ROBERTO NOTO: IL CONCORDATO NON SI TOCCA !
Ufficio Stampa M.I.S. Roma Provincia - la diaspora dei Patti Lateranensi che tramuta la questione religiosa in questione politica fa insorgere codesta Federazione il quale di fronte ad un ritorno di fiamma della plurisecolare polemica anticlericale, ricorda come già la revisione dei Patti del 1984 ha posto fine ai presunti “privilegi” della Chiesa Cattolica. Si vuole richiamare alla memoria come l’8 per mille del gettito complessivo dell’I.R.P.E.F è una possibilità offerta ai contribuenti, i quali a loro volta possono anche effettuare delle scelte diverse, compreso lo Stato, per fini di unità sociale. Si precisa che il denaro raccolto non va al Vaticano ma alla Chiesa attraverso la Comunità Episcopale Italiana al fine di opere caritatevoli, nazionali e internazionali che fanno capo all’organizzazione ecclesiale, oltre che alle spese per il culto, l’apostolato e la pastorale. Di fronte ad una sterile e quanto inutile polemica sollevata da una parte del Centro-Sinistra, va menzionato come già con la revisione del Concordato siglata nel 1984 si sia bloccato un sistema di finanziamento da parte dello Stato alla Chiesa che comprendeva sia la “congrua” ovvero il sostentamento di vescovi, parroci e canonici il cui ultimo anno ammontò a circa 399 miliardi di lire, sia i contributi per l’edilizia di culto, di circa 7 miliardi l’anno. I Patti Lateranensi firmati all’ interno della Basilica di San Giovanni in Laterano quel 11 febbraio 1929 dai due plenipotenziari incaricati ovvero Sua Eminenza il Cardinale Pietro Gasparri per la Santa Sede ed il Cavaliere Benito Mussolini Capo del Governo italiano per conto del Regno d’Italia stabiliscano in ventisette articoli i reciproci rapporti tra i due Stati, mettendo così fine alla spinosa “Questione Romana” sorta nel 1871 con l’annessione di Roma al Regno d’Italia sotto la dinastia di Casa Savoia. Nel Trattato viene riconosciuta la religione Cattolica Apostolica e Romana quale sola religione di Stato e la creazione di un nuovo Stato quale la “Città del Vaticano”. Di conseguenza vengono regolamentate, la cittadinanza vaticana, il diritto di legazione, le proprietà della Santa Sede, le esenzioni tributarie e doganali, lo stato dei Cardinali e la neutralità del Vaticano. Il trattato ratificato dopo qualche mese dal Sommo Pontefice e dal Re d’Italia sarebbe ora messo in discussione da qualche politico un po’ “retro” fautore di un esasperato laicismo che non condividiamo .
fonte: www.legionario.org




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