Per Alvise Nutti
Cosa fa il governo mi interessa poco (o meglio, mi interessa perché la sua scarsa incisività ha delle ricadute negative). In quanto alle quote ristrette che incentivano i clandestini...
Nel 2004 le richieste presentate alle direzioni provinciali del lavoro rispetto alle quote concesse erano in rapporto di 4 a 1: cioè una quota concessa per 4 contratti per extra-UE già pronti. Aggiungamoci il fatto che è impossibile per legge entrare in Italia per cercare lavoro (non esiste il permesso di soggiorno per tale motivo).
Domandina: come fa un extra-UE a farsi fare un contratto dall'Italia se non può neanche presentarsi ad un colloquio conoscitivo? A me non mi ha mai assunto nessuno senza vedermi in faccia prima...
Magari perchè è già qua come clandestino, lavora in nero, il suo datore quando esce il decreto flussi gli fa un contratto, e lui rientra al suo paese (clandestinamente come era arrivato) per farsi rilasciare il visto per lavoro dal consolato italiano.
E gli altri 3 contratti su 4 non accettati? Continueranno a lavorare in nero.. moltiplicandosi di anno in anno ...
...ti dico che, se ci fosse la volontà politica, si potrebbero respingere tranquillamente tutti i clandestini. Ci vorrebbe anche una certa rigidità per scoraggiare i clandestini, stabilendo che chi è stato clandestino non potrà mai ottenere un permesso di soggiorno. Insomma, la logica inversa delle sanatorie.
Balle. Le statistiche del ministero dell'interno dicono che il 75% dei clandestini sono "overstayers", cioè entrati regolarmente in Italia, spesso con un visto turistico (che non essendo convertibile in lavorativo, porta inevitabilemente alla clandestinità per chi non rientra nei termini stabiliti nel paese d'origine).
Chi è stato clandestino ed è stato espulso non può ottenere più il permesso di soggiorno per un periodo che di norma è 10 anni; se non sono stati commessi altri reati il giudice può ridurre tale sanzione, che comunque non può per legge essere inferiore ai cinque anni.
Inoltre chi ha subito un'espulsione e viene trovato nuovamente sul territorio italiano viene condannato da 1 a 5 anni di reclusione (art. 13 bis). Pena maggiore di chi falsifica i bilanci truffando migliaia di risparmiatori...
A me non importa proprio nulla se l'immigrato abbia colpa o no. A me importa che l'immigrato non possa immettersi sul mercato del lavoro interno ove ritenuto lesivo degli interessi nazionali, e possa farlo solo ove necessario.
E chi stabilisce cosa e come è lesivo per l'interesse nazionale? L'anno scorso Confidustria per bocca di Montezemolo si è lamentata a più riprese per la questione delle quote, per non parlare degli agricoltori sugli stagionali. Da una parte abbiamo una flessibilità estrema con la legge Biagi, dall'altra una rigidità e una burocrazia estrema con la Bossi-Fini, cosa che a molti datori di lavoro non piace.
In quanto ai ricongiungimenti, non dirmi che oggi sono pochi. Le torme di migranti si portano dietro moglie e numerosi figli minorenni, il che mi basta ed avanza.
L'articolo 29 della nostra Costituzione garantisce il diritto all'unità familiare.
L'articolo 30 stabilisce che è diritto e dovere dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.
Vietare il ricongiungimento della moglie/marito e dei figli minorenni porterebbe a legittime obiezioni di incostituzionalità di una norma così restrittiva.


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