Comunque resta un dato di fatto che furono i Piemontesi con Garibaldi ad aggredire il Regno dei Borboni , NON IL CONTRARIO !"Originariamente Scritto da Runes


Comunque resta un dato di fatto che furono i Piemontesi con Garibaldi ad aggredire il Regno dei Borboni , NON IL CONTRARIO !"Originariamente Scritto da Runes
Se vogliamo vedere semplicisticamente gli eventi sì. Ma allo stesso modo potrei dire che furono gli eberei ad ammazzare Cristo. O furono I TEDESCHI a mettere in forno gli ebrei. Quello che intendevo nel mio precedente post infatti era che vedere la storia con quest'ottica colpevolizzante e non invece "ragionante" porta soltanto all'odio. I fatti non accadono così, di per sè. Vi sono sempre delle circostanze che li provocano o li impediscono. Del resto, come era una favola quella del Regno del Sud disastrato, era una favola anche quella del presunto Eldorado borbonico. I fuoriusciti dalle carceri borboniche, le migliaia di profughi e fuggiaschi, andarono proprio ad ingrossare le file dei patrioti italiani (non me ne vogliano i leghisti, ma per me il padano è solo un ottimo formaggio) e che patrioti!


Originariamente Scritto da Zarskoeselo
E pensare che sul Mincio nel 1848 c'era anche l'esercito borbonico al comando del Gen. Guglielmo Pepe. Poi si capi' che piu' che l'Italia Unita si voleva l'ingrandimento del Piemonte! Sulle prime c'erano anche reparti del papa ! Pendsate un po'.Qui pero' l'Austria minacciò uno scisma ed i papalini dovettero, giustamente, fare dietro front.
Pero' uno spirito nazionale c'era eccome. Che avessero ragione Gioberti o Cattaneo ?
Se il Piemonte voleva davvero ingrandirsi non avrebbe agito così, non sarebbe rimasto sul campo. Le lettere dei protagonisti, dimostrano quanto avessero in animo realmente. Inoltre, i meridionali contribuirono all'unità, anche dopo, fornendo al Regno intelletti stupendi, quali Settembrini e valorosi patrioti. E quello dei papalini fu un tradimento bello e buono.


