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Discussione: Povero Kossovo

  1. #111
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    La tesi di Dragos Kalajic ad Alfonsine (Ra)
    "L’autentico nemico dell’Europa non è la Russia, ma l’Islam"

    Si è svolta ad opera della sezione leghista di Alfonsine (Ra) la presentazione del libro Stato e Potenza del leader comunista Gennadij Zjuganov cui è seguìto un pubblico dibattito sul nazional-comunismo russo e il rapporto America-Eurasia. A Marco Montanari dell’Università di Bologna che ha contestato la definizione di nazional-comunismo assegnata a Zjuganov, sottolineando come il comunismo russo abbia ancora come faro lo stalinismo centralista, ha risposto Carlo Terraciano della rivista "Rosso è nero" che in Russia, nel ’93, fu testimone diretto della nascita di un fronte nazional-comunista denominato "Fronte di Salvezza Nazionale". "Oggi - ha detto - lo scenario politico russo non si divide più tra destra e sinistra: il vero scontro è tra gli internazionalisti filoamericani e i patrioti russi di ogni colore. Dalla fine della guerra mondiale in poi, tutte le alleanze militari filo-Usa hanno come obiettivo l’accerchiamento della Russia e la sua riduzione a suddito politico ed economico. Ma non si è considerato che l’ex Urss ha sempre avuto una coscienza imperiale e la guerra di Cecenia suona da avvertimento a coloro che danno già per morta la Russia ortodossa". Di Caucaso e Balcani ha poi parlato il giornalista Massimiliano Ferrari che ha ricordato la grande simpatia che la Lega prova per il mondo cristiano-slavo che in Serbia e nel Caucaso combatte e fa da argine all’avanzata dell’Islam. "L’ala pura e non mercantilista della Lega - ha detto - mette l’interesse della comunità di sangue al di sopra del benessere del singolo egoista e simpatizza per i fratelli slavi che si sacrificano in nome della comune patria europea e rifiuta la visione di coloro che straparlano di una ricca Europa occidentale da chiudersi ad est e da aprirsi a milioni di lavoratori musulmani "purché in regola col permesso di soggiorno". La rivolta cecena non è classificabile come autonomista: i ceceni, già autonomi, avrebbero potuto ottenere la piena indipendenza con il famoso referendum deciso per il 2001. Invece hanno dato il via ad una nuova fase di espansionismo islamico ai danni dell’Europa. Inoltre la Russia che perde i giacimenti del Cacauso equivale alla definitiva sudditanza energetica dell’Europa nei confronti dell’accoppiata amero-islamica che avrà il totale controllo delle aree gas-petrolifere e degli oledotti". L’ultimo intervento è stato quello del Prof. Kalajic, dell’istituto geopolitico di Belgrado, che ha ricordato come il futuro della Padania dipenda in maniera vitale dai processi incorso in Russia. "L’alleanza russo-europea - ha detto - è stata osteggiata per secoli dall’Inghilterra e oggi dagli americani che mirano al controllo del nostro continente e creano conflitti che oppongono europei ad europei. A giovare di questa situazione sarà la Turchia che si vuole fare entrare nella Ue consentendo così a 70 milioni di turchi e ad altri 100 milioni di turcofoni islamici di insediarsi nel cuore dell’Europa. La politica anticomunista della guerra fredda aveva come vero obiettivo la Russia e non il sistema comunista. Oggi un eventuale alleanza alle elezioni di marzo tra i nazionalcomunisti e un autorevole Putin liberatosi dai parassiti di corte potrà rappresentare l’inizio di un processo di liberazione dell’Europa".Fe. P.

