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    Fallaci: il Dio Buono e il Dio infanticida
    .: Miscelarabica / articoli
    di Sherif El Sebaie
    sabato, 16 luglio 2005

    Sollecitata dal Corriere, la Fallaci pubblica il solito lungo articolo che ripropone i concetti che va ripetendo da quattro anni a questa parte. Stavolta però anche gli ebrei sono accomunati ai musulmani nell'adorazione di un Dio "infanticida"...



    Ovviamente ce l’aspettavamo, l’articolo della Fallaci sugli attentati di Londra. Era impossibile infatti che ci risparmiasse l’ennesima filippica editoriale di stampo razzista e xenofobo. Sollecitata dal Corriere, ormai specializzato in questo tipo di attività editoriale, ha pubblicato il solito lungo articolo che ripropone gli stessi concetti che va ripetendo - come afferma lei stessa - da quattro anni a questa parte, ovvero “Guerra-all'Occidente, Culto-della-Morte, Suicidio-dell'Europa, Sveglia-Italia-Sveglia”. Ovviamente, il tutto è condito della negazione dell’esistenza di un Islam moderato descritto come “frode” e con la denigrazione di milioni di musulmani colpevoli di professare un credo “barbaro”. Questa volta la Fallaci si spinge perfino oltre e bolla l’Ebraismo e l’Islamismo come religioni infanticide, paragonando il Dio “barbaro” e “sanguinario” di musulmani ed ebrei dove “il buon Abramo che per ubbidire a Dio stava per sgozzare il suo bambino come un agnello” al “Dio padre, il Dio buono, il Dio affettuoso che predica l'amore e il perdono” del Cristianesimo. Eppure, proprio in nome di quel Dio Buono gli ebrei vennero dati alle fiamme assieme alla loro sinagoga e i cristiani ortodossi e i musulmani passati a fil di spada durante le Crociate. Proprio in nome di quel Dio Buono è stata giustificata la schiavitù e l’eliminazione di intere popolazioni aborigene. Proprio in nome di quel Dio Buono vengono freddati i medici abortisti davanti alle loro cliniche in Usa. Proprio in nome di quel Dio Buono i bambini armati dell’Uganda uccidono e sventrano per costruire uno stato retto dai dieci comandamenti. Proprio in nome di quel Dio Buono, e con i rosari appesi ai cannoni, vengono assediate e rase al suolo città come Falluja.

    La Fallaci si compiace dell’aggettivo “islamico” che viene affibbiato quotidianamente alla parola terrorismo (chissà perché, ai tempi dell’IRA, non si parlava di terrorismo “cattolico”), liquida frettolosamente le condanne indignate dei musulmani “Ora anche i collaborazionisti e gli imam esprimono le loro ipocrite condanne, le loro mendaci esecrazioni, la loro falsa solidarietà coi parenti delle vittime”, e torna alla carica sbandierando il pericolo del nemico “in casa”, individuabile – secondo lei – in ogni musulmano residente in Occidente, “il nemico trattato da amico”, che accusa di essere – in grande maggioranza - collaboratore e fiancheggiatore dei terroristi, quando dice “il nemico non è affatto un'esigua minoranza. E ce l'abbiamo in casa” e quando parla della presenza – all’interno delle città occidentali - di “una città straniera che parla la propria lingua e osserva i propri costumi, una città musulmana dove i terroristi circolano indisturbati e indisturbati organizzano la nostra morte”. Si rallegra degli arresti, delle perquisizioni e delle espulsioni che finora – per fortuna – non hanno portato a nulla di concreto. Accusa quindi di “connivenza” i magistrati onesti che vogliono anteporre la legalità alla carriera personale, nonché chi crede nella società multietnica e nel pluriculturalismo. E, come se non bastasse la “plebaglia” (termine con cui la Fallaci indica il folto gruppo di affiatati lettori e ammiratori), l’anziana scrittrice ora si compiace degli editorialisti e perfino di alcuni esponenti politici, che stanno riprendendo i suoi “concetti” e il suo “lessico” nelle loro esternazioni pubbliche: “Sì, è vero: sui giornali che nel migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie parole.[…] Sì, è vero: sia pur senza ammettere che non avevo torto l'ex segretario della Quercia ora concede interviste nelle quali dichiara che questi-terroristi-vogliono-distruggere-i-nostri-valori, che questo-stragismo-è-di-tipo-fascista-ed-esprime-odio-per-la-nostra-civiltà”. Forse è proprio questo l’aspetto più preoccupante nell’intera faccenda: il razzismo che diventa linguaggio comune, che trova sostenitori perfino fra chi dovrebbe combatterlo. Così come è preoccupante che venga descritto come semplicemente “vivace” uno come l’Eurodeputato Borghezio condannato (anche se ha beneficiato della condizionale) per aver appiccato il fuoco ad un dormitorio di immigrati e multato per aver violentemente picchiato un bambino marocchino: la violenza becera indicata come via per sfogare la propria rabbia.

