Le elezioni e gli amici del Premier
di Pietro Di Muccio
Tutti gli amici di Berlusconi si distinguono, in questo finale di legislatura, per consigliargli di tornarsene tra le sue muraglie di euri. E lì godersi la vita in ogni senso. Certo è un bel paradosso. Chi più gli ha voluto bene se ne augura l'uscita di scena. Questi disinteressati amici, che si struggono nell'attesa e/o previsione della sua sconfitta giungono persino ad indicargli l'exit strategy e a suggerirgli lo stile con cui scomparire. Politicamente parlando, si capisce. Berlusconi è eccezionale anche in questo. Chi lo ama gli organizza il funerale (politico, va bene!) in ogni dettaglio. L'amicizia cerca di preservarlo in vita, come l'imbalsamazione con i cadaveri. Basta. Non voglio proseguire con tali metafore mortuali. Se no, Berlusconi mi toglie il saluto. Il fatto è che pure io sono amico, disinteressato, del Cavaliere. Anzi, un interesse l'ho pure io. Ma non materiale; d'altro genere, non so definirlo. Se lui resta, sul triste palcoscenico dell'Italia lugubre ed ipocrita della Prima Repubblica fiammeggia un lampo d'ironia, scoppia una risata d'allegria, soffia un'aura di goliardia. Berlusconi ama "L'elogio della follia" di Erasmo da Rotterdam.
E' amabile il pazzerello ch'è in lui, il contrario della plumbea seriosità dei suoi noiosi ed antipatici oppositori. Come un poliedro, così ho sempre cercato di spiegarlo ai curiosi che me lo chiedono, egli presenta mille facce. Qualcuna non propriamente adamantina, lo so. Ma un essere umano plasmato solo di pura luce non ha mai camminato sulla terra. Secondo il mio modesto parere, egli non ha dato ancora il meglio di sé in politica. Finora ha pensato a sé e agli altri. Dalla prossima legislatura, non dovendo più pensare a se stesso, si dedicherà agli altri. E saranno scintille. Poche persone posseggono come lui il dono della fattività, quella misteriosa capacità di tradurre le idee in realtà e la tempra per riuscirci. L'Italia, nella fase di stallo in cui si trova, ha estremo bisogno di un individuo come Berlusconi che persegua con lucida follia erasmiana lo scopo di riavviare il motore spento. Fantasia e iniziativa sono le doti del tycoon. Sono le stesse indispensabili per trarre l'Italia fuori dalla congiuntura attuale. In giro non scorgo chi le possegga più di lui. Perché augurargli l'abbandono del campo anziché mettersi completamente a disposizione della causa nazionale? Non intravedo molta coerenza in chi lo incitava a correre quando era gravato da pesanti fardelli e lo esorta a fermarsi adesso che se n'è alleggerito. Questi amici (di Berlusconi) obiettano agli amici (di Berlusconi) come me che loro cercano solo di risparmiagli la brutta figura del protagonista ridotto a comparsa. Ma sbagliano. I grandi attori non conoscono il viale del tramonto né s'acconciano al ruolo di spalla. Berlusconi ha appreso da Eraclito che "destino per ognuno è il suo carattere".
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