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Discussione: Tibet

  1. #121
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    Originally posted by Red Shadow
    Senzaltro non ci sono fabbriche della Nike dato che sono in Vietnam dove il lavora costa molto meno che in Cina.
    Negozi di scarpe in Tibet? Ma forse ci sono parecchie fabbriche di scarpe in Tibet. Tu sei rimasto al Tibet bucolico. Se tu avessi letto meglio le cose che ho postato sapresti che oggi il Tibet conosce uno sviluppo industriale persino superiore alle zone della costa cinese che sono tradizionalmente le più avenzate del paese e che la regola di avere solo un figlio non vale per i tibetani che ne posssono avre quanti ne vogliono ecc., che l'obbligo scolastico a 15 anni introdotto in Italia due anni fa in Tibet è operativo da 20 anni e che ora si è in procinto di portare l'obbligo scolastico a 17 anni come hanno già fatto alcune regioni della Cina, che i comunisti hanno abolito il lavoro forzato schiavista in Tibet dove sopravviveva dai felcicisimi tempi del Dalai Lama.
    Infine noi argomentiamo i nostri interventi con tanto di citazioni testuali riportando le pagine ecc dei libri che portiamo. Riveliamo le nostre fonti. Io vorrei sapere quali sono le vostre!!!!
    E soprattutto rispondete al facile test che ho postato ormai da qualche giorno!!!


    E certo, il Tibet è così sviluppato rispetto alla Cina orientale che sulle montagne stanno nascendo i primi grattacieli. Il muro di mattoni che si vede alle spalle dei due bambini e che a mala pena si regge in piedi è solo opera di un complotto di destra per infangare l'immagine cinese.


    P.S. Sai che la Cina sta esportando in Tibet i propri "figliuoli" in modo tale da formare un gruppo "etnico" tale da essere superiore agli stessi tibetani.
    Questa politica l'hanno effettuata con non mi ricordo quale staterello, che ora si vede il 56 % della propria popolazione made in China.
    Se quel che noi oggi diremo potrò esser scordato domani stesso, quel che noi oggi faremo resterà per centinaia di anni!

  2. #122
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    Originally posted by Timur
    P.S. Sai che la Cina sta esportando in Tibet i propri "figliuoli" in modo tale da formare un gruppo "etnico" tale da essere superiore agli stessi tibetani.
    Questa politica l'hanno effettuata con non mi ricordo quale staterello, che ora si vede il 56 % della propria popolazione made in China.
    Prato
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  3. #123
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    Originally posted by Timur
    E certo, le scarpe Nike in Tibet costano 200 €, proprio come in Italia, no?
    Le possibili risposte sono:
    A- Le Nike costano in proprorzione + che in Italia. Allora i bambini sono ricchi e sono figli dei crudeli autocrati comunisti (quindi ti sei sbagliato a postare la foio)
    B. Costano in proporzione. Dunque sono + ricchi del figlio del mio amico. (quindi ti sei sei sbagliato a postare la foto)
    C . Costano un cazzo. Dunque ne avranno almeno altri sei paia. Giuro non lo dirò al figlio del mio amico!! (dunque ti sei strasbagliato a postare la foto)

  4. #124
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    Originally posted by agaragar
    Prato

  5. #125
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    Che noia i comunisti....

  6. #126
    w i punkillonis
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    Originally posted by Ortega

    Lutzià, ite cheres ti ti nia? Unu crret chi si pottas arresonare chin tottu son cristianos, ma beru nudda, su machine da chi b'este non si c'andat mai.
    S'abba in su pistone pista, abba este e abba s'istada...

    Lassaelos perdere, nois su dovere nostru l'ammor fattu.
    Tenes arresone.
    intantis un'atteru bocchidorzu si est fainde in su istadu de su marocco.



    News: Sahara Occidentale e Irlanda del Nord...

