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  1. #21
    Massimiliano71
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    Testo originale scritto da No-social
    Appunto.
    Non credo sia necessario aggiungere altro, se non il fatto che tu abbia intuito la necessità di affrontare il nemico sugli stessi terreni: quelli decisionali in termini politici, non le strade.
    Esattamente. Anche se penso che sarà il nemico a venirti a cercare nelle strade se decideremo, finalmente, di affrontarlo sul suo stesso terreno.....

  2. #22
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Esattamente. Anche se penso che sarà il nemico a venirti a cercare nelle strade se decideremo, finalmente, di affrontarlo sul suo stesso terreno.....
    Ed in quel caso sarà nostro interesse tenerci pronti allo scontro, di qualunque natura esso sia, con metodi distanti anni luce dalle vigliaccate teppistiche delle zecche sociali.

  3. #23
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    Testo originale scritto da No-social
    Non dici affatto ca***te, caro Saturno!
    Ed hai anche riportato all'attenzione l'etichetta forse fra tutte più negativamente stereotipante le nostre identità politiche.
    Quella che ci taccia di trogloditi, stantii, reducisti, nostalgici, e chi più ne ha più ne metta...
    E che purtroppo tanti ancora avallano, facendone la base per il contentino di conquistare le strade anzichè contrastare sul campo le affermazioni di lottizazione da parte del nemico.
    Mi sento un po' più confortato

  4. #24
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    Predefinito Re: Marketing della politica.... e nuove prospettive...

    Testo originale scritto da Fiaba
    Adoro questi temi e, nonostante l'orario, cercherò di esprimere il mio punto di vista....

    Viviamo in un mondo dove tutto è dettato dalla pubblicità, che ci piaccia o meno ne siamo bombardati, e dove anche la politica assume le sembianze di un prodotto pubblicitario che la gente acquisterà da chi lo saprà vendere meglio.
    Il venditore più abile, oggi, è colui che sa toccare il cuore, le emozioni degli elettori. Colui che sa individuare l’inconscio o immaginario collettivo, la “personalità del consumatore”, andando a fornire una promessa di risposta ai suoi bisogni profondi.

    Guardando ad una realtà vicina a noi, il successo di Berlusconi (non irritatevi!! guardate al succo dell'esempio..) nel 1993/4 credo sia principalmente dovuto all’aver saputo sondare tali emozioni attraverso l’uso di strumenti presi a prestito dal campo del marketing aziendale. E’ vero che i mezzi mediatici hanno influito tantissimo ma credo che il suo successo sia principalmente dovuto al tipo di messaggio che andava veicolando attraverso quegli stessi media.

    Ha toccato il cuore degli italiani, all’epoca bisognosi di riferimenti certi, di dipendenza affettiva da figure rassicuranti e protettive. Abbandonando il “politichese” incomprensibile e sostituendolo con un linguaggio chiaro, semplice e diretto, è riuscito a raggiungere tutti.
    Ha saputo intercettare i nuovi bisogni espressi da un popolo che, dopo il crollo della Prima Repubblica, si trovava in via di trasformazione e in crisi d’identità. Situazione in un certo senso simile a quella attuale, almeno dal punto di vista emotivo.
    Indipendentemente dal fatto che B. piaccia o meno, ha saputo ottenere consensi e quindi essere un leader.

    Ma veniamo a noi e alla questione da te sollevata, la Dx radicale. Vista come entità dall’esterno e invece frammentatissima per chi la vive all’interno, è una realtà dove, più o meno consapevolmente, ci si chiede se tali differenze possano conciliarsi e dare vita ad un movimento alternativo e attivo nel teatro della politica italiana…
    ci confrontiamo, a volte con rispetto, a volte un po’ meno, a volte con educazione, a volte insultando… a volte ci arricchiamo dal confronto, altre invece ne usciamo ancora più alienati… ecco allora che si spera in un “collante”, un personaggio carismatico e capace di conciliare e incarnare tutte le differenze, perché comunque, pur non volendo rinunciare alla propria “micro identità” (mi si conceda il termine), si ambisce ad una macro identità che riesca a far partire un progetto comune.

    Con un “capo” capace di conquistare la stima di tutti ci si potrebbe sentire uniti identificandosi in lui e, qualora fosse veramente carismatico, riuscirebbe anche a dare visibilità ad un movimento frammentato e conflittuale come dx radicale.

    QUESTO CAPO NON C’E’. Né si sa se mai ci sarà. Cosa scegliere allora?

    Abbandonare l’egocentrismo tipicamente infantile e uscire dagli schemi concettuali e ideologici nei quali ci si è confinati cercando di valorizzare i punti in comune? ......o continuare a sprecare energie in conflitti irrisolti stando a guardare e criticare quello che fanno gli altri?

