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Dado85
ROMA — Prima un attimo di sconforto: «Ecco, ci mancava anche questa...». Poi la decisione di non prestare il fianco a equivoci, intervenendo in prima persona. Romano Prodi non ha avuto esitazioni nel dissociarsi totalmente dalla manifestazione di domani in piazza Farnese, a Roma, durante la quale alcune coppie di fatto renderanno pubblica la loro convivenza in una sorta di «nozze simboliche».
TELEFONATA ALL'ARCIGAY - Con toni piuttosto eloquenti, il leader dell'Unione ha telefonato a Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay e deputato diessino, comunicandogli di «non condividere nella maniera più assoluta» le modalità della manifestazione ed esprimendo «tutta la sua amarezza» per il rischio che iniziative di questo tipo possano esporre la coalizione a polemiche strumentali su quella parte del programma che prevede il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto.
CONTESTAZIONE - Prodi ha anche contestato il contenuto della manifestazione: «È un inutile scimmiottamento dei matrimoni: non è certo con iniziative di dubbio carattere folcloristico che si affronta una questione così socialmente delicata». Viene da lontano la rabbia del Professore. Sono mesi che battaglia dentro e fuori la coalizione sulle coppie di fatto. Accusato dal centrodestra di sposare posizioni simili a quelle di Zapatero e costretto a faticose mediazioni con l'ala rutelliana dell'Unione (più sensibile alle istanze della Chiesa), Prodi, «assolutamente convinto della necessità di dare un riconoscimento giuridico alle coppie di fatto, ma nello stesso tempo contrario a matrimoni e adozioni gay», è riuscito solo di recente a trovare una formula condivisa dall'intera coalizione. Nella bozza di programma elaborata in dicembre nel seminario di San Martino in Campo, sostituito il termine «coppia di fatto» con «unioni civili», vengono sancite forme di riconoscimento più blande di quelle previste dal modello dei Pacs francesi, facendo rientrare la questione in un ambito più privatistico. Una mediazione difficile, che ha consentito a Prodi di incassare il via libera dei centristi dell'Unione, mantenendo agganciata l'ala più radicale. Ma ora la cerimonia di piazza Farnese rischia di riaccendere gli animi. «È assurdo che il dibattito si concentri solo sulle coppie gay, dimenticando che il nostro obiettivo è invece dare un riconoscimento a tutte le convivenze, la maggioranza delle quali sono eterosessuali»: nasce da qui la rabbia prodiana.
Francesco Alberti (gaynews.it)
di marco occhipinti
Roma Registro delle Unioni civili la delibera arriva in Campidoglio Prc:"Ora la porteremo al voto del consiglio" Polemiche dopo la bocciatura dell'XI municipio. Critiche dal mondo della Chiesa alla tre giorni di manifestazioni per i diritti dei gay MARCO OCCHIPINTI La discussione sull'istituzione di un registro delle unioni civili arriva in Campidoglio. Ad annunciarlo Patrizia Sentinelli, capogruppo del Prc al Comune, il giorno dopo della bocciatura della delibera presentata all'XI Municipio da Ds, Prc, Verdi e Lista civica per Veltroni, che ha visto a sorpresa il voto contrario della Margherita. "Prossimamente anche in consiglio comunale - dichiara la Sentinelli - si discuterà su una delibera per l'istituzione del registro delle unioni civili. Mi auguro che in quella occasione si trovi la compattezza necessaria, tra tutte le forze di maggioranza, per approvare un provvedimento pronto già da tempo e sostenuto dalle firme di tutti i partiti del centrosinistra, compresa la Margherita". La proposta in questione è analoga a quella approvata a dicembre in X municipio e respinta l'altro ieri all'XI: l'istituzione di un registro per le coppie di fatto, etero e omosessuali, che consenta l'accesso ai servizi sociali municipali. Intanto la comunità gay e lesbica della capitale fa sentire la sua voce, in vista della tre giorni sui diritti civili dei gay e per rilanciare i Pacs, che avrà il suo evento clou nella manifestazione nazionale di sabato pomeriggio in piazza Farnese dal titolo "Tutti in Pacs". E scoppia la polemica, sia sulla tre giorni che sul registro per le coppie di fatto. Le prime critiche del mondo della Chiesa arrivano da monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense: "Queste manifestazioni non permettono né il progresso, né lo sviluppo della società". Seguito a ruota dalla diocesi di Roma, nella persona di Ciro Intino, segretario generale del Forum delle associazioni familiari del Lazio, organismo molto vicino al cardinale vicario Camillo Ruini e che esprime soddisfazione per ciò che è avvenuto in XI municipio: "è stato sventato un tentativo di aggirare surrettiziamente precise norme di legge, anche di rilievo costituzionale". Mentre il sindaco Walter Veltroni ieri ha ribadito la sua posizione già espressa in precedenza - "è un tema che va affrontato in sede parlamentare e non riguarda le amministrazioni locali" - il X municipio continua dritto per la sua strada. La delibera sarà operativa nella seconda metà di gennaio e ci sarà anche una "piccola cerimonia" per dare avvio al registro. Ad assicurarlo è il presidente del municipio Sandro Medici (Prc) a cui sono arrivate già 15 richieste di iscrizione e che così risponde alle critiche: "In ogni caso la decisione è stata presa dal consiglio del X municipio, che è sovrano nel suo ambito territoriale: anche se il consiglio comunale si pronunciasse contro, il nostro municipio non ne terrà conto".
(Repubblica, La del 12/01/2006)
Andassero tutti a quel paese, Prodi, Veltroni (che tanto ci aveva promesso e nulla ha mantenuto) e la margherita.
sapesse Prodi quante pillole amare dobbiamo ingoiare noi.