
Originariamente Scritto da
Alvise Nutti
Dico la mia:
Può sembrare forzato attribuire una etichetta politica moderna, nata dopo il 1789 ed in riferimento al 1789, a Platone (428-347 ac).
Molti lo hanno fatto, giustificandosi con paralleli e similitudini tra la situazione politica greca (ed in particolare ateniese), subito successiva alla sconfitta di Atene nella Guerra Peloponnesiaca (Trenta Tiranni, restaurazione del regime democratico, processo a Socrate...), e le questioni di eguaglianza e democrazia nate con la Rivoluzione Francese.
Non è un filo logico che seguirei, perché Platone, nel delineare il suo pensiero politico, è sicuramente influenzato dal suo essere un aristocratico e dalla sua antipatia per i regimi democratici del tempo, ma egli si pone, nel delineare il modello di Stato ideale, in una prospettiva volutamente astorica, tendenzialmente slegata il più possibile dagli eventi contingenti. Se poi si considerano le differenze profonde tra la democrazia greca antica e la cosiddetta "democrazia moderna", il paragone mi si fa sempre più sfumato.
Io mi limito a rilevare quali siano le caratteristiche fondamentali del pensiero platonico: gerarchia, educazione e guida degli inferiori da parte dei superiori (vedi mito della caverna,dove il segreto non è dato di conoscere a tutti), organicismo.
Gli aspetti anti-individualisti e comunitari potrebbero essere giudicati "di sinistra" solo da chi ha una visione della destra limitata al liberalismo (che non mi stancherò mai di dire che a Destra è in realtà un intruso).
Il Platone delle Leggi (che, a differenza della Repubblica, non ho mai avuto modo di leggere, e conosco solo per sunti), si "ammorbidisce", ma in realtà mantiene ferme tutte le sue convinzioni, si limita a passare dall'indicare un modello ideale di Stato (che per sua stessa ammissione era pressoché impossibile da realizzare, e doveva rappresentare per chi governava le comunità reali un ideale a cui tendere il più possibile), ad indicare un modello concreto, che tiene in maggiore conto le condizioni storiche e le debolezze umane.