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  1. #21
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    Che federalisti che siete! Fino a prova contraria hiamparino è stato eletto dai torinesi indi li rappresenta. Calderoli rappresenta lo stato centralista. Se lasinistra avesse blocacto una delibera di un comune leghista chissà cosa avreste scritto! Coerenza please.

  2. #22
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    In origine postato da ultras
    Che federalisti che siete! Fino a prova contraria hiamparino è stato eletto dai torinesi indi li rappresenta. Calderoli rappresenta lo stato centralista. Se lasinistra avesse blocacto una delibera di un comune leghista chissà cosa avreste scritto! Coerenza please.

    beh...per la verità di delibere leghiste ne son state bloccate a iosa, se è per questo.....e tutte andavano nella direzione di salvaguardare gli interessi degli autoctoni

  3. #23
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    In origine postato da ZENA


    Questo significa che, sia nel caso di adesione alla proposta di Chiamparino, sia nel caso di opposizione, l'ultima parola deve spettare ai diretti interessati, ovvero ai torinesi.


    Su questo non c'è il minimo dubbio, ai torinesi spetta l'ultima parola.
    Ma questa decisione non deve avere alcuna ripercussione sotto l'aspetto economico, normativo, dell'estensione o restringimento dei diritti etc, sulle altre comunità e popoli dello stivale.
    Oggi chi arriva a Lampedusa o da qualche altra frontiera, può ricevere da qualche oscuro funzionario, documenti e visti che non sono previsti dalla legge sulla immigrazione; tuttavia questo atto ha una valenza immediata su tutta la popolazione residente e in particolare su quella dove l'immigrato sceglierà di stabilirsi.
    Nell'itaglia attuale non esiste nessun atto che non estenda i benefici (o malefici), effetti su tutti i sudditi.
    Ecco perché solo una forte autonomia e un alto tasso di di sovranità può fare coesistere diverse forme di governo e relative strategie.
    I torinesi hanno il diritto di scegliersi pure il sindaco islamico, far approvare la sharia e chiamare milioni di immigrati; benissimo però è chiaro che a questo punto solo le frontiere verso le altre comunità darebbero serie garanzie a tutti i cittadini contrari.

    Si vede allora che in un ambito statuale come quello italiota, non è possibile accomunare libertà assoluta e responsabilità; trovandomi nella impossibilità di discriminare le scelte dei torinesi o di qualsivoglia comunità, non è possibile prendere tali decisioni.
    L'abbiamo ripetuto fino alla noia, le vie praticabili ci sono, ma non si vuole percorrerle perché questo comporta un netto spostamento del potere reale verso il basso e questo le oligarchie nostrane e internazionali non lo vogliono nel modo più assoluto.
    In questa fase temporale e con queste normative, non sono d'accordo con l'immigrazione forzata e nemmeno con l'estensione di diritti a terzi.
    Nelle famiglie questi conflitti si risolvono normalmente in modo molto saggio; ognuno si prenda le proprie responsabilità e se ne vada diritto per la sua strada.

  4. #24
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    Penso che il federalismo siano una cosa ed il modo di gestire gli stranieri nella propria regione siano un'altra.

    Che ne dite di guardare anche, un attimo, fuori dalla porta di casa? Io abito e lavoro in Svizzera da otto anni, e voto alle elezioni comunali e cantonali.

    Diciamo le cose piu' in dettaglio.
    Qui l'emigrato che arriva riceve un permesso di soggiorno di tipo "B" a condizione che abbia un lavoro.
    Il permesso di soggiorno deve essere rinnovato ogni anno (costa 100 franchi) ed e' rilasciato se il datore di lavoro convalida la richiesta di rinnovo.
    Con un permesso di tipo B le tasse te le prelevano direttamente alla fonte e non hai diritto di voto.