  2. #112
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    Citazione Originariamente Scritto da Iron81
    Alla gente purtroppo non frega niente di queste cose... è attaccata a quello schifoso fintopacifismo solo quando rimbeccata dalle sinistre e null'altro. Televisione trasmette? Si agitano le bandierine arcobaleno... televisione silente? Tutti tranquilli...
    Chi sa dov'è il kossovo? Chi ne conosce la storia? Chi se ne sbatte?
    Se anche venisse bruciata Notre Dame o Sanit Paul... che farebbero gli italiani? E se bruciasse la cattedrale di.. boh... Palermo? Milano? Firenze? I tedeschi o gli spagnoli cosa farebbero?
    La gente si sveglia solo se colpita in prima persona...
    Putroppo, il camerata Iron81 ha ragione...alla gente non frega un'accidenti delle Chiese che bruciano o degli islamici che hanno invaso le nostre città....e questo perché?
    Per due semplici motivi...innanzitutto il laicismo e il materialismo che oramai ha invaso le nostre menti, i nostri cuori...siamo diventati individualisti, non abbiamo più un ideale per cui lottare...l'importante è divertirsi, pensare a se stessi....degli altri chissenefrega....

    Secondariamente, la colpa è di quel sincretismo religioso, che ha trionfato nel Concilio Vaticano II, che ha portato Papi a baciare il Corano (dove si bestemmia Dio e si ordina di uccidere gli infedeli), di entrare nelle Sinagoghe, parlare di pacifismo, organizzando riunioni interreligiose e porcherie varie....

    Il liberalismo è penetrato nella Chiesa...per questo sono un anti-conciliare, per questo sono lefebvriano....voglio essere un anti-liberale al 100%: Mons. Lefebvre ha combattuto il liberalismo fino alla fine, proprio seguendo ciò che Santa Romana Chiesa per 2000 anni ha insegnato!

    Per quanto rigaurda la questione delle statue di Buddha...anche lì devo dare ragione ad Iron81....il fatto ebbe rilevanza solo perché si stava preparando il terreno per l'attacco in Afganisthan
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  3. #113
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    Citazione Originariamente Scritto da enea08
    Senti Lictoriius, evitiamo le polemiche pseudointellettuali su questa discussione che voglio che riguardi STRETTAMENTE la tragedia del Kosovo e basta.
    Sull'Europa patrimonio di altre religioni non sono assolutamente d'accordo, ma di quello se ne parlerà in altra sede, lasciami solo dire che l'Impero Ottomano ( durato 600 anni? e chissene frega, viva Bisanzio), creò il simbolo della mezzaluna rossa, proprio in contrapposizione alla croce rossa ( che era un'organizzazione filantropica nata in Svizzera e dalla quale aveva preso il simbolo, rovesciandolo) che ai loro occhi era troppo cristiano.
    Il nazionalismo serbo si nutre profondamente della religione ortodossa e non capire questo significa avere una visione incompleta dell'argomento.
    È come se permettessimo qui in Italia ai musulmani di distruggere le nostre chiese, rompendo le palle con gli arabi in Sicilia e altre cretinate del genere sputate fuori da quattro vescichette che avendo letto 4 libri pensano di aver capito tutto della vita e invece sono solo un dramma per la collettività della quale fanno parte! ( non mi riferisico a te, non ti incavolare)
    Comunque non ti preoccupare che prima o poi il discorso sul cristianesimo lo affronteremo tutti quanti e ci chiariremo le idee una volta per tutte, perchè non si può condividere un cammino con persone che voglioni seguiire altre strade.
    E io sogno un'Europa Cristiana, della quale l'Islam faccia parte solo come antagonista!