    E’ un po’ come se la Dx Radicale fosse una macchinina giocattolo smontata dove ognuno ha il possesso di un pezzo ma non lo vuole mettere a disposizione degli altri per non perdere i propri tratti caratteristici…. Quando forse si vedrà che questi pezzi, questi frammenti, uniti, possono dare vita ad una macchina potente…. Ci sarà anche un autista degno di guidarla e, forse, si inizierà a fare della strada…

    Buona notte....
    So di non saper essere sintetica...
    so che i post troppo lunghi, soprattutto quando scritti da qualcuno che non è ancora noto nel forum, rischiano di essere by-passati....
    ma se avevo scritto questi miei pensieri l'avevo fatto per confrontarmi con voi....
    ci riprovo...

  5. #25
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Marketing della politica.... e nuove prospettive...

    Testo originale scritto da Fiaba
    So di non saper essere sintetica...
    so che i post troppo lunghi, soprattutto quando scritti da qualcuno che non è ancora noto nel forum, rischiano di essere by-passati....
    ma se avevo scritto questi miei pensieri l'avevo fatto per confrontarmi con voi....
    ci riprovo...
    Ritengo che sia un'analisi corretta sotto molti punti di vista: il fatto è che, anche se è duro accettarlo siamo all'anno zero. L'ho già scritto in altri 3d e qui te lo ripeto succintamente: dovremmo agire su vari piani, a partire da quello interno cercando di collegare le parti sane del nostro ambiente, quelle che accettano un confronto e un dialogo a prescindere dalle appartenenze o provenienze partitiche, cioè quelle formate da camerati capaci di fare un passo indietro rinunciando ad un pò del proprio "orticello" per perseguire il bene comune. In secondo luogo si tratterebbe di lavorare verso l'esterno iniziando ad occupare posti di repsonsabilità nella c.d. "società civile", non arroccandoci in uno scontro che ci vedrebbe comunque sempre perdenti e creando anche "reti" economiche-culturali e politiche che possano incidere soprattutto sull'esterno. Solo in questo modo potremo, forse, un giorno raccogliere i frutti del lavoro e, magari, salutare un qualcuno che effettivamente costituirà il collante necessario per aggregare tutto il nostro ambiente. Continuare con l'attuale politica lesionista della disgregazione ed intanto attendere l'"uomo della provvidenza" mi pare di voler fare sei all'enalotto senza nemmeno giocare la schedina......

  6. #26
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Predefinito Re: Re: Marketing della politica.... e nuove prospettive...

    Testo originale scritto da Fiaba
    So di non saper essere sintetica...
    so che i post troppo lunghi, soprattutto quando scritti da qualcuno che non è ancora noto nel forum, rischiano di essere by-passati....
    ma se avevo scritto questi miei pensieri l'avevo fatto per confrontarmi con voi....
    ci riprovo...
    Cara Fiaba, non preoccuparti, ti teniamo affettuosamente d'occhio.

    Testo originale scritto da Fiaba
    Adoro questi temi e, nonostante l'orario, cercherò di esprimere il mio punto di vista....
    Viviamo in un mondo dove tutto è dettato dalla pubblicità, che ci piaccia o meno ne siamo bombardati, e dove anche la politica assume le sembianze di un prodotto pubblicitario che la gente acquisterà da chi lo saprà vendere meglio.
    Il venditore più abile, oggi, è colui che sa toccare il cuore, le emozioni degli elettori. Colui che sa individuare l’inconscio o immaginario collettivo, la “personalità del consumatore”, andando a fornire una promessa di risposta ai suoi bisogni profondi.
    In una parola: materialismo.

    Guardando ad una realtà vicina a noi, il successo di Berlusconi (non irritatevi!! guardate al succo dell'esempio..) nel 1993/4 credo sia principalmente dovuto all’aver saputo sondare tali emozioni attraverso l’uso di strumenti presi a prestito dal campo del marketing aziendale. E’ vero che i mezzi mediatici hanno influito tantissimo ma credo che il suo successo sia principalmente dovuto al tipo di messaggio che andava veicolando attraverso quegli stessi media.
    Ha toccato il cuore degli italiani, all’epoca bisognosi di riferimenti certi, di dipendenza affettiva da figure rassicuranti e protettive. Abbandonando il “politichese” incomprensibile e sostituendolo con un linguaggio chiaro, semplice e diretto, è riuscito a raggiungere tutti.
    Ha saputo intercettare i nuovi bisogni espressi da un popolo che, dopo il crollo della Prima Repubblica, si trovava in via di trasformazione e in crisi d’identità. Situazione in un certo senso simile a quella attuale, almeno dal punto di vista emotivo.
    Indipendentemente dal fatto che B. piaccia o meno, ha saputo ottenere consensi e quindi essere un leader.
    Complimenti! Analisi corretta riproducente il profilo prototipico del perfetto imbonitore post et antifascista. Aggiungerei, inoltre, che Berlusconi più che aver rappresentato un punto di riferimento emozionale è stato, ed è tutt'ora, un'autentica jattura penitenziale che il popolaccio italico s'è ampiamente attirato e meritato a causa dell'edonismo sfrenato che da numerosi decenni pervade i nostri conterranei.
    In fondo, se riflettiamo, la maggior parte delle persone che ogni giorno incontriamo, ahimè, non vorrebbe forse somigliare (non già fisicamente ) al reuccio millantatore con facondia e facitore - ipse dixit - di "miracoli"?
    Certo di questo, non scomoderei alcun sociologo per tentare di teorizzare e/o spiegare perchè la ricetta berlusconiana ha avuto tanto successo iniziale, cmq. esauritosi quasi subito, quando, cioè, il popolino bue s'è accorto che giammai sarebbe stato in grado di scimmiottare "stilisticamente" il novello uomo della "provvidenza", nonostante le promesse sottoscritte in un ridicolo "contratto" turlupinatore.
    Trattavasi di chimera artificiosa che a tutt'oggi obnubila soltanto qualche - sempre più sparuto - forzitaliota, almeno spero...

