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Risultati da 111 a 120 di 235

Discussione: chi è sto pazzo?

  1. #111
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    Apprezzamento per le aperture presenti nella Carta del Carnaro furono espresse, per esempio, dal comunista ungherese Miklós Sisa, ex commissario del popolo del governo di Béla Kun. Gramsci stesso esprime una grande curiosità intellettuale e politica per la vicenda fiumana e anche nei mesi successivi, dopo che la città sarà stata sgomberata dal regio esercito, il leader torinese interverrà per difendere i legionari dalle calunnie governative (il 6 gennaio 1921 Gramsci scrive infatti su “L’Ordine Nuovo”: “L’onorevole Giolitti in documenti che sono emanazione diretta del potere di Stato ha più di una volta, con estrema violenza, caratterizzato l’avventura fiumana. I legionari sono stati presentati come un’orda di briganti, gente senza arte né parte, assetata solo di soddisfare le passioni elementari della bestialità umana: la prepotenza, i quattrini, il possesso di molte donne. D’Annunzio, il capo dei legionari, è stato presentato come un pazzo, come un istrione, come un nemico della patria, come un seminatore di guerra civile, come un nemico di ogni legge umana e civile. Ai fini di governo, sono stati scatenati i sentimenti più intimi e profondi della coscienza collettiva: la santità della famiglia violata, il sangue fraterno sparso freddamente, la integrità e la libertà delle persone lasciate in balia di una soldataglia folle di vino e di lussuria, la fanciullezza contaminata dalla più sfrenata libidine. Su questi motivi il governo è riuscito ad ottenere un accordo quasi perfetto: l’opinione pubblica fu modellata con una plasticità senza precedenti”). Non solo: di lì a pochi mesi, nell’aprile dello stesso 1921, dopo la fondazione cioè del Partito Comunista d’Italia di cui egli sarà uno dei maggiori leader, Gramsci progetterà (ma l’impresa non avrà seguito) di incontrare D’Annunzio a Gardone. La cosa non deve sorprendere troppo, soprattutto se si tiene presente il fatto che, dopo la rottura con il fascismo operata nel maggio 1920 insieme a Marinetti, Carli sul foglio da lui diretto aveva espresso pieno sostegno alla occupazione delle fabbriche mentre, sempre su “La testa di ferro”, il legionario Alessandro Forti aveva indicato con chiarezza il nuovo compito degli intellettuali: “[…] se il proletariato intellettuale capirà i nuovi tempi e saprà accostarsi al proletariato manuale nella sua lotta di emancipazione […] non si troverà più nella pericolosa e umiliante posizione di cuscinetto fra il capitalismo e il lavoro”. È noto infine, sempre per quanto concerne la complessità della valutazione politica espressa dai contemporanei sulla vicenda fiumana, il giudizio positivo (ricordato nel libro) che lo stesso Lenin avrebbe pronunciato su D’Annunzio in quanto promotore dell’impresa (“In Italia c’è un rivoluzionario solo: Gabriele D’Annunzio”),
    Claudia Salaris
    Alla festa della rivoluzione.
    Artisti e libertari con D’Annunzio a Fiume

  2. #112
    Komunista Estetizzante
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    Ricordo che il giornale "La testa di ferro" prendeva il nome dal vero Guido Keller.

  3. #113
    Guido Keller
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    quel libro lo conosco a memoria.....ma ancora attendo conferme alle tue affermazioni di prima, e cioè che la carta del carnaro è "copiata" dalla costituzione russa.

    ammetti di aver scritto una boiata, invece di continuare a postare cose sempre più lunghe nella speranza che non le leggiamo...e che anzi si conoscono pure a menadito.

    cmq in quel che hai postato vi è una frase molto significativa del Forti:

    “[…] se il proletariato intellettuale capirà i nuovi tempi e saprà accostarsi al proletariato manuale nella sua lotta di emancipazione […] non si troverà più nella pericolosa e umiliante posizione di cuscinetto fra il capitalismo e il lavoro”

    ahimè la cosa non si è avverta, ed anzi il proletariato intellettuale, come lo chiama lui, oggi sarebbe la sinistra radical chic, ha preso il sopravvento.

    posizione di cuscinetto fra il capitalismo e il lavoro

    fissatela bene in testa questa frase

  4. #114
    Guido Keller
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    In origine postato da Red Shadow
    Ricordo che il giornale "La testa di ferro" prendeva il nome dal vero Guido Keller.
    quel nome veniva dal fatto che molti avevano la testa rasata, in primis d'annunzio e da qui appunto la testa di ferro.
    Keller al contrario mi sembra che fosse uno dei pochi che se ne andava in giro con una folta chioma e barba

  5. #115
    Komunista Estetizzante
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    E non possiamo non preoccuparci di un'affermazione che ha molto... circolato: che lo Statuto Dannunziano abbia quasi dei caratteri soviettisti, che rappresenti una applicazione latina, in un certo senso, delle conquiste della rivoluzione russa, e di un'altra asserzione meno arrischiata, che rivesta certe linee di sindacalismo, come è stato sostenuto nel suo Comento da Alceste de Ambris, collaboratore di D'Annunzio, e capo di quel sindacalismo italiano secessionista che costituì nel 1915 la Unione Sindacale Italiana

    Amedeo Bordiga su "Prometeo" 1924

    Pare che la voce abbia circolato....
    A questo punto mi chiedo quali scuole abbia fatto tu.....