    Nonostante tutto ciò, nonostante la diffusione del razzismo mascherato da libera opinione, e la legittimazione della violenza, la Fallaci non è soddisfatta: giudica l’operato insufficiente, addirittura inutile. Tutto continua come prima, secondo lei. Si indigna infatti per la vignetta del Times, “quella dove accanto a un kamikaze con la bomba si vede un generale anglo-americano con un'identica bomba. Identica nella forma e nella misura. Sulla bomba, la scritta: «Killer indiscriminato e diretto ai centri urbani». Sulla vignetta, il titolo: «Spot the difference, cerca la differenza»”. Se la prende con la giornalista del Guardian, che attribuiva la colpa a Bush e rivolgendosi a lei strilla “Giovanotta, l'11 settembre la guerra in Iraq non c'era. L'11 settembre la guerra ce l'hanno dichiarata loro. Se n'è dimenticata?”. Evidentemente la giovanotta, invece, era meglio informata: l’11 settembre del 2001 arriva dopo dieci anni di embargo all’Iraq che hanno mietuto milioni di vittime per mancanza di medicinali e di beni di prima necessità. E non sto parlando di quelli rubati da Saddam, il Didattore foraggiato dagli Usa che non solo non è stato spodestato dall’embargo ma che si è pure arricchito – e, assieme lui, tanti altri responsabili e politici occidentali rimasti tuttora impuniti – sulla pelle dei civili iracheni, sto parlando dei beni espressamente indicati come “pericolosi” (antibiotici, pezzi di ricambio per apparecchiature ospedaliere, perfino vasi da notte, matite e libri di testo scolastici) nelle liste approvate e applicate da chi ha deciso e portato avanti, sfruttando il nome dell’Onu, quella colossale frode-genocidio. L’11 settembre arriva dopo quasi sessant’anni di completa indifferenza circa il problema israeliano-palestinese, un problema che viene presentato dal regista israeliano Giuliano Mer - intervistato alla trasmissione televisiva Report del 10 settembre 2004 - quando ha descritto i ragazzi del campo profughi di Jenin che si facevano esplodere contro i caterpillar che abbattevano le case: “Dei 23 kamikaze che si sono fatti esplodere a Jenin io ne conoscevo 6: nessuno era religioso, nessuno cercava vergini nel cielo, ciò che li spinge è che preferiscono morire piuttosto che vivere come morti”. Uno scenario più o meno comune a tutti i teatri di guerra comparsi negli ultimi anni in Medio Oriente, grazie all’insensata politica di Bush che sta influenzando negativamente l’economia dell’intera zona favorendo ancora di più il terrorismo, al posto di sconfiggerlo.

    La strategia militare però, come è normale che sia, è accompagnata da una propaganda martellante commissionata da quelle lobby che hanno tutto l’interesse nel distogliere i propri popoli dai problemi della vita quotidiana, e che non vedono l’ora di giustificare la propria linea politica, anche se fallimentare, visto che è essenzialmente tesa ad arricchire alcune multinazionali di cui sono i principali azionisti. La scomoda verità che queste lobby, la Fallaci, e assieme a loro le versioni minori che imperversano ogni giorno sui quotidiani nazionali, vogliono nascondere al grande pubblico è che non esiste un terrorismo che nasce dal nulla. E quindi non esiste neanche un terrorismo che nasce da un odio “insensato” nei confronti dell’Occidente, della sua civiltà e dei suoi valori. Per dirla brevemente, non esiste un terrorismo aggressivo fine a sé stesso, perché il terrorismo altro non è che un metodo che parte da una determinata realtà sociale per conseguire un risultato politico. La verità è che terroristi non attaccano perché "invidiosi delle Torri gemelle" o "delle metropolitane occidentali": basta un giro nelle metropoli arabe per sincerarsene. Non gliene frega nulla di come sono vestite le occidentali e di cosa propongono le Tv locali alle due di notte. E non attaccano perché vogliono “distruggere, conquistare o islamizzare” l’Occidente, anche se la loro “pomposa” retorica lo lascerebbe intendere ai profani. Il terrorismo di Alqaeda non è affatto un terrorismo religioso, anche se di religione si ammanta: è un terrorismo politico, con metodologie e finalità strettamente geostrategiche ed economiche. Alqaeda non uccide gli inglesi, gli spagnoli o gli americani in quanto "cristiani", anche se ciancia retoricamente di "infedeli" (L'ambasciatore egiziano sgozzato, con moglie e figlia velate, è stato definito infatti anche lui ambasciatore "degli infedeli"), ma perché secondo la perversa logica qaedista, sono cittadini che hanno deciso con il loro libero voto di appoggiare governi che hanno portato avanti e mantenuto politiche ritenute ingiuste non solo da quei esaltati che - in modi barbari e tutt'altro che condivisibili - si sono auto-assunti il compito di "difendere" e di "vendicare" le loro comunità, ma anche gran parte dell'opinione pubblica mediorientale, cristiani arabi inclusi. I terroristi puntano a rovesciare i governi mediorientali sostenuti dall’Occidente, specie nei paesi resi instabili - e quindi sostanzialmente resi “appetibili” ed “accessibili”- dagli interventi militari occidentali, come in Iraq, o a ripristinare i governi fondamentalisti che prima esistevano, come in Afghanistan. E finché non avranno raggiunto quel obiettivo, gli attacchi continueranno perché funzionali alla loro immagine di “eroi vendicatori” di fronte alle masse arabe, continuamente tartassate da fotogrammi di vittime di bombe americane o di torture perpetrate dai soldati occidentali. Il terrorismo islamico si rifà banalmente alle stesse strategie e metodologie applicate da tutti i movimenti terroristici con rivendicazioni politiche, pur conservando la retorica religiosa funzionale a giustificare – sempre secondo il punto di vista estremista - certe azioni davanti alle popolazioni mediorientali che sono, essenzialmente, popolazioni molto credenti e sensibili al richiamo della religione. Ma queste popolazioni sono anche spinte da gravi situazioni di disagio, politiche ed economiche, che perdurano da lungo tempo sia in Medio Oriente che in Europa, dove l’integrazione delle comunità musulmane è – a differenza degli Stati Uniti – sostanzialmente fallita, e di certo non per colpa dell’Islam o dei musulmani, ma per colpa dei governi europei che hanno ghettizzato le comunità musulmane, inducendo alcuni suoi membri a seguire i fondamentalisti accolti invece a braccia aperte, nonostante le condanne e le inutili richieste di estradizione avanzate dai loro paesi di origine. Fondamentalisti che sono stati coccolati e vezzeggiati non, come vogliono farci credere, in nome della democrazia e della libertà di opinione, ma per esercitare ulteriori pressioni sul mondo arabo, già stritolato dalle minacce militari occidentali, dagli embarghi, dai conflitti sociali fra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, dall’ aumento demografico, dalla disoccupazione e dall’analfabetismo.