    Ma veniamo a noi e alla questione da te sollevata, la Dx radicale. Vista come entità dall’esterno e invece frammentatissima per chi la vive all’interno, è una realtà dove, più o meno consapevolmente, ci si chiede se tali differenze possano conciliarsi e dare vita ad un movimento alternativo e attivo nel teatro della politica italiana…
    ci confrontiamo, a volte con rispetto, a volte un po’ meno, a volte con educazione, a volte insultando… a volte ci arricchiamo dal confronto, altre invece ne usciamo ancora più alienati… ecco allora che si spera in un “collante”, un personaggio carismatico e capace di conciliare e incarnare tutte le differenze, perché comunque, pur non volendo rinunciare alla propria “micro identità” (mi si conceda il termine), si ambisce ad una macro identità che riesca a far partire un progetto comune.
    Sono le legittime aspirazioni di persone vive, non soggiogate dalla in-cultura di massa. Espressioni di uomini che hanno ancora un cuore che pulsa e sentono di dover incarnare uno stile di vita basato su ideali spirituali trascendenti, in contrapposizione alla corruttibilità di una materia (anche intesa come categoria filosofica) che per natura muove ineluttabilmente verso la decomposizione ed è soggetta alle necessità sensuali contingenti che ottundono intelletto e volontà.

    Con un “capo” capace di conquistare la stima di tutti ci si potrebbe sentire uniti identificandosi in lui e, qualora fosse veramente carismatico, riuscirebbe anche a dare visibilità ad un movimento frammentato e conflittuale come dx radicale.
    E' nella natura delle cose. L'ordine è regolato gerarchicamente, è antiegualitario e piramidale.
    Così come il nostro corpo ha un cervello (un capo) che governa tutte le altre membra, così deve essere la società, coi suoi capi, con le proprie élite aristocratiche capaci di governare, di mettersi al servizio e di rendere conto del proprio operato.
    Tutto ciò che oggi ci circonda è esattamente il contrario. Se ne vedono i frutti...

    QUESTO CAPO NON C’E’. Né si sa se mai ci sarà.
    Amara constatazione purtroppo veritiera...

    Cosa scegliere allora?
    Abbandonare l’egocentrismo tipicamente infantile e uscire dagli schemi concettuali e ideologici nei quali ci si è confinati cercando di valorizzare i punti in comune? ......o continuare a sprecare energie in conflitti irrisolti stando a guardare e criticare quello che fanno gli altri?
    Questo è il problema nodale. Il "che fare". Già Lenin si interrogava in questo modo...
    Purtroppo non esistono ricette.
    Persone come noi, abituate ad essere ghettizzate e demonizzate da una società di plastica, nichilista e materialista, priva di quei valori summenzionati, possono soltanto resistere.
    Tempo fa mi colpì molto un termine che mi rimase impresso. Il termine è "resilienza" (usato in ingegneria), ovvero la capacità di un materiale di resistere e mantenere la propria forma (morphé) a seguito di una fortissima sollecitazione ex es.
    Questo mi sento di consigliare. Essere o diventare, ogni giorno di più, "resilienti" a qualsiasi sollecitazione o tentazione che provenga dall'esterno. (Chi ha orecchie per intendere intenda ).
    Parafrasando uno slogan dei compagni: "Ora e sempre relilienza"! Nessuno lo ha ancora usato (quasi quasi ne chiedo il copyright ).

    E’ un po’ come se la Dx Radicale fosse una macchinina giocattolo smontata dove ognuno ha il possesso di un pezzo ma non lo vuole mettere a disposizione degli altri per non perdere i propri tratti caratteristici…. Quando forse si vedrà che questi pezzi, questi frammenti, uniti, possono dare vita ad una macchina potente…. Ci sarà anche un autista degno di guidarla e, forse, si inizierà a fare della strada…
    Buona notte....
    Cara Fiaba, spero con le mie brevissime e veloci riflessioni, in risposta al tuo stimolantissimo post, di non aver fatto venir meno in te quello spirito autenticamente fascista (è un complimento ) tendente all'aggregazione e alla reazione che si percepisce leggendoti. Tuttavia il mio non è neppure un invito a rinchiudersi nella solita torre d'avorio che porta alla schizofrenia ed al cieco fideismo in epoche cicliche risolutrici di alcunchè.

    Con stima e cameratesca amicizia.
    Bellarmino

  7. #27
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    Questo è feedback!!! Grazie Massimiliano 71 e grazie Bellarmino

 

 
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