  6. #116
    Komunista Estetizzante
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    Mi pare che fosse il nome dato agli aviatori per la loro particolare rasatura, ma credo avesse qualcosa a che fare con Keller

  7. #117
    Guido Keller
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    In origine postato da Red Shadow
    E non possiamo non preoccuparci di un'affermazione che ha molto... circolato: che lo Statuto Dannunziano abbia quasi dei caratteri soviettisti, che rappresenti una applicazione latina, in un certo senso, delle conquiste della rivoluzione russa, e di un'altra asserzione meno arrischiata, che rivesta certe linee di sindacalismo, come è stato sostenuto nel suo Comento da Alceste de Ambris, collaboratore di D'Annunzio, e capo di quel sindacalismo italiano secessionista che costituì nel 1915 la Unione Sindacale Italiana

    Amedeo Bordiga su "Prometeo" 1924

    Pare che la voce abbia circolato....
    A questo punto mi chiedo quali scuole abbia fatto tu.....
    ognuno vedeva nell'esperienza ciò che voleva, resta il fatto che quell'esperienza rimase unica e la maggior parte di quelli che vi parteciparono li si ritrova a san sepolcro a fondare i fasci.

    cmq non mi par di leggere che il de ambris copiò la carta del carnaro dalla costituzione sovietica......

    devo andar a riprendere ciò che hai scritto??

  8. #118
    Guido Keller
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    In origine postato da Red Shadow
    Mi pare che fosse il nome dato agli aviatori per la loro particolare rasatura, ma credo avesse qualcosa a che fare con Keller
    quella era la società degli amici del pelo, composta dai piloto della squadriglia di keller nel primo conflitto, che usavano radersi a zero i capelli e poi spargerli dall'alto durante le missioni......

  9. #119
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    Sulle teste di ferro hai ragione tu ma anche io:
    Guido Keller aveva preparata e animata l’impresa fiumana ..... Nel campo di Mirafiori (da lui ribattezzato Miramosche) aveva fondato nel 1915 la «confraternita dei peli al vento» che aveva il compito di cresimare ogni aviatore novizio, tosandogli per intiero i capelli e spargendoli al vento. Fu da questo che d’Annunzio prese lo spunto per battezzare gli aviatori (e poi i legionarii di Fiume) «teste di ferro».


    Alceste De Ambris, sindacalista rivoluzionario, deputato socialista dal 1913, interventista, dal 1922 esule in Francia in quanto oppositore del regime fascista, fu capo di gabinetto nel governo del Carnaro a partire dal gennaio del 1920, dopo le dimissioni da quella medesima carica del monarchico Giuriati, i cui sforzi per trovare un accordo con il governo di “Cagoia” Nitti (soprannome affibbiato al capo del governo italiano da D’Annunzio) erano stati vanificati da D’Annunzio, in quel momento sensibile alle pressioni della sinistra fiumana. È proprio De Ambris, ancor più dei proclami ai “popoli oppressi” i cui diritti all’autodeterminazione erano stati conculcati dalle potenze imperialistiche vincitrici del conflitto lanciati dalla Lega di Fiume (una sorta di anti-Società delle Nazioni creata dall’URE) e dallo stesso D’Annunzio (già il 24 ottobre 1919 il Vate aveva dichiarato: “Tutti gli insorti di tutte le stirpi si raccoglieranno sotto il nostro segno. E gli inermi saranno armati. E la forza sarà opposta alla forza”), a imprimere al governo una forte svolta politica in senso rivoluzionario sia sul piano politico-programmatico interno (attività il cui punto più alto sarà costituito dalla Carta del Carnaro approvata nell’estate successiva), sia su quello dell’azione politica diretta ad annodare legami con esponenti delle forze rivoluzionarie italiane, dal sindacalista Giuseppe Giulietti (responsabile della federazione dei lavoratori del mare, che sosterrà le imprese piratesche di Keller e compagni nel dirottamento verso il porto di Fiume di piroscafi carichi di merci) all’anarchico Errico Malatesta, agli esponenti dell’ala massimalista del partito socialista Bombacci e Serrati (favorevole all’impresa il primo, ostile il secondo). Ed è con De Ambris capo di gabinetto che D’Annunzio stesso imprime ai suoi discorsi e alle sue azioni una sempre più marcata coloritura di sinistra che provoca lo sconcerto dei borghesi fiumani e dei suoi stessi sostenitori italiani, che vedono agitarsi su Fiume lo spettro del bolscevismo: dalle dichiarazioni a favore della Repubblica dei Soviet che ha difeso “il diritto dei popoli a disporre di sé stessi […] quando ha vittoriosamente affrontato le bande mercenarie di Koltchak e di Denikine, assoldate dalla finanza internazionale, aizzate dalla ringhiosa e impotente Conferenza di Versailles” e ai conseguenti tentativi – infruttuosi – di incontrare emissari del governo sovietico, ai rapporti intrattenuti con ex esponenti del governo ungherese di Béla Kun.
    Siccome De Ambris era molto influenzato dalla Rivoluzione Russa evidentemete sarà circolata la voce che avesse ripreso i principi "soviettisti" in ogni caso Bordiga nell'articolo che ho citato risponde ad un articolo apparso su "La battaglia comunista" del 1921 intitolato "Fiume e il proletariato "in cui si afferma per l'appunto che lo Statuto dello Stato Libero di Fiume" erai spirato alla Rivoluzione Russa.

  10. #120
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    In origine postato da yurj
    Che è, il Casarini dell'epoca? :lol :lol :lol

    Il fascismo nasce nel momento in cui agisce, cioè nel momento in cui si mette a servizio di padroni, papi e re.
    Il fascismo nasce il 1 Agosto del 14 quando l'internazionale socialista NON riesce a far proclamare lo sciopero generale europeo e muore il 28 Aprile del 45 dopo avere combattuta l'ultima battaglia contro padroni papi e re.

    I marxisti invece stanno dalla parte di Wall Street !

 

 
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