    Sahara Occidentale. 2 settembre. Aprire «urgentemente» un dialogo con i saharawi incarcerati ed in sciopero della fame. Lo chiede al governo di Rabat la Commissione dei Diritti Umani del Marocco. Secondo questa organizzazione sono almeno in 29, su 37, a rifiutare da molti giorni di alimentarsi in segno di protesta per le condizioni carcerarie, la politica di dispersione dei prigionieri arrestati nelle manifestazioni susseguitesi per giorni dal 24 maggio a El Aaiún ed in altre città saharawi, e per un nuovo processo. Le condizioni di salute di alcuni di loro sarebbero già critiche. Da Rabat il governo replica che questo sciopero è «fittizio» e che i prigionieri «si trovano in uno stato di salute buono».

    Irlanda del Nord. 11 settembre. Trentadue agenti feriti e almeno 50 colpi di arma da fuoco esplosi contro polizia e soldati dell’esercito britannico. È quanto comunica il capo della polizia nordirlandese (PSNI), Hugh Orde, che si dice certo sul fatto che i tafferugli, scatenati ieri a Belfast, Ballymena, Antrim, Carrickfergus, Larne, Ballyclare e Glengormely, siano opera di gruppi organizzati di lealisti. Orde ha aggiunto di aver visto diversi membri dell’Ordine di Orange impegnati in atti di violenza contro le forze di sicurezza. Secondo il PSNI, la polizia e i soldati hanno sparato 450 proiettili di plastica e 7 colpi di arma da fuoco. Il leader del DUP Ian Paisley ha criticato la decisione della Commissione per le Parate, accusandola di avere modificato il percorso della parata di ieri senza prendere in considerazione le proposte alternative avanzate da lui e dal leader dello UUP Reg Empe! y. I disordini sono stati condannati dal Ministro britannico per l’Irlanda del Nord Peter Hain («Questo non è lealismo, ma gangsterismo»), che ha definito quanto accaduto ai danni degli agenti e dei soldati «tentato omicidio». La BBC ha mostrato le immagini di alcuni membri dell’Ordine che sfidavano gli agenti con la spada da cerimonia o lanciavano sassi verso le forze di sicurezza. La polizia nordirlandese ha inoltre mostrato una delle Land Rover corazzate con alcuni proiettili incassati nella carrozzeria. Hain ha annunciato la revisione dello stato della tregua dell’Ulster Volunteer Force (UVF). Il Gran Maestro di contea dell’Ordine di Orange Dawson Bailie ha respinto le accuse rivolte all’Ordine, dichiarando alla BBC che al momento non si sentiva di dover condannare alcunché. Il presidente del Sinn Féin Gerry Adams ha accusato i leader unionisti di aver fomentato i disordini con le loro parole.

    Irlanda del Nord. 12 settembre. Un autobus dirottato e dato alle fiamme, auto e negozi distrutti, polizia attaccata con molotov nella seconda notte di scontri a Belfast. Diciotto gli agenti feriti (ieri trentadue), mentre mezza città è stata chiusa al traffico. A Belfast circa 700 lealisti protestanti hanno ingaggiato violenti scontri con la polizia dopo che sabato a una delle tradizionali marce dei protestanti orangisti è stato impedito di attraversare un quartiere cattolico.

    Irlanda del Nord. 14 settembre. Il gruppo paramilitare lealista UDA si dissocia, con un comunicato, dai disordini di Belfast. Ieri, nella terza notte di scontri altri dieci poliziotti feriti. Sessantatre il bilancio complessivo provvisorio degli arrestati ed ingenti anche i danni materiali. L’UDA invita i suoi militanti a non scontrarsi con le forze di sicurezza britanniche, anche se membri dell’organizzazione sono stati identificati come partecipanti attivi agli incidenti di queste tre ultime notti. La polizia è convinta che ad orchestrare gli scontri siano stati principalmente i lealisti dell’UVF. «Non possiamo permettere che questo tipo di situazioni distruggano le nostre comunità», dice la dichiarazione dell’UDA.