    E così, nei garage, nei cortili e negli appartamenti privati trasformati in moschee (perché la Fallaci e consimili si oppongono – stupidamente – alla costruzione di edifici dove sia possibile osservare, alla luce del sole, ciò che vi succede all’interno) e, laddove esistono, nelle moschee trasformate in centrali di reclutamento, questi fondamentalisti sono andati a reclutare giovani disagiati, diseredati, rifiutati. Perché sono davvero tali: quelli di Londra sono nati e cresciuti in quartieri poveri, almeno uno di loro è stato arrestato più volte per furto nei negozi. Reid, quello che aveva il passaporto britannico (madre inglese e padre giamaicano, signora Fallaci, non arabo ! (La Fallaci infatti scrive: “Un nemico che in Inghilterra s'imbottisce le scarpe di esplosivo onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. (Parlo, s'intende, dell'arabo con la cittadinanza inglese che per puro miracolo beccarono sulla American Airlines)") era uno che non aveva mai visto il padre, continuamente in galera, spesso rifiutato dai suoi compagni di scuola per via delle origini e che è finito egli stesso in uno dei peggiori riformatori dell’Europa Occidentale. La situazione di disagio delle comunità musulmane europee è anche dimostrata dalle statistiche: in generale, i musulmani che vivono in Europa (di cui gli arabi sono una quota notevole) sono più poveri, meno istruiti, e in peggiori condizioni di salute del resto della popolazione. In Olanda, il tasso di disoccupazione tra i marocchini è del 22 per cento, circa quattro volte più alto di quello del resto del Paese. In Inghilterra la popolazione musulmana ha il tasso di disoccupazione più alto di tutti gli altri gruppi religiosi. E se questo succede, non è di certo colpa dei musulmani o dell’Islam. Perché negli Stati Uniti invece, i dati del Census Bureau affermano che mentre il 24 per cento degli americani si laurea, tra gli arabi americani i laureati sono il 41 per cento. Il reddito medio di una famiglia araba residente negli Stati Uniti è di 52.300 dollari (il 4,6 per cento in più delle altre famiglie americane) e più della metà degli arabi americani possiedono la casa. Il 42 per cento dei cittadini americani di origine araba sono dirigenti o professionisti, mentre nel resto della popolazione americana solo il 34 per cento. La scomoda verità quindi è che i giovani kamikaze inglesi, francesi, hanno attaccato perché non esiste, in Europa, una strategia di risposta efficiente - sul piano sociale, culturale ed economico - al fenomeno del fondamentalismo islamico da affiancare, nel peggiore dei casi, all’opzione militare che sembra essere quella più gettonata da alcuni governi europei in questi anni.