    Pertanto se tu credi che la religione non sia importante e che addirittura l'Islam fa parte dell'Europa, lascia perdere questa discussione nata per cercare la solidarietà di chi invece lotta per difendere un lembo della sacra Europa dall'invasione islamica!
    quoto tutto!
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  4. #114
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    Citazione Originariamente Scritto da Musashi
    Chi ci occupa con basi militari non sono glia albanesi, chi ha distrutto il nazional-socialismo non sono 2000 immigrati ma 2000 bombe americane, Hitler ha impegnato gran parte della sua vita nel combattere l'ebraismo.
    Il motivo è semplice, era un genio!
    Naturalmente condanno assolutamente chi brucia le nostre chiese!.Enea scusa per l'errore, comunque se percepissi un reale tentativo di islamizzare l'eurpa scenderei subito in piazza a difendere i miei pochi fratelli perchè la maggior parte della gente oggi non meriterebbe nemmeno di rimanere in vita!Mi sembra invece che l'Islam le proprie guerre le combatta entro i suoi confini contro gli stessi nemici dei neo-nazzi-fasci(Palestina, Iran, afghanistan, iraq, siria, cecenia) non credo poi che il marocchino che viene in italia, si veste all'occidentale, si droga e si ubriaca sia la priorità di un nazional- rivoluzionario(naturalmente se ci fosse lo stato che intendo io sarebbe fucilato).La priorita per un Nazional-rivoluzionario oggi è combattere lo stato democratico antifascista servo dei sionisti degli usa e delle oligarchie EBREE che ci sono dietro e questo Hitler lo sapeva anche 70anni fa che le cose per il sionismo non erano dicerto rosee come oggi!!Sono sicuro che se Hitler risorgesse la penserebbe esattamente come me!!!
    Hai ragione....i nemici non sono due...è solo uno...sono i fautori del NOM (Nuovo Ordine Mondiale), che si servono ora dei mussulmani albanesi, ora dei talebani, per poter arrivare al loro scopo: imporre questo stramaledetto Ordine Mondiale...riflettete...notate l'europa...è stata circondata! Da un lato si è provveduto ad abbattere il sentimento religioso (tramite il Concilio Vaticano II), dall'altro si è provveduto a raffreddare le menti (chi è pronto a muorire per la patria?) e a farci invadere dalle uniche persone che ancora mettono la religione come loro priorità: i mussulmani! In Europa si favoriscono, in medio oriente si bombardano!
    Perché? Qual è stato sempre il principale nemico di questo maledetto progetto? La Chiesa e l'Europa Cristiana! Solo abbattendo queste due, si potrà raggiungere questo perverso scopo!

    I paesi slavi, sono stati sempre la trincea d'Europa....A Lepanto fu l'Ungheria, oggi è la Serbia!
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  5. #115
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    Citazione Originariamente Scritto da LictoriuS
    L'Impero Romano si è formato da solo? La storia dell'uomo è una storia di conquiste. La precisazione è corretta, ma non sposta la questione perchè il Kosovo venne conquistato nel 1389. L'Impero Ottomano fu esempio di grande tolleranza se è solo per questo, ma ora che l'altro "fenomeno" chiamato enea, mi venga a negare che dal 1299 al 1923 ci fu questo Impero (tollerante), con fondamenti islamici in Europa mi vien da ridere.... perchè ste cose le sa anche un bambino e negare l'evidenza non serve ad una benamata minchia....poi per me si può anche credere che l'Europa sia da sempre una torta di cioccolata. Ognuno crede cosa vuole.
    Vieni qui nel Salento...e poi parla

    Qui trovi alcune foto fatte da me...
    Questo è Otranto!
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=197275

    A Santa Maria di Leuca, invece, la Cattedrale fu costruita in modo tale che essa si potesse nascondere dentro un edificio e non far vedere così ai turchi che si trattava di una Chiesa....è ancor'oggi così....e potrei continuare....pensa qui sono così radicate le imprese turche, che c'è ancora il detto "mamma li turchi!"
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  6. #116
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    Lascia perdere Italano, non vale la pena farglielo capire.
    Questa è gente che ha il cervello imbottito del peggior ciarpame pseudointellettuale che il saginato culturame gli ha propinato.
    I turchi erano tolleranti, gli arabi erano dei motri di cultura, noi eravamo delle merde... povera Patria!

  7. #117
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    Altro che cazzate, leggere e comprendere.