    Dopo cinque anni puoi ottenere un permesso "C" che deve essere rinnovato ogni 5 anni e che ti mette in condizione di:

    - votare alle elezioni ed ai referendum (ce ne sono ogni due mesi, in quanto qui vige la democrazia diretta) cantonali e comunali.
    - firmare le petizioni (per indire dei referendum) cantonali e comunali.
    - non devi lasciare il paese se sei licenziato ma benefici degli "amortizzatori sociali"
    - paghi le tasse sborsandole di tasca tua con cadenza circa mensile (una sbardonata di soldi che ti fa diventare attento a come poi i TUOI soldi vengono spesi)

    Non nel mio cantone (Neuchatel), ma in altri (Jura, Friburgo . . . ) il diritto di voto e' sia attivo che passivo: uno con un permesso C puo' anche essere messo in una lista ed essere votato.

    Nel cantone dove vivo abbiamo lanciato una petizione per avere anche qui il diritto di voto sia attivo (votare) che passivo (essere votati).
    Molti partiti politici (di diversi orientamenti, destra o sinistra) ci hanno appoggiato in questa petizione sull'estensione del diritto di voto, in quanto si ritiene che migliori l'integrazione sociale.

    Personalmente posso dire che, vista anche la catasta di soldi che verso per le tasse, mi parrebbe assurdo se nemmeno potessi votare. Francamente mi sentirei spinto, persino io, a comportarmi un po' in modo "asociale" pur essendo io in genere persona tranquilla e rispettosa degli altri.

    Ripeto, il federalismo e' una cosa (che vivendo qui ho persino capito meglio quanto sia importante), la capacita' di gestire l'immigrazione e' un'altra.

  5. #25
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    Predefinito Re: Che hanno combinato a Torino?

    In origine postato da pensiero
    CALDEROLI – VOTO IMMIGRATI TORINO: “PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE PRIMARIE DELLA SINISTRA AL GRIDO W L’IMMIGRATO”




    pare che le merde democristiane abbiano votato a favore
    Pensiero!

    Ormai il cavallo di Troia è nella città!
    Confido che nelle politiche questo arbitrio verrà punito dai torinesi che sono di destra e sinistra ma hanno avvertito lo schifo di questa multi-culturalità.
    Ma sono persuaso che anche a sinistra,quella non estremista,si penserà bene prima di valiodare la politica dissennata di Chiamparino.
    Se la cosa passasse,fra qualche anno i quartieri di Porta Palazzo e di San Salvario diventerenno città nella città ,ghetti pericolosi da dove gli italiani scapperanno ,fuga che è già in atto e che ha fatto scendere il valore di quegli immobili che tuttavia non si riescono a vendere se non agli immigrati a prezzo di svendita.
    Penso poi alla Sinagoga di S.Salvario che sarà vista dagli islamici come un'offesa alla loro esistenza pseudo religiosa e cominceranno gli attentati alla comunità israeleitica,
    Mi piacerà udire le fesserie dei sinistri sulla convivenza dialogante fra le culture, ma in verità si tratta di una sola cultura che ci mette in pericolo(quella islamica combattiva).

  6. #26
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    Predefinito Re: Re: Che hanno combinato a Torino?

    In origine postato da tucidide


    . . . . . fra qualche anno i quartieri di Porta Palazzo e di San Salvario diventerenno città nella città ,ghetti pericolosi da dove gli italiani scapperanno ,fuga che è già in atto e che ha fatto scendere il valore di quegli immobili che tuttavia non si riescono a vendere se non agli immigrati a prezzo di svendita
    A proposoto, dimenticavo di dire che in Svizzera questo meccanismo del "concentrarsi" degli emigrati in "isole" e "ghetti" non esiste. Io non ne conosco.

    Credo che questo sia grazie a questo buon funzionamento della integrazione degli stranieri, di cui il diritto di voto e' un aspetto.

    Tutti abitano un po' dappertutto (e pertanto le case sono ovunque piuttosto care).

