre comprarle. Per comprarle ci si deve rivolgere al narcotraffico.

    Se si legalizza la cocaina ci si dovrà rivolgere ai narcos colombiani, di fatto si legalizza il narcotraffico.
    A me risulta che sia il proibizionismo a far prosperare gangsters e mafie, come dimostrano Al Capone, il massacro di San Valentino e tutti gli ammazzamenti e le illegalita' legati, per esempio, al proibizionismo degli alcolici negli Stati Uniti, durante glii anni '20.

  6. #126
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    In Origine Postato da Gianmario
    Se legalizzi le droghe crei dei negozi adibiti alla vendita di sostanza stupefacenti sotto il monopolio statale (stesso discorso delle sigarette),per riempire i negozi di sostanze stupefacenti occorre comprarle. Per comprarle ci si deve rivolgere al narcotraffico.

    Se si legalizza la cocaina ci si dovrà rivolgere ai narcos colombiani, di fatto si legalizza il narcotraffico.
    ...

    il termine produzione non ti dice niente?

    A parte il fatto che io parlavo di cannabis, che alle nostre latitudini cresce benissimo, e ci sono cmq le serre. tu hai la piu' pallida idea di quanto cazzo costa produrre UN KILO di cocaina? Ma quanti anni hai? 12, 13? dammi una speranza...

    Cristiano

  7. #127
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    In Origine Postato da bsiviglia
    A me risulta che sia il proibizionismo a far prosperare gangsters e mafie, come dimostrano Al Capone, il massacro di San Valentino e tutti gli ammazzamenti e le illegalita' legati, per esempio, al proibizionismo degli alcolici negli Stati Uniti, durante glii anni '20.
    A me risulta che Escobar ha fatto più macelli di tutto il proibizionismo messo assieme e voi lo volete far diventare un normale imprenditore che opera nell'export.

  8. #128
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    In Origine Postato da bsiviglia
    Esattamente come dopo tre bicchieri di vino rosso
    Lo reggi poco te l'alcol, neh?

    In Origine Postato da bsiviglia
    esattamente come la cannabis ha proprieta' antinausea, antidolorifica ecc...[/COLOR]
    Ma che bello! Devo dire alla mia cuginetta in dolce attesa di farsi una canna, così risolve il problema della nausea... A parte gli scherzi, viene fatta usare solo in casi gravi come l'epilessia, pazienti in chemio, anoressici per AIDS; insomma, tutti casi in cui è sicuramente il male minore. E molti medici rimangono restii a somministrarla.
    Non mi pare sia molto corretto dire: ha effetti benefici in alcuni casi -> fa bene per tutti.

    E ora, qualche documento:

    Una ricerca dei medici dell'ospedale di Glasgow mette in dubbio la credenza comune che la marijuana abbia effetti negativi minori del tabacco sulla salute dei polmoni.

    GLASGOW, - Farsi tre 'canne' di marijuana al giorno è pericoloso come fumare un pacchetto di sigarette 'normali' . Lo affermano i medici del Glasgow Royal Infirmary, autori di una ricerca sul dibattutissimo argomento. Secondo lo studio, chi assume regolarmente cannabis rischia di ammalarsi di enfisema polmonare. I medici inglesi hanno osservato e investigato le abitudini di fumo di quattro persone consumatori di marijuana, ammalati di una forma avanzata di enfisema. Tre dei quattro pazienti fumavano molto meno rispetto agli standard dei fumatori di tabacco, ma ciò sarebbe dovuto principalmente alla malattia.


    La ricerca, sostengono i medici di Glasgow, mette in dubbio la percezione comune che la cannabis è meno pericolosa del tabacco.
    L'aumento dei rischio di ammalarsi di enfisema - patologia che distrugge la superficie dei polmoni - potrebbe essere dovuto nel maggior volume di fumo contenuto in un tiro di sigaretta di cannabis, nella più profonda inalazione e nel maggior tempo che questo tipo di fumo viene trattenuto nelle vie respiratorie. Il contenuto dei due tipi di fumo infatti, a parte la nicotina nel tabacco e il tetraidrocannabinolo nella cannabis, è assai simile: ma, affermano ancora i ricercatori inglesi, le sigarette di marijuana essendo fatte a mano e prive di filtro producono nicotina quattro volte di più rispetto alla sigaretta 'tradizionale'.