    Irlanda del Nord. 14 settembre. Il governo di Londra non riconosce più il “cessate il fuoco” dell’UVF (Ulster Volunteer Force) che era stata dichiarata nel 1994. L’annuncio, oggi, è stato dato dato dal Ministro britannico per l’Irlanda del Nord, Peter Hain. La decisione del ministro scaturisce dalla faida in corso fra l’UVF e la Loyalist Volunteer Force (LVF) che solo negli ultimi mesi ha prodotto cinque morti. L’UVF viene inoltre ritenuta coinvolta nell’organizzazione delle violenze di piazza del fine settimana scorso a Belfast e in altre città delle contee del nord-est, in relazione alle marce unioniste che annualmente cercano di entrare nei quartieri nazionalisti repubblicani. «Non c’è mutamento nello status di altre organizzazioni», ha specificato Hain, il che s! ignifica che i britannici considerano che l’altra formazione paramilitare unionista, l’UDA (Ulster Defension Association), mantiene il suo “cessate il fuoco” nonostante la partecipazione di suoi membri negli incidenti.



    Irlanda del Nord. 14 settembre. Esponente UUP ammette: «Un serio rovescio». Così David Ervine, esponente dell’Ulster Unionist Party (UUP), legato all’UVF_ (Ulster Volunteer Force) ed unico rappresentante di questa formazione politica all’Assemblea nordirlandese, assicura di non essere sorpreso dall’annuncio del governo di Londra che non riconosce più il “cessate il fuoco” dell’UVF. Ha quindi descritto la situazione come «tragica» e spiegato che rappresenta «un serio rovescio alla partecipazione lealista nel processo politico».



    Irlanda del Nord. 14 settembre. Tradizionalmente, i gruppi armati lealisti si sono presentati come difensori della comunità protestante di fronte alla minaccia dell’IRA. Senza dubbio, la decisione dell’IRA dello scorso agosto di porre fine alla sua campagna militare lascia senza contenuti tale argomento. La ragione del proseguire della violenza lealista/unionista è espressione del “no” unionista a condividere il potere con i nazionalisti e, specialmente, con i repubblicani. In essa c’è il chiaro tentativo di provocare una reazione da parte del repubblicanesimo che permetta di nutrire dubbi sull’impegno dell’IRA nel processo di pace. Questa ondata di violenza non chiude il capitolo dell’offensiva lealista, ma svela una realtà che l’amministrazione britannica, i suoi inviati speciali e quelli di Dublino si sforzavano di ignorare: il disprezzo dei politici unionisti-esponenti orangisti-paramili! tari lealisti per il processo di pace, e la loro opposizione frontale al cambiamento.



    Sahara Occidentale. 14 settembre. Il prigioniero politico saharaui Amidan El Ouali è stato sottoposto ieri ad intervento chirurgico intestinale. In gravi condizioni di salute dovute soprattutto allo sciopero della fame, prima di essere ospedalizzato aveva sofferto di crisi cardiache. Malgrado le forti pressioni da parte delle autorità marocchine perché interrompesse lo sciopero della fame, El Ouali ha sempre rifiutato di farlo. Lo stato di salute della prigioniera politica Aminatou Haidar è grave. Essendo in sciopero della fame illimitato dal 9 agosto (insieme ad altri 37 prigionieri saharawi) soffre di frequenti crisi cardiache e di prolungate perdite di coscienza oltre che di forti dolori all’apparato digerente. Ha rifiutato le cure di alcuni dottori che le sono stati proposti accusandoli di connivenza con gli agenti della sicurezza marocchina e ha richiesto l’intervento di un comitato di ! medici neutrali che visitino lei e gli altri scioperanti.



    Sahara Occidentale. 14 settembre. «Dignità o martirio». Così il prigioniero politico saharawi Lahcen Zraiguinate ha risposto oggi al procuratore generale di El Aaiún che ha esercitato pressioni perché interrompesse lo sciopero della fame promettendogli di venire incontro ad alcune sue richieste. Vi è stato condotto avvolto in un lenzuolo perché precedentemente, portato in tribunale, il presidente aveva rifiutato di vederlo per il suo grave stato fisico. Come se fosse già morto Lahcen è stato riportato nel Carcel Negro di El Aaiún, da cui poi è stato permesso ai familiari di portarlo a casa per una licenza temporanea. Lahcen è stato arrestato il 14 maggio sulla spiaggia di Foum Elouad vicino ad El Aaiún.

