I morti di Londra, dopo quelli di Manhattan e di Madrid, sono le stimmate del martirio dell'Occidente. Dal recente picco degli attentati in Iraq al sequestro dell'ambasciatore egiziano a Baghdad, sino alla strage di Londra, c'è un filo logico che non rimanda soltando ad Al Qaeda. La congiunzione va ricercata nell'elezione plebiscitaria del nuovo presidente iraniano, Ahmadinejad.
Esattamente come Adolf Hitler, Mahmoud Ahmadinejad è stato eletto dal popolo. Come il Fuhrer, cercherà di attuare ciò che ha sempre predicato chiaro e forte: rivoluzione islamica permanente, cancellazione di Israele e degli ebrei, guerra totale agli Stati Uniti e all'Occidente cristiano. Hitler si diceva chiamato dal Volksgeist (lo Spirito del popolo) per realizzare l'età dell'oro dell'arianesimo; lui, il pasdaran, si dichiara chiamato da Allah per completare la "santa" missione di islamizzare il mondo. Sono parole sue.
L'Occidente ci mise decenni prima di mettere a fuoco il messaggio espresso nel Mein Kampf. C'è da sperare che oggi le intenzioni inequivocabili del neopresidente dell'Iran siano prese per quello che significano. Molti anni fa, a Monaco, l'Europa si mostrò stolta, vile e suicida. E oggi?
Gravi indizi e prove fotografiche testimoniano dei trascorsi terroristici di Mahmoud: il 4 novembre 1979, con altri studenti coranici, in qualità di guardiano della rivoluzione, violò con la forza l'ambasciata Usa di Teheran, sequestrando 52 diplomatici, rimasti in balìa di quei forsennati per 444 giorni. A meno che non fosse un sosia perfetto, l'attuale presidente iraniano - stando ai ricordi dei prigionieri - spiegò subito agli ostaggi che in quanto statunitensi, giudei o cristiani, la loro carne emanava l'acre intollerabile odore dei maiali e dei cani. E come tali - disse - li avrebbe trattati. Più o meno le espressioni usate dalla belva cecena che giustificò il proprio accanimento sui bambini di Beslan, rigirando la lama nei corpicini, con il loro insoffribile odore di cristiani.
Il governo austriaco ha aggiunto altre prove a carico di Ahmadinejad per il suo ruolo anche di pianificatore di omicidi politici: il 13 luglio 1989, a Vienna, organizzò l'assassinio del leader curdo Abdul Rahman Ghassemlou, fondatore del partito democratico curdo (Kpp) in Iran.
Teheran 1979, Vienna 1989, Londra 2005 e chissà quante altre date di morte ancora sconosciute. Dalla fatale elezione, 25 giugno 2005, di Ahmadinejad l'anomala terza guerra mondiale unilateralmente dichiarata, anche contro una parte del mondo musulmano, ha avuto un nuovo scatto distruttivo.
Gli Usa non sopporteranno a lungo che l'Iran sia guidato da uno che dice di voler islamizzare il mondo. E l'Europa?
Siamo nel mirino dall'11 settembre 2001, eppure ci scandalizziamo e sproloquiamo di sovranità nazionale violata, se la Cia fa il lavoro sporco e disarma il terrorista Abu Omar.
Gli unici coerenti sono dell'altra parte: ci attaccano da fuori, oppure prima ci invadono, poi prendono la cittadinanza di un paese occidentale, infine ci massacrano, in nome dell'Islam, sui nostri treni, sui nostri autobus o sulle nostre metropolitane.
Giancarlo Lehner
da "Libero" del 10 luglio 2005




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