    I ricercatori dell'ospedale di Glasgow hanno studiato quattro fumatori rispettivamente di 27, 35, 44 e 46 anni. Uno fumava appena due sigarette di tabacco al giorno, il secondo 14 grammi di tabacco al giorno, il terzo soltanto sigari. Ma gli studiosi hanno scoperto che erano consumatori di marijuana in notevole quantità. Il 27enne per diversi anni aveva fumato ogni giorno diverse pipe di cannabis, il 44enne e il 46enne avevano consumato due o tre 'canne' al dì e il 35enne per venti anni aveva fumato due sigarette di cannabis alla settimana. Il dottor Martin Johnson ha dichiarato ad un giornale medico specializzato in malattie polmonari: "Fumare tre o quattro sigarette di marijuana al giorno causa sulle vie aeree conseguenze istologiche paragonabili a inalare venti sigarette al giorno". "C'è una convinzione piuttosto comune nella società - riflette il medico - che la marijuana abbia scarsi effetti negativi sulla salute. Noi speriamo che ricerche come la nostra stimolino ulteriori studi sul potenziale tossico di questa sostanza sulla salute dei polmoni".


    La cannabis agisce anche sulle ossa, oltre al cervello

    La cannabis non agisce soltanto sul cervello ma anche sulle ossa, rendendole piu' fragili. La scoperta, avvenuta in Gran Bretagna e pubblicata sulla rivista Nature Medicine, promette di aprire la via ad un nuovo approccio nella cura dell'osteoporosi, una malattia che nei Paesi europei provoca una frattura ogni 30 secondi, con un costo annuale stimato in 25 miliardi di euro, e che in Italia colpisce 5 milioni di persone, 4 dei quali sono donne. La ricerca, condotta sui topi presso l'universita' di Aberdeen, ha dimostrato che sulla superficie delle cellule delle ossa si trovano recettori in grado di legarsi sia alla cannabis che alle sostanze naturalmente prodotte dall'organismo e dalla struttura simile a quella della cannabis (endocannabinoidi). Tuttavia, quando a legarsi ai recettori sono queste sostanze, gli effetti sulle ossa sono decisamente negativi. Si osserva infatti un progressivo indebolimento e un'aumento di fragilita' che possono aprire la via all'osteoporosi.
    Dallo studio, coordinato da Stuart Ralston, e' emerso poi che le cose cambiano decisamente quando ai recettori per i cannabinoidi si legano farmaci: questi impediscono ai cannabinoidi di occupare il recettore e in questo modo riescono a prevenire l'indebolimento delle ossa. ''La scoperta che i composti che bloccano l'azione dei cannabinoidi sono molto efficaci nel prevenire l'indebolimento delle ossa e' particolarmente interessante perche' dimostra che questi farmaci possono aprire la via ad un nuovo approccio nella cura dell'osteoporosi'', ha osservato Ralston. ''Non abbiamo studiato i consumatori di cannabis - ha aggiunto il ricercatore - ma la nostra ricerca suggerisce che l'uso eccessivo di questa sostanza puo' stimolare eccessivamente i recettori che si trovano sulle cellule delle ossa, con conseguenza negative''.
    Adesso il principale obiettivo dello studio e' capire in che modo i cannabinoidi naturalmente presenti nell'organismo si legano ai recettori per regolare la densita' ossea. Sulla base delle conoscenze attuali, i cannabinoidi endogeni sembrano stimolare l'assorbimento delle ossa ed e' probabile che anche quelli che derivano dalla cannabis si comportino nello stesso modo.
    Gli esperimenti condotti sui topi hanno dimostrato che bloccando i recettori dei cannabinoidi si blocca la perdita di densita' ossea. Al contrario, stimolarli con dei farmaci che imitano l'effetto della cannabis ha conseguenza negative. Secondo Ralston si tratta di ''una scoperta importante, che dimostra come i recettori ai quali si legano i cannabinoidi non sono importanti soltanto nel sistema nervoso centrale, ma anche nel controllo del metabolismo osseo''.


    Rischi ictus per consumatori cannabis, anche giovani

    Nuovi rischi per i consumatori di cannabis. Secondo uno studio spagnolo, la marijuana aumenta il pericolo di ictus, anche fra i giovani. Colpa degli effetti cardiovascolari di queste sostanze, ovvero battito accelerato del cuore e pressione arteriosa o molto alta o bassa. Il monito arriva dai ricercatori spagnoli dell'ospedale di Gualdacano sulle pagine della rivista Neurology, Neurosurgery and Psychiatry. ''Un pericolo largamente sottostimato. La cannabis quadruplica le probabilita' di un attacco entro un'ora dall'assunzione'', aggiungono dopo la vicenda di un uomo di 36 anni che ha subito tre ictus, tutte le volte dopo aver consumato 'spinelli'. Un allarme che pero' e' stato subito ridimensionato da alcuni 'colleghi' secondo cui ''se cosi' fosse si assisterebbe a un'inpennata di casi in tutto il mondo. Mentre forse - spiega in un commento Tony Rudd del St. Mary 's Hospital di Londra - i rischi sono a lungo termine, e legati piuttosto al tabacco che viene mischiato alla marijuana per fare gli 'spinelli'''. Ma gli scienziati spagnoli si difendono: ''La marijuana e' meno sicura di quanto si voglia credere. In caso di consumo aumentano i pericoli anche a livello cerebrovascolare. In ogni caso dobbiamo condurre altri studi prima di quantificare il danno''.



