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Discussione: Il problema della casa

  1. #11
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Il gufo risponde ma non sa leggere. E, oltretutto, ci propone frasi incomplete ("la Regione Umbria ha stanziato dal 112 milioni"): da quando Mr. B.?

    E la fonte? Vorrebbe gentilmente postarci la fonte?

    E non è che il divario fra Regioni e Stato sia dovuto all'autonomia federalista delle Regioni?

    Guardi che non stiamo criticando... Sono solo domande alle quali Lei, che sembra così afferrato in materia, potrebbe agevolmente rispondere.

    Buonasera.

  2. #12
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Il gufo risponde ma non sa leggere. E, oltretutto, ci propone frasi incomplete ("la Regione Umbria ha stanziato dal 112 milioni"): da quando Mr. B.?

    E la fonte? Vorrebbe gentilmente postarci la fonte?

    E non è che il divario fra Regioni e Stato sia dovuto all'autonomia federalista delle Regioni?

    Guardi che non stiamo criticando... Sono solo domande alle quali Lei, che sembra così afferrato in materia, potrebbe agevolmente rispondere.

    Buonasera.
    Lei è abituato ad attribuire con facilità aggettivi ironici ai vari forumisti... il sottoscritto non usa questo metodo non mi servono mi creda...

    I dati che Lei riporta anche se un pò indietro nel tempo dimostrano che c'è ancora gente senza prima casa... e non è stata fatta nessuna politica per il problema della casa... i dati da me riportati li troverà facilmente sul sito unmbrialive.it

    buonanotte

    B.

  3. #13
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    In Origine Postato da Barbanera
    Il gufo risponde...

    [...]

    Questo governo Berlusconi ha manifestato un profondo disinteresse riguardo il tema della casa e si è mostrato ripetutamente sordo nei confronti degli allarmi lanciati dalle associazioni degli inquilini e dai sindacati...

    B.
    Non è vero; non generalizziamo.
    Dipende da chi era il proprietario della "casa"; o da chi "sarebbe stato" l'acquirente dell'immobile.
    Tra S.C.I.P.P., cartolarizzazioni e segreti di Stato su abusivismi di Stato, l'interesse sul "problema casa" è stato...."alto".
    (coi sopratacchi, per così dire...)

  4. #14
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In Origine Postato da Barbanera
    Lei è abituato ad attribuire con facilità aggettivi ironici ai vari forumisti... il sottoscritto non usa questo metodo non mi servono mi creda...

    I dati che Lei riporta anche se un pò indietro nel tempo dimostrano che c'è ancora gente senza prima casa... e non è stata fatta nessuna politica per il problema della casa... i dati da me riportati li troverà facilmente sul sito unmbrialive.it

    buonanotte

    B.
    In genere aggettiviamo i sapienti e le sapienze di ogni razza.

    I dati riportati sono facilmente controllabili. Per di più ci risulta per aver letto cose sull'argomento (anche se non siamo in grado al momento di dimostrarlo) che dal '98 a due anni fa la percentuale delle case in proprietà è salita all'80%. Il che vuol dire 4 famiglie su 5.

    Non entriamo nel merito della seconda casa che è tutto un altro discorso... però quando si afferma qualcosa bisogna anche poi dimostrarlo: un conto è la Regione Umbria, un conto è la Nazione Italia.

    Dire che non si è fatto nulla bisogna dimostrarlo...!!! Altrimenti si rischia di passare per un chiacchierone da bar. E alle nostre osservazioni circa l'autonomia regionale Lei non ha risposto.

    Noi aspettiamo pazientemente, ovvio... Ma da ieri sera ci sembra che Lei si comporti come un bimbetto scontroso.

    Animo! E' solo un forum questo...

