Alto-Adige libero?Originariamente Scritto da Eridano
dai tedeschi forse?


Alto-Adige libero?Originariamente Scritto da Eridano
dai tedeschi forse?


Originariamente Scritto da L.Ferdinand
Ma tornare di che!
L'Alto-Adige è italiano geograficamente.
Tornassero loro da dove son venuti!


Ho appena ricevuto una chicca: una proposta di legge di Cossiga. Posto parte della motivazione (ammettendo che certe affermazioni storiche, tipo l' assistente religioso nominato dal principe-vescovo di TN, sono errate) :
SENATO DELLA REPUBBLICA
Disegno di legge costituzionale per il riconoscimento del diritto di autodeterminazione al Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano.
di iniziativa
del Sen. Francesco Cossiga
RELAZIONE
La storia del Tirolo del Sud e della sua annessione all’Italia dopo la Seconda Guerra è una storia piuttosto complessa. Il Tirolo del Sud, insieme al Tirolo dell’Est, al Tirolo del Nord e al Tirolo italiano, detto altrimenti Welsch Tyrol, o Tirolo guelfo o Trentino, costituiva la Contea del Tirolo, cattolica e bilingue, da secoli e secoli, come il Trentino, legata ai Re di Boemia ed Arciduchi d’Austria (il Trentino non fu mai sottoposto a alla sovranità di alcuno Stato o principe italiano). La Contea del Tirolo godette sempre di uno “status” speciale: si pensi che le truppe tirolesi non potevano essere impiegate fuori del territorio tirolese senza l’autorizzazione della Dieta Tirolese. Il Tirolo aveva sue truppe speciali: i Kaiserjäger (i cui reparti trentini furono i primi a scontrarsi il 24 maggio 1915 con le Guardie di Finanza italiane che occuparono Cortina d’Ampezzo. Un reparto dei Kaiserjäger catturò poi Cesare Battisti. Le truppe territoriali degli Schützen sono sopravissute alla sconfitta dell’Impero Austriaco e sono rimaste come unità militari-culturali, non solo nel Tirolo del Sud, ma perfino nel Trentino, nel quale esse hanno oggi un assistente religioso nella persona del vicario della Diocesi di Trento, nominato dal Vescovo Principe di quella città, assistente che ha pubblicato un bel libro su le migliaie di trentini che militarono e caddero valorosamente al servizio dell’Imperatore nelle file dell’ I e R. Esercito austro-ungarico. Mai, durante il Risorgimento, da Cavour a Cesare Balbo, da Mazzini a Cattaneo a Garibaldi, nessuno pensò che della futura Italia Unita dovesse fare parte il Tirolo, escluso il Trentino, che anche se di cultura italianissima, acquistò solo con Cesare Battisti e con il socialismo trentino una coscienza “irredentista”. L’annessione del Tirolo del Sud da parte del Regno d’Italia non era prevista neanche nei protocolli riservati del Trattato di Londra, con il quale l’Italia passò dalla parte dell’Intesa con la Francia ed il Regno Unito, abbandonando la storica Triplice Alleanza con l’Austria-Ungheria e con il Reich Germanico. Al tavolo della pace gli Stati Uniti e la Francia, favorevoli alla costituzione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, si opposero a che fosse annessa all’Italia la Dalmazia e la italianissima Città di Fiume. In cambio, il Governo italiano, su pressioni dei comandanti militari ossessionati dall’idea di “portare il confine alle Alpi”, ottenne l’annessione del Tirolo del Sud, nel disegno francese dello smembramento dell’Austria-Ungheria che avrebbe poi portato alla nascita del III Reich sotto la guida del nazismo. Il Governo italiano e sopratutto il regime fascista pensarono subito alla degermanizzazione del Tirolo del Sud, contro gli ideali dell’idea mazziniana e neoguelfa cattolica che aveva ispirato il Risorgimento, prima con la colonizzazione italiana e poi, d’accordo con Adolf Hitler e con il regime nazista, con l’espulsione dei cittadini di nazionalità germanica. L’Italia vinta, dopo aver perduto l’Istria, Fiume e Zara e quasi Trieste e Gorizia, non poteva allora rinunciare al Tirolo del Sud, ribattezzato da un modesto e falsificatore geografo fascista: Alto Adige! Si addivenne allora al compromesso tra Italia ed Austria, siglato a Parigi dall’italiano Alcide De Gasperi e dall’austriaco Gruber, che avevano entrambi studiato all’Università di Vienna e che entrambi parlavano il tedesco, compromesso mai realmente e pienamente attuato fino ai governi Moro ed Andreotti. La rettifica dei confini è stata sempre considerata cosa pericolosa per gli equilibri internazionali


una chicca? ne abbiamo parlato un mese fa,e cossiga ha ritirato quella vergognosa proposta.
Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi


Faschistische und NS-Relikte stehen Völkerverständigungen in Europa im Wege. Mehr dazu (www.unionfs.com):
Am Brennerpass steht direkt auf der Unrechtsgrenze ein Grenzstein, der von Italien nach der Annexion Südtirols dort errichtet wurde, um die neue Grenze auch symbolisch sichtbar zu machen. Auf der nördlichen Seite des Steins befindet sich die Inschrift „Österreich“ und darunter in einem Kreis eingemeißelt, ein deutlich sichtbares Hakenkreuz, welches wohl nach dem Anschluss Österreichs an das Deutsche Reich 1938, dort angebracht wurde.
Nazi-Grenzstein am Brenner Im Zuge der Kampagne der Jungen Union gegen die Faschistischen Relikte in Südtirol, haben wir immer betont, dass wir sowohl den Faschismus als auch den Nationalsozialismus gleichermaßen verurteilen und daher auch die Beseitigung von Nazi Denkmälern verlangen würden, wenn es sie in Südtirol gäbe. Mit dem Auffinden dieses Nazi Reliktes wollen wir diesem Versprechen nun Rechnung tragen und fordern daher die sofortige Beseitigung dieses Grenzsteins mit Hakenkreuz.
Es ist absolut inakzeptabel, dass der erste Eindruck den Gäste bei einer Fahrt nach Südtirol bekommen, von einem Hakenkreuz gekennzeichnet wird, vor allem aber, dass hier der Eindruck vermittelt wird, dass Österreich noch immer mit dem Naziregime zu assoziieren sei, so Sven Knoll Jugendkoordinator der Union für Südtirol.
Da mit diesem Grenzstein nicht nur dem Ansehen Südtirols, sondern auch dem Ansehen Österreichs immens geschadet wird, werden wir sowohl die Tiroler Landesregierung, als auch das österreichische Außenministerium von diesem inakzeptablen Grenzstein in Kenntnis setzen, um gemeinsam dessen Beseitigung zu fordern.
Weder das faschistische Liktorenbündel, noch das nationalsozialistische Hakenkreuz, haben in unserer Gesellschaft noch etwas verloren, weshalb diese undokumentierten Denkmäler, die noch immer den ursprünglichen Propagandazweck erfüllen, eine Schande für jeden demokratischen Staat darstellen.
Gerade der Brenner wurde vom Faschismus instrumentalisiert und mit einer abstoßenden Architektur versehen, die den Brenner heute zurecht zu einem der hässlichsten und unmenschlichsten Orte in ganz Europa macht. Der Jugendkoordinator der Union für Südtirol Sven Knoll, fordert daher den Abriss der faschistischen Bauten am Brenner, um diesem Ort, der nie eine Grenze, sondern immer eine Verbindung zwischen Nord und Süd war, sein ursprüngliches Gesicht zurückzugeben. Als erster Schritt sollte dabei der Nazi Grenzstein entfernt werden, an dessen Stelle Sven Knoll die Wiedererrichtung des von den Faschisten entfernten Tiroler Gedenksteins vorschlägt, der die Aufschrift trug: „Brennerpass das Wasser scheide ich, das Land verbinde ich“.
Sven Knoll, Jugendkoordinator der
Union für Südtirol und Gemeinderat in Schenna


No, dagli italiani.Originariamente Scritto da lucaromano


Verissimo e auspicabile.Originariamente Scritto da Mitteleuropeo


Aus www.unionfs.com, 10.08.06
Begnadigung der Südtiroler Freiheitskämpfer - Auf Lippenbekenntnisse müssen Taten folgen
Als längst überfälligen Akt der Gerechtigkeit, bezeichnet der Jugendkoordinator der Union für Südtirol Sven Knoll, die jüngst entbrannte Diskussion, um die Begnadigung der im Exil lebenden Südtiroler Freiheitskämpfer. Es ist zwar begrüßenswert, wenn sich Durnwalder und Pichler Rolle grundsätzlich für eine Begnadigung aussprechen, doch müssen auf Lippenbekenntnisse auch Taten folgen, so Sven Knoll.
In der Anlage anbei, das bis heute gültige Fahndungsplakat der im Exil lebenden Pusterer Buabm Die SVP spricht beinahe bei jeder Gelegenheit davon, wie wohlgesinnt die Regierung Prodi gegenüber Südtirol ist, dies gilt es nun auch unter Beweis zu stellen. Die Vertreter der Südtiroler Volkspartei müssen endlich Farbe bekennen und die Begnadigung der im Exil lebenden Freiheitskämpfer umgehend einfordern. Es wäre ein Fehler noch länger damit abzuwarten, da niemand weiß, wie lange die Regierungskoalition von Prodi noch halten wird. Bei einer eventuell nachfolgenden Rechtsregierung wäre das Thema Begnadigung nämlich für Jahre tabu.
Die Südtiroler Freiheitskämpfer befinden sich nun schon seit 45 Jahren im Exil und warten auf eine Gerechtigkeit die ihnen bis heute untersagt wird.
Es geht weniger darum einen Schlussstrich unter die Geschichte zu ziehen, denn das Ziel der Freiheitskämpfer, die Selbstbestimmung, wurde bis heute nicht erreicht, als vielmehr darum, diesen Männern endlich Gerechtigkeit und Menschlichkeit widerfahren zu lassen.
Nicht Eroberungslust und Machtgier, sondern die Unterdrückung und Demütigung der Südtiroler durch Italien, hat diese Männer zu den Waffen greifen lassen. Ohne die selbstlose Aufopferung dieser Helden der jüngeren Tiroler Geschichte, würde unser Land heute sicherlich nicht die Rechte besitzen, von denen wir alle, auch die Italiener, tagtäglich profitieren.
Es ist daher auch eine moralische Verpflichtung, den im Exil lebenden Freiheitskämpfern endlich ihre Freiheit wiederzugeben, denn viele sind heute bereits über 70 Jahre alt und wünschen sich nichts sehnlicher, als noch einmal die Heimat zu sehen.
Sven Knoll, Jugendkoordinator der Union für Südtirol
und Gemeinderat in Schenna


io sono favorevole all'indiendenza del tirolo
in questo modo l'italia non dovrebbe + mantenere quel'esercito di parassiti e mantenuti che sono i tirolesi


detto da uno col sole delle alpi nel simboloOriginariamente Scritto da Doitch
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