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Discussione: Merla e merlo

  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Merla e merlo

    questa è la mia merla quella che ho trovato due anni fa davanti al garage appena nata e che son riuscita ad allevare....








    mentre questo è un merletto che dovrebbe avere sui 4/5 mesi...mi è stato regalato da un amico falegname, anche lui l'aveva trovato per terra caduto dal nido.....





    purtroppo le foto non sono al massimo, ma erano spaventatissimi, forse la digitale li irritava, per fotografarli fermi ho dovuto allontanarmi.....

  2. #2
    Indipendentista sardu
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    gabbie più piccole no eh?

    la merla passi anche, ma il merlotto poverino è proprio in galera...

    dai come ho tempo raccolgo un po' di info su sti animali e le posto, che ne so poco e mi interessa!

  3. #3
    Veneta sempre itagliana mai
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    In Origine Postato da Cristianu
    gabbie più piccole no eh?

    la merla passi anche, ma il merlotto poverino è proprio in galera...

    dai come ho tempo raccolgo un po' di info su sti animali e le posto, che ne so poco e mi interessa!
    sai che non son riuscita a trovarla? son tutte di ferro e mio papà ha detto che con quelle si rompono il becco....dove ho preso quella della merla che è di legno non ne ho più trovate

  4. #4
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    In Origine Postato da pensiero
    sai che non son riuscita a trovarla? son tutte di ferro e mio papà ha detto che con quelle si rompono il becco....dove ho preso quella della merla che è di legno non ne ho più trovate
    non per contraddire tuo padre, però io i merli fin da piccolo li ho sempre visti in gabbie normali di acciaio! mio nonno ne ha allevato qualcuno quando ero bambino, ed anche lui li teneva in gabbie normali senza problemi!

    però in caso contrario non mi assumo nessuna responsabilità...

  5. #5
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    MERLO
    (Turdus merula)