  5. #15
    Vox
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    In Origine Postato da FreeFlag

    Dire che non si è fatto nulla bisogna dimostrarlo...!!! Altrimenti si rischia di passare per un chiacchierone da bar.
    Diritto alla casa: Italia sotto accusa all’Onu

    UN-HABITAT
    martedì, 09 novembre, 2004


    Zone libere da sfratti - da Allianace of Inhabitants
    Una delegazione dell’Unione Inquilini ha presentato a un dossier sulle violazioni del diritto alla casa in Italia al Comitato ONU sui Diritti economici, sociali e Culturali. “Il governo italiano ha perso l’ultima occasione per dimostrare all’ONU la volontà di rispettare l’art. 11 del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali – ha attaccato Vincenzo Simoni, segretario nazionale dell’Unione Inquilini – Il decreto legge 240/04 lascia infatti senza nessuna protezione quasi il 90% delle 200.000 famiglie con sfratto pendente”. “Poiché L’Italia ha ratificato il PIDESC con la legge 25 ottobre 1977, n. 881 – ha precisato l’avvocato Brunello - questo è diventato una legge dello stato. In particolare, è norma di legge l’articolo 11 del PIDESC e perciò l’Italia ha l’obbligo legale, non solo morale e politico, di attuare politiche rispettose del diritto alla casa”.

    Sotto accusa sono la mancata protezione degli sfrattati, le politiche di privatizzazione e di liberalizzazione del settore abitativo, le discriminazioni dei migranti dall'accesso all'edilizia popolare. “Già nel 1993 l’Unione Inquilini presentò un primo dossier all’ONU paventando i rischi derivanti dai patti in deroga e dalle privatizzazioni allora agli albori – ha ricordato Ottolini – In quell’occasione il Comitato ONU accolse le nostre critiche, censurando l’Italia e richiamando il nostro Paese ad attuare politiche abitative rispettose del diritto alla casa. A distanza di oltre 10 anni la situazione è invece peggiorata, tanto che lo scorso dicembre il Comitato ONU chiese all’Italia cosa intendesse fare per gli sfrattati e per il crescente numero di senza tetto. Rapporto integrativo 2004 sullo stato del diritto alla casa in Italia
    Il Dossier UI/IAI presenta in particolare lo scandalo legato al tempo di due anni che deve avere il permesso di soggiorno dei cittadini immigrati per accedere all’edilizia residenziale pubblica. Ma il permesso di soggiorno è legato al contratto di lavoro che è per la maggior parte a tempo determinato e inferiore al biennio per cui i cittadini migranti sono discriminati dall’edilizia sociale che pure contribuiscono a finanziare pagando regolarmente le tasse.

    Per questo le proposte al Comitato ONU dell’Unione Inquilini sono: “prorogare tutti gli sfratti, almeno fino al passaggio da casa ad altra casa adeguata; reintrodurre il controllo pubblico del settore locativo per calmierare i canoni e dare sicurezza abitativa; promuovere una vera politica di edilizia sociale e abrogare l’art. 27 della Legge Bossi-Fini che discrimina i cittadini migranti dall’accesso alle case popolari e dalle agevolazioni pubbliche all’abitazione”. Se il Governo italiano dovesse continuare a violare la normativa verrà allertato il Comitato ONU sugli sfratti affinchè svolga una missione di controllo in Italia. “Sarebbe imbarazzante per il governo, ma probabilmente è un passo indispensabile per dare un segnale forte che la comunità internazionale non é insensibile ai drammi vissuti da una grande parte della popolazione del nostro paese.” Ha dichiarato Cesare Ottolini.

  6. #16
    1/6/08: GIUSTIZIA E' FATTA!!
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Cerchiamo di ragionare con i numeri. E non con gli uccelli: gufi, soprattutto...

    http://www.casaeconsumi.it/files/stu.../indagine.html

    IL PATRIMONIO IN AFFITTO

    E' solo il 20% delle abitazioni totali: Lo stock abitativo in affitto al 1998 risulta in Italia pari a 4,3 milioni di abitazioni, il 20% del patrimonio abitativo complessivo. Si tratta di una quota estremamente ridotta, la più bassa in Europa ad eccezione di Grecia, Spagna e Irlanda.


    Situazione di SETTE ANNI FA... Chissà se è peggiorata con i tassi sui mutui calati dal 12-13% al 3-4%...

    TIPOLOGIE DI PROPRIETA' IMMOBILIARE

    - Il 70% è di proprietà di singoli privati: Il comparto in affitto risulta in massima parte di proprietà di singole famiglie. Si possono individuare le seguenti tipologie fondamentali:
    • * i singoli proprietari che possiedono 2.993.000 abitazioni, il 70% del totale;
      * le Società: Società private 267.000 abitazioni (6%), Compagnie assicurative 49.000 abitazioni (1%), Enti previdenziali pubblici 80.000 abitazioni (2%);
      * IACP e Stato (Comuni, Regioni e altre Amministrazioni): 821.000 abitazioni (19,54%);
      * gli altri proprietari 60.000 abitazioni (2%).