    La limpieza étnica albanés de Vieja Serbia



    La opinión pública del mundo, no solamente experta, sino también y la más exstensa, en ultimos años se confronta con improcedente y casi increible distorsión de la verdad histórica sobre los serbios y Kosovo y Metohija, el centro de su civilización. Hay muchos ejemplos de interpretaciones perjudiciales de algunos acontecimientos en historia balcánica y europea, pero, casi no hay ejemplos de una manipulación tan inmoral de los hechos históricos. Los albaneses en Kosovo nunca estuvieron, ni están ahora las víctimas de la limpieza étnica por parte de los serbios, sino lamentablemente, los serbios masivamente estuvieron las víctimas de la limpieza étnica que ejecutaron los albaneses en el siglo 19 (especialmente en el período desde el año 1878 hasta 1912) con la ayuda prestada por las autoridades turcas, y de la limpieza étnica con el patronato ejercido por Italia facista y Alemania nazi y en el período posterior a la Segunda Guerra mundial, con el apoyo benévolo del régimen comunista de Yugoslavia de Tito.

    La historia de Europa del sudeste es muy compleja, y con ningún objetivo, ni siquiera con el del “Nuevo Orden del Mundo” no se puede justificar la obvia simplificación y manipulación. Las conquistas turcas en segunda mitad del siglo 15 pararon los alcances de civilización y el patrimonio de los pueblos cristianos de los Balcanes. La ocupación turca destruyó las sociedades de estos pueblos, su élite política, social y cultural, arruinó y destruyó muchas ciudades medievales, los templos ortodoxos y otros monumentos de cultura. La esencia de la civilización de los procesos hostóricos en los países serbios y en toda Europa del sudeste hasta el siglo 20 proviene del conflicto de la civilización cristiana europea y el islam radical, que los Turcos trajeron a estas regiones (Europa del sur no tuvo contactos con los altisímos alcances de civilización islamica árabe, sino con el islam militar y militante de los turcos- los seleucidas.

    Kosovo y Metohija son, según lo destacó varias veces Henry Kissinger, el secretario del estado de Estados Unidos, el ejemplo más obvio del conflicto de estos dos modelos de sociedad y civilización en un espacio muy limitado. Un gran porcentaje de los albaneses en Albania abrazó islam, pero no aceptó casi nada de la civilización islámica. Los serbios y otros pueblos cristianos en los Balcanes, apoyaron fuertemente el afán de Europa cristiana a suprimir el Imperio otómano de Europa central (especialmente hasta el fin del siglo 17). Después de la derrota de la coalición cristiana en el conflicto con Turquía y después de que las fuerzas europeas retrocedieron de las partes del sur de Serbia actual, los albaneses de Albania con la protección del gobierno turco, comenzaron a popular Serbia, principalmente la región de Metohija y luego de Kosovo. Desde aquel tiempo comienza el proceso de la cotidiana supresión de los serbios ortodoxos, como cristianos por la parte de los recién llegados albaneses musulmanes. A partir de aquel momento comienza la etapa más brutal de la destrucción de los templos serbios, monumentales y espirituales (la iglesia de Bogorodica Ljeviska estuvo convertida en mezquita, en el año 1756), y de los monumentos de cultura acompaáada de varios tipos de violencia y crimenes. Las numerosas fuentes históricas en los archivos del Vaticano y Viena, pero también y en los archivos de otros países nos ofrecen los testimonios de lo ocurrido. Los albaneses que llegan de Albania son exclusivamente los ganaderos y llegan con sus numerosos ganados, ocupando los campos fértiles de Metohija y Kosovo. Ellos no tienen sus monumentos de cultura en esta región. Los serbios ortodoxos, los que no escaparon, en una buena parte se convierten al islam para poder sobrevivir en sus hogares, y después, en segunda o tercera generación, en las circunstancias del entorno albanés, gradualmente perdieron su identidad étnica serbia. Se trata de los procesos que duraban mucho tiempo y que se pueden comprender sólo si se entiende la situación política, social y espiritual en general de las provincias remotas del Imperio otómano durante los siglos 18 y 19. Por mucho tiempo en Kosovo y Metohija los albaneses eran la minoría en comparación con los serbios ortodoxos, pero contaban con el fuerte apoyo de las autoridades turcas, en las cuales ellos también tomaban parte, ocupando altos puestos en la administración turca.

