
Originariamente Scritto da
widukind
Se imputi la caduta dell'Impero al cristianesimo davvero della Storia hai una visione distorta e partigiana.
L'Impero è imploso per vari motivi: il sistema economico e di tassazione era assolutamente inattuale per le dimensioni raggiunte dai possedimenti di Roma (era basato ancora sui canoni repubblicani, seppur con qualche tentativo di modifica),e lo stesso vale per l'assetto politico provinciale; le pressioni delle popolazioni "barbariche" sui confini non erano contenibili; lotte per le successioni dinastiche erano all'ordine del giorno, l'incertezza del potere che non faceva che destabilizzare la situazione delle province; spinte autonomiste da piu parti (ad esempio la Gallia, Antiochia), fenomeni di rivolta antiromana diffusi (bacauda, ispanici, protogalliziani e piu tardi circumcellioni, ma si parlerebbe del post 325 e di un fenomeno legato al donatismo).
Che il cristianesimo abbia fatto parte di un fenomeno parzialmente disgregativo è senz'altro vero. Ma non è stata la causa prima della caduta dell'Impero.
Ricorderei poi, che il politeismo è sopravvissuto (a dir la verità l'ha fatta da padrone) fino alla tarda antichità in tutte le province specialmente nelle campagne (pagus,i : villaggio rurale, da cui pagano) mentre i centri cristiani erano le città (in parte).
Tanto per dire, il senato è rimasto politeista fino all'epoca di Costantino, e oltre. L'Imperatore (Costantino prima, Teodosio poi) non ha fatto altro che assecondare la tendenza religiosa del momento, sancendo poi (se non ricordo male prima del concilio di Nicea, convocato dall'Imperatore stesso) la non preclusione ai cristiani del servizio militare.
E tra l'altro,il cristianesimo è stato un fenomeno del tutto minoritario (fino al termine del secondo secolo le fonti non hanno nemmeno chiara la distinzione tra ebrei e cristiani, ovvero, non se ne interessavano e la consideravano una setta tanto quanto altre religioni orientali) tra la popolazione romana, semmai interessava schiavi stranieri e qualche intellettuale particolarmente filorientale.
Per ultima cosa, ricorderei che la regola, a Roma, era di avere rispetto per tutte le religioni (ebraica compresa) e tutte le popolazioni, per lo meno finchè non si dimostrassero particolarmente pericolose per lo status quo.
E' bello vedere che tutti si riempiono la bocca parlando di Roma, per poi uscirsene con cagate come "noi romani siamo naturalmente xenofobi" (cito da "Etica Romana" un libello che m'è capitato tra le mani) o parlando di intolleranza religiosa...
Il mio Album di Storia Panini con le figurine dice questo.
Ps: tanto per chiarire, non sono Cattolico e nemmeno difendo le posizioni ultime di Benedetto XVI, ma un po' di onestà intellettuale non guasta, altrimenti facciamo lo stesso gioco dei compagni.