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Discussione: Devolution

  1. #131
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da guardia arrubia
    Intendo che una buona parte di popolazione la porti all'indipendentismo non coi discorsi di principio (per quanto sacrosanti possano essere), ma con dei validi progetti e programmi volti a promuovere, nella futura repubblica indipendente, un modello socio-economico ben differente da quello che il colonialismo italiano ci impone.
    Precariato, disoccupazione, vertiginoso aumento del costo della vita, sono questi i problemi che affliggono la maggiorparte dei sardi e che stimolano la loro voglia di riscatto e di cambiamento: o l'indipendentismo saprà dargli (e ciò sicuramente non è semplice e richiede un lasso di tempo non irrilevante) delle risposte e delle valide alternative in questo senso o continuerà ad essere il fenomeno marginale che purtroppo è al giorno d'oggi.
    Ciao

    Penso che meriti uno sguardo agli amici svizzeri che per mantenere viva la loro indipendenza dalla EU hanno sviluppato una forte coscienza tradizionalista ed identitaria.
    Il luogo comune che gli svizzeri sfruttino i traffici bancari va sfatato.
    Gli svizzeri sono molto operosi, tendono da secoli ad essere autosufficienti in ogni genere di necessità, soprattutto alimentare ed energetica, poi medica, scientifica e tutto il resto. Non essendo la Confederazione nella EU, hanno sviluppato una coscienza comunitaria che li invita al consumo dei prodotti nazionali, nei loro supermercati gli spazi maggiori sono riservati ai loro prodotti.
    Preservano l'ambiente in cui vivono sopra ogni cosa.
    Questo per dire che in duecento anni di federalismo hanno creato una educazione sociale che gli permette di essere autosufficienti e liberi. Non è poco. I signori Nestlè ci sono e contano per uno, le decisioni più importanti sono sempre assunte da TUTTA la collettività con i referendum.
    Dai una occhiata alla loro Costituzione e vedrai che è ottima e federalista.
    Ciao.

  2. #132
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    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    In questo momento storico ritengo che non si possa anticipare la stesura di progetti che tendano a definire l’assetto socio economico di una nuova entità statuale.
    La decisione spetterà a tutte quell’ espressioni politiche della società sarda che accetteranno la soluzione indipendentista come valore assoluto da cui gettare le basi per la creazione di un nuovo soggetto che veda nel pluralismo ideologico la massima garanzia per un futuro di democrazia partecipativa. (...)Tuttavia questo non deve impedire che le diverse anime che coesistono nell’interesse comune per l’indipendenza non debbano trovare lo spazio necessario per stimolare il giusto confronto al nostro interno. Sarebbe assurdo e deleterio proporre anticipatamente un modello per una società futura che non assuma come principio la tutela delle diverse inclinazioni ideologiche.

    Ciao

    Questo è "trasversalismo" (non "pluralismo"). Piaccia o meno esso, tremendamente vecchio nei suoi postulati ideologici e dottrinari, conduce al "separatismo", che a sua volta è la negazione di un aperto e plurale movimento democratico di autogoverno nazionale(il quale può/deve anche passare attraverso una rigorosa e seria fase federalista).
    Ognuno è libero di seguire la strada che vuole; ma, posto che questa visione contraddice nella sostanza la storia del sardismo rivoluzionario, essa non mi appartiene. Non solo, personalmente, la reputo molto dannosa (per i sardi e la Sardegna).
    Per dirla tutta i due grandi "nemici ideologici" dei sardi che si sentono in grado di autogovernarsi, oggi sono il "trasversalismo" da una parte, e l'estremismo(in ogni sua salsa allucinata e strumentale) dall'altra.
    La Sardegna non è la Padania(!!!), la Sardegna non è il Chapas.

    In amicizia

    adiosu

  3. #133
    decolonizzare l'immaginario
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    [QUOTE=Iolao]Questo è "trasversalismo" (non "pluralismo"). Piaccia o meno esso, tremendamente vecchio nei suoi postulati ideologici e dottrinari, conduce al "separatismo", che a sua volta è la negazione di un aperto e plurale movimento democratico di autogoverno nazionale(il quale può/deve anche passare attraverso una rigorosa e seria fase federalista).
    Ognuno è libero di seguire la strada che vuole; ma, posto che questa visione contraddice nella sostanza la storia del sardismo rivoluzionario, essa non mi appartiene. Non solo, personalmente, la reputo molto dannosa (per i sardi e la Sardegna).
    Per dirla tutta i due grandi "nemici ideologici" dei sardi che si sentono in grado di autogovernarsi, oggi sono il "trasversalismo" da una parte, e l'estremismo(in ogni sua salsa allucinata e strumentale) dall'altra.
    La Sardegna non è la Padania(!!!), la Sardegna non è il Chapas.