    Gli attentati di Londra hanno dimostrato non tanto il fallimento della società multietnica quanto quello delle strategie adottate dai paesi ospitanti per fronteggiare l’estremismo omicida. Hanno dimostrato che anche in Europa intere classi sociali, di immigrati che avrebbero dovuto risollevare e vitalizzare le società ospitanti, esistono realtà paragonabili a quelle dei paesi del terzo mondo, nella totale indifferenza di chi spreca i soldi pubblici finanziando spettacoli inutili e giornali xenofobi. Inutile chiedere continuamente ai musulmani residenti in Occidente di condannare, perfino prima di aprire bocca e proferire parola su qualsiasi argomento, salvo mettere in dubbio, successivamente, la loro buona fede: le loro condanne sono scontate, al pari di quelle espresse da un qualsiasi altro cittadino occidentale, o di quelle espresse da un qualsiasi essere umano degno di tal nome. Il fatto che tre-quattro-dieci-cento, fossero anche centomila o cento milioni di terroristi, abbiano scelto la violenza armata per far valere le proprie ragioni politiche, non deve indurci a bollare come terroristi il resto del miliardo e passa di persone, “colpevoli” di professare - o non professare - lo stesso credo di chi ha scelto di farsi esplodere per “riscattare” nell’Aldilà una misera e tormentata vita terrena, resa ancora più misera e tormentata dalle guerre “liberatrici”, dalle bombe “umanitarie” e dalle campagne di odio giornalistiche. E proprio per questo è inutile zittire ed accusare istericamente di “apologia al terrorismo” o di “connivenza con il nemico” chi invece vuole semplicemente andare al di là della condanna per analizzare le motivazioni e gli obiettivi di chi ha scelto di uccidersi uccidendo: tali considerazioni potrebbero rivelarsi vitali per sconfiggere, definitivamente, il terrorismo. La risposta al terrorismo non è continuare la propria vita come se nulla fosse, come ci chiedono i media, perché le nostre vite non potranno mai ritornare come prima: oggi tutti hanno un po’ paura e la vita non sarà più la stessa, specie per chi ha perso un familiare o un caro amico negli attentati che hanno insanguinato senza sosta questo pianeta martoriato in questi ultimi anni. La risposta al terrorismo non è cantare incessantemente “Vinceremo!”, in una battaglia di cui l’esito è tutt’altro che conosciuto e che rischia invece di degenerare, scatenando guerre mondiali e guerre civili. La risposta al terrorismo sta nel portare avanti la propria vita riflettendo nel contempo sul perché di tali tragedie e arrivando, immancabilmente, alla conclusione che la risposta al terrorismo non può che essere una maggiore integrazione, più rispetto verso tutti, e – soprattutto - meno generalizzazioni. Non dobbiamo cadere nel tranello teso dalla Fallaci e dai suoi simili, dalle lobby che vogliono farci credere che nel mondo esistono solo quelli che sono “con noi” e quelli che sono “contro di noi”: il mondo è uno solo, ed è di tutti. Adoperiamoci quindi, tutti assieme, a sconfiggere ogni tipo di terrorismo, incluso quello letterario, che vuole trascinarci in un circolo di violenza dove pochi – protetti dalle loro auto blindate e dalle loro scorte - hanno da guadagnare e molti, invece, da perdere.
    Ibrahim

  2. #2
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    la fallaci (un nome, un destino) insiste a fomentare ODIO RAZZIALE fino allo SCONTRO DI CIVILTA'...
    e intanto lei guadagna soldi a palate...la beniamina dei poveri di spirito...
    Ibrahim

  3. #3
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    Non sapete più cosa inventarvi, e adesso cercate pure di mettere Oriana contro gli ebrei.
    Ma lei si riferiva al Dio dell'Antico Testamento, ormai superato dal Vangelo per noi e dal Talmud per i nostri amici e alleati ebrei.

  4. #4
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    Originally posted by IlikeUSA
    Non sapete più cosa inventarvi, e adesso cercate pure di mettere Oriana contro gli ebrei.
    Ma lei si riferiva al Dio dell'Antico Testamento, ormai superato dal Vangelo per noi e dal Talmud per i nostri amici e alleati ebrei.
    ma smettila di annaspare nella tua...parola
    Ibrahim

  5. #5
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    Originally posted by Ibrahim
    la fallaci (un nome, un destino) insiste a fomentare ODIO RAZZIALE fino allo SCONTRO DI CIVILTA'...
    e intanto lei guadagna soldi a palate...la beniamina dei poveri di spirito...
    Scontro di civilita' fomentato dalla Fallaci ?
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    7 Luglio 2005

    In sti giorni dov'eri ?
    No chiedo, sai.
    Forse eri solo distratto.

  6. #6
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    Originally posted by TheTexan
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    In sti giorni dov'eri ?
    Domanda interessante.

  7. #7
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    Originally posted by IlikeUSA
    Domanda interessante.
    Comunque dal suo punto di vista ha ragione. Per lui la Fallaci fomenta contro un altra civilita', invece loro se ne fregano e fanno saltare in aria i bambini indipendentemente e indiscriminatamente..

  8. #8
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    Predefinito scordammoce ò passato....

    Originally posted by TheTexan
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    In sti giorni dov'eri ?
    No chiedo, sai.
    Forse eri solo distratto.

    Se io sono distratto mi spiace ma tu sei senza memoria....


    Da Wounded Knee all'Afganistan
    un secolo di interventi armati statunitensi


    Zoltan Grossman

    Questa è una lista parziale degli interventi militari statunitensi dal 1890 al 2001. L'elenco NON include le azioni antisommossa della polizia militare, le mobilitazioni della Guardia Nazionale, le dimostrazioni della forza navale fuori delle acque territoriali, i rinforzi al personale d'ambasciata, l'uso di personale non facente parte del Dipartimento della Difesa (come la DEA, l'agenzia per la lotta alla droga), le esercitazioni militari, le mobilitazioni non di combattimento (come la sostituzione dei dipendenti delle poste in sciopero), le stazionamento permanente di forze armate, le azioni segrete in cui gli USA non hanno avuto un ruolo di comando e di controllo, l'uso di piccole unità di salvataggio per liberare ostaggi, la maggior parte dell'utilizzo di truppe per procura, il pilotaggio di aerei da guerra stranieri, l'assistenza in caso di disastro all'estero, i programmi d'addestramento e consulenza militare che non hanno implicato combattimento diretto, i programmi di aiuti e molte altre attività militari.