    Il merlo è un volatile notissimo,inquilino abituale di giardini e parchi cittadini,nonché di prati,macchie e boschi,lungo 26 cm circa dal peso approssimativo di 90-100 gr.
    Il suo areale è vastissimo:abita tutte le nazioni europee,gran parte dell’Asia paleartica , occupa una nicchia ecologica importantissima ,nelle zone ove non esiste il “nostrano” esistono molte specie di merli che si differenziano nella livrea ma non nel comportamento e sono praticamente diffuse in tutti i continenti.
    Gli ambienti preferiti dal merlo sono moltissimi e spesso differenti fra loro,basti pensare che si spinge sino al limite delle foreste di conifere sulle alpi a quasi 5000 mt.
    Frequenta orti,giardini prati coltivati,uliveti,vigneti,macchia mediterranea,campagne alberate e zone cespugliose,non ama particolarmente i boschi d’alto fusto(ma anche in queste zone è relativamente facile constatare eccezioni).
    Il periodo degli amori inizia prestissimo per il merlo, già dalla seconda meta’ di febbraio il maschio diviene irrequieto,ed inizia a “studiare” come si dice in gergo,il ritornello un po’ monotono ma bellissimo,gorgheggia piano piano sin dalle prime luci dell’alba quando ancora la primavera è lontana.
    Passando i giorni il tono del canto si fa sempre più alto ,sino ad arrivare ad un fischio penetrante udibile a centinaia di metri.
    È un canto potentissimo,bellissimo,anche se talvolta il ritornello arriva a ripetersi con un pizzico di monotonia è pero’ effettuato a squarciagola,senza dubbi o incertezze nelle varie note,insomma è il canto del bosco.
    Esistono uccellatori ed allevatori che sanno riconoscere dal tipo di canto la zona di provenienza del soggetto,gente che possiede 3-400 merli cantori, che li sa distinguere uno ad uno dal tipo di canto,gente che ha allevato merli per anni,cosa che potrebbe apparire semplice,ma che non lo e’ affatto il merlo ha infatti un enorme capacita’ di assimilare i vari suoni,tanto che molti soggetti intercalano nella loro melodia versi di passeri,fringuelli, allodole, civette, quaglie, vizi presi sicuramente nel periodo da loro trascorso in libertà o dalla vicinanza di volatili non della stessa specie, questi versi sono duri a morire, salvo l’uso di registratori,per portare il cantore ad eliminare questi suoni estremamente deleteri in un richiamo.
    Come detto verso la fine di febbraio i merli,(soprattutto i maschi)iniziano ad andare in “estro”,cantano dalla sommità di un albero(in città è frequente vederlo su un antenna) allo scopo di delimitare il territorio entro il quale la coppia edificherà il nido.
    Scelto il luogo idoneo la coppia inizia la costruzione del nido formato da paglie erba cementata con fango e rivestito di crini filamenti di lana e piume.
    La coppia fa tre covate all’anno(raramente quattro), la prima solitamente è collocata vicinissima al suolo,nelle cataste di legname,nelle siepi sfruttando appunto quei luoghi ove la natura brulla di fine marzo permette un riparo.la prima covata non ha molte possibilità di riuscita proprio perché molti sono i nemici del merlo e poche le difese che offre l’ambiente.
    Topi, ghiandaie,gatti,corvi etc. banchettano con uova e con i nidiacei di merlo.
    Il secondo nido è collocato più in alto .gli alberi hanno gia incominciato a mettere le foglie ,i cespugli sono piu’ folti ed il merlo utilizzando le difese che offre l’ambiende costruisce il nido usualmente su un ramo d’albero attaccato al tronco.
    Le uova bianco verdastre variano da tre a cinque e vengono covate quasi esclusivamente dalla femmina mentre il maschio canta nei pressi del nido ove la sostituisce solamente per il tempo necessario a cibarsi.
    In presenza d’un pericolo il merlo in cova rimane immobile,s’acquatta sulle uova e dall’esterno si nota solamente la punta del becco e della coda. Se la minaccia si fa piu’ vicina maschio o femmina non esitano a gettarsi a terra rumoreggiando e facendo una serie di goffi movimenti in modo da far credere al predatore d’essere impediti ad allontanarsi,inducendo l’assalitore a seguirli.
    I pulcini nascono dopo circa due settimane di cova,e non vengono mai lasciati soli,nelle vicinanze del nido sosta sempre uno dei genitori pronto ad intervenire in caso di pericolo.
    Gli adulti poi quando si recano a nutrire i piccoli hanno l’accortezza di non fermarsi direttamente sulla pianta o nel cespuglio ove vi è il nido ma si posano alcuni metri prima raggiungendolo con brevi voli dopo essersi ripetutamente sincerati che attorno non vi siano pericoli.
    I pulcini di color grigio scuro vengono alimentati per due settimane all’interno del nido prevalentemente con lombrichi ed insetti,poi piu’avanti la madre li nutre con pezzi di frutta,usualmente quando i merli abbandonano il nido non sono ancora completamente autosufficienti e la madre li imbecca per ancora un paio di giorni.
    Il merlo è specie stanziale e di doppio passo,anzi potremmo affermare che i merli italiani sono stanziali salvo quelli delle alpi,non è cosi’ per i soggetti del nord costretti a migrare nel medesimo periodo del tordo bottaccio,prolungando pero’ il tempo di migrazione in confronto a quest’ultimo proprio perché il merlo sosta dove trova pastura.
    Un particolare importante che si rileva genericamente sugli uccelli è dato dall’ala in funzione della migrazione:gli uccelli con ala corta ed arrotondata sono generalmente stanziali,mentre quelli con ala a punta sono migratori.
    I merli migratori giungono da tutto il nord est Europa,i dati di ricattura parlano di provenienza Cecoslovacca(30%),ungherese(20%),Belgio,Francia,In ghilterra,Danimarca
    (40%).
    Il comportamento del merlo migratore è diverso da quello nostrano,non tanto per la maggior confidenza nei confronti dell’uomo(il merlo è sempre uccello diffidente)
    quanto per il comportamento in volo,i migratori infatti prediligono sostare su alberi d’alto fusto o comunque sulle cime cosa che il soggetto “pasturone” non fa.
    La migrazione autunnale,raggiunge il culmine proprio al termine di quella del tordo,come risulta chiaramente dai dati forniti dagli impianti di cattura nelle regioni settentrionali il passo raggiunge la massima intensità dal 20 ottobre al 10 novembre.
    Il ripasso invece è anticipato rispetto a quello del tordo bottaccio ed a metà febbraio puo’ gia dirsi completamente finito.
    La migrazione autunnale comunque appare non cosi’ netta come in altre specie, ma saltuaria, normalmente piu’ notturna che diurna. Che sia migrazione vera e propria o spostamenti alla ricerca di ambienti meno rigidi e con maggiore alimentazione, non e’ dato certo, in quanto il merlo non e’ un uccello molto studiato, e l’aleatorieta’ della sua migrazione solleva seri dubbi.


    [tratto da un sito di caccia, ho omesso la parte finale inerente alla caccia al volatile: http://www.ilcacciatore.com/rubriche...oria/merlo.htm ]

  6. #6
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    [altra fonte: http://digilander.libero.it/verdecammina/merlo.htm ]

    MERLO



    Ordine: Passeriformi

    Famiglia: Turdidi

    Genere: Turdus

    Specie: Turdus merula

    Nome Dialettale: Mierolo, Merola


    Dopo il passero, questo inconfondibile pennuto dal solenne mantello nero è l'uccello più diffuso in Italia, comune in ogni parco e giardino del nostro paese. Gli esemplari ormai abituati alla vita cittadina hanno perso in parte la naturale astuta diffidenza e non esitano ad avvicinarsi all’uomo.


    I merli sono stati cacciati con un accanimento che non è spiegato né dai limitati danni ch'essi arrecano ai frutteti (ampiamente controbilanciati del resto dalla distruzione di grandi quantità di insetti nocivi) né dal sapore della loro carne, meno che mediocre. E' questa una ulteriore prova della ottusa ignoranza di gran parte dell'umanità.