    In amicizia

    ___________________________________________
    Sinceramente, credo che tu non abbia capito bene quello che sergiogabrcossu ha esposto e che è pura democrazia e pienamente condivisibile.
    In democrazia, TUTTE le espressioni e le sensibilità politiche hanno diritto di essere ascoltate e questo non può essere scambiato per qualcos'altro.
    Cos'è per te il "trasversalismo"?
    Cos'è per te la Padania?

  4. #134
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    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu
    Oggi SNI, rappresenta l’embrione della società che auspichiamo.Tuttavia questo non deve impedire che le diverse anime che coesistono nell’interesse comune per l’indipendenza non debbano trovare lo spazio necessario per stimolare il giusto confronto al nostro interno. Sarebbe assurdo e deleterio proporre anticipatamente un modello per una società futura che non assuma come principio la tutela delle diverse inclinazioni ideologiche.

    Ciao
    Ma Sergio, con tutto il rispetto, come si fa a portare avanti una strategia politica, abbondantemente sperimentata per più di 10 anni, che non ha dato nessun frutto, che è fallita miseramente?...ma prendere 5000 voti ad una elezione non son sufficienti? avere un movimento con nemmeno 50 militanti, e quasi tutti vecchi, non dovrebbe essere sufficiente per rendersi conto che il tentativo non è andato a buon fine?...e quando ci si rende conto che il tentativo, le proposta fatta, è fallita, non dovrebbe essere naturale cambiare facendo tesoro degli errori del passato?
    Oggi l'indipendentismo è in acque stagnanti, nonostante gli sforzi e l'entusiasmo dei ragazzi di irs (che perlomeno han fatto si che l'indipendentismo non morisse 3 anni fa umiliato per l'ennesima volta nella lista non-dipendentista di sardigna libera) perchè a mio avviso manca un dinamico e moderno soggetto politico socialista indipendentista.
    Come tra l'altro più volte abbiam detto, un partito o movimento, con una precisa visione socialista, non avrebbe avuto la pretesa di essere rappresentativo di tutti gli indipendentisti, ma cmq di una parte consistenti di questi. Tale soggetto, avrebbe avuto a nostro avviso la possibilità di attrare consensi anche da chi oggi non vota, non si sente rappresentato dai movimenti indipendentisti, e avrebbe potuto costruire con questi un fecondo e costruttivo dialogo.
    Questo era il senso della nostra proposta, le tesi angioyste, come abbiam voluto chiamarle.
    Questo tentativo non è stato accolto. Pensavamo, credevamo, potesse diventare Sardigna Natzione, anche in virtù della sua storia, e sicuri del fatto che il movimento, in crisi nera da tanti anni, avesse voglia di cambiare per rilanciarsi, il soggetto politico socialista di cui parlavo sopra.
    Sardigna Natzione, non avendo una forte identità e non essendo marcatamente evidente la differenza ideologica da irs è destinata inevitabilmente da questa ad esser ridotta a minimi termini.
    SN aveva allora due strade: (ri-)costruire una sua forte identità, in linea con la storia di quello che fu il PSIN una quindicina d'anni fa, ed occupare cosi un preciso spazio politico, quello dell'indipendentismo socialista.
    L'altra strada, quella su cui si è preferito continuare, radicalizzandola, era quella dell'organicità al sardismo, al psd'az, assumendo in questo il ruolo (nebuloso a nostro avviso) di cosiddetta avanguardia.
    Inutile dire che noi questa seconda strada non intendiamo percorrerla e non saremo certo complici di abigui progetti di poli o coalizioni federaliste-autonomiste-nazionalitare-non dipendentiste (che di indipendentista non avrebbero niente).

