Io, da liberale, sono del tutto contrario ad amnistie e indulti.
Ma è indubitabile che la condizione del detenuto è inumana.
In carcere non si ha alcuna assistenza medica. Danno farmaci palliativi, senza permettere analisi serie. Molti ammalati di tumore o di altre malattie degenarative non hanno alcuna possibilità di scoprire il loro male in tempo e farsi curare.
Solo un tossicodipendente sui 10 è sotto cura metadonica. Il resto si droga all'interno del carcere. Vi lascio immaginare chi fa passare la droga. Il 10% dei detenuti ha l'HIV, coi rischi di contagio che possiamo immaginare.
Le celle sono sovraffollate, spesso con servizi igienici costituiti da una turca, senza alcuna divisione dai locali dove si dorme e si vive. Le docce spesso si possono fare 2 volte a settimana.
La violenza carceraria da parte della polizia penitenziaria e degli altri detenuti è all'ordine del giorno.
Per ogni minima incombenza c'è bisogno di fare la "domandina". Spesso i detenuti non trovano materialmente i moduli per fare la "domandina" oppure le domandina fa la fine della carta igienica.
I magistrati di sorveglianza fanno passare mesi prima di esaminare una "domandina".
Pochissimi detenuti sono ammessi al lavoro in carcere. Nessun programma riabilitativo, nessuna possibilità di uscire da 24 ore al giorno di noia e frustrazione.
Io sono contrario a tutto ciò che intacca la certezza della pena. Ma Castelli non ha fatto molto per la condizione carceraria. E' stata iniziata una blanda politica di edilizia carceraria. Ma i frutti, se si vedranno, si avranno tra decenni. La ex Cirielli porterà in carcere altri 20.000 detenuti in più. A fronte di una capienza legale di 42.000 detenuti, oggi in Italia abbiamo 60.000 detenuti.
La ex Cirielli farà scoppiare le carceri. Non so quale sia la strada giusta tra avere criminali in libertà e tenerli in una condizione subumana.
Certo è che Castelli, come i suoi predecessori, se ne sono fregati della condizione carceraria.




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