    Tra le fonti usate, oltre ai servizi giornalistici, vi sono i verbali del Congresso (23 giugno 1969), 180 landings (180 sbarchi), della U.S. Marine Corps History Division (Divisione Storica del Corpo della Marina degli Stati Uniti), l'articolo di Ege e Makhijani in Counterspy (Controspionaggio), luglio-agosto 1982 e di Daniel Ellsberg in Protest & Survive "Instances of Use of United States Forces Abroad, 1798-1993" (Casi di Uso delle Forze Statunitensi all'Estero) di Elle C. Collier del Library of Congress Congressional Research Service (Servizio di Ricerca Congressuale della Biblioteca del Congresso).

    SUD DAKOTA
    1890-(?)
    Truppe
    Massacro di 300 indiani Lakota a Wounded Knee.

    ARGENTINA
    1890
    Truppe
    Protezione degli interessi di Buenos Aires.

    CILE
    1891
    Truppe
    I marines si scontrano con i ribelli nazionalisti.

    HAITI
    1891
    Truppe
    Sconfitta della rivolta dei lavoratori neri sull'isola Navassa, reclamata dagli USA.

    IDAHO
    1892
    Truppe
    L'esercito reprime lo sciopero dei minatori dell'argento.

    HAWAII
    1983-(?)
    Navi, truppe
    Il regno indipendente è rovesciato e le isole sono annesse.

    CHICAGO
    1894
    Truppe
    Repressione dello sciopero dei ferrovieri, 34 morti.

    NICARAGUA
    1894
    Truppe
    Per un mese viene occupata Bluefields.

    CINA
    1894-95
    Navi, truppe
    Sbarchi dei marines durante la guerra Sino-Giapponese.

    COREA
    1894-1896
    Truppe
    I marines sono di stanza a Seul durante la guerra.

    PANAMA
    1895
    Truppe, navi
    I marines sbarcano nella provincia colombiana.

    NICARAGUA
    1896
    Truppe
    I marines sbarcano nel porto di Corinto.

    CINA
    1898-1900
    Truppe
    La rivolta dei Boxer è repressa da eserciti stranieri.

    FILIPPINE
    1898-1910(?)
    Navi, truppe
    Sottratte agli spagnoli. Uccisi 600.000 filippini.

    CUBA
    1898-1902(?)
    Navi, truppe
    Sottratta agli spagnoli. Insediamento di una base della Marina.

    PORTORICO
    1898-(?)
    Navi, truppe
    Sottratto agli spagnoli. L'occupazione continua.

    GUAM
    1898-(?)
    Navi, truppe
    Sottratta agli spagnoli. Ancora usata come base.

    MINNESOTA
    1898-(?)
    Truppe
    L'esercito si scontra con i Chippewa presso Leech Lake.

    NICARAGUA
    1898
    Truppe
    I marines sbarcano nel porto di San Juan del Sur.

    SAMOA
    1899-(?)
    Truppe
    Battaglia per la successione al trono.

    NICARAGUA
    1899
    Truppe
    I marines sbarcano nel porto di Bluefields.

    IDAHO
    1899-1901
    Truppe
    L'esercito occupa la regione mineraria di Coeur d'Alene.

    OKLAHOMA
    1901
    Truppe
    L'esercito si scontra con gli indiani Creek in rivolta.

    PANAMA
    1901-1914
    Navi, truppe
    Separazione dalla Colombia 1903, annessione della zona del canale 1914-1999.

    HONDURAS
    1903
    Truppe
    I marines intervengono nella rivoluzione.

    REPUBBLICA DOMINICANA
    1903-1904
    Truppe
    Protezione degli interessi statunitensi durante la rivoluzione.

    COREA
    1904-1905
    Truppe
    Sbarchi dei marines durante la guerra russo-giapponese.

    CUBA
    1906-1909
    Truppe
    Sbarchi dei marines durante le elezioni democratiche.

    NICARAGUA
    1907
    Truppe
    Si installa un protettorato della "Diplomazia del dollaro".

    HONDURAS
    1907
    Truppe
    Sbarco dei marines durante la guerra contro il Nicaragua.

    PANAMA
    1908
    Truppe
    I marines intervengono durante il confronto elettorale.

    NICARAGUA
    1910
    Truppe
    Sbarco dei marines a Bluefield e Corinto.

    HONDURAS
    1991
    Truppe
    Protezione degli interessi statunitensi durante la guerra civile.

    CINA
    1911-1941
    Navi, truppe
    Occupazione e scontri.

    CUBA
    1912
    Truppe
    Protezione degli intereressi statunitensi all'Havana.

    PANAMA
    1912
    Truppe
    I marines sbarcano durante un periodo elettorale infuocato.