    Ci aspettiamo, visto che lo studio è un pò vecchiotto, che qualcuno lo smentisca con dati più recenti.

    Saluti.
    Quello "studio" non nega il problema.
    Ok, gran parte delle famiglie ha la casa di proprietà. Ma i figli come fanno? Vogliamo chiederci come mai gran parte dei giovani italiani vivono nella casa di babbo fino a 30 anni?
    In questa decisione contribuisce o no il fatto che la casa oggi è quasi inaccessibile ai lavoratori con gli stipendi attuali?

  7. #17
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In Origine Postato da Mikbologna
    Quello "studio" non nega il problema.
    Ok, gran parte delle famiglie ha la casa di proprietà. Ma i figli come fanno? Vogliamo chiederci come mai gran parte dei giovani italiani vivono nella casa di babbo fino a 30 anni?
    In questa decisione contribuisce o no il fatto che la casa oggi è quasi inaccessibile ai lavoratori con gli stipendi attuali?
    Anche oltre se è per quello: qualcuno parla di 34 anni.

    I motivi possono essere diversi ma la difficoltà di "fare casa" forse è l'ultimo di questi con i tassi sui mutui mai così bassi come in quesi anni.

    I giovani sono sempre meno incentivati ad andarsene di casa (come dovrebbero) perché papino e mammima gli hanno già preparato la pappina: perché faticare per farne dell'altra? Meglio aspettare che la natura fccia il suo corso...

    L'eccessiva tutela dei "diritti" femminili nei confronti di quelli maschili spaventa sempre di più i nostri ragazzi che rimandano più che possono il matrimonio che è anche un'assunzione di responsabilità... Molti convivono, anche in casa di papino...

    Ci sono problemi legati alla precarietà del lavoro che, sicuramente, verranno risolti dal Professor Occultis che ha già fatto sapere che "Sarò durissimo nei confronti del precariato!". Più di Bossi...

  8. #18
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    In Origine Postato da Barbanera
    Diritto alla casa: Italia sotto accusa all’Onu
    Beh, insomma... Qualcosa, alla fine, abbiamo trovato Mr. B. per uscire dall'angolo. Ovviamente spostando il problema su un altro aspetto visto che la questione degli sfratti è cosa diversa da quella posta dal Sig. MikBologna.

    Poi Sa, quando si legge che "Già nel 1993..." Non ci verrà a dire che tutto è precipitato dal 13 maggio 2001 al 9 Novembre 2004.

    Non abbiamo informazioni al riguardo per cui stiamo zitti.

  9. #19
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Beh, insomma... Qualcosa, alla fine, abbiamo trovato Mr. B. per uscire dall'angolo. Ovviamente spostando il problema su un altro aspetto visto che la questione degli sfratti è cosa diversa da quella posta dal Sig. MikBologna.

    Poi Sa, quando si legge che "Già nel 1993..." Non ci verrà a dire che tutto è precipitato dal 13 maggio 2001 al 9 Novembre 2004.

    Non abbiamo informazioni al riguardo per cui stiamo zitti.
    Forse non è precipitata la situazione magari è migliorata però esistono gli sfratti ... per cui esiste ancora gente senza casa (e non parliamo dei giovani)... riguardo le proprietà sa nel palazzo in cui abito una coppia di simpatici vecchietti (senza figli) possiede tre appartamenti da affittare e vedo un continuo via vai di gente ma... l'affitto è molto caro... mi dirà non è un caso nazionale ... d'accordo... spero sia un caso isolato...