    El conocido hostórico británico Harold Temperley (Harold William Vazele Temperley) destacó claramente que ¨los serbios convertidos al islam, llamados los arnautas son los enemigos más encarnizados de los serbios¨. Temperley fue el profesor de la Universidad de Harvard y Cambridge, y en el año 1921 fue el representante en la Comisión de fronteras albaneses. Muchos escritores y viajeros europeos escriben sobre la gradual limpieza étnica de los serbios y de Vieja Serbia (Joseph Muller, Aleksandar F. Gilferding, Victor Berar, Ivan C. Iastrebov, Gaston Graviey otros). Hadzi Serafim Ristic, el archimandrita de Decani, el monasterio serbio, situado en Metohija, interpuso una apelación al sultán Abdul Asis, la que éste publicó después en forma del libro¨El llanto de Vieja Serbia¨ (Zemun 1864), dedicandolo al prelato inglés William Denton. En este libro se exponen con muchos documentos todos los crímenes que acometieron los albaneses contra los serbios en Metohija y Kosovo.

    La limpieza étnica de los serbios continuó aún más después de la fundación de la Liga Albanés en Prizren en el año 1878, que indudablemente resaltó las pretensiones de la creación de Gran Albania. El respectable histórico europeo Konstantin Jirecek afirma que en el período desde 1878 hasta 1912, cerca de 150.000 de serbios ortodoxos fueron empujados a las zonas centrales de Serbia actual (en aquellos tiempos el Reino de Serbia). A pesar de la supresión forzada y de masas de serbios de Kosovo y Metohija, en estas zonas, justo cien años atrás, el porcentaje de los serbios ortodoxos y musulmanes, y de los albaneses en su mayoría musulmanes fue 50% : 50% (El seminario teológico ortodoxo serbio fue fundado en Prizren en 1871). H.N. Brailsford en su libro Macedonia, escrito en el año 1905, está muy convincente en hablar sobre este proceso. Él dice que los albaneses demuestran ¨un terorismo medio feudal¨ hacía el mundo eslavo¨. En finales del siglo 19 y a comienzos del siglo 20, Austro-Hhungría prestaba apoyo a los albaneses en su avance a Vieja Serbia. El investigador británico R.G.D. Laffan, escribe entre otros hechos que : ¨El número de los albaneses aumentaba en Vieja Serbia porque Austria les apoyaba y incitaba. Deberíamos observar el mapa étnico de Serbia, que en el año 1909 publicó Alfred Stead, que demuestra que el número de los albaneses étnicos en Kosovo y Metohija fue muy limitado y que éstos eran en su mayoría ¨los serbios albanizados¨.

    Además de numerosas fuentes rusas, franceses y otras, sobre este proceso nos sirve de testimonio y el material diplomático inglés. Por ejemplo, ser George Banham escribe al marqués Lansdown, en el 7 de mayo de 1901, que 40 familias serbias, como consecuencia del terror albanés, fueron forzadas de huír al Reino de Serbia. Otro diplomático inglés, senor Jung, escribíó al marqués de Lansdown, en el 9 de setiembre del ano 1901, lo siguiente: ¨Vieja Serbia está una región todavía turbulenta por falta de ley, venganza y odio racial de los albaneses¨. En el mismo informe Young añade que continúan las persecuciones de la populación serbia y que 600 albaneses con la ayuda de 50 soldados turcos ¨reducieron un pueblo de 60 hogares a su cuarta parte¨. El informe de Young de diciembre 1901 es el testimonio de que desde la primavera hasta el diciembre, 250 familias serbias fueron expulsadas por terror albanés al Reino de Serbia.

