Mah, l'elettorato di "opinione" č in Italia cronicamente sottosviluppato.
Prima del 1989 per ragioni chiamiamole "ideologiche", dell'eredita' del muro contro muro della guerra fredda (anche se impropriamente perlomeno dopo l'avvento di Berlinguer al PCI), e successivamente per la scarsa attenzione alle problematiche politiche, chiamiamolo "voto per abitudine".
Lo scossone di Mani Pulite del 1993, che ha sostanzialmente invece cambiato lo scenario, insieme al referendum sul maggioritario, ha pero' privilegiato un attore (Silvio Berlusconi) che era si' "nominalmente" nuovo, ma che era invece entrato in politica per salvare la sua azienda e i suoi interessi, insieme al proprio mastodontico ego. Ha introdotto all'epoca oggettivamente un elemento di novita' che era sostanzialmente un misto di televendita televisiva e una fiction, il "miracolo italiano" e compagnia cantante, trascinando con se tutto un elettorato che scomparsa la DC e il PSI cercava fondamentalmente un qualche punto di approdo.
Un elettorato fondamentalmente centrista e individualista, con scarsa attenzione e fiducia nella politica.
Non č fondamentalmente un "voto di opinione" in quanto sono convinto che indipendentemente dalla bontą della proposta del centrosinistra NON sia elettorato avvezzo a analizzare con precisione una proposta politica. Penso sia un dato oggettivo, non un giudizio, si badi bene.
Infatti credo che sara' un elettorato destinato ad astenersi in buona parte piu' che passare al csx, tranne una piccola percentuale.
Per quanto concerne la base elettorale di AN č sostanzialmente stabile con solo una possibile astensione, come gia' detto, od al massimo un limitato slittamento all'estrema destra, pur con le limitazioni oggettive della galassia della destra radicale, attualmente priva di leadership credibili e nemmeno di coerenza interna.
Il voto leghista č sostanzialmente un voto "compartimentato" e di protesta, ma accomunato da principi razzistici e secessionistici che ne costituiscono il principale limite e la maggiore "forza" (tra virgolette), in quanto unico attore a utilizzare questa tipologia di argomentazioni all'interno della dialettica politica.
Quindi č un voto sostanzialmente stabile con possibili astensioni compensate da qualche flusso di "reazione" proveniente da FI.
Piu' interessante l'analisi del voto cattolico, che essendo sostanzialmente diviso tra i due poli č probabilmente il maggior termine di oscillazione.
Il tentativo di Follini di scrollarsi di dosso il berlusconismo risponde sostanzialmente proprio al tentativo di evitare sia una ulteriore diaspora cattolica verso UDEUR o Margherita sia il tentativo di rinnovare il "grande centro" nell'ottica proporzionale.
Comunque il voto "oscillatorio" anche in presenza di un governo totalmente disastroso come questo arriva al massimo del 3-4% del totale.




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