    N.B. nel sito si può ascoltare l'audio del CANTO

  7. #7
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    Caratteristiche

    Il merlo (Turdus merula), lungo circa 25 cm, è noto per il piumaggio di un bel nero lucente e uniforme e per il becco ed il cerchio peri-oftalmico giallo arancio vivo e le zampe brune. Il piumaggio è morbido e folto.

    La femmina ha le parti superiori color bruno scuro uniforme, le parti inferiori bruno-fulve con striature scure più o meno distinte, gola più pallida, biancastra; becco bruno con poco giallo, raramente giallo come il maschio. I giovani sono più chiari e più fulvi della femmina, con striature delle parti inferiori più evidenti.

    Il maschio giovane ha il becco nerastro e il mantello più marrone con le zampe bruno-scure. I maschi anziani sono grigiastri, con il becco giallo.

    Non sono rari gli esemplari a colorazione anomala: rossiccia, a macchie bianche e nere o cinerina. Rari sono gli albini in cui il becco, l'iride e le zampe di un delicato color rosa completano degnamente il niveo manto. Frequenti invece gli albini parziali che si distinguono dal Merlo dal collare per l'assenza della macchia grigia sulle ali, oltre che per la voce.

    Esiste una seconda specie chiamata Merlo torquato o dal collare (Turdus torquatus) che differisce dal Merlo comune per la taglia maggiore (è lungo circa 27 cm) e per una fascia bianca sul petto, ampia nel maschio, ridotta nella femmina.

  8. #8
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    Voce

    Più rumoroso del Tordo bottaccio, il suo canto è costituito da un fischio puro e melodioso, assai vario, allegro. Nota usuale: un basso tciuc-tciuc-tciuc non molto allarmato; uno stridente, improvviso chiacchierio, se costretto a levarsi; un sottile tsii; un irritato e persistente cie-cie_cie. Il canto è forte, chiaro, molto ricco, gorgheggiante e melodioso, emesso quando è posato su alberi o costruzioni, occasionalmente sul terreno o su cespugli.

    Impara con facilità qualunque motivo, ripetendolo poi sino alla noia. In appartamenti cittadini la sua voce sonora, che si leva prima del sorgere del sole, può riuscire molesta.




    Diffusione

    I merli sono diffusi in tutta l'Europa, esclusa la Scandinava settentrionale, l'Asia, l'Africa nord-occidentale, le Canarie e le Azzorre. Dai paesi nordici migrano per svernare più a sud, mentre nelle zone più temperate sono stanziali. In Italia è presente tutto l'anno.




    Habitat

    Vive nei boschi con sottobosco, nei parchi, nei giardini, nelle siepi, nei frutteti e nelle vigne, nonché nelle zone coltivate in genere; le coppie conducono vita isolata in quanto l’uccello è realmente gregario solo in migrazione e solo in tali situazioni è possibile vederlo riunito in grossi gruppi.

    Il Merlo torquato, più socievole, predilige le regioni montuose, di cui sopporta bene i rigori climatici.

    Sul terreno corre, saltella rapidamente con brevi soste. Quando si posa sul terreno tiene la coda aperta ed eretta e le ali quasi cascanti. Se eccitato muove frequentemente le ali, si mette subito al riparo se spaventato. Volo basso e di breve durata con azione debole, diretto o solo leggermente ondulato per corte distanze.

  9. #9
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    Riproduzione

    Nidifica tra le siepi, cespugli, sempreverdi, edera o su alberi a notevole altezza. Il nido viene costruito dalla femmina, talvolta aiutata dal maschio che porta materiale.

    Nel nido, non troppo nascosto, la femmina depone da 3 a 5 uova verdi-azzurre macchiate di bruno, che cova per 12-15 giorni. Verso il tredicesimo giorno di vita i piccoli, pur non essendo ancora in grado di volare, escono dal nido occultandosi in terra nei cespugli dove, mentre la madre inizia a costruire un secondo nido, il padre continuerà ad assisterli per un paio di settimane.

    Di frequente le coppie portano a termine nell'anno tre covate.







    Alimentazione

    In quanto ghiotto di frutta può essere dannoso per i frutteti; gradisce in particolare mele, pere, fragole, ribes, mirtilli, ciliege e fichi. Completano la sua alimentazione bacche, semi, vermi di terra, insetti, coleotteri, lepidotteri, ditteri, ragni, millepiedi e piccoli molluschi.





    Legislazione

    Il merlo è protetto in Italia ed è vietata la detenzione e la vendita dei soggetti non anellati e sprovvisti di certificato di nascita in cattività.







    Bibliografia

    V. Menassè - Uccelli nostrani da gabbia, Encia, Udine 1978;

    AA.VV. - Rassegna completa degli uccelli d'Europa, Rizzoli, Milano 1972.

  10. #10
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    Sito in INGLESE con dei filmati: http://www.birdguides.com/html/vidli...ula.htm#movies


    Foto identificative:



    MASCHIO




    FEMMINA






    DISTRIBUZIONE IN EUROPA:




 

 
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