  7. #27
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    Predefinito

    In origine postato da LeoZaquini
    Penso che il federalismo siano una cosa ed il modo di gestire gli stranieri nella propria regione siano un'altra.



    Dopo cinque anni puoi ottenere un permesso "C" che deve essere rinnovato ogni 5 anni e che ti mette in condizione di:

    - votare alle elezioni ed ai referendum (ce ne sono ogni due mesi, in quanto qui vige la democrazia diretta) cantonali e comunali.
    - firmare le petizioni (per indire dei referendum) cantonali e comunali.
    - non devi lasciare il paese se sei licenziato ma benefici degli "amortizzatori sociali"
    - paghi le tasse sborsandole di tasca tua con cadenza circa mensile (una sbardonata di soldi che ti fa diventare attento a come poi i TUOI soldi vengono spesi)



    Direi che il federalismo ha molto a che vedere con il diritto di immigrazione, nel senso che la cittadinanza viene concessa in alcuni cantoni della Svizzera, previo parere della popolazione.
    Cosa inimmaginabile in itaglia.
    Ineccepibile sul piano dei diritti fondamentali, tu puoi votare, firmare petizioni etc, nel momento che hai ottenuto il permesso "C".
    Resta il fatto che quel permesso ti può essere concesso o revocato a discrezione delle autorità.
    Comunque sia il confronto con l'itaglia, è improponibile.
    Ti auguro di rimanere per sempre in quel fortunato paese.

  8. #28
    RenzoAudisio
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    Predefinito Re: Re: Re: Che hanno combinato a Torino?

    In origine postato da LeoZaquini
    A proposoto, dimenticavo di dire che in Svizzera questo meccanismo del "concentrarsi" degli emigrati in "isole" e "ghetti" non esiste. Io non ne conosco.

    Credo che questo sia grazie a questo buon funzionamento della integrazione degli stranieri, di cui il diritto di voto e' un aspetto.

    Tutti abitano un po' dappertutto (e pertanto le case sono ovunque piuttosto care).
    Si... si... forse... ma, a parte il fatto che poi di taglia gole albanesi e mafiosi nigeriani non ne vedi, sbaglio o il voto agli immigrati col cacchio che te lo danno (anche se sei di Como) , e la cittadinanza Svizzera solo in casi eccezionali e straordinari tipo se vinci 3 medaglie olimpiche, risiedi per trentanni, sposi la figlia del Sindaco di St. Moritz ed impari a parlare fluentemente in Ticinese, Walzer e Ginevrino stetto...

    ed aggiungo io Fanno pure bene!

  9. #29
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Che hanno combinato a Torino?

    In origine postato da RenzoAudisio
    Si... si... forse... ma, a parte il fatto che poi di taglia gole albanesi e mafiosi nigeriani non ne vedi, sbaglio o il voto agli immigrati col cacchio che te lo danno (anche se sei di Como) , e la cittadinanza Svizzera solo in casi eccezionali e straordinari tipo se vinci 3 medaglie olimpiche, risiedi per trentanni, sposi la figlia del Sindaco di St. Moritz ed impari a parlare fluentemente in Ticinese, Walzer e Ginevrino stetto...

    ed aggiungo io Fanno pure bene!
    Non hai letto bene: qui il diritto di voto lo hanno TUTTI quelli che risiedono da almeno sei anni.

    In altri cantoni invece dopo sei anni puoi (eventualmente) anche essere messo in una lista ed essere (eventualmente) eletto.

    NOn sono ugualmente certo (dato che non ci abito) ma sono praticamente sicuro che e' lo stesso in germania (secondo il Land).

    Sono entrambi paesi federali.

    * * * *
    Per la cittadinanza sono meno informato perche' ci tengo a restare cittadino del mio paese, nostante che a volte mi faccia vergogna, . . . per esempio il "mafioso di Arcore" (grande Bossi, quando non si era ficcato sotto padrone) al governo!
    Essere svizzero io? Mi daaai . . . . mi scapperebbe da ridere.

