



E' lo stesso testo presente nella costituzione italiana.. sinceramente credevo bastasse.. e l' ho mantenuto... in quanto scritto da persone ( La Pira, Einaudi ecc. ecc. ) sicuramente più preparate e competenti di tutti noi... nessuno escluso.
Cmq il termine "nessuno può appartenere" è un termine assoluto, definitivo, ben preciso che indica chiaramente la volontà del costituente.
Se non si può appartenere nello stesso tempo alle due camere è chiaro che non ci si può neppure candidare contemporaneamente alle due camere... perche l' intento evidente di chi lo fa è quello di violare la costituzione.
Ultima modifica di Supermario; 10-12-09 alle 01:45
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


Nell'ordinamento costituzionale italiano, vigente quella formula, la candidatura doppia ad organi incompatibili è concessa. E' l'ordinamento subcostituzionale, la legge ordinaria, a vietarlo. Solo in certi casi, come camera e senato, laddove per altri non c'è questo divieto e c'è invece la generale e regolare procedura dell'optare.
Ultima modifica di Ronnie; 10-12-09 alle 01:48
_
P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
* * *
Presidente di Progetto Liberale










Sempre che si riescano a trovare candidati sufficienti, e soprattutto che non decadano durante la legislatura lasciando in panne l'assemblea. :giagia:
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.


Secondo me se non c'è scritto espressamente in una norma, nessuno può considerarsi vincolato da alcun divieto. Le parole "nessuno può appartenere" sono chiare: nessuno può fare parte. Ma fare parte non vuol dire essere candidati e prendere voti, perchè si può sempre venire eletti e rifiutare il seggio, non facendo parte. Dunque questa formulazione linguistica non è adatta ad esprimere divieti e non può dunque esprimerne.
Se non siete stati capaci di vietare ciò che volevate vietare, gentili costituenti, è un vostro problema. Se voi leggendo una formula costituzionale italiana (ignorando che non la vieta essa ma la legge elettorale, cioè una legge ordinaria) pensate che essa vieti una cosa solo perchè sapete per sentito dire che la cosa è vietata e la riportate con un copia incolla in un diverso ordinamento il danno l'avete fatto voi.
Nessuno può oggi accrescere tale danno accreditando interpretazioni forzate contro il significato in italiano delle disposizioni. Avete distrutto il precedente ordinamento, adesso almeno non distruggete l'interpretazione della legge.
Non è affatto chiaro. C'è un totale non sequitur fra la proposizione "è vietato appartenere" e la proposizione "è vietato candidarsi".Se non si può appartenere nello stesso tempo alle due camere è chiaro che non ci si può neppure candidare contemporaneamente alle due camere... perche l' intento evidente di chi lo fa è quello di violare la costituzione.
1) c'è chi si candida per tirare la lista, non per appartenere a una delle due camere
2) c'è chi si candida per non violare la legge ma al contrario per rispettarla: fare parte di una delle due camere e non dell'altra, ed essendo un diritto fondamentale il rifiutarsi di giocare a qualcosa ne segue che egli può rifiutare un seggio per assumere l'altro. La violazione di legge ci sarebbe (e sarebbe cmq perfettamente giustiziabile dalla Corte, quindi non si vede dove potrebbe essere un eventuale bug!) solo se il tizio non optasse per una delle due camere rifiutando l'altra.
3) c'è chi si candida per non fare parte della camera, ma per costituire comunque una chance di recupero di seggio se per caso accadesse qualcosa a un eletto
L'esempio potrebbe essere uno che si candidi ad ambo le camere risultando eletto in una e non nell'altra e poi si dimetta dalla camera in cui è eletto dopo 60 giorni. Ipotizzando che dopo 80 giorni l'eletto prima di lui nell'altra camera si dimetta accadrebbe che questa persona ritornerebbe in parlamento ma nell'altra camera, con ciò dimostrando la TOTALE COMPATIBILITA' DEL PERMESSO DI CANDIDARSI CON IL DIVIETO DI APPARTENERE AD ENTRAMBE
in sintesi: La Costituente ha approvato la Costituzione e la legge elettorale, non c'è quel divieto dentro la prima (come non c'è nella costituzione italiana) e non c'è quel divieto dentro la seconda (come invece c'è in Italia ma non qui). Dunque quel divieto non c'è.
Non c'è e basta, e non ci sono argomenti sostenibili.
Ultima modifica di Ronnie; 10-12-09 alle 15:27
_
P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
* * *
Presidente di Progetto Liberale


Mi pare che fra attestazioni del fatto che non è vero che ci sia il divieto, del fatto che il divieto sia meglio non introdurlo, e del fatto che il divieto eventualmente introdotto possa creare dei problemi in futuro, ci sono anche gli elementi di "pubblica opinione" per dire che no, supermario, non è chiaro proprio niente.
Quella norma non prevede divieti e nessuno provi a introdurli o solleveremo il primo conflitto di fronte alla corte ancora prima delle elezioni.
(a proposito applausi x la costituzione eh)
_
P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
* * *
Presidente di Progetto Liberale