La tesi di Dragos Kalajic ad Alfonsine (Ra)
"L’autentico nemico dell’Europa non è la Russia, ma l’Islam"
Si è svolta ad opera della sezione leghista di Alfonsine (Ra) la presentazione del libro Stato e Potenza del leader comunista Gennadij Zjuganov cui è seguìto un pubblico dibattito sul nazional-comunismo russo e il rapporto America-Eurasia. A Marco Montanari dell’Università di Bologna che ha contestato la definizione di nazional-comunismo assegnata a Zjuganov, sottolineando come il comunismo russo abbia ancora come faro lo stalinismo centralista, ha risposto Carlo Terraciano della rivista "Rosso è nero" che in Russia, nel ’93, fu testimone diretto della nascita di un fronte nazional-comunista denominato "Fronte di Salvezza Nazionale". "Oggi - ha detto - lo scenario politico russo non si divide più tra destra e sinistra: il vero scontro è tra gli internazionalisti filoamericani e i patrioti russi di ogni colore. Dalla fine della guerra mondiale in poi, tutte le alleanze militari filo-Usa hanno come obiettivo l’accerchiamento della Russia e la sua riduzione a suddito politico ed economico. Ma non si è considerato che l’ex Urss ha sempre avuto una coscienza imperiale e la guerra di Cecenia suona da avvertimento a coloro che danno già per morta la Russia ortodossa". Di Caucaso e Balcani ha poi parlato il giornalista Massimiliano Ferrari che ha ricordato la grande simpatia che la Lega prova per il mondo cristiano-slavo che in Serbia e nel Caucaso combatte e fa da argine all’avanzata dell’Islam. "L’ala pura e non mercantilista della Lega - ha detto - mette l’interesse della comunità di sangue al di sopra del benessere del singolo egoista e simpatizza per i fratelli slavi che si sacrificano in nome della comune patria europea e rifiuta la visione di coloro che straparlano di una ricca Europa occidentale da chiudersi ad est e da aprirsi a milioni di lavoratori musulmani "purché in regola col permesso di soggiorno". La rivolta cecena non è classificabile come autonomista: i ceceni, già autonomi, avrebbero potuto ottenere la piena indipendenza con il famoso referendum deciso per il 2001. Invece hanno dato il via ad una nuova fase di espansionismo islamico ai danni dell’Europa. Inoltre la Russia che perde i giacimenti del Cacauso equivale alla definitiva sudditanza energetica dell’Europa nei confronti dell’accoppiata amero-islamica che avrà il totale controllo delle aree gas-petrolifere e degli oledotti". L’ultimo intervento è stato quello del Prof. Kalajic, dell’istituto geopolitico di Belgrado, che ha ricordato come il futuro della Padania dipenda in maniera vitale dai processi incorso in Russia. "L’alleanza russo-europea - ha detto - è stata osteggiata per secoli dall’Inghilterra e oggi dagli americani che mirano al controllo del nostro continente e creano conflitti che oppongono europei ad europei. A giovare di questa situazione sarà la Turchia che si vuole fare entrare nella Ue consentendo così a 70 milioni di turchi e ad altri 100 milioni di turcofoni islamici di insediarsi nel cuore dell’Europa. La politica anticomunista della guerra fredda aveva come vero obiettivo la Russia e non il sistema comunista. Oggi un eventuale alleanza alle elezioni di marzo tra i nazionalcomunisti e un autorevole Putin liberatosi dai parassiti di corte potrà rappresentare l’inizio di un processo di liberazione dell’Europa".Fe. P.




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