    Este proceso fue parado en el año 1912, con la liberación de Vieja Serbia y toda Península Balcánica del poder turco, gracias a la acción común de los cristianos balcánicos. Pero se repitió en forma aún más brutal durante la Segunda Guerra mundial, durante la existencia de Gran Albania, nazi y facista, cuando la mayor parte de Metohija y una parte de Kosovo estaban incorporadas a esta zona creada por autoridades de ocupación. Además de 10.000 serbios asesinados, durante la ocupación facista en Kosovo y Metohija, entre 80.000 y 100.000 serbios fueron expulsados, mientras casi el mismo número de albaneses de Albania fueron colonizados a estas regiones serbias. Y Hermann Neubacher, el especial plenipotenciario político de Tercer Reich para Europa del sudeste, escribe sobre estos crímenes.

    Nuevas autoridades comunistas, en vez de volver a todos serbios exiliados a sus propiedades, sus campos y casas, les prohibió volver. La etapa final de la limpieza étnica de Kosovo y Metohija, fue ejecutada bajo el gobierno comunista, por los líderes políticos de la Provincia de Kosovo y Metohija. Los albaneses tenían el pleno poder en esta provincia, y en vez de usar esta autonomía para mejorar el ambiente multicultural y multiétnico de Kosovo y Metohija, ellos se concentraron a la limpieza étnica de estas regiones serbias. Parece absurdo, pero los políticos federales del estado de ex-Yugoslavia no hicieron nada para proteger a los serbios en esta provincia autónoma. Tratándose de la época reciente, existe una enorme documentación sobre todo este proceso, no sólo en archivos sino también, en documentos de video y sonido. Lamentablemente, los serbios, no hicieron nada para publicar este material extenso, ni lo presentaron al público europeo. Al contrario, hoy por el mundo se rumorea una cuasillamada verdad de que los srebios étnicamente limpian Kosovo y Metohija. En realidad ellos son unas grandes y trágicas víctimas de una de las mayores limpiezas étnicas en la historia europea contempóranea.



    El Llanto de Vieja Serbia¨



    ¨El llanto de Vieja Serbia¨, el libro escrito por el archimandrita del famoso monasterio serbio de Decani, situado en Metohija, representa el testimonio sistematizado y documentado sobre las dimensiones del terror y limpieza de los serbios en el territorio de Vieja Serbia durante la mitad del siglo 19. El contenido del libro antes de la publicación, estaba dirigido al sultan turco como la apelación, describiendo los sufrimientos de los serbios ortodoxos. El libro está dedicado al prelato inglés William Denton, el protector de los cristianos en Turquía, el ¨generoso amigo y defensor del pueblo serbio¨.

  8. #118
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    KOSOVO: SVIZZERA APPOGGIA INDIPENDENZA
    (ANSA-AFP) - BRATISLAVA, 29 NOV -
    La Svizzera sostiene l'indipendenza del Kosovo, la provincia meridionale della Serbia a maggioranza albanese. Lo ha detto a Bratislava il ministro degli Esteri elvetico signora Micheline Calmy-Rey. ''La Svizzera e la provincia del Kosovo intrattengono relazioni umane molto intense giacche' il 10% della popolazione del Kosovo abita in Svizzera e se succede qualcosa in Kosovo, se c'e' instabilita' in Kosovo, noi pure ne subiamo le conseguenze'', ha detto Calmy-Rey durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo slovacco Eduard Kukan. La Slovacchia, che e' stata appena eletta membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu per il biennio 2006-07, da parte sua non ha ancora preso una posizione ufficiale sulla questione. Kukan si e' limitato a affermare che la cosa piu' importante e' che una soluzione definitiva dello status del Kosovo non turbi ''la fragile stabilita''' della regione e sia ''una soluzione europea''. Gli albanesi, che costituiscono oltre il 90% della popolazione del Kosovo - sotto amministrazione Onu dal 1999 - reclamano l'indipendenza. Una soluzione respinta senz'altro dai serbi, che considerano la provincia come la culla della loro storia e della loro cultura. Il ministro Calmy-Rey aveva gia' espresso lo stesso punto di vista lo scorso agosto, suscitando reazioni indignate a Belgrado. (ANSA-AFP) LG
    29/11/2005 17:20