    Cannabis: studio Gb, rischi paranoia e allucinazioni

    Paranoia e allucinazioni incombono sui 'fedeli' della cannabis. Un gruppo di ricercatori britannici ha scoperto un legame relativamente forte tra il consumo di cannabis e forme di psicosi, in uno studio pubblicato oggi sul British Journal of Psychiatry. Secondo la ricerca condotta al King's College Hospital di Londra, piu' di una persona su 20 in Gran Bretagna ha sperimentato forme di paranoia, allucinazioni o altri sintomi psicotici. Il monitoraggio di 8.580 persone ha scoperto che questi 'disturbi' erano legati a dipendenza da alcol o droghe, ma anche eventi stressanti accaduti di recente. Fra le droghe, pero', la relazione fra cannabis e psicosi si e' rivelata molto forte. Insomma, secondo Louise Johns dell'Institute of Psychiatry la dipendenza da 'spinello' e' quella piu' legata a sintomi psicotici. ''Quello che non sappiamo - dice la ricercatrice - e' se sia la cannabis a causare le psicosi o queste ultime a portare verso lo 'spinello'''. Dunque occorrono maggiori ricerche per fare chiarezza in questo campo.

    Cannabis e fertilità
    La presenza di THC è associata alla sterilità maschile


    Gli uomini che fumano cannabis potrebbero avere una fertilità ridotta. Lo sostiene una nuova ricerca della Queen’s University di Belfast, i cui scienziati avrebbero scoperto che il tetraidrocannabinolo (THC) - l'ingrediente attivo della cannabis - ostacola la mobilità degli spermatozoi e diminuisce la loro capacità di penetrare la cellula uovo per fertilizzarla.
    Nel corso di uno studio in più centri sulle abitudini e lo stile di vita di uomini non fertili, i ricercatori hanno notato che molti pazienti sottoposti a esami per la sterilità al Royal Maternity Hospital erano consumatori di cannabis su base regolare. Ciò li ha spinti a cominciare uno studio specifico alla ricerca degli effetti diretti del THC.
    Lo studio ha scoperto che il THC ostacola la mobilità degli spermatozoi, rendendo meno probabile che lo spermatozoo raggiunga l'uovo per fertilizzarlo, e che in presenza di cannabis risulta ridotta anche un'altra funzione chiave dello spermatozoo, la digestione del rivestimento protettivo dell'uovo con enzimi per facilitare la penetrazione.
    I risultati sono stati presentati da Sheena Lewis, che guida il gruppo di ricerca di Medicina Riproduttiva dell'università, il 31 marzo 2004 al convegno annuale della British Fertility Society, a Cheltenham, in Gran Bretagna.

    L'ecstasy e la memoria
    Anche la cannabis può avere effetti negativi


    Secondo uno studio internazionale pubblicato sulla rivista "Journal of Psychopharmacology", chi utilizza la droga nota come ecstasy rischia seriamente di compromettere la propria memoria. La ricerca, che riguarda consumatori e non consumatori di droga negli Stati Uniti, in Europa e in Australia, ha rivelato che chi consuma regolarmente ecstasy ha il 23 per cento di probabilità in più di avere problemi di memoria, soprattutto per quanto riguarda la memoria a lungo termine.
    Il team di ricercatori britannici dell'Università di Newcastle upon Tyne e di altre istituzioni ha anche interrogato molti volontari a proposito del loro uso di altre droghe ricreative. Ha scoperto che coloro che usano regolarmente la cannabis presentano fino al 20 per cento in più di problemi di memoria rispetto a chi non la consuma, in questo caso soprattutto in relazione alla memoria a breve termine.
    Il consumo di ecstasy, nota anche come 3,4-metilenediossimetanfetamina (MDMA), è in continua crescita. Per scoprire i suoi effetti sulla memoria, i ricercatori hanno sottoposto alcuni utilizzatori volontari a un questionario via web. Poiché i dati dimostrano che gli utilizzatori di ecstasy consumano con molta probabilità anche altre droghe, compresa la cannabis, secondo i ricercatori sarebbero vulnerabili a una miriade di problemi di memoria che possono portare in futuro a disturbi cognitivi.
    Fonte: Le Scienze (19/01/2004)

    Gravidanza e cannabinoidi
    La marijuana potrebbe influenzare le gravidanze extrauterine