    HONDURAS
    1912
    Truppe
    I marines proteggono gli interessi economici statunitensi.

    NICARAGUA
    1912-1933
    Truppe, bombardamenti
    20 anni di occupazione e contro-guerriglia.

    MESSICO
    1913
    Navi
    Evacuazione degli americani durante la rivoluzione.

    REPUBBLICA DOMINICANA
    1914
    Navi
    Lotta contro i ribelli per Santo Domingo.

    COLORADO
    1914
    Truppe
    Soffocamento dello sciopero dei minatori con l'esercito.

    MESSICO
    1914-1918
    Navi, truppe
    Serie di interventi contro i nazionalisti.

    HAITI
    1914-1934
    Truppe, bombardamenti
    19 anni di occupazione in seguito alle rivolte.

    REPUBBLICA DOMINICANA
    1916-1924
    Truppe
    8 anni d'occupazione dei marines.

    CUBA
    1917-1933
    Truppe
    Occupazione militare, protettorato economico.

    PRIMA GUERRA MONDIALE
    1917-1918
    Navi, truppe
    Affondamento di navi, guerra contro la Germania.

    RUSSIA
    1918-1922
    Navi, truppe
    5 sbarchi per contrastare i bolscevichi

    PANAMA
    1918-1920
    Truppe
    "Azioni di polizia" durante i disordini post-elettorali.

    YUGOSLAVIA
    1919
    Truppe
    I marines intervengono a favore dell'Italia contro i serbi in Dalmazia.

    HONDURAS
    1919
    Truppe
    Sbarco dei marines durante la campagna elettorale.

    GUATEMALA
    1920
    Truppe
    Intervento di due settimane contro i sindacalisti.

    VIRGINIA OCCIDENTALE
    1920-1921
    Truppe, bombardamenti
    L'esercito interviene contro i minatori.

    TURCHIA
    1922
    Truppe
    Combattimenti contro i nazionalisti a Smirne (Izmir).

    CINA
    1922-1927
    Navi, truppe
    Spiegamento di forze durante la rivolta nazionalista.

    HONDURAS
    1924-1925
    Truppe
    2 sbarchi durante lo scontro elettorale.

    PANAMA
    1925
    Truppe
    I marines soffocano lo sciopero generale.

    CINA
    1927-1934
    Truppe
    Marines di stanza in tutto il paese.

    EL SALVADOR
    1932
    Navi
    Invio di navi da guerra durante la rivolta di Farabundo Martí.

    WASHINGTON
    1932
    Truppe
    L'esercito blocca la protesta dei veterani della prima guerra mondiale che reclamano la gratifica straordinaria.

    SECONDA GUERRA MONDIALE
    1941-1945
    Navi, truppe, bombardamenti, arsenale nucleare
    Guerra contro l'Asse per 3 anni; prima guerra nucleare.

    DETROIT
    1943
    Truppe
    L'esercito reprime la rivolta dei neri.

    IRAN
    1946
    Minaccia nucleare
    Si impone alle truppe sovietiche di lasciare il Nord (Azerbaigian iraniano).

    YUGOSLAVIA
    1946
    Navi
    Risposta all'abbattimento di un aereo statunitense.

    URUGUAY
    1947
    Minaccia nucleare
    Spiegamento di bombardieri come dimostrazione di forza.

    GRECIA
    1947-1949
    Operazioni di commando
    Gli USA dirigono l'estrema destra durante la guerra civile.

    CINA
    1948-1949
    Truppe
    I marines evacuano gli americani prima della vittoria comunista.

    GERMANIA
    1948
    Minaccia atomica
    Bombardieri atomici proteggono il ponte aereo di Berlino.

    FILIPPINE
    1948-1954
    Operazione di commando
    La CIA dirige la guerra contro la ribellione degli Huk.

    PORTORICO
    1950
    Operazione di commando
    Repressione della rivolta independentista a Ponce.

    COREA
    1950-1953
    Truppe, navi, bombardamenti, minaccia nucleare
    Gli USA e la Corea del Sud in guerra contro Cina e Corea del Nord; minaccia atomica nel 1950, e vs. Cina nel 1953. Basi militari ancora esistenti.

    IRAN
    1953
    Operazione di commando
    La CIA rovescia la democrazia e installa lo scià.

    VIETNAM
    1954
    Minaccia nucleare
    Vengono offerte alla Francia bombe da usare contro l'assedio.

    GUATEMALA
    1954
    Operazione di commando, bombardamenti, minaccia nucleare
    La CIA dirige l'invasione degli esiliati in seguito alla nazionalizzazione di terre di imprese statunitensi da parte del nuovo governo; le basi dei bombardieri sono in Nicaragua.

    EGITTO
    1956
    Minaccia nucleare, truppe
    Si intima ai sovietici di tenersi fuori dalla crisi del canale di Suez; i marines evacuano gli stranieri

    LIBANO
    1958
    Truppe, navi
    Occupazione dei marines contro i ribelli.

    IRAQ
    1958
    Minaccia nucleare
    Avvertimento all'Iraq perché non invada il Kuwait.

    CINA
    1958
    Minaccia nucleare
    Si intima alla Cina di non procedere contro Taiwan.