    Lei desidera "numeri" evidentemente la dichiarazione di Vinti non la convence... ho trovanto anche la seguente notizia che porta la data del 2004:

    RELAZIONE INTRODUTTIVA AL CONVEGNO L’IMPEGNO UNITARIO DEL SINDACATO PER RISPONDERE ALL’EMERGENZA E RILANCIARE LA POLITICA ABITATIVA di Renzo Bellini a nome di CGIL, CISL, UIL Roma, 5 luglio 2004 Auditorium, Via Rieti E’ la seconda volta, nell’arco di poco più di sei mesi, che CGIL, CISL, UIL, insieme ai sindacati degli inquilini SUNIA, SICET, UNIAT, assumono una iniziativa sulla politica abitativa. Le ragioni sono da ricondurre: 1. Al peggioramento della emergenza abitativa nel paese a fronte del mancato impegno economico del Governo relativamente alla erogazione delle somme stanziate, peraltro insufficienti nella quantità, oltre che inesistenti nella possibilità di utilizzo. Tale situazione è ulteriormente aggravata dal problema della scadenza del blocco degli sfratti per i soggetti deboli fino ad oggi tutelati, e per l’aumento degli sfratti per morosità la cui esplosione numerica è l’indice della impossibilità delle famiglie a sopportare i livelli di canone oggi presenti sul mercato. 2. Alla difficoltà di affermare la centralità della politica abitativa nella ridefinizione della politica dei redditi...

    non La convincerà neanche anzi mi dirà che il sindacato ha interesse di bottega.... comunque per concludere non ho nessuna difficoltà ad ammettere di essermi sbagliato ... lei "numeri alla mano" mi dimostri cosa ha veramente fatto questo governo per l'edilizia pubblica ... mi convinca con i suoi numeri...

    B.

  10. #20
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    In Origine Postato da Barbanera
    non La convincerà neanche anzi mi dirà che il sindacato ha interesse di bottega.... comunque per concludere non ho nessuna difficoltà ad ammettere di essermi sbagliato ... lei "numeri alla mano" mi dimostri cosa ha veramente fatto questo governo per l'edilizia pubblica ... mi convinca con i suoi numeri...

    B.
    Dio ci scampi dalle attenzioni dei sindacati che quando si interessano ai problemi dei loro iscritti il massimo che fanno è quello di inventare l'inflazione programmata... insieme con quello che non è abituato ai numeri negativi (prossimo alla pensione) in combutta con governo e padroni. Lassiamoli stare...

    Noi non abbiamo esperienza in materia ma così, a naso, ci sembra che il problema sia, alla luce del cosiddetto federalismo, più di competenza periferica che non centrale. E non a caso Le avevamo posto una domanda/dubbio in questo senso. E infatti...

    http://www.governo.it/GovernoInforma...zioni_affitto/

    Fondi per l'edilizia residenziale pubblica

    Presentazione

    Entro il 30 ottobre 2004 dovranno essere approvati dalle Regioni i provvedimenti di rimodulazione dei Piani operativi, relativi al programma sperimentale denominato "20.000 abitazioni in affitto". Lo prevede il decreto del Ministero delle Infrastruture e dei Trasporti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 settembre 2004.

    Il programma sperimentale di edilizia residenziale denominato "20.000 abitazioni in affitto" prevede la realizzazione, il recupero o l'acquisto di alloggi da concedere in locazione a canone convenzionato, parte a carattere permanente e parte con durata minima comunque non inferiore a otto anni, in modo da rispondere alle esigenze delle categorie sociali che hanno difficoltà a reperire alloggi a canoni accessibili.

    Gli interventi sono localizzati prioritariamente nei Comuni capoluoghi di provincia e nei Comuni a tensione abitativa determinata da una forte offerta occupazionale o da una significativa presenza di sfratti, al fine di contribuire a rendere meno asfittico il segmento dell'offerta in locazione e a favorire la mobilità lavorativa verso quelle aree in cui maggiore è la disponibilità di posti di lavoro.

    I soggetti abilitati a promuovere le iniziative sono i Comuni, gli IACP, comunque denominati, le imprese di costruzione e le cooperative di abitazione.

    Un ruolo fondamentale per l'operatività del programma è attribuito alle Regioni che sono tenute a predisporre i Piani operativi contenenti l'elenco degli interventi da finanziare in ciascuna Regione, con l'indicazione, tra l'altro, del soggetto attuatore, del numero degli alloggi, del comune ove si realizza l'intervento, del contributo assegnato e delle modalità di erogazione.


    Sullo stesso sito: Decreto 15 settembre 2004 dal quale si evince, tra l'altro, la ripartizione alle sole province autonome di Trento e Bolzano di oltre 20 milioni di prodeuri (Lei parlava di "11 milioni di euro per l'intero territorio nazionale...") e si fa riferimento ad un non meglio precisato "piano quindecennale"...

 

 
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