    Alcuni ricercatori negli Stati Uniti hanno scoperto che una sostanza chimica naturale, simile ai principi attivi della cannabis, potrebbe avere un ruolo fondamentale nel normale processo di gestazione. Gli esperimenti sugli animali hanno mostrato che le reazioni ai cannabinoidi sarebbero determinanti per il movimento dell'embrione lungo la tuba di Falloppio verso l'utero.
    In un articolo pubblicato sulla rivista "Nature Medicine", i ricercatori della Vanderbilt University di Nashville sostengono che le loro scoperte potrebbero aiutare a comprendere come mai si verificano gravidanze extrauterine, nelle quali l'embrione comincia a crescere all'esterno dell'utero. Secondo gli scienziati, tuttavia, saranno necessari ulteriori studi per determinare se l'uso di cannabis possa aumentare il rischio di gravidanze extrauterine.
    Nelle gravidanze normali, le cellule uovo passano dalle ovaie all'utero attraverso la tuba di Falloppio, dove possono essere fertilizzate da uno spermatozoo. Le uova fecondate si impiantano poi nella parete dell'utero e continuano a crescere. Nelle gravidanze extrauterine, invece, le uova fecondate seguono una strada diversa e possono impiantarsi all'esterno dell'utero, spesso nella stessa tuba di Falloppio ma a volte anche nell'ovaia, nell'addome o nel collo dell'utero.
    Sudhansu Dey e colleghi avevano già scoperto recettori negli embrioni di topo che rispondevano a sostanze di tipo cannabinoide. Ora gli stessi recettori sono stati individuati anche negli uteri di esseri umani. Nel tentativo di capire quale fosse il ruolo di questi recettori, Dey e colleghi hanno bloccato la loro azione nei topi, scoprendo che in questo modo gli embrioni non completavano il proprio viaggio attraverso la tuba di Falloppio fino all'utero.
    "Questo risultato - ha dichiarato Dey - non è però sufficiente per affermare che l'incidenza delle gravidanze extrauterine sia associata all'uso cronico di cannabinoidi".
    Fonte: Le Scienze (24/09/2004)

    Come la marijuana calma i neuroni
    Il tetraidrocannabinolo potrebbe ridurre la comunicazione fra le cellule nervose


    Fumare marijuana provoca numerosi e diffusi cambiamenti nel cervello. Ora alcuni ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università di Stanford hanno fatto un passo in avanti verso la comprensione di come i suoi ingredienti attivi - il tetraidrocannabinolo e i composti collegati, chiamati cannabinoidi - esercitano il proprio effetto.
    Il neurologo David Prince e colleghi hanno scoperto che i neuroni che agiscono come custodi delle informazioni nel maggiore centro di elaborazione del cervello, la corteccia cerebrale, liberano cannabinoidi che riducono la loro stessa attività. Questa forma di auto-inibizione è un ulteriore modo per i neuroni di regolare la propria capacità di inviare messaggi alle cellule vicine. Il tetraidrocannabinolo della marijuana potrebbe agire sul cervello legandosi a queste stesse cellule.
    'Il meccanismo con cui la marijuana agisce nel cervello - spiega Prince - non è ancora del tutto compreso. Ora abbiamo trovato un pezzo del puzzle'. Lo studio è stato pubblicato sul numero del 16 settembre della rivista 'Nature'.

    Aggiungo:

    http://www.acmed.org/italian/bulleti...kel.php?id=115

    Questo ovviamente per voi è di parte

    Ma anche i medici dei Sert sono fascisti


    Buon lavoro.

  9. #129
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    In Origine Postato da Bigas
    ...

    il termine produzione non ti dice niente?

    A parte il fatto che io parlavo di cannabis, che alle nostre latitudini cresce benissimo, e ci sono cmq le serre. tu hai la piu' pallida idea di quanto cazzo costa produrre UN KILO di cocaina? Ma quanti anni hai? 12, 13? dammi una speranza...

    Cristiano
    Ho abbastanza anni da pisciarti in culo con il cappotto abbottonato.

    E ho capito anche che sei un paccaro, perchè l'erba che viene in Italia tranne in alcune zone di Calabria e Sicilia fa cagare confronto a quella del Sud America et similia.
    Ad Amsterdam il fumo e l'erba non sono del posto, importano altrimenti non c'è qualità.

    ma evidentemente tu vai avanti ad albanese spruzzata alla candeggina......

  10. #130
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    In Origine Postato da Gianmario
    Legalizzare le droghe significa legalizzare il narcotraffico.
    Dimostratemi il contrario.
    colle leggere c'è il caso olanda che dimostra assolutamente il contrario. coltivazioni legali e mercato illegale (interno e a livello di piccole quantità) assolutamente disintegrato.
    ovvio che trafficanti olandesi che trattano coll'estero esisteranno sempre almeno finch'è esistono stati proibizionisti...

    per l'eroina coll'afghanistan "governato" dagli usa l'approvvigionamento nn dovrebbe essere complicato.

    acidi e similari si possono produrre in casa

    un pochetto + complicato per la cocaina vista la situazione della colombia....

 

 
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