Rutilio Caludio Namaziano
452 D.C



E' già sciolto l'abbraccio della città amata
siamo piegati, e a stento ci rassegnamo
al ritardato viaggio.
Si sceglie il mare, perchè le vie di terra
fradice in piano per i fiumi,
sui monti sono aspre di rocce.
Dopo che i campi di Tuscia,
dopo che la via Aurelia,
sofferte a ferro e fuoco
le orde dei Goti,
non domano più le selve
con locande, nè i fiumi coi ponti,
è meglio affidare le vele al mare.
Molti baci posiamo sulle porte della città
lasciandola, controvoglia.
Ecco i piedi superano la soglia sacra.
Ne chiediamo perdono con lacrime
e offrendo in sacrificio lodi,
per quanto lascia fluire le parole
il pianto.