  5. #135
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    ma nell'assemble di settembre quelle tesi non erano state accolte positivamente dalla maggioranza dei presenti?
    perche all'improvviso si considerano sconfitte per qulache resistenza interna?
    non sarebbe logico aspettare il congresso e metterle a votazione?
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  6. #136
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    Citazione Originariamente Scritto da Ribellu
    Ma Sergio, con tutto il rispetto, come si fa a portare avanti una strategia politica, abbondantemente sperimentata per più di 10 anni, che non ha dato nessun frutto, che è fallita miseramente?...ma prendere 5000 voti ad una elezione non son sufficienti? avere un movimento con nemmeno 50 militanti, e quasi tutti vecchi, non dovrebbe essere sufficiente per rendersi conto che il tentativo non è andato a buon fine?...e quando ci si rende conto che il tentativo, le proposta fatta, è fallita, non dovrebbe essere naturale cambiare facendo tesoro degli errori del passato?
    Oggi l'indipendentismo è in acque stagnanti, nonostante gli sforzi e l'entusiasmo dei ragazzi di irs (che perlomeno han fatto si che l'indipendentismo non morisse 3 anni fa umiliato per l'ennesima volta nella lista non-dipendentista di sardigna libera) perchè a mio avviso manca un dinamico e moderno soggetto politico socialista indipendentista.
    Come tra l'altro più volte abbiam detto, un partito o movimento, con una precisa visione socialista, non avrebbe avuto la pretesa di essere rappresentativo di tutti gli indipendentisti, ma cmq di una parte consistenti di questi. Tale soggetto, avrebbe avuto a nostro avviso la possibilità di attrare consensi anche da chi oggi non vota, non si sente rappresentato dai movimenti indipendentisti, e avrebbe potuto costruire con questi un fecondo e costruttivo dialogo.
    Questo era il senso della nostra proposta, le tesi angioyste, come abbiam voluto chiamarle.
    Questo tentativo non è stato accolto. Pensavamo, credevamo, potesse diventare Sardigna Natzione, anche in virtù della sua storia, e sicuri del fatto che il movimento, in crisi nera da tanti anni, avesse voglia di cambiare per rilanciarsi, il soggetto politico socialista di cui parlavo sopra.
    Sardigna Natzione, non avendo una forte identità e non essendo marcatamente evidente la differenza ideologica da irs è destinata inevitabilmente da questa ad esser ridotta a minimi termini.
    SN aveva allora due strade: (ri-)costruire una sua forte identità, in linea con la storia di quello che fu il PSIN una quindicina d'anni fa, ed occupare cosi un preciso spazio politico, quello dell'indipendentismo socialista.
    L'altra strada, quella su cui si è preferito continuare, radicalizzandola, era quella dell'organicità al sardismo, al psd'az, assumendo in questo il ruolo (nebuloso a nostro avviso) di cosiddetta avanguardia.
    Inutile dire che noi questa seconda strada non intendiamo percorrerla e non saremo certo complici di abigui progetti di poli o coalizioni federaliste-autonomiste-nazionalitare-non dipendentiste (che di indipendentista non avrebbero niente).
    Non mi riferisco a SNI, parlo genericamente delle idee in discussione.

    La progettualità "angioysta" puntava al rilancio, sulla base della piattaforma storica e, anche, su quella tuttora vigente, di un movimento democratico-sociale pluralista, ampio e inclusivo.
    Voleva essere la risposta ad un "trasversalismo" che (per chi lo ha chiesto) si manifesta come l'imposizione imperativa di "non avere ideologie"(ideologia questa bizzarra tanto quanto distruttiva e totalizzante) per poter essere "indipendentisti".
    L'unità va costruita non sulla base di principi astratti,vaghi e generici, o sulla base dei singoli e quotidiani impegni concreti, ma sia sulla base dei valori primi che sulla base degli scopi finali. E' la matrice strategica a generare una tattica, non viceversa ("ABC").
    La struttura portante di questa unità veniva riconosciuta nelle fondamenta egualitariste delle cultura democratica e giacobina, sarda ed europea.
    Ovvio che, altresì, l'angioysmo era caratterizzato nei suoi sostenitori da una forte componente socialista (socialista-libertaria, socialista-patriottica, ecologista, democratico-radicale e neocomunista): ed è ovvio è giusto che l'angioysmo stesso possa evolversi come cultura politica nel senso definito dai suoi promotori.

    L'autodeterminazione è un mezzo per garantire ai sardi (e all'ambiente sardo complessivo), il diritto a vivere secondo equità e giustizia, conformemente ai propri peculiari bisogni ed alle proprie aspettative.

    Arrivederci e un saluto a tutti con amicizia

  7. #137
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    [QUOTE=sergiogabrcossu][QUOTE=juanna maria]
    Citazione Originariamente Scritto da sergiogabrcossu





    Bha...no est una novidade..........semus logu 'e presoneris dae chentochimbanta annos pro s'italia


    ...chin su "particolare" chi est unu donu de s'amicu...tuos non meos leghistas

  8. #138
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da Iolao
    Non mi riferisco a SNI, parlo genericamente delle idee in discussione.

