
Originariamente Scritto da
Ronnie
Secondo me se non c'è scritto espressamente in una norma, nessuno può considerarsi vincolato da alcun divieto. Le parole "nessuno può appartenere" sono chiare: nessuno può fare parte. Ma fare parte non vuol dire essere candidati e prendere voti, perchè si può sempre venire eletti e rifiutare il seggio, non facendo parte. Dunque questa formulazione linguistica non è adatta ad esprimere divieti e non può dunque esprimerne.
Se non siete stati capaci di vietare ciò che volevate vietare, gentili costituenti, è un vostro problema. Se voi leggendo una formula costituzionale italiana (ignorando che non la vieta essa ma la legge elettorale, cioè una legge ordinaria) pensate che essa vieti una cosa solo perchè sapete per sentito dire che la cosa è vietata e la riportate con un copia incolla in un diverso ordinamento il danno l'avete fatto voi.
Nessuno può oggi accrescere tale danno accreditando interpretazioni forzate contro il significato in italiano delle disposizioni. Avete distrutto il precedente ordinamento, adesso almeno non distruggete l'interpretazione della legge.
Non è affatto chiaro. C'è un totale non sequitur fra la proposizione "è vietato appartenere" e la proposizione "è vietato candidarsi".
1) c'è chi si candida per tirare la lista, non per appartenere a una delle due camere
2) c'è chi si candida per non violare la legge ma al contrario per rispettarla: fare parte di una delle due camere e non dell'altra, ed essendo un diritto fondamentale il rifiutarsi di giocare a qualcosa ne segue che egli può rifiutare un seggio per assumere l'altro. La violazione di legge ci sarebbe (e sarebbe cmq perfettamente giustiziabile dalla Corte, quindi non si vede dove potrebbe essere un eventuale bug!) solo se il tizio non optasse per una delle due camere rifiutando l'altra.
3) c'è chi si candida per non fare parte della camera, ma per costituire comunque una chance di recupero di seggio se per caso accadesse qualcosa a un eletto
L'esempio potrebbe essere uno che si candidi ad ambo le camere risultando eletto in una e non nell'altra e poi si dimetta dalla camera in cui è eletto dopo 60 giorni. Ipotizzando che dopo 80 giorni l'eletto prima di lui nell'altra camera si dimetta accadrebbe che questa persona ritornerebbe in parlamento ma nell'altra camera, con ciò dimostrando la TOTALE COMPATIBILITA' DEL PERMESSO DI CANDIDARSI CON IL DIVIETO DI APPARTENERE AD ENTRAMBE
in sintesi: La Costituente ha approvato la Costituzione e la legge elettorale, non c'è quel divieto dentro la prima (come non c'è nella costituzione italiana) e non c'è quel divieto dentro la seconda (come invece c'è in Italia ma non qui). Dunque quel divieto non c'è.
Non c'è e basta, e non ci sono argomenti sostenibili.