    Eccoli qua i ricconi panciuti d'Europa, che hanno ormai il cervello sfaldato a causa di tutte le tossine procurate da troppo star bene. Disgraziati. Proprio loro che non accettano ingerenze nella loro politica ( per cosa poi, per amministrare quattro vacche al pascolo !) vanno in giro a blaterare su cosa si debba fare a migliaia di chilometri di distanza. Se ne stiano zitti quei provincialotti nelle loro valli e si impiccino degli affari della stalla di famiglia.

  9. #119
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    Citazione Originariamente Scritto da Zmajèek
    KOSOVO: SVIZZERA APPOGGIA INDIPENDENZA
    (ANSA-AFP) - BRATISLAVA, 29 NOV -
    La Svizzera sostiene l'indipendenza del Kosovo, la provincia meridionale della Serbia a maggioranza albanese. Lo ha detto a Bratislava il ministro degli Esteri elvetico signora Micheline Calmy-Rey. ''La Svizzera e la provincia del Kosovo intrattengono relazioni umane molto intense giacche' il 10% della popolazione del Kosovo abita in Svizzera e se succede qualcosa in Kosovo, se c'e' instabilita' in Kosovo, noi pure ne subiamo le conseguenze'', ha detto Calmy-Rey durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo slovacco Eduard Kukan. La Slovacchia, che e' stata appena eletta membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu per il biennio 2006-07, da parte sua non ha ancora preso una posizione ufficiale sulla questione. Kukan si e' limitato a affermare che la cosa piu' importante e' che una soluzione definitiva dello status del Kosovo non turbi ''la fragile stabilita''' della regione e sia ''una soluzione europea''. Gli albanesi, che costituiscono oltre il 90% della popolazione del Kosovo - sotto amministrazione Onu dal 1999 - reclamano l'indipendenza. Una soluzione respinta senz'altro dai serbi, che considerano la provincia come la culla della loro storia e della loro cultura. Il ministro Calmy-Rey aveva gia' espresso lo stesso punto di vista lo scorso agosto, suscitando reazioni indignate a Belgrado. (ANSA-AFP) LG
    29/11/2005 17:20


    Eccoli qua i ricconi panciuti d'Europa, che hanno ormai il cervello sfaldato a causa di tutte le tossine procurate da troppo star bene. Disgraziati. Proprio loro che non accettano ingerenze nella loro politica ( per cosa poi, per amministrare quattro vacche al pascolo !) vanno in giro a blaterare su cosa si debba fare a migliaia di chilometri di distanza. Se ne stiano zitti quei provincialotti nelle loro valli e si impiccino degli affari della stalla di famiglia.

    VIVA L'INDEPENDENZA DEL KOSOVO !

    LIBERTA PER TUTTI POPOLI !

  10. #120
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    Citazione Originariamente Scritto da Mgj11
    VIVA L'INDEPENDENZA DEL KOSOVO !

    LIBERTA PER TUTTI POPOLI !
    Dove li trovi questi slogan, sui fustini del detersivo ?

 

 
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  3. Povero Marino, povero PD, ma soprattutto poveri noi
    Di Zukov II nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 20-01-10, 14:04
  4. Kossovo
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 72
    Ultimo Messaggio: 11-12-07, 23:12
  5. Kossovo serbo o Kossovo albanese?
    Di Mgj11 nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 227
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