    La progettualità "angioysta" puntava al rilancio, sulla base della piattaforma storica e, anche, su quella tuttora vigente, di un movimento democratico-sociale pluralista, ampio e inclusivo.
    Voleva essere la risposta ad un "trasversalismo" che (per chi lo ha chiesto) si manifesta come l'imposizione imperativa di "non avere ideologie"(ideologia questa bizzarra tanto quanto distruttiva e totalizzante) per poter essere "indipendentisti".
    L'unità va costruita non sulla base di principi astratti,vaghi e generici, o sulla base dei singoli e quotidiani impegni concreti, ma sia sulla base dei valori primi che sulla base degli scopi finali. E' la matrice strategica a generare una tattica, non viceversa ("ABC").
    La struttura portante di questa unità veniva riconosciuta nelle fondamenta egualitariste delle cultura democratica e giacobina, sarda ed europea.
    Ovvio che, altresì, l'angioysmo era caratterizzato nei suoi sostenitori da una forte componente socialista (socialista-libertaria, socialista-patriottica, ecologista, democratico-radicale e neocomunista): ed è ovvio è giusto che l'angioysmo stesso possa evolversi come cultura politica nel senso definito dai suoi promotori.

    L'autodeterminazione è un mezzo per garantire ai sardi (e all'ambiente sardo complessivo), il diritto a vivere secondo equità e giustizia, conformemente ai propri peculiari bisogni ed alle proprie aspettative.

    Arrivederci e un saluto a tutti con amicizia

    Non condivido UNA parola di quello che sostieni e non lo trovo nemmeno in sintonia con la posizione di quanti intervengono in questo 3D che parlano di indipendenza (giustamente), e non di autonomia...

  9. #139
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    Citazione Originariamente Scritto da Iolao
    Questo è "trasversalismo" (non "pluralismo"). Piaccia o meno esso, tremendamente vecchio nei suoi postulati ideologici e dottrinari, conduce al "separatismo", che a sua volta è la negazione di un aperto e plurale movimento democratico di autogoverno nazionale(il quale può/deve anche passare attraverso una rigorosa e seria fase federalista).
    Ognuno è libero di seguire la strada che vuole; ma, posto che questa visione contraddice nella sostanza la storia del sardismo rivoluzionario, essa non mi appartiene. Non solo, personalmente, la reputo molto dannosa (per i sardi e la Sardegna).
    Per dirla tutta i due grandi "nemici ideologici" dei sardi che si sentono in grado di autogovernarsi, oggi sono il "trasversalismo" da una parte, e l'estremismo(in ogni sua salsa allucinata e strumentale) dall'altra.
    La Sardegna non è la Padania(!!!), la Sardegna non è il Chapas.

    In amicizia

    adiosu


    Mi dispiace, ma non riconosco nelle tue considerazioni la politica di SNI, in nessuna delle sue espressioni, ne tanto meno riflettono la mia concezione dell’indipendentismo.
    Non è con l’addebito gratuito al nostro movimento di presunte connotazioni politiche senza nessun costrutto logico che si possa intavolare un confronto serio.


    Trasversalismo = unione di formazioni eterogenee di natura complessa che hanno come obiettivo il controllo di un sistema.

    - ritengo che sia un concetto che non si possa applicare al nostro movimento in quanto organismo composto da individui e non da formazioni.

    Separatismo = tendenza a separare una cosa, un gruppo, un sistema ecc…,per formarne uno uguale completamente autonomo.

    - ne abbiamo già discusso abbondantemente. La differenza con l’indipendentismo è molto sottile ma esiste:noi non ci consideriamo la stessa cosa dell’Italia, ma una cosa diversa che si rende indipendente.


    Federalismo= sistema politico per cui diversi stati indipendenti si raggruppano in organismi più vasti.


    - noi non escludiamo la possibilità di federarsi con altri stati, ma ciò deve avvenire nella massima libertà e in una condizione priva di qualsiasi condizionamento. L’indipendentismo è una fase che precede per sua natura il federalismo.


    Pluralismo= ogni dottrina che affermi la realtà o la legittimità in qualsiasi campo, di una pluralità di enti.

    Credo di avere interpretato efficacemente in tutti i miei interventi lo spirito democratico di SNI, nell’ auspicare il massimo coinvolgimento di tutte le espressioni politiche che costituiscono la società sarda qualora questa decidesse di accettare l’opzione indipendentista.


  10. #140
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    Citazione Originariamente Scritto da Genyo
    Non condivido UNA parola di quello che sostieni e non lo trovo nemmeno in sintonia con la posizione di quanti intervengono in questo 3D che parlano di indipendenza (giustamente), e non di autonomia...
    L'angioysmo è purissimamente indipendentista.
    Le diverse anime di questo, come Iolao ha ricordato, da quella socialista a quella neocumista, si muovono solo e unicamente nella comune strada indipendentista.
    Nessuno di noi ha mai parlato di autonomismo, non capisco da quali parole trai questa conclusione.
    Saluti

 

 
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