Originariamente Scritto da Ferruccio
Mi dai dei dispiaceri Ferruccio, quando dici il falso su questo argomento. Lo fai involontariamente, o forse perche sei un buon Lombardo , ma le cose non andarono per "ingrandire il Piemonte" andarono per fare l'Italia.
Si tratta di capire da che parte si vuol stare, dentro l'Italia o fuori, ma ciò non deve falsare l'opera di Casa Savoia....
Come ebbi già modo di scrivere in merito .....
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Quale Unità per l’Italia ?
In Italia furono diverse le correnti di pensiero, che, nel periodo precedente la formazione dello Stato unitario, si ispirarono al federalismo; tutte partivano dalla presa d’atto della situazione politica italiana dell’epoca, caratterizzata dalla presenza di sette diversi Stati.
A premessa di ogni idea e giudizio , mi piace citare le parole di Napoleone Bonaparte espresse dal’Elsilio di S.Elena :
“ L’Italia è una sola nazione. L’unità dei costumi, della lingua, della letteratura dovrà finalmente, in un avvenire più o meno prossimo, riunire i suoi abitanti sotto un sol governo “
Era chiaro quindi anche nella testa del Grande Napoleone, che i tempi delle divisioni e dei servaggi stranieri erano arrivati inevitabilmente alla fine dei loro giorni … ma come ?
Tra i primi a teorizzare la soluzione federalista, ma vista come fase iniziale al processo di unificazione, fu il Conte Gian Francesco Galeoni di Napione Coccolato, il quale, nel 1791, diede alle stampe in Torino uno studio dal titolo “Idea di una confederazione delle Potenze d’Italia”.
Ancora nel 1791-92 diede alle stampe, sempre in Torino un’opera in due volumi “Dell’uso e dei pregi della lingua italiana” quale legame di nazionalità
Nel 1814, Benedetto Borselli di Savona, proponeva un’”associazione di Stati Italiani, con una Dieta di Sovrani, e di repubbliche, presieduta dal Pontefice”. Era il primo esempio si suggerimento di federalismo neo-guelfista.
Nel 1846, Vincenzo Gioberti, confermava questa teoria sul “Il primato morale e civile degli Italiani”, dove rilevava che l’Italia aveva in se tutte le condizioni del suo risorgimento nazionale e politico, senza ricorrere agli aiuti ed alle imitazioni straniere, e che l’unità italiana poteva essere realizzata dal Papa, sotto forma di una confederazione dei vari Stati.
Un’evoluzione dell’idea di Gioberti, si riscontra nel saggio “La Costituzione secondo la giustizia sociale, con un’appendice sull’unità d’Italia” che scrisse Antonio Rosmini Serbati a Napoli nel 1848. Il filosofo cattolico sosteneva (profeticamente) che l’unità sarebbe stata aiutata dal progredire dei mezzi di comunicazione che avrebbero ridotto le distanze, e dai matrimoni misti, che avrebbero attenuato le pur evidenti differenze di carattere degli Italiani.
Alla scuola neo-guelfa, si contrappongono le concezioni federaliste laiche di Giuseppe Ferrari e Carlo Cattaneo (Milano), che non ravvisavano la necessità di un organo comune tra le varie repubbliche (che sognavano), ma ritenevano fosse sufficiente il sentimento di necessità e mutuo soccorso di fronte al pericolo straniero !
Carlo Cattaneo in effetti nutriva una forte avversione nei confronti dei vicini Savoia, ed a lui è attribuito il disegno di una Lega di Stati Italiani, uniti sotto la presidenza dell’Imperatore d’Austria.
(quando si parla di Leccaculo !!!!)
Questo concetto è il tema di diversi scritti apparsi su “Il politecnico”, un periodico di Milano del tempo.
Chi si opponeva radicalmente alle tesi Federaliste era Giuseppe Mazzini. Egli infatti ravvisava un nesso tra il frazionamento dell’Italia ed il suo servaggio…. Nell’individualismo degli Italiani stessi “che si nutre di tutte quelle gelosie, gare e vanità di città e di municipi, passioncelle abbiette e meschine che brulicano nella penisola come vermi nel cadavere di un generoso”.
Quindi, tendenza al frazionamento e decadenza italiana camminano su due rette parallele, e la conclusione di Mazzini era “solo l’unità e soltanto la repubblica possono assicurare durata alla libertà e all’indipendenza”.
(se vedesse il ccaos repubblicano d'oggi però.....)
In conclusione, le correnti di pensiero che agitarono la nostra penisola e prepararono il Risorgimento italiano, si polarizzarono intorno a due punti fondamentali : unità e federazione. Il 1848 fu l’anno d’oro delle concezioni federaliste, ma segnò anche l’inizio del loro declino per la sconfessione del programma neo-guelfo da parte di chi avrebbe dovuto orchestrare (Pio IX) e per il fallimento del primo esperimento di azione federale (campagna militare del 1848-49)
E veniamo proprio alla prima campagna militare, nella quale S.M. il Re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia Carignano, uno dei fautore del federalismo neo-guelfo, si lanciò generosamente nella prima guerra d’indipendenza, al richiamo dei moti e degli innumerevoli subbugli contro lo straniero ….Il 23 marzo 1848, Re Carlo Alberto volle assegnare al suo esercito il tricolore italiano, quale segno evidente che non era intenzione conquistare, ma “costruire” a proprio rischio e pericolo, la realizzazione dell’agognata indipendenza, se possibile in collaborazione con gli altri Regni sovrani della penisola. Egli infatti afferma :
“E per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell’unione italiana, vogliamo che le nostre truppe, entrando sul territorio della Lombardia e della Venezia, portino lo scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana”.
Ed effettivamente la prima parte della campagna, vide in campo non solo l’armata Sarda, ma al suo richiamo, risposero il Regno di Napoli, con un corpo al comando del Generale Pepe, ed anche lo Stato Pontificio, invio il suo al comando del Generale Durando.
Questa partecipazione congiunta, di diversi Stati, più quella dei numerosi volontari da ogni parte dell’Italia, e persino dalla Dalmazia consenti numerosi e brillanti successi. Questi successi però, fecero anche sorgere gelosie e preoccupazioni nei Principi, i quali ritirarono l’adesione all’iniziativa, passando di fatto dalla parte dello straniero, deludendo non poco le speranze e le illusioni dei rivoluzionari, ma anche di casa Savoia.
Ancora il 1° Febbraio 1849 comunque, alla ripresa delle operazioni militari, Carlo Alberto di Savoia, ormai solo contro il nemico Austriaco, auspicava al ricomponimento dell’originario programma neo-guelfo affermando nel Discorso della Corona in Parlamento : “Ci aiuteranno nel nobile arrigo l’affetto e la stima delle nazioni più colte ed illustri d’europa, e specialmente di quelle che ci sono congiunte coi vincoli comuni della nazionalità e della patria. A stringere viemmeglio questi nodi fraterni intesero le nostre industrie; e se gli ultimi eventi dell’Italia centrale hanno sospeso l’effetto delle nostre pratiche, portiamo fiducia che non siano per impedirlo lungamente”, e più oltre a conclusione del medesimo discorso affermava ancora : “La confederazione dei Principi e dei Popoli Italiani è uno dei voti più cari del nostro cuore e useremo ogni studio per mandarle prontamente ad effetto”
E’ chiaro quindi che il Regno di Sardegna ed i Savoia aderendo a questo principio, manifestavano la volontà di realizzare l’unità Italiana non contro gli Stati preesistenti, ma con il loro coinvolgimento e la loro collaborazione.
Ma non dire cazzate per favore sabaudo.
Sud Libero!
Avete fatto l'unità solo per volontà della finanza padana (che ancora oggi vive sfruttando risorse al sud) che aveva bisogno di forza-lavoro da internare nelle sue fabbriche.