  7. #127
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    Predefinito per tutti i filocinesi

    non esiste imprialismo buono ed imperialismo cattivo, le vostre argomentazioni, rassomigliano molto, a quelle dei fascisti che giustificano l'infame invasione in etiopia, e quelle dei nostalgici di tutti i vecchi colonialisti, non nego che il Tibet prima fosse una feroce e retrograda teocrazia, che manteneva nella schiavitù, nell'ignoranza e nella miseria la maggior parte dei suoi abitanti, molto diversa dal paradiso, descritto dalla propaganda di regime occidentale, ma i tibetani, ma i cambiamenti in Tibet dovevano venire dal basso, per volontà dei tibetani stessi, nel rispetto della propria storia e della proria cultura, non per imposizioni esterne

  8. #128
    w i punkillonis
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    Predefinito Re: per tutti i filocinesi

    Originally posted by Spartaco
    non esiste imprialismo buono ed imperialismo cattivo, le vostre argomentazioni, rassomigliano molto, a quelle dei fascisti che giustificano l'infame invasione in etiopia, e quelle dei nostalgici di tutti i vecchi colonialisti, non nego che il Tibet prima fosse una feroce e retrograda teocrazia, che manteneva nella schiavitù, nell'ignoranza e nella miseria la maggior parte dei suoi abitanti, molto diversa dal paradiso, descritto dalla propaganda di regime occidentale, ma i tibetani, ma i cambiamenti in Tibet dovevano venire dal basso, per volontà dei tibetani stessi, nel rispetto della propria storia e della proria cultura, non per imposizioni esterne
    a parte la propaganda di regime occidentale, (quale ?se nell'occidente se ne fregano del Tibet, fatto salvo per qualche gruppuscolo) sono sostanzialmente d'accordo.

  9. #129
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    Aggiorno al 1999 lo sviluppo del Tibet

    Facts and Figures on Tibet in 1999

    The Statistics Bureau of Tibet releases the following facts and figures about the Tibet Autonomous Region in 1999. The gross domestic product (GDP) of Tibet reached 10.335 billion yuan last year, up 9.1 percent over 1998, and surpassing the national average for six consecutive years.

    The average per capita income of farmers and herdsmen in Tibet reached 1,250 yuan (151 U.S. dollars) in 1999, an increase of 7.9 percent over 1998.

    Some 180,000 people from overseas visited Tibet in 1999, an increase of 12 percent over the previous year, and foreign exchange earned from tourism amounted to 36 million U.S. dollars, up 9 percent.

    In 1999, the industrial output value of Tibet rose by an estimated 7.8 percent over 1998, with large increases in the output of gold, cement ,and electricity.

    Tibet's tertiary industry is expected to achieve 4.585 billion yuan in added-value in 1999, up 12.7 percent over 1998, thanks to the measures taken to stimulate domestic demand and consumption.

    The import and export volume of Tibet is expected to reach 166 million U.S. dollars in 1999, a rise of 51 percent over the previous year, with export volume surging by 87.6 percent.

    Last year, Tibet introduced 6.48 million dollars of foreign funds.

    Ora siamo come saprete nel 2005 ed il Tibet ormai ha tassi di sviluppo che superano quelli della costa!!!

  10. #130
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    Insomma Spartaco tu vorresti dividere la Cina in 56 parrocchie(quante sono le nazionalità) così come hanno fatto gli occidentali con la Jugoslavia. Non c'è che dire tu hai capito tutto dell'imperialismo

    You may have heard a lot about Chinese invasion of Tibet or sympathetic about Tibet Independent movement in Western media. Do you know that China has 56 nationalities and is never a racist country in history. Do you know that Tibetan immigrated to Tibet several thousand years ago from other part of China? Do you know that when Red Army entered Tibet in 1951, they also recovered other part of China (Chinese army invaded China????). Do you know that before 1951, the feudal lords in Tibet who constituted only five percent of the population possessed 95 percent of the means of production. Do you know that Buddhism was brought into Tibet from China Proper before being developed into the current state? Read the Tibet history before passing your judgment about a nation you have been misled in centuries.

 

 
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