    IN ogni caso so che per la cittadinanza si deve pagare un certo tot (abbastanza alto, qualche decina di migliaia di franchi di certo).
    Poi devi superare un esame.

    So che conta anche il lavoro che fai: se fai un mestiere prestigioso ti accettano piu' facilmente.



  10. #30
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    Predefinito

    In origine postato da Maxadhego
    Su questo non c'è il minimo dubbio, ai torinesi spetta l'ultima parola.
    Ma questa decisione non deve avere alcuna ripercussione sotto l'aspetto economico, normativo, dell'estensione o restringimento dei diritti etc, sulle altre comunità e popoli dello stivale.
    Oggi chi arriva a Lampedusa o da qualche altra frontiera, può ricevere da qualche oscuro funzionario, documenti e visti che non sono previsti dalla legge sulla immigrazione; tuttavia questo atto ha una valenza immediata su tutta la popolazione residente e in particolare su quella dove l'immigrato sceglierà di stabilirsi.
    Nell'itaglia attuale non esiste nessun atto che non estenda i benefici (o malefici), effetti su tutti i sudditi.
    Ecco perché solo una forte autonomia e un alto tasso di di sovranità può fare coesistere diverse forme di governo e relative strategie.
    I torinesi hanno il diritto di scegliersi pure il sindaco islamico, far approvare la sharia e chiamare milioni di immigrati; benissimo però è chiaro che a questo punto solo le frontiere verso le altre comunità darebbero serie garanzie a tutti i cittadini contrari.

    Si vede allora che in un ambito statuale come quello italiota, non è possibile accomunare libertà assoluta e responsabilità; trovandomi nella impossibilità di discriminare le scelte dei torinesi o di qualsivoglia comunità, non è possibile prendere tali decisioni.
    L'abbiamo ripetuto fino alla noia, le vie praticabili ci sono, ma non si vuole percorrerle perché questo comporta un netto spostamento del potere reale verso il basso e questo le oligarchie nostrane e internazionali non lo vogliono nel modo più assoluto.
    In questa fase temporale e con queste normative, non sono d'accordo con l'immigrazione forzata e nemmeno con l'estensione di diritti a terzi.
    Nelle famiglie questi conflitti si risolvono normalmente in modo molto saggio; ognuno si prenda le proprie responsabilità e se ne vada diritto per la sua strada.
    All'interno di uno stesso Stato è chiaro non possono esistere frontiere. Purtroppo siamo sotto lo Stato italiano e quindi, sotto il profilo dell'immigrazione, per impedire che una legge regionale incida sulla vita delle comunità altrui, bisogna accettare una legge nazionale. Tuttavia, il diritto di voto può essere fortemente contestualizzato localmente: in teoria, nemmeno la Provincia di Torino dovrebbe essere vincolata alla scelta del comune, e non sarebbe quindi chiamata ad iscrivere nelle proprie liste elettorali extra-comunitari residenti nel capoluogo. Il problema diventa allora applicare il principio di sussidiarietà e lasciare alle autonomie locali il compito di creare, nel rispetto dei diritti già acquisiti, le proprie liste elettorali di competenza. Purtroppo, in questo paese il problema che si pongono i rappresentanti (?!?) del popolo, non è quello di garantire auto-determinazione, ma di imporre, in nome della nazione, una visione unica piuttosto che un'altra. Ed è in questa direzione che si muoverà la sinistra, non certo interessata a salvaguardare le autonomie quanto ad imporre il proprio modello sociale a dispetto dei diritti delle comunità padane che, democraticamente, vi si vorrebbero oppore. La Lega, secondo me, non dovrebbe rincorrerla con un'azione uguale e contraria, ma proporre una soluzione in linea con i suoi presupposti che, in questo caso, è possibile far valere.

 

 
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