05.10.2005
Legge elettorale, l’Europa deve sapere
di Gian Giacomo Migone
Forse non tutti i protagonisti della politica italiana hanno capito che la riforma elettorale maturata dalla Casa delle libertà sarà giudicata, in Europa e nel mondo, come una tappa decisiva se non la conclusione trionfale del processo involutivo che ha investito la democrazia in Italia. Bene ha fatto Romano Prodi a indire una manifestazione di piazza e una lotta durissima contro questa riforma e contro la finanziaria che, dal punto di vista sociale e istituzionale, porta lo stesso segno. Ove sono in gioco le regole di convivenza democratica e il benessere sociale di milioni di persone, ma anche la reputazione internazionale del paese, non bastano una discussione in un teatro e qualche centinaio di emendamenti, a tempi contingentati. Si tratta, ancora una volta, di tracciare la linea del Piave.
Non siamo di fronte a una disputa sulle rispettive virtù del sistema maggioritario rispetto a quello proporzionale, anche se, come noto, il popolo italiano ha già sciolto questo nodo con un referendum, non molti anni fa.
(segue)




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