    PANAMA
    1958
    Truppe
    La protesta delle bandiere sfocia in confronti.

    VIETNAM
    1960-1975
    Truppe, navi, bombardamenti, minacce nucleari
    Guerra contro il Vietnam del Sud e il Vietnam del Nord; 1-2 milioni di morti nella guerra più lunga degli Stati Uniti; minaccia atomica nel 1968 e 1969.

    CUBA
    1961
    Operazione di commando
    L'invasione degli esiliati diretta dalla CIA fallisce.

    GERMANIA
    1961
    Minaccia nucleare
    Allerta durante la crisi del muro di Berlino.

    CUBA
    1962
    Minaccia nucleare, navi
    Blocco navale durante la crisi dei missili; quasi-guerra con l'URSS.

    LAOS
    1962
    Operazione di commando
    Incremento di forze militari durante la guerriglia.

    PANAMA
    1964
    Truppe
    Alcuni panamensi che sollecitano la restituzione del canale sono uccisi.

    INDONESIA
    1965
    Operazione di commando
    Un milione di vittime nel colpo di stato militare assistito dalla CIA.

    REPUBBLICA DOMINICANA
    1965-1966
    Truppe, bombardamenti
    Sbarco dei marines durante la campagna elettorale.

    GUATEMALA
    1966-1967
    Operazione di commando
    I Berretti Verdi intervengono contro i ribelli.

    DETROIT
    1967
    Truppe
    L'esercito si scontra con la popolazione di colore, 43 vittime.

    STATI UNITI
    1968
    Truppe
    Dopo l'assassinio di M.L. King; più di 21.000 soldati mantengono l'ordine nelle varie città.

    CAMBOGIA
    1969-1975
    Bombardamenti, truppe, navi
    Circa 2 milioni di morti in una decade di bombardamenti, fame, e caos politico.

    OMAN
    1970
    Operazione di commando
    Gli USA dirigono l'invasione della marina iraniana.

    LAOS
    1971-1973
    Operazione di commando, bombardamenti
    Gli USA dirigono l'invasione sud-vietnamita; bombardamenti a tappeto della campagna.

    SUD DAKOTA
    1973
    Operazione di commando
    L'esercito dirige l'assedio di Wounded Knee occupata dagli indiani Lakota.

    MEDIORIENTE
    1973
    Minaccia nucleare
    Allerta mondiale durante la guerra mediorientale.

    CILE
    1973
    Operazione di commando
    Il colpo di stato spalleggiato dalla CIA depone il presidente marxista eletto.

    CAMBOGIA
    1975
    Truppe, bombardamenti
    Nave catturata con l'impiego di gas tossici, 28 vittime di un incidente di elicottero.

    ANGOLA
    1976-1992
    Operazione di commando
    La CIA aiuta i ribelli appoggiati dal Sud Africa.

    IRAN
    1980
    Truppe, minaccia nucleare, tentativo fallito di bombardamento
    Raid per liberare gli ostaggi dell'ambasciata; 8 soldati muoiono nell'incidente di elicottero. Minacce all'Unione Sovietica perché non appoggi la rivoluzione.

    LIBIA
    1981
    Navi, aerei
    Due jet libici sono abbattuti durante le manovre navali.

    EL SALVADOR
    1981-1992
    Operazione di commando, truppe
    Consiglieri, controllo aereo in aiuto alla guerra contro i ribelli, soldati coinvolti in un breve scontro con ostaggi.

    NICARAGUA
    1981-1990
    Operazione di commando, navi
    La CIA dirige l'invasione degli esiliati (Contras), colloca mine nei porti contro la rivoluzione.

    LIBANO
    1982-1984
    Navi, bombardamenti, truppe
    I marines espellono l'OLP e appoggiano i falangisti, la marina bombarda le posizioni musulmane e siriane.

    HONDURAS
    1983-1989
    Truppe
    Le manovre permettono di costruire basi vicino ai confini.

    GRENADA
    1983-1984
    Truppe, bombardamenti
    Invasione 4 anni dopo la rivoluzione.

    IRAN
    1984
    Aerei
    Due aerei iraniani sono abbattuti nel Golfo Persico.

    LIBIA
    1986
    Bombardamenti, navi
    Attacchi aerei per rovesciare il governo nazionalista.

    BOLIVIA
    1986
    Truppe
    L'esercito dirige i raids nella regione della cocaina.

    IRAN
    1987-1988
    Navi, bombardamenti
    Gli USA intervengono a lato dell'Iraq nella guerra tra i due paesi.

    LIBIA
    1989
    Navi, aerei
    Abbattimento di due aerei libici.

    ISOLE VERGINI
    1989
    Truppe
    Disordini tra la polazione nera di St. Croix dopo l'uragano.

    FIILIPPINE
    1989
    Aerei
    Copertura aerea fornita al governo contro il colpo di stato.

    PANAMA
    1989-1990
    truppe, bombardamenti
    Il governo nazionalista è rovesciato da 27.000 soldati, i leaders sono arrestati, le vittime sono più di 2000.

    LIBERIA
    1990
    Truppe
    Evacuazione degli stranieri durante la guerra civile.

