Scusa,Originally posted by anaghnosti
Vabbè aggrappati pure alle "tue" fonti storiche e vai pure con i soliti luoghi triti sulle bocciofile ed affini dove cacciare quelli che non la pensano come te.
Le lettere del neo-imperatore Latino al Papa di Roma sono reali così come il conseguente indebolimento delle posizioni latine nell'Outremer, e reale fu anche l'impatto che questa crociata ebbe sull'intera cristianità, basti pensare all'insediamento di un patriarca cattolico (=Morosini) ed accettato dal Papa di Roma al posto di quello Ortodosso , vivente e non disposto a dimissionare. Possono non piacere ma sono la verità.
Per chiudere riporto parte del discorso che fece Michele VIII nel 1279 ai religiosi ortodossi convocati per rispondere all'ennesimo ultimatum papale (Niccolò III):
"So di aver usato la forza contro molti di voi e di aver offeso molti amici....credevo che la questione fosse chiusa e che i latini non avrebbero fatto altre richieste ma ora domandano altre prove dell'unione. Dio mi è testimone che non altererò un solo accento, una sola iota della nostra Fede....."
Questo era il clima a soli 75 anni dalla IV crociata ed era maturato già da prima, con o senza scomuniche papali. L'unica vera eccezione fu proprio il Vescovo di Le Puy.
Non riporterò i testi da cui ho attinto le citazioni di cui sopra e nei precedenti interventi perchè se non credi a questo vuol dire che sei in mala fede (eppoi sono facilmente reperibili nella storiografia internazionale).
Anaghnosti
P.s.: comunque visto che scrivo da una bocciofila, ti riporto i nomi di due persone che scrissero deprecando la crociata: uno era lo scrittore cluniacense Guyot de Provins e l'altro il provenzale Guillern Figuera ma erano delle eccezioni tutti gli altri intonarono inni celebranti la caduta della Città
ma non capisco proprio dove tu voglia andare a parare.
Forse che io abbia mai detto, che fu una passeggiata di salute la presa di Costantinopoli? O che fosse un toccasana per i rapporti latini greci? O che fu motivo di distensione e pacificazione dell'area? O opera virtuosa, cui levare il cappello e gioire toto corde?
Che, se avessi detto questo, capirei le tue considerazioni. Non avendo però mai sostenuto queste tesi, neppure in bocciofila, non capisco il tenore delle tue obiezioni.
Conosco sufficientemente la storiografia in materia, da sapere che si costituirono da subito due "partiti" interpretativi, i fautori del complotto latino, che invocano a loro credito la storia di Niceta coniata. E gli evenemenzialisti, che portano a proprio vantaggio la narrazione di Goffredo di Villehardouin. Oggi, finalmente, esiste una storiografia un po' meno interessata e di parte, per quel che può essere oggettiva una ricostruzione storica, che media le due istanze, negando l'esistenza di un complotto e di un'intenzionalità corsara a monte dell'impresa, e che nega altresì la completa buona fede di parte della spedizione crociata, le cui intenzioni, va riconosciuto, mutarono in corso d'opera. Io aderisco a questa prospettiva, e posso segnalare l'abbondante bibliografia in merito. Mi limito solo a considerare l'autore che l'ha sostenuta più recentemente, con ricchissima bibliografia a corredo: MArco MEschini, 1204 l'incompiuta... Ancora ed. 2004 Milano.
Saluti.




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