Piuttosto che correre a correggere le leggi, inseguendo la realtà, si provveda a far rispettare le leggi, inseguendo i delinquenti. Qui qualcuno ha commesso reati gravi, siano stati gli amministratori, i proprietari, le società di revisione o quant'altri, chi li ha commessi deve pagare. E deve pagare in tempi ragionevoli, non con procedimenti che si trascineranno nei prossimi dieci anni.
Un'adeguata miscela di mercato aperto e competitivo, accompagnato da regole chiare e sanzioni certe, è quella che meglio può alimentare il motore grazie al quale i disoccupati saranno riassorbiti, le imprese malate saranno seppellite e quelle sane potranno crescere.
Già sento il coretto che definisce questo ragionamento “liberismo scolastico”, il che mi sta anche bene, in un Paese di statalisti trinariciuti.