    ARABIA SAUDITA
    1990-1991
    Truppe, aerei
    Offensiva contro l'Iraq in risposta all'invasione del Kuwait; 540,000 soldati di stanza in Oman, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Israele.

    IRAQ
    1990-?
    Bombardamenti, truppe, navi
    Blocco navale dei porti iracheni e giordani, attacchi aerei; più di 200.000 morti nell'invasione di Iraq e Kuwait; zona no-fly nel Nord curdo e nel Sud sciita, distruzione in larga-scala della forza militare irachena.

    KUWAIT
    1991
    Navi, bombardamenti, truppe
    La famiglia reale kuwaitiana è ristabilita sul trono.

    LOS ANGELES
    1992
    Truppe
    L'esercito e la marina spiegati contro la rivolta anti-polizia.

    SOMALIA
    1992-1994
    Truppe, navi, bombardamenti
    Occupazione delle Nazioni Unite guidate dagli USA durante la guerra civile; raids contro una fazione a Mogadiscio.

    YUGOSLAVIA
    1992-1994
    Navi
    Blocco della Nato su Serbia e Montenegro.

    BOSNIA
    1993-95
    Aerei, bombardamenti
    Pattugliamento della zona no-fly zone durante la guerra civile; abbattimento di aerei, bombardamenti dei serbi.

    HAITI
    1994-96
    Truppe, navi
    Blocco navale contro il governo militare; le truppe riportano in carica il presidente Aristide a tre anni dal colpo di stato.

    CROAZIA
    1995
    Bombardamenti
    Attacco agli aereoporti della Krajina serba prima dell'offensiva croata.

    ZAIRE (CONGO)
    1996-97
    Truppe
    Marines nei campi profughi degli Hutu ruandesi, nella zona dove ha inizio la rivoluzione del Congo.

    LIBERIA
    1997
    Truppe
    Soldati sotto tiro durante l'evacuazione degli stranieri.

    ALBANIA
    1997
    Truppe
    Soldati sotto tiro durante l'evacuazione degli stranieri.

    SUDAN
    1998
    Missili
    Attacco di una fabbrica farmaceutica accusata di produrre gas nervino per i terroristi.

    AFGANISTAN
    1998
    Missili
    Attacco ad un ex campo di addestramento della CIA usato da gruppi di fondamentalisti islamici accusati di aver attaccato le ambasciate.

    IRAQ
    1998-?
    Bombardamenti, missili
    Quattro giorni di attacchi aerei intensivi dopo che gli ispettori per gli armamenti hanno accusato di ostruzionismo gli iracheni.

    YUGOSLAVIA
    1999-?
    Bombardamenti, missili
    Pesanti attacchi aerei dopo il rifiuto della Serbia di ritirarsi dal Kossovo.

    YEMEN
    2000
    Navi
    Attacco suicida contro la nave da guerra statunitense Cole.

    MACEDONIA
    2001
    Truppe
    Le truppe della NATO trasferiscono e disarmano parzialmente i ribelli albanesi.

    STATI UNITI
    2001
    Aerei, navi
    Risposta agli attacchi dei dirottatori.

    AFGANISTAN
    2001
    Massiccia mobilitazione degli USA per attaccare i Taliban e Bin Laden. LA guerra potrebbe estendersi all'Iraq, al Sudan e oltre. (I primi bombardamenti sono iniziati il 7 ottobre 2001. Molte città afgane sono sottoposte a attacchi aerei. La storia continua).

    IRAQ
    2003
    ..........................


    e poi? Iran? Siria? Chissà
    Ibrahim

  9. #9
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    Predefinito Re: Fallaci: il Dio Buono e il Dio infanticida

    Originally posted by Ibrahim
    Fallaci: il Dio Buono e il Dio infanticida

    La Fallaci si compiace dell’aggettivo “islamico” che viene affibbiato quotidianamente alla parola terrorismo (chissà perché, ai tempi dell’IRA, non si parlava di terrorismo “cattolico”),


    di
    perche' l' IRA faceva una guerra di "indpendenza" da IRLANDESI e non una guerra di religione da CATTOLICI . Non faceva saltare i pub dei soldati inglesi in inghilterra per affermare il suo " dio" in terra inglese , ma per levarsi i soldati inglesi da londonderry ...

    ed e' talmente banale che il fatto che il dotto islamista non lo abbia colto inficia la buona fede di tutto il suo dotto articolo .

  10. #10
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    Predefinito Re: scordammoce ò passato....

    Originally posted by Ibrahim
    Se io sono distratto mi spiace ma tu sei senza memoria....


    Da Wounded Knee all'Afganistan
    [...]
    e poi? Iran? Siria? Chissà
    E che c'entra ? Ok, lista interessante, ma si parlava del fatto che hai accusato la Fallaci di fomentare lo scontro di civilita' senza vedere quello che hanno fatto quelli contro cui lei si scaglia.
    Tu mi hai solo riportato azioni militari di uno stato. Lista storicamente interessante ma futile al nostro discorso. Lo stai spostando.
    Sai, comunque, per esempio, Italia e Germania fecero anche di peggio nella loro storia.......... e non solo Italia e Germania.

 

 
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