Originariamente Scritto da Runes
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Documenti ?, citazioni ?, anche solo una scorreggina in appoggio o in prova alla tua fine affermazione ."...ma non dire cazzate per favore sabaudo".
Caro Runes, ti ricordo che il Decreto di Autonomia della "Regione Siciliana", è firmato da un Savoia (SM il Re Umberto II)... se l'autonomia però non ha mai funzionato, dipenderà dai politici e dalle istituzioni repubblicane, non dal principio messo in opera dalla Monarchia in Italia.
Il suo livore, posso comprenderlo, ma non deve diventare uno scudo per non sentire e non vedere !
Saluti
Tu non hai capito un semplice preposto:
Voi avete ordinato e guidato l' INVASIONE, OCCUPAZIONE, SACCHEGGIO del Sud. Nei Lager Pimemontardi, deportato centinaia di soldati borbonici, massacrato intere popolazioni in nome di un'unità fatta a tavolino per gli interessi del Nord. E tu, oggi, vieni da me a dire che non ho argomentazioni? documenti etc? leggiti un pò di libri sul VERO risorgimento, non quelli che ti compri per la scuola superiore, dove elogiano a garibbardo come eroe nazionale.
L'Italia è solo nella vostra mente e in quella di chi la vuole chiamare Padania, solo per farsi figo, ma in realtà voi avete fatto i loro interessi.
Via dal Sud chi lo ha occupato!


via dal Sud e chi lo ha occupato? io sono abbruzzese, meridionale, ma tengo per l'unità, per l'Italia unita (Patria?). Non si può camminare sulle uova senza romperle, non s'è potuto fare l'Italia senza qualche contraccolpo. Volete uno Stato meridioniale, sotto le insegne degli eredi di Franceschiello? Con la Jervolino Presidente del Consiglio? Fatevi sotto ...
lupocattivo